25 Settembre 2020
News
percorso: Home > News > News

Vaccini: una scelta responsabile e di cura

12-04-2018 16:56 - News
Un documento della Commissione bioetica delle chiese battiste, metodiste e valdesi

La Commissione bioetica delle chiese battiste, metodiste e valdesi in Italia ha prodotto un documento sul tema dei vaccini intitolato "La vaccinazione: una scelta responsabile e di cura". L´auspicio è quello che le chiese discutano sulla materia confrontandosi con esponenti del mondo della ricerca e della società civile così da arrivare a una posizione chiara sulla questione.

Del documento, agile ma debitamente argomentato, abbiamo parlato con il pastore battista Alessandro Spanu, membro della Commissione.

La materia è politicamente sensibile. Perché la Commissione ha deciso di occuparsene e quali sono i tratti salienti del documento?

La Commissione bioetica ha risposto a una richiesta di chiarimento rivolta da una sorella di chiesa e ha colto l´occasione per esprimersi su una materia dibattuta sia nella società civile sia nelle nostre chiese a seguito dell´aumento del numero delle vaccinazioni obbligatorie.

Il documento, che pure esprime una sua posizione in merito, intende soprattutto invitare le chiese a discutere in modo scientificamente informato. A questo scopo suggerisce alcuni presupposti per una discussione su scienza e fede; presenta una riflessione giuridica sulla materia; elenca i dati epidemiologici europei ed espone le proprie conclusioni che si riassumono in una valutazione positiva dell´obbligatorietà della vaccinazione. Riteniamo infatti che essa sia una prassi scientificamente e socialmente responsabile.

Il documento offre una bella premessa sul rapporto tra scienza e fede. Esse sono spesso avvertite come due realtà inconciliabili. Che cosa invece le accomuna?

Sia il pensiero scientifico sia il pensiero teologico operano nell´ambito delle certezze relative. L´epistemologia contemporanea ha chiarito che nessuna affermazione scientifica è assoluta. E neppure alcuna affermazione teologica lo è. Infatti il pensiero teologico è pur sempre un discorso che cerca di articolare quella Parola di Dio che comunque lo precede e che mai potrà possedere. Tuttavia se la scienza riconosce di esprimere una verità relativa, ovvero colta in un significato ristretto e circoscritto, la teologia riconosce a quella verità il proprio valore che non sarà assoluto ma neppure insignificante. D´altra parte la teologia ha il compito di esprimere le proprie ragioni con gli stessi modelli che servono per comprendere ed esprimere le altre realtà mondane.

Oggi si pone molto l´accento sul diritto all´autodeterminazione. È possibile farlo coesistere con l´attenzione al prossimo?

Noi riteniamo di sì purché non si ponga l´individuo a fondamento dell´argomentazione. Piuttosto riteniamo che la libera scelta dell´individuo trovi il proprio limite quando intacca o mette in pericolo il diritto di un altro individuo. E, detto positivamente, affermiamo che la decisione di vaccinarsi per proteggere noi stessi e gli altri da danni maggiori, risponda al comandamento dell´amore per il prossimo (Levitico 19, 188; Marco 12, 31).

Prevedendo che ci sarà chi non vorrà attenersi alle disposizioni vigenti in materia di vaccinazione, che cosa possono e dovrebbero fare le chiese per aiutare queste persone a mantenere aperto il dialogo con le istituzioni e le altre famiglie?

Personalmente ritengo che ogni volta che nelle scelte degli individui e delle famiglie intervengano delle motivazioni profonde sia necessario il rispetto ma anche la chiarezza riguardo alla propria posizione, ovvero quella di sottostare al protocollo della vaccinazione obbligatoria.

Ad esempio, è necessario ricordare che l´articolo di Andrew Wakefield che attestava che vi fosse un legame tra le vaccinazioni contro morbillo, parotite, rosolia e gravi disturbi intestinali e addirittura con un comportamento autistico era un falso. Non esiste alcun rapporto causale tra vaccino e autismo.

In una materia delicata come quella dei vaccini, che richiede una responsabilità sociale alta, non è plausibile utilizzare un principio di ragionevole probabilità in seno a un rapporto causale. Il rapporto tra causa ed effetto tra la mancata vaccinazione e i suoi esiti è per molti soggetti addirittura mortale. Per questo riteniamo che la vaccinazione sia una scelta responsabile e di cura.


Fonte: Chiesavaldese.org
UN GIORNO UNA PAROLA
2020

S E T T E M B R E
Versetto del mese:
“Dio era in Cristo nel riconciliare con sé il mondo”
(II Corinzi 5,19)




Salmo della settimana : 127


Giovedì 24 Settembre

Dal più piccolo al più grande, sono tutti quanti avidi di guadagno; dal profeta al sacerdote, tutti praticano la menzogna. Essi curano alla leggera la piaga del popolo; dicono: «Pace, pace», mentre pace non c’è (Geremia 6,13-14)
Ogni albero si riconosce dal proprio frutto; infatti non si colgono fichi dalle spine, né si vendemmia uva dai rovi. L’uomo buono dal buon tesoro del suo cuore tira fuori il bene (Luca 6, 44,45)

Mi piace / sa ascoltare/ il vento / sulla propria pelle / sentire / gli odori delle cose / Catturare l’anima. / Quelli che hanno la carne / a contatto con la carne del mondo. / Perché lì c’è verità / lì c’è dolcezza / lì c’è sensibilità / lì c’è ancora amore.
Alda Merini

