26 Novembre 2020
News
percorso: Home > News > News

Vaccini: una scelta responsabile e di cura

12-04-2018 16:56 - News
Un documento della Commissione bioetica delle chiese battiste, metodiste e valdesi

La Commissione bioetica delle chiese battiste, metodiste e valdesi in Italia ha prodotto un documento sul tema dei vaccini intitolato "La vaccinazione: una scelta responsabile e di cura". L´auspicio è quello che le chiese discutano sulla materia confrontandosi con esponenti del mondo della ricerca e della società civile così da arrivare a una posizione chiara sulla questione.

Del documento, agile ma debitamente argomentato, abbiamo parlato con il pastore battista Alessandro Spanu, membro della Commissione.

La materia è politicamente sensibile. Perché la Commissione ha deciso di occuparsene e quali sono i tratti salienti del documento?

La Commissione bioetica ha risposto a una richiesta di chiarimento rivolta da una sorella di chiesa e ha colto l´occasione per esprimersi su una materia dibattuta sia nella società civile sia nelle nostre chiese a seguito dell´aumento del numero delle vaccinazioni obbligatorie.

Il documento, che pure esprime una sua posizione in merito, intende soprattutto invitare le chiese a discutere in modo scientificamente informato. A questo scopo suggerisce alcuni presupposti per una discussione su scienza e fede; presenta una riflessione giuridica sulla materia; elenca i dati epidemiologici europei ed espone le proprie conclusioni che si riassumono in una valutazione positiva dell´obbligatorietà della vaccinazione. Riteniamo infatti che essa sia una prassi scientificamente e socialmente responsabile.

Il documento offre una bella premessa sul rapporto tra scienza e fede. Esse sono spesso avvertite come due realtà inconciliabili. Che cosa invece le accomuna?

Sia il pensiero scientifico sia il pensiero teologico operano nell´ambito delle certezze relative. L´epistemologia contemporanea ha chiarito che nessuna affermazione scientifica è assoluta. E neppure alcuna affermazione teologica lo è. Infatti il pensiero teologico è pur sempre un discorso che cerca di articolare quella Parola di Dio che comunque lo precede e che mai potrà possedere. Tuttavia se la scienza riconosce di esprimere una verità relativa, ovvero colta in un significato ristretto e circoscritto, la teologia riconosce a quella verità il proprio valore che non sarà assoluto ma neppure insignificante. D´altra parte la teologia ha il compito di esprimere le proprie ragioni con gli stessi modelli che servono per comprendere ed esprimere le altre realtà mondane.

Oggi si pone molto l´accento sul diritto all´autodeterminazione. È possibile farlo coesistere con l´attenzione al prossimo?

Noi riteniamo di sì purché non si ponga l´individuo a fondamento dell´argomentazione. Piuttosto riteniamo che la libera scelta dell´individuo trovi il proprio limite quando intacca o mette in pericolo il diritto di un altro individuo. E, detto positivamente, affermiamo che la decisione di vaccinarsi per proteggere noi stessi e gli altri da danni maggiori, risponda al comandamento dell´amore per il prossimo (Levitico 19, 188; Marco 12, 31).

Prevedendo che ci sarà chi non vorrà attenersi alle disposizioni vigenti in materia di vaccinazione, che cosa possono e dovrebbero fare le chiese per aiutare queste persone a mantenere aperto il dialogo con le istituzioni e le altre famiglie?

Personalmente ritengo che ogni volta che nelle scelte degli individui e delle famiglie intervengano delle motivazioni profonde sia necessario il rispetto ma anche la chiarezza riguardo alla propria posizione, ovvero quella di sottostare al protocollo della vaccinazione obbligatoria.

Ad esempio, è necessario ricordare che l´articolo di Andrew Wakefield che attestava che vi fosse un legame tra le vaccinazioni contro morbillo, parotite, rosolia e gravi disturbi intestinali e addirittura con un comportamento autistico era un falso. Non esiste alcun rapporto causale tra vaccino e autismo.

In una materia delicata come quella dei vaccini, che richiede una responsabilità sociale alta, non è plausibile utilizzare un principio di ragionevole probabilità in seno a un rapporto causale. Il rapporto tra causa ed effetto tra la mancata vaccinazione e i suoi esiti è per molti soggetti addirittura mortale. Per questo riteniamo che la vaccinazione sia una scelta responsabile e di cura.


Fonte: Chiesavaldese.org
UN GIORNO UNA PAROLA
2020

N O V E M B R E
Versetto del mese:
“Vengono piangenti e imploranti; li guido,
li conduco ai torrenti, per una via diritta
dove non inciamperanno”
(Geremia 31,9)




Salmo della settimana : 126



Giovedì 26 Novembre

Dio nostro, noi ti ringraziamo, e celebriamo il tuo nome glorioso (I Cronache 29,13)
Ringraziate continuamente per ogni cosa Dio Padre, nel nome del Signore Nostro Gesù Cristo (Efesini 5,20)

Per ringraziare Dio dei suoi benefici bisogna investire almeno altrettanto tempo di quanto si è impiegato a chiederglieli.
Vincenzo de’ Paoli

