25 Settembre 2020
News

Una piccola, semplice idea

12-12-2014 18:50 - appunti del moderatore
di Eugenio Bernardini, moderatore della Tavola Valdese

Pochi giorni fa sono entrato nella chiesa battista di Firenze, in pieno centro cittadino. Dovevo partecipare all´inaugurazione di un nuovo servizio diaconale di questa chiesa: Casa Giunia, un alloggio di accoglienza per il reinserimento sociale di donne detenute in fine pena o uscite da poco dal carcere, frutto del lavoro di assistenza spirituale nel carcere di Sollicciano.

Entrando in chiesa sono stato subito colpito da una serie di fotografie appese lungo i due lunghi muri laterali del locale di culto. Mi sono avvicinato e ho visto che ritraevano momenti significativi della vita di quella comunità: battesimi, incontri di giovani e bambini, culti, assemblee, iniziative culturali. Immagini in primo piano e di gruppo. Immagini di vita, di fraternità, di gioia. E ho pensato: ecco una piccola, semplice idea.

Chi entra in una qualsiasi chiesa protestante italiana non ha sempre la fortuna di incrociare uno dei momenti significativi della vita di quella comunità: o entra in una chiesa vuota - per visitarla singolarmente o in gruppo - o in una chiesa mediamente o poco frequentata. Scuola domenicale della chiesa valdesee di CoazzeNon riesce perciò a farsi un´idea di che cosa significhi essere parte di una comunità protestante che, certo, non vive solo di momenti esaltanti ma anche di ordinarietà, ma che comunque in quei momenti topici, di festa, di gioia, trova incoraggiamento, motivazione, fiducia. Proprio come accade nella nostra vita personale, fatta a volte di una banale quotidianità che però si nutre di momenti di straordinarietà. Proprio come i nostri album di famiglia, o come quelli delle comunità.

Mi ha fatto venire in mente la stessa esposizione di fotografie un´altra chiesa, valdese, nelle Valli del Piemonte. Ma lì le fotografie si trovano nel salone delle attività comunitarie e ritraggono le feste e le gite della scuola domenicale e del catechismo. Mi sono sempre piaciute per la loro vitalità e per la speranza che danno a chiese - diciamolo pure - che tendono all´invecchiamento. Ma perché non portare questo spaccato di vita comunitario, ritratto nella fissità magica della fotografia, anche nel locale di culto, all´ingresso o lungo le pareti del luogo dove si ascolta la Parola del signore, si canta e si prega?

Una piccola, semplice idea per la comunicazione e l´evangelizzazione, ma anche per rallegrare e dare calore ai nostri cuori.

8 dicembre 2014
UN GIORNO UNA PAROLA
2020

S E T T E M B R E
Versetto del mese:
“Dio era in Cristo nel riconciliare con sé il mondo”
(II Corinzi 5,19)




Salmo della settimana : 127


Giovedì 24 Settembre

Dal più piccolo al più grande, sono tutti quanti avidi di guadagno; dal profeta al sacerdote, tutti praticano la menzogna. Essi curano alla leggera la piaga del popolo; dicono: «Pace, pace», mentre pace non c’è (Geremia 6,13-14)
Ogni albero si riconosce dal proprio frutto; infatti non si colgono fichi dalle spine, né si vendemmia uva dai rovi. L’uomo buono dal buon tesoro del suo cuore tira fuori il bene (Luca 6, 44,45)

Mi piace / sa ascoltare/ il vento / sulla propria pelle / sentire / gli odori delle cose / Catturare l’anima. / Quelli che hanno la carne / a contatto con la carne del mondo. / Perché lì c’è verità / lì c’è dolcezza / lì c’è sensibilità / lì c’è ancora amore.
Alda Merini

Luca 10, 38-42; II Corinzi 9, 1-9


Siamo stati creati per la vita
Commento a: II Corinzi 5, 4
Noi che siamo in questa tenda gemiamo, oppressi; e perciò desideriamo non già di essere spogliati, ma di essere rivestiti, affinché ciò che è mortale sia assorbito dalla vita


