03 Luglio 2020
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Valdesi e metodisti: Conferenze Distrettuali tracciano il quadro pre-sinodale

26-06-2017 18:04 - News
Si sono riuniti come di consueto a giugno i quattro Distretti di Valli valdesi, Nord, Centro e Sud Italia

Quattro assemblee si sono svolte a giugno in quattro diverse regioni italiane, per riunire democraticamente i rappresentanti di tutte le chiese valdesi e metodiste, in vista del Sinodo annuale che si aprirà a Torre Pellice (TO) il prossimo 20 agosto.

La panoramica che emerge dai Distretti di tutta Italia coglie come elemento centrale e comune la Diaconia. Il II Distretto (Nord Italia) sottolinea l´apprezzamento per il lavoro svolto in ambito di mediazione interculturale e con i richiedenti asilo e auspica un maggiore coinvolgimento da parte delle chiese, in particolar modo quelle con ampia presenza di membri di altri Paesi. Il III Distretto (Centro Italia), nel ricordare il grande impegno a seguito dei terremoti del 2016, anche in zone dove le chiese valdesi e metodiste non sono radicate, invita a intrecciare rapporti sempre più stretti fra le chiese, il territorio e le diverse realtà sociali in cui le chiese vivono. Il tema dell´accoglienza viene considerato cruciale anche dal IV Distretto (Sud Italia), che evidenzia come sia difficile, ma sfidante e arricchente, la trasformazione dell´identità di cui le comunità sono testimoni e parte integrante. L´incontro con l´altro dovrebbe essere riconosciuto come occasione di arricchimento e come un dono di Dio. La formazione dei giovani e la collaborazione dei territori nella testimonianza evangelica sono viste come vocazioni prioritarie.

Un altro contributo alla discussione viene dal I Distretto (Valli valdesi del Piemonte) che, sul tema della vita delle chiese e in particolare del culto, senza nascondere le difficoltà in cui versano le comunità, propone un salto in avanti per uscire dagli "anacronismi". Un segnale di questo salto possibile è stato individuato nella trasmissione del culto di Pasqua in diretta Facebook curata da Radio Beckwith, con oltre 2000 visualizzazioni, replicabile in molte altre occasioni e contesti.

Dal II Distretto viene anche una riflessione inedita sulla spiritualità nel tempo contemporaneo, a fronte di situazioni critiche in alcune realtà locali e in generale nella società, per cui si propone per la primavera 2018 una giornata di festa, che convogli il "tempo di grazia" delle attività umanitarie e delle collaborazioni intra-evangeliche, già in atto e/o da attuare, nel tentativo di superare quella "malattia spirituale" che indebolisce l´essere chiesa.


Fonte: NEV - notizie evangeliche

UN GIORNO UNA PAROLA

2020

L U G L I O
Versetto del mese:
L’angelo del Signore tornò una seconda volta,
toccò Elia, e disse:
«Alzati e mangia, perché il cammino è troppo lungo per te»
(I Re 19, 7)



Salmo della settimana : 106, 1-23

Venerdì 3 Luglio

Le tue mani mi hanno fatto e formato; dammi intelligenza e imparerò i tuoi comandamenti (Salmo 119, 73)
Questo è il suo comandamento: che crediamo nel nome del Figlio suo, Gesù Cristo e ci amiamo gli uni gli altri (I Giovanni 3,23)

Si può comandare di credere? Si può comandare di amare? A viste umane, la risposta è no a entrambe le domande. Nel primo caso, la fede deve essere una libera adesione a una parola che ci interpella e vogliamo con forza rivendicare la nostra possibilità di scelta, soprattutto quella di sottrarci e di dire no, la risposta che ci fa sentire autonomi e maggiorenni. Nel secondo caso, riteniamo forse ancora più assurdo ordinare di provare un sentimento, l’amore, il più alto dei sentimenti, che secondo noi sfugge addirittura al controllo della nostra razionalità, come il bambino capriccioso, Cupido, con cui lo rappresentavano gli antichi. Eppure la parola di Dio ci smentisce clamorosamente, riproponendoci sia il comandamento della fede in Cristo Gesù, sia il comandamento dell’amore per il prossimo. Quando Cristo Gesù ci afferra totalmente, saremo obbligati a divenire suoi schiavi, come successe fra tanti a Paolo di Tarso, servi suoi, privati del loro libero arbitrio, persone che non potranno non pregare quotidianamente «sia fatta la Tua volontà». E anche se il prossimo, magari ostile, o ributtante, antipatico, spregevole, odioso ci apparirà tutto meno che amabile, al nostro agire si imporrà perentorio l’ordine di amarlo, e non tanto a parole, ma a fatti, sull’esempio di Colui che fu capace di amare chi lo inchiodò sulla croce del Golgota.

Galati 3, 6-14; I Re 13, 1-10




Preghiera


Signore,
nella nostra stanchezza poni su di
noi la tua mano che ridona vigore;
Fa’ soffiare il tuo Spirito che dona
vita nuova.
Non lasciare che la nostra
Esistenza si spezzi in mille
Frammenti e disperda il suo senso
In mille incombenze quotidiane.
Donaci di udire ogni giorno
di nuovo la tua chiamata a
seguire i tuoi passi sul cammino
della nostra esistenza e donaci
di saperci rispondere con fede,
speranza e amore.
Con te, Signore, c’è sempre una
parola nuova da imparare,
nuova speranza in cui
porre fiducia. La nostra vita
sia un grazie a te, un canto di
riconoscenza per la tua grazia, il
tuo perdono la tua salvezza. Nel
nome di Gesù. Amen




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COMMENTO AL VERSETTO

Il frutto dello Spirito è amore, gioia, pace, pazienza, benevolenza, bontà, fedeltà, mansuetudine, autocontrollo
Galati 5, 22

Diceva Martin Lutero: «Dove Dio ha costruito una chiesa, il diavolo costruisce anche lui una cappella». È vero. Il diavolo si fa sentire. E come. Siamo soliti ascoltare le cose negative intorno a noi, anche se le cose positive sono presenti. Per una ragione o altra quelle negative lasciano un segno profondo. Già per questo la vecchia abitudine di imparare a memoria questa frase dell’apostolo Paolo è un consiglio più che buono. Riporta in primo piano il frutto dello Spirito.

Il frutto dello Spirito, al singolare. Le nove parole insieme formano il frutto dello Spirito. Non se ne possono scegliere alcune, e lasciarne da parte altre. Sono come gli spicchi di un mandarino, insieme formano il mandarino. Insieme questi spicchi formano il frutto dello Spirito.

Il frutto dello Spirito. Un frutto ha bisogno del tempo per crescere. Inoltre non cresce da solo. Grazie a Dio il frutto cresce. Ma questo non toglie la nostra responsabilità. Dal seme al frutto. Su molte cose non possiamo incidere più di tanto, penso al sole o alle tempeste ma possiamo comunque annaffiare, fertilizzare, potare.

Si può parlare del fattore Dio e del fattore umano con il frutto dello Spirito. Il fattore Dio implica che il frutto è in definitiva un dono di Dio, che è lo Spirito che permette al frutto di crescere nella tua vita. Ma il fattore umano è che ti concentri consapevolmente su quel frutto, che rimuovi gli ostacoli, che togli le erbacce, che dai l’acqua quando serve, etc.

Quando il frutto dello Spirito fiorisce nelle nostre vite, questo è in primo luogo un dono di Dio, ma anche i nostri sforzi hanno un loro ruolo. Dio ci vuole partecipi nel suo Regno.


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Chiesa Evangelica Valdese di Lucca
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