06 Luglio 2020
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Una crisi drammatica e grottesca

29-05-2018 11:25 - News
Dopo più di ottanta giorni di melina, la domenica della Trinità la crisi italiana accelera bruscamente, assumendo toni, come spesso ci accade, insieme drammatici e grotteschi.

Come era largamente annunciato, il tentativo di formare un governo «giallo-verde», alla guida del quale era stato designato un brillante professore del tutto privo di esperienza, naufraga sul nome del ministro in pectore dell´economia, Paolo Savona. Il leader della Lega, confermandosi abilissimo in quella campagna elettorale permanente che ormai è diventata la politica italiana, non aspettava altro per far saltare un´operazione fin da subito assai precaria. Coglie così più risultati con una sola mossa e soprattutto mette in difficoltà il suo alleato di qualche giorno, il Movimento Cinque Stelle, che reagisce scompostamente minacciando azioni di piazza e la messa in stato di accusa del presidente della Repubblica, responsabile, sicuro e fin troppo paziente gestore di una vicenda piena di contraddizioni.

Di qui i punti strutturali della crisi. Prima la campagna elettorale e poi lo svolgimento della crisi hanno fatto emergere un drammatico problema di qualità dell´offerta politica.

Problema che è evidentissimo da almeno tre punti di vista, ovvero su tre piani: la qualità del personale politico, la qualità dei programmi e la qualità delle relazioni interistituzionali. Su questa china si arriva al secondo e connesso grande tema, ovvero la qualità del nostro sistema democratico e, di conseguenza, l´idea di Italia. Purtroppo i due punti di crisi sono tra loro strettamente connessi e si alimentano a vicenda.

Per questo bisogna attivare iniziative positive: ne aveva parlato, con toni accorati e molto lucidi, il cardinale Bassetti all´assemblea della Conferenza episcopale italiana, concludendo con il riferimento, cento anni fa, ma soprattutto per l´oggi e il domani, all´appello sturziano ai liberi e forti.

In Italia ci sono mondi vitali e tante energie vere. Il problema è che moneta cattiva scaccia quella buona, ovvero un discorso politico violento, pur in fine dei conti inconcludente, seduce comunque. Anche perché vellica le nostre pulsioni e ci deresponsabilizza.

Ecco, allora, la necessità, pur in tempi molto stretti, di ragionare in prospettiva, chiamando le cose come stanno, rispettando le istituzioni, che sono un bene di tutti e denunciando tutte le propagande. Si tratta insomma di scongiurare, lavorando sull´offerta, la deriva drammatica e grottesca della crisi italiana, che sembra ora fatalmente diretta verso nuove elezioni.

Non ha senso polarizzare il sistema e, dunque, l´offerta politica tra europeisti e non europeisti, tra populisti e benpensanti, così come tra vecchio e nuovo. Partiamo dalla realtà e dai nostri tanti problemi. Elezioni ravvicinate sono spesso segno di crisi di sistema. Che ci si arrivi almeno con una offerta politica nuova. Nuova e finalmente adeguata.

di Francesco Bonini


Fonte: Toscana Oggi

UN GIORNO UNA PAROLA

2020

L U G L I O
Versetto del mese:
L’angelo del Signore tornò una seconda volta,
toccò Elia, e disse:
«Alzati e mangia, perché il cammino è troppo lungo per te»
(I Re 19, 7)



Salmo della settimana : 106, 24-48

Domenica 5 Luglio
Portate i pesi gli uni degli altri e adempirete così la legge di Cristo (Galati 6,2)


Gioite, rallegratevi nel Signore, vostro Dio (Gioele 2, 23)
In cristo Gesù abbiamo la libertà di accostarci a Dio, con piena fiducia, mediante la fede in lui (Efesini 3,12)

Questo è il primo messaggio di Gesù. Nei più svariati modi Gesù ha liberato la gente che gemeva, oppressa dai pesi e dalle angosce della vita. Gesù l’ha fatto per indicare l’azione di Dio. Ogni sua azione voleva rendere evidente l’azione di Dio. E Dio agisce oggi come allora. Abbi fiducia! Dio vuole donne e uomini gioiosi, sollevati, liberi dalle ansie, dagli affanni e dalle angosce. Dio vuole questo anche per noi. Lascia che l’azione di Dio si compia in te secondo il suo volere. E poi apri gli occhi: intorno a tre ci sono persone preoccupate e angosciate. Aiutale a portare i loro pesi fin dove arriveranno le tue forze. E insegna loro ad aiutare gli altri/le altre, a portare i pesi e le angosce delle altre/degli altri.

Genesi 50, 15-21; Luca 6, 36-42: Giacomo 3, 13-18




Preghiera


Signore,
nella nostra stanchezza poni su di
noi la tua mano che ridona vigore;
Fa’ soffiare il tuo Spirito che dona
vita nuova.
Non lasciare che la nostra
Esistenza si spezzi in mille
Frammenti e disperda il suo senso
In mille incombenze quotidiane.
Donaci di udire ogni giorno
di nuovo la tua chiamata a
seguire i tuoi passi sul cammino
della nostra esistenza e donaci
di saperci rispondere con fede,
speranza e amore.
Con te, Signore, c’è sempre una
parola nuova da imparare,
nuova speranza in cui
porre fiducia. La nostra vita
sia un grazie a te, un canto di
riconoscenza per la tua grazia, il
tuo perdono la tua salvezza. Nel
nome di Gesù. Amen




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COMMENTO AL VERSETTO

Il frutto dello Spirito è amore, gioia, pace, pazienza, benevolenza, bontà, fedeltà, mansuetudine, autocontrollo
Galati 5, 22

Diceva Martin Lutero: «Dove Dio ha costruito una chiesa, il diavolo costruisce anche lui una cappella». È vero. Il diavolo si fa sentire. E come. Siamo soliti ascoltare le cose negative intorno a noi, anche se le cose positive sono presenti. Per una ragione o altra quelle negative lasciano un segno profondo. Già per questo la vecchia abitudine di imparare a memoria questa frase dell’apostolo Paolo è un consiglio più che buono. Riporta in primo piano il frutto dello Spirito.

Il frutto dello Spirito, al singolare. Le nove parole insieme formano il frutto dello Spirito. Non se ne possono scegliere alcune, e lasciarne da parte altre. Sono come gli spicchi di un mandarino, insieme formano il mandarino. Insieme questi spicchi formano il frutto dello Spirito.

Il frutto dello Spirito. Un frutto ha bisogno del tempo per crescere. Inoltre non cresce da solo. Grazie a Dio il frutto cresce. Ma questo non toglie la nostra responsabilità. Dal seme al frutto. Su molte cose non possiamo incidere più di tanto, penso al sole o alle tempeste ma possiamo comunque annaffiare, fertilizzare, potare.

Si può parlare del fattore Dio e del fattore umano con il frutto dello Spirito. Il fattore Dio implica che il frutto è in definitiva un dono di Dio, che è lo Spirito che permette al frutto di crescere nella tua vita. Ma il fattore umano è che ti concentri consapevolmente su quel frutto, che rimuovi gli ostacoli, che togli le erbacce, che dai l’acqua quando serve, etc.

Quando il frutto dello Spirito fiorisce nelle nostre vite, questo è in primo luogo un dono di Dio, ma anche i nostri sforzi hanno un loro ruolo. Dio ci vuole partecipi nel suo Regno.


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