16 Luglio 2020
News

Una chiesa in cui a volte sbagliamo, ma insieme

26-10-2017 08:28 - Fede e spiritualità
di Roberto Davide Papini

« Perché ho scelto la Chiesa valdese? Perché è la migliore...». La risposta, ricevuta da un fratello divenuto valdese da poco, mi ha spiazzato. Personalmente, se anche dovessi cercare di presentare la chiesa della quale faccio parte a persone più o meno interessate alla nostra realtà (esercizio che mi appassiona poco, in verità: preferisco cercare di annunciare Gesù, non la mia chiesa) non direi mai che «è la migliore». E questo non per fare il bastian contrario, il criticone, quello a cui non va mai bene niente. Il punto è che la Chiesa valdese non è la migliore, le chiese del protestantesimo storico non sono le migliori, così come non lo sono quelle pentecostali ed evangelicali o quella cattolica o ancora quella ortodossa e via dicendo. Esistono le chiese che più o meno si adattano alla sensibilità, al vissuto, alla ricerca di senso di ognuno di noi. In fondo, è stato così anche per me. Ex-cattolico, cresciuto in una parrocchia con un sacerdote che ci educava alla libertà (lezione che ho fatto mia e che mi ha spinto a lasciare la Chiesa cattolica romana) dopo un lungo periodo da «cristiano senza chiesa» ho incontrato per motivi professionali e familiari il mondo protestante. Prima con un po´ di interesse misto a diffidenza (le poche cose che sapevo dei protestanti erano sbagliate) poi con una sorta di «folgorazione», assistendo per la prima volta a un culto con la predicazione di Gino Conte. La sensazione di aver trovato quello che avevo da sempre «sentito», pur senza saperlo inquadrare con precisione, non si fermò alle predicazioni di Conte, ma proseguì con la scoperta, passo dopo passo (da quella «folgorazione» al mio ingresso ufficiale in Chiesa valdese passarono due anni), di una chiesa diversa da quella che avevo conosciuto fino ad allora e decisamente più vicina al mio modo di sentire, di vivere la fede. Una scoperta che continua ancora e che (dopo l´inevitabile infatuazione dei primi tempi) oscilla tra alti e bassi, tra delusioni e soddisfazioni, tra amarezze e gioie, nella consapevolezza che, trattandosi di istituzioni umane, le varie «chiese» e denominazioni sono tutte fallibili e che sarebbe auspicabile superarle tutte (prima o poi) per riconoscerci nell´unica vera Chiesa di Gesù Cristo.

In tutto questo percorso, quello che ancora oggi mi affascina e mi spinge a fare parte di questa chiesa non è il fatto che sia la migliore (perché non lo è, nessuna lo è) né tantomeno la sua forza, ma al contrario, la sua debolezza. «Quando sono debole, allora sono forte» (2 Corinzi 12, 10). Così mi piace il saper mettere, o comunque cercare di farlo, in discussione se stessi senza cercare altri appigli o ancoraggi che non siano Dio e la sua Parola. Il saper stare insieme attorno a un valore prezioso eppure faticoso da vivere e da gestire come quello della democrazia, coniugando (con fatica) libertà e responsabilità. Ci riesce sempre? No. Spesso? Forse no. Diciamo che ci riesce qualche volta e che spesso cadiamo, inciampiamo, sbagliamo. Ma il bello di questa chiesa è proprio il fatto che (pur con tutti i limiti della nostra democrazia) quando sbagliamo, lo facciamo insieme. E, insieme, possiamo scoprire che la Grazia di Dio ci aiuta ogni volta a rialzarci.


Fonte: Riforma.it

UN GIORNO UNA PAROLA

2020

L U G L I O
Versetto del mese:
L’angelo del Signore tornò una seconda volta,
toccò Elia, e disse:
«Alzati e mangia, perché il cammino è troppo lungo per te»
(I Re 19, 7)



Salmo della settimana : 73

Mercoledì 15 Luglio

Ci sono molti disegni nel cuore dell’uomo, ma il piano del Signore è quello che sussiste (Proverbi 19,21)
Siate moderati e sobri per dedicarvi alla preghiera. Soprattutto, abbiate amore intenso gli uni per gli altri (I Pietro 4, 7-8)

Solo con Dio e con la sua benedizione puoi liberarti della tua indole naturale. Perciò cerca in tutte le cose di portare la tua preghiera davanti a Dio. Forse che tutte le emozioni, ogni respiro, ogni movimento, non provengono da lui? Non possono forse tutte le nostre azioni non essere malvagie solo per mezzo di lui?
Johann Amos Comenius

Ezechiele 2, 3-8; I Re 21, 1-16



Preghiera


Signore,
nella nostra stanchezza poni su di
noi la tua mano che ridona vigore;
Fa’ soffiare il tuo Spirito che dona
vita nuova.
Non lasciare che la nostra
Esistenza si spezzi in mille
Frammenti e disperda il suo senso
In mille incombenze quotidiane.
Donaci di udire ogni giorno
di nuovo la tua chiamata a
seguire i tuoi passi sul cammino
della nostra esistenza e donaci
di saperci rispondere con fede,
speranza e amore.
Con te, Signore, c’è sempre una
parola nuova da imparare,
nuova speranza in cui
porre fiducia. La nostra vita
sia un grazie a te, un canto di
riconoscenza per la tua grazia, il
tuo perdono la tua salvezza. Nel
nome di Gesù. Amen




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COMMENTO AL VERSETTO

Il frutto dello Spirito è amore, gioia, pace, pazienza, benevolenza, bontà, fedeltà, mansuetudine, autocontrollo
Galati 5, 22

Diceva Martin Lutero: «Dove Dio ha costruito una chiesa, il diavolo costruisce anche lui una cappella». È vero. Il diavolo si fa sentire. E come. Siamo soliti ascoltare le cose negative intorno a noi, anche se le cose positive sono presenti. Per una ragione o altra quelle negative lasciano un segno profondo. Già per questo la vecchia abitudine di imparare a memoria questa frase dell’apostolo Paolo è un consiglio più che buono. Riporta in primo piano il frutto dello Spirito.

Il frutto dello Spirito, al singolare. Le nove parole insieme formano il frutto dello Spirito. Non se ne possono scegliere alcune, e lasciarne da parte altre. Sono come gli spicchi di un mandarino, insieme formano il mandarino. Insieme questi spicchi formano il frutto dello Spirito.

Il frutto dello Spirito. Un frutto ha bisogno del tempo per crescere. Inoltre non cresce da solo. Grazie a Dio il frutto cresce. Ma questo non toglie la nostra responsabilità. Dal seme al frutto. Su molte cose non possiamo incidere più di tanto, penso al sole o alle tempeste ma possiamo comunque annaffiare, fertilizzare, potare.

Si può parlare del fattore Dio e del fattore umano con il frutto dello Spirito. Il fattore Dio implica che il frutto è in definitiva un dono di Dio, che è lo Spirito che permette al frutto di crescere nella tua vita. Ma il fattore umano è che ti concentri consapevolmente su quel frutto, che rimuovi gli ostacoli, che togli le erbacce, che dai l’acqua quando serve, etc.

Quando il frutto dello Spirito fiorisce nelle nostre vite, questo è in primo luogo un dono di Dio, ma anche i nostri sforzi hanno un loro ruolo. Dio ci vuole partecipi nel suo Regno.


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Chiesa Evangelica Valdese di Lucca
Via Galli Tassi, 50 - Lucca (Lucca)
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