26 Giugno 2022
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Una delegazione della Comunione riformata mondiale ha incontrato in Vaticano papa Francesco

12-06-2016 09:20 - Ecumenismo
"Gioia, per i passi avanti compiuti nel dialogo, e urgenza, per la situazione di indicibile ingiustizia che domina il mondo intero". Così il pastore Jerry Pillay, presidente della Comunione mondiale delle chiese riformate (CMCR), ha descritto durante una conferenza stampa tenutasi presso la sala stampa di Radio Vaticana a Roma, l´udienza nella quale questa mattina papa Francesco ha incontrato una delegazione della CMCR, guidata dallo stesso Pillay e composta, tra gli altri, dal pastore Chris Ferguson, segretario generale della CMCR, dalla pastora Dora Ace Valentin, dalla teologa Aruna Gnanadason, e dal pastore Eugenio Bernardini, moderatore della Tavola valdese.

L´incontro, che avveniva a dieci anni dall´ultima visita in Vaticano di una delegazione riformata, ha avuto al suo centro la commemorazione comune dei 500 anni della Riforma protestante e la promozione di una comune testimonianza cristiana rispetto alle ingiustizie di cui è vittima la maggioranza della popolazione della terra. "Dobbiamo essere grati a Dio per la nostra fraternità ritrovata, radicata nel riconoscimento dell´unico battesimo", ha detto papa Francesco durante l´udienza. Il pontefice ha poi ricordato come il rapporto finale dell´ultima sessione di dialogo ufficiale tra cattolici e riformati, dedicata al rapporto tra la dottrina della giustificazione e la sacramentalità, "ben sottolinea il legame necessario tra la giustificazione e la giustizia" che spinge "a vivere la carità mediante gesti concreti" e a promuovere un ecumenismo che produca "una comune missione di evangelizzazione e di servizio".

Nella conferenza stampa, moderata dal pastore Luca Maria Negro, presidente della Federazione delle chiese evangeliche in Italia (FCEI), il pastore Ferguson ha ribadito come la relazione tra giustificazione e giustizia sia uno dei capisaldi teologici della tradizione riformata e che la lotta all´ingiustizia economica, ecologica e di genere sia intesa dalla CMCR come un´espressione viva della fede cristiana. Ne è testimonianza la Confessione di Accra, approvata in occasione dell´Assemblea generale dell´allora Alleanza riformata mondiale (ARM) svoltasi nel 2004 nella capitale ghanese, che legge la fede cristiana alla luce dell´ingiustizia economica e della distruzione ecologica. Sui 500 anni della Riforma protestante, Ferguson ha indicato, da un lato, la necessità da parte protestante di esprimere un pentimento per l´avvenuta divisione all´interno della cristianità, non voluta dai riformatori ma comunque storicamente verificatasi; e l´importanza, dall´altro, di celebrare i progressi nel dialogo tra le chiese cristiane che caratterizzano il nostro tempo.

Alla conferenza è intervenuto padre Federico Lombardi, direttore della Sala stampa vaticana, che ha sottolineato come la visita della delegazione della CMCR sia "un altro elemento da aggiungere alla prospettiva ecumenica" del pontificato di Francesco. Lombardi ha inoltre rimarcato come l´enciclica "Laudato si´" proponga degli spunti importanti che possono costituire una base comune per un ecumenismo orientato alla giustizia. Infine, è intervenuto il pastore Eugenio Bernardini che, in quanto moderatore della Tavola valdese, rappresenta una chiesa membro della CMCR. Bernardini ha sottolineato l´impegno ecumenico che ha portato le chiese metodiste e valdesi, la FCEI e la Comunità di Sant´Egidio a promuovere insieme il progetto dei corridoi umanitari per portare in Italia, in modo sicuro e legale, profughi provenienti dal Libano e, in prospettiva, dal Marocco e dall´Etiopia, un progetto portato avanti nello spirito di quell´"ecumenismo della concretezza", sulla cui urgenza tutti convergono.

La Comunione mondiale delle chiese riformate (CMCR) raggruppa oltre 225 chiese riformate, presbiteriane, congregazionaliste unite in rappresentanza di 80 milioni di credenti in tutto il mondo.


