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Una ciambella di salvataggio per chi perde la vista

02-12-2016 09:20 - News
Grazie alla Chiesa Valdese, l´Unione ciechi Firenze moltiplica i suoi sforzi per aiutare chi diventa cieco all´improvviso Lanciare una ciambella di salvataggio a chi, all´improvviso, perde la vista.

Grazie ai fondi dell´8 per mille della Chiesa Valdese, nessun fiorentino che, a causa di un incidente o di una malattia, si ritroverà completamente o parzialmente al buio verrà lasciato solo. Si chiama ´Cittadini tra cittadini´ il progetto che vede insieme l´Unione italiana ciechi di Firenze e la Chiesa Valdese e che partirà da domani.

Sono mediamente 150 per persone che ogni anno si rivolgono all´Uic. "Ma adesso avremo la forza per poterne aiutare ancora di più", dice Niccolò Zeppi, presidente Uic Firenze. In concreto, l´associazione - dopo un primo incontro conoscitivo con la persona che ha bisogno d´assistenza, - farà scattare tutta la sua ´rete di protezione´. Si va dall´aiuto per il disbrigo di incombenze fiscali ai servizi di accompagnamento e di lettura a domicilio. Ancora, incontri per scoprire i segreti della tecnologia, che tanto aiuta i disabili, conferenze, appuntamenti culturali e ricreativi, senza dimenticare la personalizzazione dei software e l´assistenza informatica a distanza. "Perdere la vista è un dramma, certo, ma non è la fine di tutto – dice Zeppi -. La condizione di chi si ritrova cieco può essere assimilata a quella di chi intraprende, suo malgrado, un viaggio in una terra sconosciuta. E cosa ci si può augurare in casi del genere, se non di incontrare dei compagni più esperti di noi?".

Ciò che più conta, aggiunge Zeppi, "è non sentirsi mai soli". Troppo spesso, invece, chi perde la vista cade nella depressione. Basti pensare che solo nella nostra provincia 400 persone l´anno vengono riconosciute non vedenti o gravemente ipovedenti. Il 65% di loro, non autosufficiente, ha bisogno di interventi domiciliari oppure del ricovero in residenze protette. Il 35% invece può essere aiutato a ricostruire una nuova vita. Di qui l´esigenza di valorizzare le altre potenzialità e di fornire ai non vedenti una vera e propria bussola. "Anche la persona con disabilità visiva può partecipare a pieno titolo alla vita e alla crescita della comunità di cui fa parte", le parole di Zeppi. Che aggiunge: "Chi perde la vista all´improvviso deve essere aiutato a fare i conti coi limiti imposti dalla minorazione. Limiti che vanno considerati come una sfida, e non come confini invalicabili. Molto spazio viene poi dato alla comunicazione. Fondamentale è interagire con gli altri in modo positivo, evitando di far leva sul sentimento di pietismo".


Fonte: La Nazione
UN GIORNO UNA PAROLA
2021
N O V E M B R E
Versetto del mese:
Il Signore diriga i vostri cuori all amore di Dio
e alla paziente attesa di Cristo

(Tessalonicesi 3,5)



Salmo della settimana: 24


Martedì 30 Novembre




I miei giorni sono nelle tue mani ( Salmo 31, 15)
Chi di voi può con la sua preoccupazione aggiungere un ora sola alla durata della sua vita? (Luca 12, 25)

Non ti preoccupare di ciò che verrà, non piangere per ciò che passa. Preoccupati piuttosto di non perderti, e piangi quando galleggi nel fiume del tempo senza portare in te il cielo.
Friedrich Schleiermacheer


Ebrei 10, 32-38; Zaccaria 1, 7-17








































































Preghiera



Rivelaci, o Dio,
l itinerario che ci hai preparato,
il cammino sul quale vuoi
che siamo in marcia.
Non lasciarci immobili,
ma scuotici e spingici avanti.
Rivelaci, o Dio,
la tua volontà di pace
affinché possiamo osare la pace.
Liberaci dalle false paure e dai
sospetti, rendici la semplicità
dell amore affinché sappiamo
forgiare gli strumenti della
giustizia, della dignità,
del cibo per tutti e
dell amore fraterno -
Rivelaci, o Dio,
la tua volontà di raddrizzarci e di
fortificarci affinché
gli zoppi camminino senza pena,
affinché i reietti siano accolti,
affinché gli esclusi siano reintegrati
nella famiglia umana,
ed affinché tu sia tutto in tutti
Amen

(Maurice Hammely)
dal quaderno della Cevaa
Riforma 20 agosto 2021
COMMENTO AL VERSETTO
Il frutto dello Spirito è amore, gioia, pace, pazienza, benevolenza, bontà, fedeltà, mansuetudine, autocontrollo
Galati 5, 22
Diceva Martin Lutero: «Dove Dio ha costruito una chiesa, il diavolo costruisce anche lui una cappella». È vero. Il diavolo si fa sentire. E come. Siamo soliti ascoltare le cose negative intorno a noi, anche se le cose positive sono presenti. Per una ragione o altra quelle negative lasciano un segno profondo. Già per questo la vecchia abitudine di imparare a memoria questa frase dell’apostolo Paolo è un consiglio più che buono. Riporta in primo piano il frutto dello Spirito.

Il frutto dello Spirito, al singolare. Le nove parole insieme formano il frutto dello Spirito. Non se ne possono scegliere alcune, e lasciarne da parte altre. Sono come gli spicchi di un mandarino, insieme formano il mandarino. Insieme questi spicchi formano il frutto dello Spirito.

Il frutto dello Spirito. Un frutto ha bisogno del tempo per crescere. Inoltre non cresce da solo. Grazie a Dio il frutto cresce. Ma questo non toglie la nostra responsabilità. Dal seme al frutto. Su molte cose non possiamo incidere più di tanto, penso al sole o alle tempeste ma possiamo comunque annaffiare, fertilizzare, potare.

Si può parlare del fattore Dio e del fattore umano con il frutto dello Spirito. Il fattore Dio implica che il frutto è in definitiva un dono di Dio, che è lo Spirito che permette al frutto di crescere nella tua vita. Ma il fattore umano è che ti concentri consapevolmente su quel frutto, che rimuovi gli ostacoli, che togli le erbacce, che dai l’acqua quando serve, etc.

Quando il frutto dello Spirito fiorisce nelle nostre vite, questo è in primo luogo un dono di Dio, ma anche i nostri sforzi hanno un loro ruolo. Dio ci vuole partecipi nel suo Regno.


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