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Valdesi e metodisti. Il 24 agosto al via l´annuale Sinodo di Torre Pellice

19-08-2014 09:01 - News

L´annuale Sinodo delle chiese metodiste e valdesi si terrà, com´è tradizione, dal 24 al 29 agosto presso la "Casa valdese" di Torre Pellice (Torino). Tra i temi all´attenzione dei 180 sinodali - pastori e "laici" in numero uguale - figureranno la missione delle chiese nell´Italia e nell´Europa caratterizzate dalla crisi, la formazione giovanile e l´interculturalità, l´essere chiesa insieme, l´ecumenismo, il Cinquecentenario della Riforma nel 2017, la libertà religiosa in Italia e l´Otto per mille. Lo ha anticipato il moderatore della Tavola valdese, il pastore Eugenio Bernardini, a capo dell´organo esecutivo dell´Unione delle chiese metodiste e valdesi.

A dare il via ai lavori sinodali sarà il culto d´apertura che si terrà il 24 agosto alle 15.30 nel tempio di Torre Pellice. La predicazione è affidata al pastore Claudio Pasquet. Durante il culto sarà consacrato al ministero diaconale Demetrio Canale.

Sabato 23 agosto dalle 14:30 presso la Casa Unionista di Torre Pellice si terrà il consueto appuntamento "presinodo", evento organizzato dalla Federazione giovanile evangelica italiana (F.G.E.I.) con Radio Beckwith (RBE) e il Coordinamento attività scoutistiche distrettuali (C.A.S.D.), dal titolo "Il nuovo, l´occulto, l´ignoto. Imparare a conoscere e condividere nella mediazione". Alle ore 16:00 presso la biblioteca di Torre Pellice avrà luogo anche il "presinodo" delle donne, organizzato dalla Federazione delle donne evangeliche in Italia (FDEI) e dalla Federazione femminile valdese e metodista (FFEVM), dal titolo "Costruiamo nuove relazioni".

Fonte: NEV

UN GIORNO UNA PAROLA

2020

L U G L I O
Versetto del mese:
L’angelo del Signore tornò una seconda volta,
toccò Elia, e disse:
«Alzati e mangia, perché il cammino è troppo lungo per te»
(I Re 19, 7)



Salmo della settimana : 106, 1-23

Sabato 4 Luglio

Il Signore dice: «Io mi volgerò verso di voi, vi renderò fecondi e vi moltiplicherò e manterrò il mio patto con voi» (Levitico 26, 9)
Tutte le promesse di Dio hanno il loro «sì» in lui; perciò pure per mezzo di lui noi pronunciamo l’Amen alla gloria di Dio (II Corinzi 1, 20)

Noi diciamo Amen. E ciò rimane vero per sempre, poiché in tutto e per tutto noi siamo consacrati/e al Nome che ci vince con l’amore; e perciò noi siamo uniti/e gli uni alle altre.
Ermuth Dorothea von Zinzendorf

Giona 3, 1-10; I Re 13,11-34




Preghiera


Signore,
nella nostra stanchezza poni su di
noi la tua mano che ridona vigore;
Fa’ soffiare il tuo Spirito che dona
vita nuova.
Non lasciare che la nostra
Esistenza si spezzi in mille
Frammenti e disperda il suo senso
In mille incombenze quotidiane.
Donaci di udire ogni giorno
di nuovo la tua chiamata a
seguire i tuoi passi sul cammino
della nostra esistenza e donaci
di saperci rispondere con fede,
speranza e amore.
Con te, Signore, c’è sempre una
parola nuova da imparare,
nuova speranza in cui
porre fiducia. La nostra vita
sia un grazie a te, un canto di
riconoscenza per la tua grazia, il
tuo perdono la tua salvezza. Nel
nome di Gesù. Amen




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COMMENTO AL VERSETTO

Il frutto dello Spirito è amore, gioia, pace, pazienza, benevolenza, bontà, fedeltà, mansuetudine, autocontrollo
Galati 5, 22

Diceva Martin Lutero: «Dove Dio ha costruito una chiesa, il diavolo costruisce anche lui una cappella». È vero. Il diavolo si fa sentire. E come. Siamo soliti ascoltare le cose negative intorno a noi, anche se le cose positive sono presenti. Per una ragione o altra quelle negative lasciano un segno profondo. Già per questo la vecchia abitudine di imparare a memoria questa frase dell’apostolo Paolo è un consiglio più che buono. Riporta in primo piano il frutto dello Spirito.

Il frutto dello Spirito, al singolare. Le nove parole insieme formano il frutto dello Spirito. Non se ne possono scegliere alcune, e lasciarne da parte altre. Sono come gli spicchi di un mandarino, insieme formano il mandarino. Insieme questi spicchi formano il frutto dello Spirito.

Il frutto dello Spirito. Un frutto ha bisogno del tempo per crescere. Inoltre non cresce da solo. Grazie a Dio il frutto cresce. Ma questo non toglie la nostra responsabilità. Dal seme al frutto. Su molte cose non possiamo incidere più di tanto, penso al sole o alle tempeste ma possiamo comunque annaffiare, fertilizzare, potare.

Si può parlare del fattore Dio e del fattore umano con il frutto dello Spirito. Il fattore Dio implica che il frutto è in definitiva un dono di Dio, che è lo Spirito che permette al frutto di crescere nella tua vita. Ma il fattore umano è che ti concentri consapevolmente su quel frutto, che rimuovi gli ostacoli, che togli le erbacce, che dai l’acqua quando serve, etc.

Quando il frutto dello Spirito fiorisce nelle nostre vite, questo è in primo luogo un dono di Dio, ma anche i nostri sforzi hanno un loro ruolo. Dio ci vuole partecipi nel suo Regno.


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