Fonte: NEV - notizie evangeliche
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D I C E M B R E

Versetto del mese:

«Manda gridi di gioia, rallègrati, figlia di Sion!
Perché ecco, io sto per venire e abiterò in mezzo a te»,
dice il Signore

(Zaccaria 2, 10)


Salmo della settimana: 71
Venerdì 31 Dicembre
I miei giorni sono nelle tue mani (Salmo 31,15)

Il popolo venne da Mosè e disse: «Abbiamo peccato perché abbiamo parlato contro il Signore e contro di te; prega il Signore che allontani da noi questi serpenti». E Mosè pregò per il popolo (Numeri 21, 7)
Abbiate pietà di quelli che sono nel dubbio (Giuda 22)


Ci è stato donato un medico che è egli stesso la vita; Cristo, morto per noi, ha per noi ottenuto la salvezza. Invochiamo la tua bontà: continua a custodire anche in futuro i grandi e i piccoli, perché tu hai per noi pensieri di pace e non di male.

Ludwig Helmbold


Romani 8, 31b-39; Ecclesiaste 3, 1-15 ; Salmo 46; Matteo 13, 24-30


Preghiera



Rivelaci, o Dio,
l itinerario che ci hai preparato,
il cammino sul quale vuoi
che siamo in marcia.
Non lasciarci immobili,
ma scuotici e spingici avanti.
Rivelaci, o Dio,
la tua volontà di pace
affinché possiamo osare la pace.
Liberaci dalle false paure e dai
sospetti, rendici la semplicità
dell amore affinché sappiamo
forgiare gli strumenti della
giustizia, della dignità,
del cibo per tutti e
dell amore fraterno -
Rivelaci, o Dio,
la tua volontà di raddrizzarci e di
fortificarci affinché
gli zoppi camminino senza pena,
affinché i reietti siano accolti,
affinché gli esclusi siano reintegrati
nella famiglia umana,
ed affinché tu sia tutto in tutti
Amen

(Maurice Hammely)
dal quaderno della Cevaa
Riforma
COMMENTO AL VERSETTO
Il frutto dello Spirito è amore, gioia, pace, pazienza, benevolenza, bontà, fedeltà, mansuetudine, autocontrollo
Galati 5, 22
Diceva Martin Lutero: «Dove Dio ha costruito una chiesa, il diavolo costruisce anche lui una cappella». È vero. Il diavolo si fa sentire. E come. Siamo soliti ascoltare le cose negative intorno a noi, anche se le cose positive sono presenti. Per una ragione o altra quelle negative lasciano un segno profondo. Già per questo la vecchia abitudine di imparare a memoria questa frase dell’apostolo Paolo è un consiglio più che buono. Riporta in primo piano il frutto dello Spirito.

Il frutto dello Spirito, al singolare. Le nove parole insieme formano il frutto dello Spirito. Non se ne possono scegliere alcune, e lasciarne da parte altre. Sono come gli spicchi di un mandarino, insieme formano il mandarino. Insieme questi spicchi formano il frutto dello Spirito.

Il frutto dello Spirito. Un frutto ha bisogno del tempo per crescere. Inoltre non cresce da solo. Grazie a Dio il frutto cresce. Ma questo non toglie la nostra responsabilità. Dal seme al frutto. Su molte cose non possiamo incidere più di tanto, penso al sole o alle tempeste ma possiamo comunque annaffiare, fertilizzare, potare.

Si può parlare del fattore Dio e del fattore umano con il frutto dello Spirito. Il fattore Dio implica che il frutto è in definitiva un dono di Dio, che è lo Spirito che permette al frutto di crescere nella tua vita. Ma il fattore umano è che ti concentri consapevolmente su quel frutto, che rimuovi gli ostacoli, che togli le erbacce, che dai l’acqua quando serve, etc.

Quando il frutto dello Spirito fiorisce nelle nostre vite, questo è in primo luogo un dono di Dio, ma anche i nostri sforzi hanno un loro ruolo. Dio ci vuole partecipi nel suo Regno.


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