06 Luglio 2020
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Una pausa preziosa

26-08-2017 13:48 - Sinodo
Ogni mattina il gruppo di fratelli e sorelle della chiesa valdese di Torre Pellice, che gestisce il buffet durante i lavori sinodali, dedica un tempo alla preghiera e all´ascolto della parola di Dio

La giornata comincia di buon´ora. Alle sette del mattino, sotto il tradizionale tendone dove viene organizzato e gestito il buffet durante i lavori sinodali, è già operativo un nutrito gruppo della «commissione accoglienza» della chiesa valdese di Torre Pellice che da sempre si occupa di offrire ristoro ai sinodali con bibite fresche e spuntini dolci e salati.

Alle ore 8 però, il gruppetto di persone affaccendate e operose si ferma, sistema le sedie in circolo e dedica un tempo alla preghiera e all´ascolto della meditazione della Scrittura.

«Il breve culto – ci racconta Paola Campasso, coordinatrice della commissione accoglienza – dà il la alla nostra giornata. Quando arriva la pastora o il pastore che a turno ci offre la sua riflessione biblica quotidiana, noi tutti che siamo già a lavoro da un´ora, ci fermiamo. Se qualche avventore giunge in quel frangente a chiedere un caffè o una fetta di torta, deve avere pazienza ed aspettare. In quel momento tutti ci fermiamo per disporci all´ascolto della Parola di Dio da cui riceviamo l´incoraggiamento necessario per affrontare la giornata. La preghiera che condividiamo è una sorta di benedizione per la lunga giornata che vivremo insieme. Inoltre, il piccolo culto è anche l´occasione per i fratelli e sorelle della comunità di Torre Pellice di conoscere diversi pastori e pastore che svolgono il loro ministero in altre parti d´Italia».

La commissione accoglienza comincia a lavorare in vista del Sinodo già nei mesi di aprile/maggio quando si comincia a fare una verifica delle cose che servono; poi a giugno si fanno l´inventario e i sopralluoghi. Infine, ai primi di luglio si comincia ad organizzare l´acquisto dei prodotti e la verifica dei permessi alla Asl. «Il tutto – afferma Paola Campasso – avviene in ottima collaborazione con il Concistoro della chiesa di Torre Pellice, a cui abbiamo chiesto di avere una cucina a norma, e di investire delle risorse economiche nell´acquisto di una lavapiatti professionale in modo da garantire l´igiene».

Inoltre, la coordinatrice ricorda che, da tre anni ormai, il consumo di plastica durante la settimana sinodale è significativamente ridotto, grazie all´introduzione di piatti di ceramica, tazze di porcellana e bicchieri di vetro.

Il gruppo di persone coinvolte nel servizio è composto complessivamente da circa una settantina di persone che coprono un´ampia fascia di età (dagli adolescenti fino agli ottantacinquenni!). I più giovani sono addetti alla distribuzione delle bevande e verificano sempre che i tavolini siano puliti e in ordine; le signore sono intente a servire dietro i banchi e ad occuparsi delle stoviglie che vanno lavate e riordinate a ritmo sostenuto; infine, i fratelli sono addetti al montaggio e alla verifica della struttura del tendone, al controllo della parte elettrica, allo spostamento degli oggetti più pesanti, e allo smaltimento quotidiano dei rifiuti. «Il ristoro e l´accoglienza che offriamo durante il Sinodo – conclude Paola – è un servizio che svolgiamo per la nostra chiesa, cercando di fare del nostro meglio con gioia e impegno».


