25 Giugno 2021
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Valdesi e metodisti del centro-Italia contro razzismo e discriminazione

26-06-2018 10:08 - News
Si è conclusa il 17 giugno la conferenza del III Distretto delle chiese metodiste e valdesi, riunite a Firenze (Reggello)

Le quattro "conferenze distrettuali" delle chiese metodiste e valdesi, suddivise come di consueto nei rispettivi territori (Nord, Centro e Sud Italia, Valli valdesi), si sono riunite nelle ultime settimane in vista del Sinodo, convocato dal 26 al 31 agosto a Torre Pellice (TO).

La conferenza del III Distretto, appena conclusasi a Casa Cares (Reggello), in provincia di Firenze, ha elaborato un ordine del giorno in cui "dichiara la propria sofferenza e preoccupazione per il clima di chiusura, razzismo e discriminazione che cresce nel nostro paese e per la costruzione della paura nei confronti dell´´altro/a´ (siano essi migranti, stranieri, detenuti, appartenenti alla comunità LGBT, Rom, Sinti e Camminanti e chiunque venga stigmatizzato sulla base del colore della pelle, dell´orientamento sessuale, del ceto sociale, della salute psicofisica); esprime la propria solidarietà verso tutti e tutte coloro che ne sono vittime, in particolare nei confronti dei migranti e delle vittime di tratta, che vengano criminalizzati e rifiutati dal Governo italiano; denuncia la chiusura dei porti e i respingimenti in mare come contrari al diritto umanitario e allo spirito di accoglienza che proviene dall´Evangelo; sostiene il lavoro di quanti e quante operano in favore di un´accoglienza solidale, dignitosa e inclusiva anche all´interno delle nostre chiese e della nostra diaconia; invita le chiese del Distretto ad aprire i propri spazi e le proprie strutture, in collaborazione con la Diaconia valdese, costruendo progetti di accoglienza secondo la vocazione ad essere comunità profetiche; invita le chiese a vigilare sulla difesa dei diritti umani, in particolare delle fasce più fragili della società".

A chiusura dei lavori, la conferenza ha voluto sintetizzare i temi attraverso i versetti biblici del Deuteronomio 16,19-20: "Non farai violenza al diritto. La giustizia e solo la giustizia seguirai".

Fenomeni migratori e accoglienza sono temi al centro dell´attenzione anche per il IV distretto, recentemente riunitosi a Guardia Piemontese.


Fonte: NEV - notizie evangeliche
UN GIORNO UNA PAROLA
2021
G I U G N O


Versetto del mese
Bisogna ubbidire a Dio anziché agli uomini

(Atti degli apostoli 5,29)




Salmo della settimana: 12

Venerdì 25 Giugno

La sua fedeltà ti sarà scudo e corazza (Salmo91,4)
Gesù dice: «Se perseverate nella mia parola, siete veramente miei discepoli; conoscerete la verità e la verità vi farà liberi» (Giovanni 8,31-32)

Il cristiano è mandato allo scoperto, dove «deve restare saldo» con l unico «scudo della fede» e «l elmo della salvezza» e «la spada dello Spirito, che è la parola di Dio, con ogni sorta di preghiere e di supplica» come armi di difesa e di offesa.
Hans Urs Von Balthasar


Matteo 10, 26-33; Atti degli apostoli 13, 13-25


















Preghiera

Signore siamo deboli, timorosi, piccoli.
Ma forse tu vuoi servirti ugualmente di noi.
Facci entrare nel tuo lavoro, non permetterci di aver vissuto per niente.
Conosci quello che siamo, sai che abbiamo, tutti, sete di te,
della vita, della salvezza che ci offri.
Concedici di essere forti in te. Amen


COMMENTO AL VERSETTO
Il frutto dello Spirito è amore, gioia, pace, pazienza, benevolenza, bontà, fedeltà, mansuetudine, autocontrollo
Galati 5, 22
Diceva Martin Lutero: «Dove Dio ha costruito una chiesa, il diavolo costruisce anche lui una cappella». È vero. Il diavolo si fa sentire. E come. Siamo soliti ascoltare le cose negative intorno a noi, anche se le cose positive sono presenti. Per una ragione o altra quelle negative lasciano un segno profondo. Già per questo la vecchia abitudine di imparare a memoria questa frase dell’apostolo Paolo è un consiglio più che buono. Riporta in primo piano il frutto dello Spirito.

Il frutto dello Spirito, al singolare. Le nove parole insieme formano il frutto dello Spirito. Non se ne possono scegliere alcune, e lasciarne da parte altre. Sono come gli spicchi di un mandarino, insieme formano il mandarino. Insieme questi spicchi formano il frutto dello Spirito.

Il frutto dello Spirito. Un frutto ha bisogno del tempo per crescere. Inoltre non cresce da solo. Grazie a Dio il frutto cresce. Ma questo non toglie la nostra responsabilità. Dal seme al frutto. Su molte cose non possiamo incidere più di tanto, penso al sole o alle tempeste ma possiamo comunque annaffiare, fertilizzare, potare.

Si può parlare del fattore Dio e del fattore umano con il frutto dello Spirito. Il fattore Dio implica che il frutto è in definitiva un dono di Dio, che è lo Spirito che permette al frutto di crescere nella tua vita. Ma il fattore umano è che ti concentri consapevolmente su quel frutto, che rimuovi gli ostacoli, che togli le erbacce, che dai l’acqua quando serve, etc.

Quando il frutto dello Spirito fiorisce nelle nostre vite, questo è in primo luogo un dono di Dio, ma anche i nostri sforzi hanno un loro ruolo. Dio ci vuole partecipi nel suo Regno.


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