Lunedì e martedì i testi del Lezionario Un giorno una Parola ci hanno indotto a riflettere sulla sofferenza e sul dolore che la vita spesso ci impone, su quel senso di abbandono che ci induce talvolta a pensare che persino il Signore si sia allontanato da noi.
Oggi l’apostolo Paolo, però, ci costringe ad elevare il nostro sguardo, ad aprire i nostri cuori e le nostre menti. Spesso i nostri occhi sono fissi sulla fatica, sul dolore nostro come singoli e singole o sulle tragedie a cui assistiamo come umanità, ma qui Paolo ci aiuta ad alzare i nostri volti e ci spinge ad andare oltre. L’apostolo è consapevole che ora siamo oppressi e gemiamo, ma ci ricorda che il nostro desiderio più profondo non può che essere quello di essere rivestiti di una nuova Vita. Cioè afferma che quello che ci appartiene davvero, come uomini e donne creati a immagine di Dio, come fratelli e sorelle di Gesù, non è l’immobilismo stagnante che spesso ci costringe a fermarci al nostro presente, più o meno travagliato. La nostra vocazione più vera è guardare verso la direzione che Gesù ci ha indicato, Gesù che ha vinto la morte, Gesù in tutto e per tutto uomo e dunque modello per ognuno e ognuna di noi.
Noi che viviamo in un mondo di morte, che ci sentiamo destinati alla morte e attratti da quello che ci circonda, che è mortale e mortifero, in realtà siamo stati creati per la Vita e ad essa siamo destinati e destinate. E dunque pur nel dolore, nella fatica, nell’angoscia, la nostra preghiera può salire forte e chiara al Signore che ci ha creati: resta con noi e donaci dei cuori di carne, che sappiano sentire la Tua presenza, impedisci che la nostra speranza si offuschi e donaci una fede che sappia essere salda e forte, gioiosa e colma di amore. Amen.

Erica Sfredda



Preghiera

Donaci coraggio, o Signore.
Il coraggio dell’iniziativa
e il coraggio della disciplina.
Più amore, Signore, più autenticità.
Il coraggio di agire
e di agire senza temerità.
Più coerenza, Signore, più slancio.
Il coraggio della continuità e il
coraggio di un costante adattamento.
Più generosità, Signore,
più comprensione.
Il coraggio
di saper stare spesso soli
e quello di sempre ricominciare.
Più sincerità, Signore, più amicizia.
Il coraggio di non irritarsi
e rimanere sempre padroni di sé.
Più delicatezza, Signore, più carità.
Il coraggio di trovare sempre
un po’ di tempo per meditare e pregare.
Più fede, Signore, più luce:
nel desiderio urgente
di bontà e giustizia.
Ediz. Paoline




Eventi
[<<] [Settembre 2020] [>>]
LMMGVSD
 123456
78910111213
14151617181920
21222324252627
282930    
COMMENTO AL VERSETTO
Il frutto dello Spirito è amore, gioia, pace, pazienza, benevolenza, bontà, fedeltà, mansuetudine, autocontrollo
Galati 5, 22
Diceva Martin Lutero: «Dove Dio ha costruito una chiesa, il diavolo costruisce anche lui una cappella». È vero. Il diavolo si fa sentire. E come. Siamo soliti ascoltare le cose negative intorno a noi, anche se le cose positive sono presenti. Per una ragione o altra quelle negative lasciano un segno profondo. Già per questo la vecchia abitudine di imparare a memoria questa frase dell’apostolo Paolo è un consiglio più che buono. Riporta in primo piano il frutto dello Spirito.

Il frutto dello Spirito, al singolare. Le nove parole insieme formano il frutto dello Spirito. Non se ne possono scegliere alcune, e lasciarne da parte altre. Sono come gli spicchi di un mandarino, insieme formano il mandarino. Insieme questi spicchi formano il frutto dello Spirito.

Il frutto dello Spirito. Un frutto ha bisogno del tempo per crescere. Inoltre non cresce da solo. Grazie a Dio il frutto cresce. Ma questo non toglie la nostra responsabilità. Dal seme al frutto. Su molte cose non possiamo incidere più di tanto, penso al sole o alle tempeste ma possiamo comunque annaffiare, fertilizzare, potare.

Si può parlare del fattore Dio e del fattore umano con il frutto dello Spirito. Il fattore Dio implica che il frutto è in definitiva un dono di Dio, che è lo Spirito che permette al frutto di crescere nella tua vita. Ma il fattore umano è che ti concentri consapevolmente su quel frutto, che rimuovi gli ostacoli, che togli le erbacce, che dai l’acqua quando serve, etc.

Quando il frutto dello Spirito fiorisce nelle nostre vite, questo è in primo luogo un dono di Dio, ma anche i nostri sforzi hanno un loro ruolo. Dio ci vuole partecipi nel suo Regno.


Foto gallery

Chiesa Evangelica Valdese di Lucca
Via Galli Tassi, 50 - Lucca (Lucca)
C.F 92042770468

MONTE dei PASCHI di SIENA
IBAN IT20 U01030 13707 000001369792

info@luccavaldese.it