08 Aprile 2020
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Vaccini: una scelta responsabile e di cura

12-04-2018 16:56 - News
Un documento della Commissione bioetica delle chiese battiste, metodiste e valdesi

La Commissione bioetica delle chiese battiste, metodiste e valdesi in Italia ha prodotto un documento sul tema dei vaccini intitolato "La vaccinazione: una scelta responsabile e di cura". L´auspicio è quello che le chiese discutano sulla materia confrontandosi con esponenti del mondo della ricerca e della società civile così da arrivare a una posizione chiara sulla questione.

Del documento, agile ma debitamente argomentato, abbiamo parlato con il pastore battista Alessandro Spanu, membro della Commissione.

La materia è politicamente sensibile. Perché la Commissione ha deciso di occuparsene e quali sono i tratti salienti del documento?

La Commissione bioetica ha risposto a una richiesta di chiarimento rivolta da una sorella di chiesa e ha colto l´occasione per esprimersi su una materia dibattuta sia nella società civile sia nelle nostre chiese a seguito dell´aumento del numero delle vaccinazioni obbligatorie.

Il documento, che pure esprime una sua posizione in merito, intende soprattutto invitare le chiese a discutere in modo scientificamente informato. A questo scopo suggerisce alcuni presupposti per una discussione su scienza e fede; presenta una riflessione giuridica sulla materia; elenca i dati epidemiologici europei ed espone le proprie conclusioni che si riassumono in una valutazione positiva dell´obbligatorietà della vaccinazione. Riteniamo infatti che essa sia una prassi scientificamente e socialmente responsabile.

Il documento offre una bella premessa sul rapporto tra scienza e fede. Esse sono spesso avvertite come due realtà inconciliabili. Che cosa invece le accomuna?

Sia il pensiero scientifico sia il pensiero teologico operano nell´ambito delle certezze relative. L´epistemologia contemporanea ha chiarito che nessuna affermazione scientifica è assoluta. E neppure alcuna affermazione teologica lo è. Infatti il pensiero teologico è pur sempre un discorso che cerca di articolare quella Parola di Dio che comunque lo precede e che mai potrà possedere. Tuttavia se la scienza riconosce di esprimere una verità relativa, ovvero colta in un significato ristretto e circoscritto, la teologia riconosce a quella verità il proprio valore che non sarà assoluto ma neppure insignificante. D´altra parte la teologia ha il compito di esprimere le proprie ragioni con gli stessi modelli che servono per comprendere ed esprimere le altre realtà mondane.

Oggi si pone molto l´accento sul diritto all´autodeterminazione. È possibile farlo coesistere con l´attenzione al prossimo?

Noi riteniamo di sì purché non si ponga l´individuo a fondamento dell´argomentazione. Piuttosto riteniamo che la libera scelta dell´individuo trovi il proprio limite quando intacca o mette in pericolo il diritto di un altro individuo. E, detto positivamente, affermiamo che la decisione di vaccinarsi per proteggere noi stessi e gli altri da danni maggiori, risponda al comandamento dell´amore per il prossimo (Levitico 19, 188; Marco 12, 31).

Prevedendo che ci sarà chi non vorrà attenersi alle disposizioni vigenti in materia di vaccinazione, che cosa possono e dovrebbero fare le chiese per aiutare queste persone a mantenere aperto il dialogo con le istituzioni e le altre famiglie?

Personalmente ritengo che ogni volta che nelle scelte degli individui e delle famiglie intervengano delle motivazioni profonde sia necessario il rispetto ma anche la chiarezza riguardo alla propria posizione, ovvero quella di sottostare al protocollo della vaccinazione obbligatoria.

Ad esempio, è necessario ricordare che l´articolo di Andrew Wakefield che attestava che vi fosse un legame tra le vaccinazioni contro morbillo, parotite, rosolia e gravi disturbi intestinali e addirittura con un comportamento autistico era un falso. Non esiste alcun rapporto causale tra vaccino e autismo.

In una materia delicata come quella dei vaccini, che richiede una responsabilità sociale alta, non è plausibile utilizzare un principio di ragionevole probabilità in seno a un rapporto causale. Il rapporto tra causa ed effetto tra la mancata vaccinazione e i suoi esiti è per molti soggetti addirittura mortale. Per questo riteniamo che la vaccinazione sia una scelta responsabile e di cura.


Fonte: Chiesavaldese.org

UN GIORNO UNA PAROLA

A P R I L E
Versetto del mese:
“Il corpo è seminato corruttibile e risuscita incorruttibile”
I Corinzi 15, 42



Salmo della Settimana: 88

Mercoledì 8 Aprile


Rendimi la gioia della mia salvezza e uno spirito volenteroso mi sostenga (Salmo 51,12)
La vostra tristezza sarà cambiata in gioia (Giovanni 16,20)

Voglio cantare notte e giorno la tua amabilità e, per quanto potrò, donarti me stesso come offerta gioiosa. La mia vita possa trascorrere nel Tuo nome in perenne gratitudine. E il bene che Tu mi hai fatto voglio imprimerlo, più profondamente possibile, nella mia mente.
Paul Gerhardt

Luca 22, 1-6; Marco 15, 1-15



Perché siete così paurosi?
commento a: Marco 4, 40
“Egli disse loro: “Perché siete così paurosi? Non avete ancora fede?”