I Tessalonicesi 5, 9-15; II Pietro 3, 10-18




Seguire Gesù,
ascoltando la sua voce

commento a Marco 6, 34
"Come Gesù fu sbarcato, vide una gran folla e ne ebbe compassione, perché erano come pecore che non hanno pastore; e si mise a insegnare loro molte cose"


Il versetto ci introduce al racconto della moltiplicazione dei pani. È evidente che Marco vuole sottolineare due cose. Da una parte le molte persone, gregge disgregato (mi si scusi il bisticcio!), pecore disorientate, senza meta né scopo. Non c è un pastore, non ci sono punti di riferimento. Dall altra Gesù, solo, che ne ha compassione. Il verbo che esprime questo stato d’animo significa alla lettera “sentirsi muovere le viscere”. Diremmo “sentire stringere il cuore”.
Quante volte la Bibbia – che risale a tempi in cui l’agricoltura e la pastorizia erano al centro della vita – paragona Dio ad un pastore premuroso e attento e Israele ad un gregge più o meno obbediente ai suoi richiami. Ci vengono in mente il Salmo 23 e le immagini del Vangelo di Giovanni dove Gesù dice: Io sono il buon pastore.
Gesù ci invita a seguirlo ascoltando la sua voce. E nel racconto che segue, non solo “insegna molte cose”, ma sa nutrire materialmente. Questo nutrimento passa attraverso i suoi discepoli, che pur esitanti, riescono a trovare del cibo, a portarlo a Gesù che, con le sue parole, le sue richieste, i suoi inviti, coinvolge la folla e fa sì che tutti siano saziati.
Molti si son posti e si pongono tuttora come capi, guide, arringatori di folle, risolutori dei problemi dell’umanità. Si sentono pastori, ma – dice Gesù – sono estranei, mercenari, ladri, briganti. Non sono interessati alle persone, non gli si stringe il cuore, amano solo il potere.
Quanti milioni di pecore senza pastore, oggi! I clandestini che si accalcano sulle nostre spiagge per sfuggire alla fame, i profughi che per non morire sotto le bombe finiscono intruppati in campi senza speranza, le migliaia di disoccupati che cercano di sopravvivere con le loro famiglie, gli afroamericani che reclamano i loro diritti.
Sta a noi, la chiesa del Signore, testimoniare la misericordia di Gesù ed essere coloro che “danno da mangiare”, materialmente e spiritualmente ai milioni di persone che sono greggi senza pastore.

Emmanuele Paschetto






Preghiera


Ai tuoi piedi, Signore,
esponiamo il carico pesante
delle nostre perplessità, dei nostri affanni.
Attendiamo da Te sostegno, conforto e guida.
Soccorri coloro che sono nel bisogno,
consola quanti sono
variamente afflitti ed affretta
l avvento del Tuo Regno
di amore e di pace
su tutta la terra.
Amen
pst. M.Affuso


COMMENTO AL VERSETTO
Il frutto dello Spirito è amore, gioia, pace, pazienza, benevolenza, bontà, fedeltà, mansuetudine, autocontrollo
Galati 5, 22
Diceva Martin Lutero: «Dove Dio ha costruito una chiesa, il diavolo costruisce anche lui una cappella». È vero. Il diavolo si fa sentire. E come. Siamo soliti ascoltare le cose negative intorno a noi, anche se le cose positive sono presenti. Per una ragione o altra quelle negative lasciano un segno profondo. Già per questo la vecchia abitudine di imparare a memoria questa frase dell’apostolo Paolo è un consiglio più che buono. Riporta in primo piano il frutto dello Spirito.

Il frutto dello Spirito, al singolare. Le nove parole insieme formano il frutto dello Spirito. Non se ne possono scegliere alcune, e lasciarne da parte altre. Sono come gli spicchi di un mandarino, insieme formano il mandarino. Insieme questi spicchi formano il frutto dello Spirito.

Il frutto dello Spirito. Un frutto ha bisogno del tempo per crescere. Inoltre non cresce da solo. Grazie a Dio il frutto cresce. Ma questo non toglie la nostra responsabilità. Dal seme al frutto. Su molte cose non possiamo incidere più di tanto, penso al sole o alle tempeste ma possiamo comunque annaffiare, fertilizzare, potare.

Si può parlare del fattore Dio e del fattore umano con il frutto dello Spirito. Il fattore Dio implica che il frutto è in definitiva un dono di Dio, che è lo Spirito che permette al frutto di crescere nella tua vita. Ma il fattore umano è che ti concentri consapevolmente su quel frutto, che rimuovi gli ostacoli, che togli le erbacce, che dai l’acqua quando serve, etc.

Quando il frutto dello Spirito fiorisce nelle nostre vite, questo è in primo luogo un dono di Dio, ma anche i nostri sforzi hanno un loro ruolo. Dio ci vuole partecipi nel suo Regno.


Eventi
[<<] [Novembre 2020] [>>]
LMMGVSD
      1
2345678
9101112131415
16171819202122
23242526272829
30      
Foto gallery

Chiesa Evangelica Valdese di Lucca
Via Galli Tassi, 50 - Lucca (Lucca)
C.F 92042770468

MONTE dei PASCHI di SIENA
IBAN IT20 U01030 13707 000001369792

info@luccavaldese.it