Luca 10, 38-42; II Corinzi 9, 1-9


Siamo stati creati per la vita
Commento a: II Corinzi 5, 4
Noi che siamo in questa tenda gemiamo, oppressi; e perciò desideriamo non già di essere spogliati, ma di essere rivestiti, affinché ciò che è mortale sia assorbito dalla vita


Lunedì e martedì i testi del Lezionario Un giorno una Parola ci hanno indotto a riflettere sulla sofferenza e sul dolore che la vita spesso ci impone, su quel senso di abbandono che ci induce talvolta a pensare che persino il Signore si sia allontanato da noi.
Oggi l’apostolo Paolo, però, ci costringe ad elevare il nostro sguardo, ad aprire i nostri cuori e le nostre menti. Spesso i nostri occhi sono fissi sulla fatica, sul dolore nostro come singoli e singole o sulle tragedie a cui assistiamo come umanità, ma qui Paolo ci aiuta ad alzare i nostri volti e ci spinge ad andare oltre. L’apostolo è consapevole che ora siamo oppressi e gemiamo, ma ci ricorda che il nostro desiderio più profondo non può che essere quello di essere rivestiti di una nuova Vita. Cioè afferma che quello che ci appartiene davvero, come uomini e donne creati a immagine di Dio, come fratelli e sorelle di Gesù, non è l’immobilismo stagnante che spesso ci costringe a fermarci al nostro presente, più o meno travagliato. La nostra vocazione più vera è guardare verso la direzione che Gesù ci ha indicato, Gesù che ha vinto la morte, Gesù in tutto e per tutto uomo e dunque modello per ognuno e ognuna di noi.
Noi che viviamo in un mondo di morte, che ci sentiamo destinati alla morte e attratti da quello che ci circonda, che è mortale e mortifero, in realtà siamo stati creati per la Vita e ad essa siamo destinati e destinate. E dunque pur nel dolore, nella fatica, nell’angoscia, la nostra preghiera può salire forte e chiara al Signore che ci ha creati: resta con noi e donaci dei cuori di carne, che sappiano sentire la Tua presenza, impedisci che la nostra speranza si offuschi e donaci una fede che sappia essere salda e forte, gioiosa e colma di amore. Amen.

Erica Sfredda



Preghiera

Donaci coraggio, o Signore.
Il coraggio dell’iniziativa
e il coraggio della disciplina.
Più amore, Signore, più autenticità.
Il coraggio di agire
e di agire senza temerità.
Più coerenza, Signore, più slancio.
Il coraggio della continuità e il
coraggio di un costante adattamento.
Più generosità, Signore,
più comprensione.
Il coraggio
di saper stare spesso soli
e quello di sempre ricominciare.
Più sincerità, Signore, più amicizia.
Il coraggio di non irritarsi
e rimanere sempre padroni di sé.
Più delicatezza, Signore, più carità.
Il coraggio di trovare sempre
un po’ di tempo per meditare e pregare.
Più fede, Signore, più luce:
nel desiderio urgente
di bontà e giustizia.
Ediz. Paoline




Eventi
[<<] [Settembre 2020] [>>]
LMMGVSD
 123456
78910111213
14151617181920
21222324252627
282930    
COMMENTO AL VERSETTO
Il frutto dello Spirito è amore, gioia, pace, pazienza, benevolenza, bontà, fedeltà, mansuetudine, autocontrollo
Galati 5, 22
Diceva Martin Lutero: «Dove Dio ha costruito una chiesa, il diavolo costruisce anche lui una cappella». È vero. Il diavolo si fa sentire. E come. Siamo soliti ascoltare le cose negative intorno a noi, anche se le cose positive sono presenti. Per una ragione o altra quelle negative lasciano un segno profondo. Già per questo la vecchia abitudine di imparare a memoria questa frase dell’apostolo Paolo è un consiglio più che buono. Riporta in primo piano il frutto dello Spirito.

Il frutto dello Spirito, al singolare. Le nove parole insieme formano il frutto dello Spirito. Non se ne possono scegliere alcune, e lasciarne da parte altre. Sono come gli spicchi di un mandarino, insieme formano il mandarino. Insieme questi spicchi formano il frutto dello Spirito.

Il frutto dello Spirito. Un frutto ha bisogno del tempo per crescere. Inoltre non cresce da solo. Grazie a Dio il frutto cresce. Ma questo non toglie la nostra responsabilità. Dal seme al frutto. Su molte cose non possiamo incidere più di tanto, penso al sole o alle tempeste ma possiamo comunque annaffiare, fertilizzare, potare.

Si può parlare del fattore Dio e del fattore umano con il frutto dello Spirito. Il fattore Dio implica che il frutto è in definitiva un dono di Dio, che è lo Spirito che permette al frutto di crescere nella tua vita. Ma il fattore umano è che ti concentri consapevolmente su quel frutto, che rimuovi gli ostacoli, che togli le erbacce, che dai l’acqua quando serve, etc.

Quando il frutto dello Spirito fiorisce nelle nostre vite, questo è in primo luogo un dono di Dio, ma anche i nostri sforzi hanno un loro ruolo. Dio ci vuole partecipi nel suo Regno.


Foto gallery

Chiesa Evangelica Valdese di Lucca
Via Galli Tassi, 50 - Lucca (Lucca)
C.F 92042770468

MONTE dei PASCHI di SIENA
IBAN IT20 U01030 13707 000001369792

info@luccavaldese.it