30 Settembre 2020
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Una crisi drammatica e grottesca

29-05-2018 11:25 - News
Dopo più di ottanta giorni di melina, la domenica della Trinità la crisi italiana accelera bruscamente, assumendo toni, come spesso ci accade, insieme drammatici e grotteschi.

Come era largamente annunciato, il tentativo di formare un governo «giallo-verde», alla guida del quale era stato designato un brillante professore del tutto privo di esperienza, naufraga sul nome del ministro in pectore dell´economia, Paolo Savona. Il leader della Lega, confermandosi abilissimo in quella campagna elettorale permanente che ormai è diventata la politica italiana, non aspettava altro per far saltare un´operazione fin da subito assai precaria. Coglie così più risultati con una sola mossa e soprattutto mette in difficoltà il suo alleato di qualche giorno, il Movimento Cinque Stelle, che reagisce scompostamente minacciando azioni di piazza e la messa in stato di accusa del presidente della Repubblica, responsabile, sicuro e fin troppo paziente gestore di una vicenda piena di contraddizioni.

Di qui i punti strutturali della crisi. Prima la campagna elettorale e poi lo svolgimento della crisi hanno fatto emergere un drammatico problema di qualità dell´offerta politica.

Problema che è evidentissimo da almeno tre punti di vista, ovvero su tre piani: la qualità del personale politico, la qualità dei programmi e la qualità delle relazioni interistituzionali. Su questa china si arriva al secondo e connesso grande tema, ovvero la qualità del nostro sistema democratico e, di conseguenza, l´idea di Italia. Purtroppo i due punti di crisi sono tra loro strettamente connessi e si alimentano a vicenda.

Per questo bisogna attivare iniziative positive: ne aveva parlato, con toni accorati e molto lucidi, il cardinale Bassetti all´assemblea della Conferenza episcopale italiana, concludendo con il riferimento, cento anni fa, ma soprattutto per l´oggi e il domani, all´appello sturziano ai liberi e forti.

In Italia ci sono mondi vitali e tante energie vere. Il problema è che moneta cattiva scaccia quella buona, ovvero un discorso politico violento, pur in fine dei conti inconcludente, seduce comunque. Anche perché vellica le nostre pulsioni e ci deresponsabilizza.

Ecco, allora, la necessità, pur in tempi molto stretti, di ragionare in prospettiva, chiamando le cose come stanno, rispettando le istituzioni, che sono un bene di tutti e denunciando tutte le propagande. Si tratta insomma di scongiurare, lavorando sull´offerta, la deriva drammatica e grottesca della crisi italiana, che sembra ora fatalmente diretta verso nuove elezioni.

Non ha senso polarizzare il sistema e, dunque, l´offerta politica tra europeisti e non europeisti, tra populisti e benpensanti, così come tra vecchio e nuovo. Partiamo dalla realtà e dai nostri tanti problemi. Elezioni ravvicinate sono spesso segno di crisi di sistema. Che ci si arrivi almeno con una offerta politica nuova. Nuova e finalmente adeguata.

di Francesco Bonini


Fonte: Toscana Oggi
UN GIORNO UNA PAROLA
2020

S E T T E M B R E
Versetto del mese:
“Dio era in Cristo nel riconciliare con sé il mondo”
(II Corinzi 5,19)




Salmo della settimana : 125


Mercoledì 30 Settembre

Ho creduto, perciò ho parlato. Io ero molto afflitto (Salmo 116,10)
Beato l’uomo che sopporta la prova; perché, dopo averla superata, riceverà la corona della vita, che il Signore ha promesso a quelli che lo amano (Giacomo 1,12)

Le prove sono abbracci di Dio.
Martin Lutero

Genesi 16,5-14; II Corinzi 11,16-33




Preghiera

Donaci coraggio, o Signore.
Il coraggio dell’iniziativa
e il coraggio della disciplina.
Più amore, Signore, più autenticità.
Il coraggio di agire
e di agire senza temerità.
Più coerenza, Signore, più slancio.
Il coraggio della continuità e il
coraggio di un costante adattamento.
Più generosità, Signore,
più comprensione.
Il coraggio
di saper stare spesso soli
e quello di sempre ricominciare.
Più sincerità, Signore, più amicizia.
Il coraggio di non irritarsi
e rimanere sempre padroni di sé.
Più delicatezza, Signore, più carità.
Il coraggio di trovare sempre
un po’ di tempo per meditare e pregare.
Più fede, Signore, più luce:
nel desiderio urgente
di bontà e giustizia.
Ediz. Paoline




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COMMENTO AL VERSETTO
Il frutto dello Spirito è amore, gioia, pace, pazienza, benevolenza, bontà, fedeltà, mansuetudine, autocontrollo
Galati 5, 22
Diceva Martin Lutero: «Dove Dio ha costruito una chiesa, il diavolo costruisce anche lui una cappella». È vero. Il diavolo si fa sentire. E come. Siamo soliti ascoltare le cose negative intorno a noi, anche se le cose positive sono presenti. Per una ragione o altra quelle negative lasciano un segno profondo. Già per questo la vecchia abitudine di imparare a memoria questa frase dell’apostolo Paolo è un consiglio più che buono. Riporta in primo piano il frutto dello Spirito.

Il frutto dello Spirito, al singolare. Le nove parole insieme formano il frutto dello Spirito. Non se ne possono scegliere alcune, e lasciarne da parte altre. Sono come gli spicchi di un mandarino, insieme formano il mandarino. Insieme questi spicchi formano il frutto dello Spirito.

Il frutto dello Spirito. Un frutto ha bisogno del tempo per crescere. Inoltre non cresce da solo. Grazie a Dio il frutto cresce. Ma questo non toglie la nostra responsabilità. Dal seme al frutto. Su molte cose non possiamo incidere più di tanto, penso al sole o alle tempeste ma possiamo comunque annaffiare, fertilizzare, potare.

Si può parlare del fattore Dio e del fattore umano con il frutto dello Spirito. Il fattore Dio implica che il frutto è in definitiva un dono di Dio, che è lo Spirito che permette al frutto di crescere nella tua vita. Ma il fattore umano è che ti concentri consapevolmente su quel frutto, che rimuovi gli ostacoli, che togli le erbacce, che dai l’acqua quando serve, etc.

Quando il frutto dello Spirito fiorisce nelle nostre vite, questo è in primo luogo un dono di Dio, ma anche i nostri sforzi hanno un loro ruolo. Dio ci vuole partecipi nel suo Regno.


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