27 Febbraio 2021
News

Una piccola, semplice idea

12-12-2014 18:50 - appunti del moderatore
di Eugenio Bernardini, moderatore della Tavola Valdese

Pochi giorni fa sono entrato nella chiesa battista di Firenze, in pieno centro cittadino. Dovevo partecipare all´inaugurazione di un nuovo servizio diaconale di questa chiesa: Casa Giunia, un alloggio di accoglienza per il reinserimento sociale di donne detenute in fine pena o uscite da poco dal carcere, frutto del lavoro di assistenza spirituale nel carcere di Sollicciano.

Entrando in chiesa sono stato subito colpito da una serie di fotografie appese lungo i due lunghi muri laterali del locale di culto. Mi sono avvicinato e ho visto che ritraevano momenti significativi della vita di quella comunità: battesimi, incontri di giovani e bambini, culti, assemblee, iniziative culturali. Immagini in primo piano e di gruppo. Immagini di vita, di fraternità, di gioia. E ho pensato: ecco una piccola, semplice idea.

Chi entra in una qualsiasi chiesa protestante italiana non ha sempre la fortuna di incrociare uno dei momenti significativi della vita di quella comunità: o entra in una chiesa vuota - per visitarla singolarmente o in gruppo - o in una chiesa mediamente o poco frequentata. Scuola domenicale della chiesa valdesee di CoazzeNon riesce perciò a farsi un´idea di che cosa significhi essere parte di una comunità protestante che, certo, non vive solo di momenti esaltanti ma anche di ordinarietà, ma che comunque in quei momenti topici, di festa, di gioia, trova incoraggiamento, motivazione, fiducia. Proprio come accade nella nostra vita personale, fatta a volte di una banale quotidianità che però si nutre di momenti di straordinarietà. Proprio come i nostri album di famiglia, o come quelli delle comunità.

Mi ha fatto venire in mente la stessa esposizione di fotografie un´altra chiesa, valdese, nelle Valli del Piemonte. Ma lì le fotografie si trovano nel salone delle attività comunitarie e ritraggono le feste e le gite della scuola domenicale e del catechismo. Mi sono sempre piaciute per la loro vitalità e per la speranza che danno a chiese - diciamolo pure - che tendono all´invecchiamento. Ma perché non portare questo spaccato di vita comunitario, ritratto nella fissità magica della fotografia, anche nel locale di culto, all´ingresso o lungo le pareti del luogo dove si ascolta la Parola del signore, si canta e si prega?

Una piccola, semplice idea per la comunicazione e l´evangelizzazione, ma anche per rallegrare e dare calore ai nostri cuori.

8 dicembre 2014
UN GIORNO UNA PAROLA
2021

F E B B R A I O
Versetto del mese:
Rallegratevi perché i vostri nomi
Sono scritti nei cieli
(Luca 10, 20)
Salmo della settimana:63


Sabato 27 Febbraio

Dio circondò il suo popolo, ne prese cura, lo custodì come la pupilla dei suoi occhi. Come una aquila che desta la sua nidiata, volteggia sopra i suoi piccini, spiega le sue ali, li prende e li porta sulle penne (Deuteronomio 32, 10-11)
E la pace di Dio, che supera ogni intelligenza, custodirà i vostri cuori e i vostri pensieri in Cristo Gesù (Filippesi 4,7)

Il fiume / non trova la sua pace / finché non è al mare / finché non è più lui / ma acqua nell’acqua sterminata. / Così è per la vita umana. / Il nostro breve corso / non trova riposo / che nell oceano infinito di Dio.
Carlo Lupo


Romani 6, 12-18; Luca 11, 14-28





Preghiera

Quando il passato ci opprime,
quando il presente ci angustia,
quando il futuro ci spaventa,
alziamo gli occhi verso di te.

Donaci, Signore, i segni della tua presenza
in mezzo alla confusione del mondo e delle nostre vite!
Ti chiediamo di imprimere nei nostri cuori
le tue promesse per rafforzarci e guidarci ogni giorno
Helmut Gollwitzer



COMMENTO AL VERSETTO
Il frutto dello Spirito è amore, gioia, pace, pazienza, benevolenza, bontà, fedeltà, mansuetudine, autocontrollo
Galati 5, 22
Diceva Martin Lutero: «Dove Dio ha costruito una chiesa, il diavolo costruisce anche lui una cappella». È vero. Il diavolo si fa sentire. E come. Siamo soliti ascoltare le cose negative intorno a noi, anche se le cose positive sono presenti. Per una ragione o altra quelle negative lasciano un segno profondo. Già per questo la vecchia abitudine di imparare a memoria questa frase dell’apostolo Paolo è un consiglio più che buono. Riporta in primo piano il frutto dello Spirito.

Il frutto dello Spirito, al singolare. Le nove parole insieme formano il frutto dello Spirito. Non se ne possono scegliere alcune, e lasciarne da parte altre. Sono come gli spicchi di un mandarino, insieme formano il mandarino. Insieme questi spicchi formano il frutto dello Spirito.

Il frutto dello Spirito. Un frutto ha bisogno del tempo per crescere. Inoltre non cresce da solo. Grazie a Dio il frutto cresce. Ma questo non toglie la nostra responsabilità. Dal seme al frutto. Su molte cose non possiamo incidere più di tanto, penso al sole o alle tempeste ma possiamo comunque annaffiare, fertilizzare, potare.

Si può parlare del fattore Dio e del fattore umano con il frutto dello Spirito. Il fattore Dio implica che il frutto è in definitiva un dono di Dio, che è lo Spirito che permette al frutto di crescere nella tua vita. Ma il fattore umano è che ti concentri consapevolmente su quel frutto, che rimuovi gli ostacoli, che togli le erbacce, che dai l’acqua quando serve, etc.

Quando il frutto dello Spirito fiorisce nelle nostre vite, questo è in primo luogo un dono di Dio, ma anche i nostri sforzi hanno un loro ruolo. Dio ci vuole partecipi nel suo Regno.


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