Gesù chiede ai discepoli di attraversare il lago e si addormenta. Mentre i discepoli remano, sopraggiunge la burrasca ed essi colti dalla paura lo svegliano gridando. Di qui il rimprovero di Gesù, che avviene dopo aver calmato la tempesta.
Questa narrazione è una metafora. L’esperienza umana è un viaggio sul mare della vita, in cui, a periodi di tranquillità e di facile navigazione, si alternano correnti contrarie, venti violenti, burrasche.
La sensazione – per molti oggi – è che, nonostante le nostre grida il Signore non si svegli.
Ci si sente stretti tra due immagini di Dio. Quella deista, rafforzata dalle grandi scoperte delle scienze astronomiche, di un Dio grande orologiaio che ha costruito un meccanismo meraviglioso, ma non ha interesse per gli umani, e il Dio di Gesù che conosce perfino il numero dei capelli del nostro capo (Matteo 10, 30).
E ci vengono in mente le parole di Elia ai profeti di Baal: “Gridate forte, poiche Egli è dio, ma sta meditando, oppure è indaffarato o è in viaggio, può anche darsi che si è addormentato e si risveglierà” (I Re 18, 27).
Ma dimentichiamo le nostre responsabilità. Ci siamo sottratti al nostro compito di custodi della natura e questa si è ribellata. Dov'è Dio al tempo del virus, ci chiediamo. Ma Dio ci ha preceduto nelle domande: “Dove sei?”, chiede ad Adamo, “Dov'è tuo fratello” chiede a Caino. A queste domande dobbiamo ancora oggi rispondere, prima di accusare Dio di non ascoltarci.
Uniamo i due aspetti di Dio che abbiamo indicato e assumiamoci le nostre responsabilità. Molte calamità naturali ci colpiscono per la nostra insipienza nell'abitare, nel costruire, nel coltivare, nel vivere. Abbiamo le capacità per approfondire le nostre conoscenze nel campo della salute e dobbiamo capire finalmente dove impegnarci, dove investire invece di buttare energie, idee, denaro nelle guerre, nelle sopraffazioni, negli attentati al nostro pianeta.
Gridiamo, sì, ma remiamo più forte e nella direzione giusta.

Emmanuele Paschetto


Preghiera


Padre, fonte amoroso della vita e della speranza,
ti preghiamo per ogni fratello che geme e piange,
per quanti non riusciamo a confortare;
dona a tutta la gente che soffre, al tuo popolo di miseri e di poveri,
forza nella tribolazione e fiducia nei giorni dell’angoscia.
Concedi a loro e a tutti noi, rinvigoriti dalla tua parola di speranza,
di giungere all’alba della gioia e della resurrezione.

Ravasi



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COMMENTO AL VERSETTO

Il frutto dello Spirito è amore, gioia, pace, pazienza, benevolenza, bontà, fedeltà, mansuetudine, autocontrollo
Galati 5, 22

Diceva Martin Lutero: «Dove Dio ha costruito una chiesa, il diavolo costruisce anche lui una cappella». È vero. Il diavolo si fa sentire. E come. Siamo soliti ascoltare le cose negative intorno a noi, anche se le cose positive sono presenti. Per una ragione o altra quelle negative lasciano un segno profondo. Già per questo la vecchia abitudine di imparare a memoria questa frase dell’apostolo Paolo è un consiglio più che buono. Riporta in primo piano il frutto dello Spirito.

Il frutto dello Spirito, al singolare. Le nove parole insieme formano il frutto dello Spirito. Non se ne possono scegliere alcune, e lasciarne da parte altre. Sono come gli spicchi di un mandarino, insieme formano il mandarino. Insieme questi spicchi formano il frutto dello Spirito.

Il frutto dello Spirito. Un frutto ha bisogno del tempo per crescere. Inoltre non cresce da solo. Grazie a Dio il frutto cresce. Ma questo non toglie la nostra responsabilità. Dal seme al frutto. Su molte cose non possiamo incidere più di tanto, penso al sole o alle tempeste ma possiamo comunque annaffiare, fertilizzare, potare.

Si può parlare del fattore Dio e del fattore umano con il frutto dello Spirito. Il fattore Dio implica che il frutto è in definitiva un dono di Dio, che è lo Spirito che permette al frutto di crescere nella tua vita. Ma il fattore umano è che ti concentri consapevolmente su quel frutto, che rimuovi gli ostacoli, che togli le erbacce, che dai l’acqua quando serve, etc.

Quando il frutto dello Spirito fiorisce nelle nostre vite, questo è in primo luogo un dono di Dio, ma anche i nostri sforzi hanno un loro ruolo. Dio ci vuole partecipi nel suo Regno.


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