17 Gennaio 2021
News

VERSO UNA NUOVA RELAZIONE TRA FEDE E SCIENZA

03-09-2016 12:17 - Bibbia e attualità
seminario pubblico sul libro
Anche la scienza parla soltanto per metafore di H.-P. Dürr

relatore Emanuele Angeleri
fisico, già docente UNIMI, traduttore e curatore dell´edizione italiana

interviene don Mauro Lucchesi
delegato diocesano e regionale per l´ecumenismo e il dialogo interreligioso

modera Vittorio Barsotti
Centro Culturale "P.M. Vermigli"

sabato 17 settembre ore 17 - LuccaLibri, viale Regina Margherita 113


Incontro organizzato dal Centro Culturale "P.M. Vermigli" di Luccanell´ambito del laboratorio "Fede e pensiero al presente" curato da Michele Turrisi. Con la collaborazione di LuccaLibri Libreria-Caffè Letterario e il patrocinio del CRIF (Centro di Ricerca sull´Indagine Filosofica – P4C).

HANS-PETER DÜRR (1929 - 2014), fisico quantistico, professore emerito all´Università di Monaco di Baviera, dove ha diretto per diversi anni l´Istituto Max Planck. È stato allievo collaboratore e amico di Werner Heisenberg. Dottore in Filosofia honoris causa, nel 1987 gli è stato conferito il premio Nobel Alternativo e nel 1995 il Nobel per la Pace con il gruppo internazionale Pugwash.

Fede e scienza vedono il reale da punti di vista diversi. La fede tende a proporre una visione dall´interno del reale, la scienza invece tende alla visione dall´esterno. Sono indispensabili all´uomo l´una e l´altra. L´errore sta nel rifiuto della collaborazione. In fondo sia la scienza sia la fede propongono metafore, ricorrono a parabole che sono approssimazioni del reale senza mai raggiungerlo. Danno l´idea, suggeriscono qualcosa, ma lasciano spazio a interpretazioni diverse. Nemiche storiche, scienza e religione continuano a essere rappresentate come due vie alternative per l´uomo nella sua avventura conoscitiva. Ma oggi andrebbe superata la tradizionale contrapposizione dei due specifici punti di vista sulla realtà, quello sperimentale e quello spirituale: nuovi rapporti – nel segno di una salutare convergenza – sono possibili alla luce delle rivoluzionarie acquisizioni della fisica moderna (a partire dalla teoria dei quanti). La complementarità fra scienza e religione corrisponde a quella fra esattezza e rilevanza. La fede-speranza non è superflua, bensì vitale.
UN GIORNO E INA PAROLA
2021
VERSETTO DELL'ANNO
" Siate misericordiosi come è misericordioso il Padre vostro "
Luca ( 6 36 )

GENNAIO

Versetto del mese :
Molti van dicendo : " chi ci farà vedere il bene, se da noi , Signore, è fuggita la luce del tuo volto?"
Salmo ( 4 , 6 )

Salmo della settimana : 72





Mercoledì 13 Gennaio

«Un figlio onora suo padre, dove è l'onore che mi è dovuto?» Dice il Signore (Malachia 1,6)

Un uomo aveva due figli. Si avvicinò al primo e gli disse: «Figliolo, vai a lavorare nella vigna oggi». Egli rispose: "non ne ho voglia; ma poi, pentitosi, vi andò" (Matteo, 21, 28-30)

E non dovrei forse onorare questo Dio, dovrei non capire la sua bontà? Dovrebbe chiamare, e io non sentire, non percorrere la via che mi mostra? La sua volontà è scritta nel mio cuore, la sua parola lo rafforza per sempre: sopra ogni cosa devo amare Dio e il mio prossimo come me stesso.
Christian Fürchtegott Gellert



Romani 8, 26-0; Luca 5, 1-11


Preghiera


Donaci coraggio, o Signore.
Il coraggio dell iniziativa
e il coraggio della disciplina.
Più amore, Signore, più autenticità.
Il coraggio di agire
e di agire senza temerità.
Più coerenza, Signore, più slancio.
Il coraggio della continuità e il
coraggio di un costante adattamento.
Più generosità, Signore,
più comprensione.
Il coraggio
di saper stare spesso soli
e quello di sempre ricominciare.
Più sincerità, Signore, più amicizia.
Il coraggio di non irritarsi
e rimanere sempre padroni di sé.
Più delicatezza, Signore, più carità.
Il coraggio di trovare sempre
un po di tempo per meditare e pregare.
Più fede, Signore, più luce:
nel desiderio urgente
di bontà e giustizia.

COMMENTO AL VERSETTO
Il frutto dello Spirito è amore, gioia, pace, pazienza, benevolenza, bontà, fedeltà, mansuetudine, autocontrollo
Galati 5, 22
Diceva Martin Lutero: «Dove Dio ha costruito una chiesa, il diavolo costruisce anche lui una cappella». È vero. Il diavolo si fa sentire. E come. Siamo soliti ascoltare le cose negative intorno a noi, anche se le cose positive sono presenti. Per una ragione o altra quelle negative lasciano un segno profondo. Già per questo la vecchia abitudine di imparare a memoria questa frase dell’apostolo Paolo è un consiglio più che buono. Riporta in primo piano il frutto dello Spirito.

Il frutto dello Spirito, al singolare. Le nove parole insieme formano il frutto dello Spirito. Non se ne possono scegliere alcune, e lasciarne da parte altre. Sono come gli spicchi di un mandarino, insieme formano il mandarino. Insieme questi spicchi formano il frutto dello Spirito.

Il frutto dello Spirito. Un frutto ha bisogno del tempo per crescere. Inoltre non cresce da solo. Grazie a Dio il frutto cresce. Ma questo non toglie la nostra responsabilità. Dal seme al frutto. Su molte cose non possiamo incidere più di tanto, penso al sole o alle tempeste ma possiamo comunque annaffiare, fertilizzare, potare.

Si può parlare del fattore Dio e del fattore umano con il frutto dello Spirito. Il fattore Dio implica che il frutto è in definitiva un dono di Dio, che è lo Spirito che permette al frutto di crescere nella tua vita. Ma il fattore umano è che ti concentri consapevolmente su quel frutto, che rimuovi gli ostacoli, che togli le erbacce, che dai l’acqua quando serve, etc.

Quando il frutto dello Spirito fiorisce nelle nostre vite, questo è in primo luogo un dono di Dio, ma anche i nostri sforzi hanno un loro ruolo. Dio ci vuole partecipi nel suo Regno.


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