Fonte: Riforma.it

UN GIORNO UNA PAROLA

2020

L U G L I O
Versetto del mese:
L’angelo del Signore tornò una seconda volta,
toccò Elia, e disse:
«Alzati e mangia, perché il cammino è troppo lungo per te»
(I Re 19, 7)



Salmo della settimana : 106, 24-48

Domenica 5 Luglio
Portate i pesi gli uni degli altri e adempirete così la legge di Cristo (Galati 6,2)


Gioite, rallegratevi nel Signore, vostro Dio (Gioele 2, 23)
In cristo Gesù abbiamo la libertà di accostarci a Dio, con piena fiducia, mediante la fede in lui (Efesini 3,12)

Questo è il primo messaggio di Gesù. Nei più svariati modi Gesù ha liberato la gente che gemeva, oppressa dai pesi e dalle angosce della vita. Gesù l’ha fatto per indicare l’azione di Dio. Ogni sua azione voleva rendere evidente l’azione di Dio. E Dio agisce oggi come allora. Abbi fiducia! Dio vuole donne e uomini gioiosi, sollevati, liberi dalle ansie, dagli affanni e dalle angosce. Dio vuole questo anche per noi. Lascia che l’azione di Dio si compia in te secondo il suo volere. E poi apri gli occhi: intorno a tre ci sono persone preoccupate e angosciate. Aiutale a portare i loro pesi fin dove arriveranno le tue forze. E insegna loro ad aiutare gli altri/le altre, a portare i pesi e le angosce delle altre/degli altri.

Genesi 50, 15-21; Luca 6, 36-42: Giacomo 3, 13-18




Preghiera


Signore,
nella nostra stanchezza poni su di
noi la tua mano che ridona vigore;
Fa’ soffiare il tuo Spirito che dona
vita nuova.
Non lasciare che la nostra
Esistenza si spezzi in mille
Frammenti e disperda il suo senso
In mille incombenze quotidiane.
Donaci di udire ogni giorno
di nuovo la tua chiamata a
seguire i tuoi passi sul cammino
della nostra esistenza e donaci
di saperci rispondere con fede,
speranza e amore.
Con te, Signore, c’è sempre una
parola nuova da imparare,
nuova speranza in cui
porre fiducia. La nostra vita
sia un grazie a te, un canto di
riconoscenza per la tua grazia, il
tuo perdono la tua salvezza. Nel
nome di Gesù. Amen




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COMMENTO AL VERSETTO

Il frutto dello Spirito è amore, gioia, pace, pazienza, benevolenza, bontà, fedeltà, mansuetudine, autocontrollo
Galati 5, 22

Diceva Martin Lutero: «Dove Dio ha costruito una chiesa, il diavolo costruisce anche lui una cappella». È vero. Il diavolo si fa sentire. E come. Siamo soliti ascoltare le cose negative intorno a noi, anche se le cose positive sono presenti. Per una ragione o altra quelle negative lasciano un segno profondo. Già per questo la vecchia abitudine di imparare a memoria questa frase dell’apostolo Paolo è un consiglio più che buono. Riporta in primo piano il frutto dello Spirito.

Il frutto dello Spirito, al singolare. Le nove parole insieme formano il frutto dello Spirito. Non se ne possono scegliere alcune, e lasciarne da parte altre. Sono come gli spicchi di un mandarino, insieme formano il mandarino. Insieme questi spicchi formano il frutto dello Spirito.

Il frutto dello Spirito. Un frutto ha bisogno del tempo per crescere. Inoltre non cresce da solo. Grazie a Dio il frutto cresce. Ma questo non toglie la nostra responsabilità. Dal seme al frutto. Su molte cose non possiamo incidere più di tanto, penso al sole o alle tempeste ma possiamo comunque annaffiare, fertilizzare, potare.

Si può parlare del fattore Dio e del fattore umano con il frutto dello Spirito. Il fattore Dio implica che il frutto è in definitiva un dono di Dio, che è lo Spirito che permette al frutto di crescere nella tua vita. Ma il fattore umano è che ti concentri consapevolmente su quel frutto, che rimuovi gli ostacoli, che togli le erbacce, che dai l’acqua quando serve, etc.

Quando il frutto dello Spirito fiorisce nelle nostre vite, questo è in primo luogo un dono di Dio, ma anche i nostri sforzi hanno un loro ruolo. Dio ci vuole partecipi nel suo Regno.


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