20 Settembre 2020
News

Una luce di speranza e di fiducia

30-12-2017 16:07 - appunti del moderatore
Il nostro impegno per il 2018

«Ecco, io sto alla porta e busso» (Apocalisse 3,20)

Si è appena chiuso un anno difficile, un altro. Alcuni segnali positivi ci sono stati, ma intorno a noi avvertiamo un clima che continua a essere dominato dall´incertezza se non dalla paura per il domani, quasi che il mondo in cui viviamo sia destinato al declino (per gli ottimisti) o al collasso (per i pessimisti). Questo è il dramma della nostra generazione, sempre più tentata dalle proposte politiche e dalle culture identitarie e intolleranti.

Per le chiese della grande e antica tradizione protestante il 2017 è stato l´anno delle celebrazioni dei 500 anni della Riforma. Se guardiamo all´Europa, queste chiese si trovano divise tra un successo di critica e un insuccesso di pubblico: mai, come nell´anno appena trascorso, si è potuto celebrare in modo così ecumenico e universale l´evento della Riforma, mai si è potuto verificare un consenso così ampio sulle "scoperte" teologiche e spirituali dei riformatori e sulle loro conseguenze per la vita dei popoli e delle chiese. Il protestantesimo, da inattuale è diventato improvvisamente attuale. Ma questo consenso di critica, che ha stupito tutti noi, non si è trasformato in un consenso di pubblico: la partecipazione e l´adesione personale alle chiese della Riforma sono in calo ovunque, in Italia e in tutta Europa, con percentuali diverse ma con una tendenza costante alla diminuzione. Colpa della nostra poca fede? Della nostra incapacità di evangelizzare efficacemente? Sì, un po´ ovunque si avvicinano e aderiscono "nuovi protestanti", ma molti più "vecchi protestanti" si perdono.

C´è dunque da perdere ogni speranza? Niente affatto: la vocazione di noi cristiani è accendere una luce di speranza e di fiducia, sempre e ovunque. Noi sappiamo che il Signore ama l´umanità e il mondo che ha creato. Dunque, come la paura e la disperazione xenofoba non devono privarci della nostra compassione e non possono dettare l´agenda della politica, così la nostra poca fede e le nostre incertezze spirituali non possono renderci muti e sterili. Sta a noi, pochi o tanti che siamo, proporre gesti e parole di fiducia e speranza. Come abbiamo fatto anche quest´anno e come possiamo e dobbiamo fare di più e meglio cogliendo ogni opportunità. Sapendo che, quando apriamo cuori e porte a chi bussa, ci avviciniamo al centro della fede cristiana e annunciamo la verità di Cristo perché il mondo creda e viva.


Fonte: Chiesavaldese.org

UN GIORNO UNA PAROLA

2020

S E T T E M B R E
Versetto del mese:
“Dio era in Cristo nel riconciliare con sé il mondo”
(II Corinzi 5,19)




Salmo della settimana : 127

Domenica 20 Settembre
Gettate su di lui ogni vostra preoccupazione, perché egli ha cura di voi (I Pietro 5,7)

Onora tuo padre e tua madre (Esodo 20,12)
Accoglietevi gli uni gli altri, come anche Cristo vi ha accolti per la gloria di Dio (Romani 15,7)

Siamo chiamati da Dio a comportarci responsabilmente verso i nostri genitori, e a imparare fino all’ ultimo giorno che cosa significa “onorare”; a non dimenticare che anch’essi hanno dovuto soffrire molto nella loro vita. A ricordarci che essi sono importanti per la nostra vita, nel bene e nelle difficoltà. Pronti ad aiutarli quando essi dipendono da noi e a rispettare la loro dignità.
Hermann Klenk

Matteo 6, 25-34; I Pietro 5, 5b-11



Preghiera


Signore, ti ringraziamo per il continuo
desiderio di stare con noi: Tu non sei un
Maestro lontano ma ami entrare nella
nostra quotidianità per fare cose grandi
attraverso di noi.
Ti ringraziamo perché anche se spesso
siamo inadeguati, tu ci rendi capaci di
compiere la tua volontà.
Ti chiediamo il coraggio quando ci sen-
tiamo soli e senza forze per seguirti.
Oggi, Signore, vogliamo invitarti nella
nostra vita quotidiana e lasciare che tu
ci conduca a vivere una vita meravigliosa
ed entusiasmante, guidati dal tuo amore
e dalla tua potente grazia.
Continua a rivelarti in noi attraverso la
tua Parola in ogni area della nostra vita.
Nel nome di Gesù. Amen!
di Fabio Giuliano




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COMMENTO AL VERSETTO

Il frutto dello Spirito è amore, gioia, pace, pazienza, benevolenza, bontà, fedeltà, mansuetudine, autocontrollo
Galati 5, 22

Diceva Martin Lutero: «Dove Dio ha costruito una chiesa, il diavolo costruisce anche lui una cappella». È vero. Il diavolo si fa sentire. E come. Siamo soliti ascoltare le cose negative intorno a noi, anche se le cose positive sono presenti. Per una ragione o altra quelle negative lasciano un segno profondo. Già per questo la vecchia abitudine di imparare a memoria questa frase dell’apostolo Paolo è un consiglio più che buono. Riporta in primo piano il frutto dello Spirito.

Il frutto dello Spirito, al singolare. Le nove parole insieme formano il frutto dello Spirito. Non se ne possono scegliere alcune, e lasciarne da parte altre. Sono come gli spicchi di un mandarino, insieme formano il mandarino. Insieme questi spicchi formano il frutto dello Spirito.

Il frutto dello Spirito. Un frutto ha bisogno del tempo per crescere. Inoltre non cresce da solo. Grazie a Dio il frutto cresce. Ma questo non toglie la nostra responsabilità. Dal seme al frutto. Su molte cose non possiamo incidere più di tanto, penso al sole o alle tempeste ma possiamo comunque annaffiare, fertilizzare, potare.

Si può parlare del fattore Dio e del fattore umano con il frutto dello Spirito. Il fattore Dio implica che il frutto è in definitiva un dono di Dio, che è lo Spirito che permette al frutto di crescere nella tua vita. Ma il fattore umano è che ti concentri consapevolmente su quel frutto, che rimuovi gli ostacoli, che togli le erbacce, che dai l’acqua quando serve, etc.

Quando il frutto dello Spirito fiorisce nelle nostre vite, questo è in primo luogo un dono di Dio, ma anche i nostri sforzi hanno un loro ruolo. Dio ci vuole partecipi nel suo Regno.


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