25 Gennaio 2020

News
percorso: Home > News > Sinodo

Una chiesa fragile ma con una testimonianza viva

29-08-2018 07:56 - Sinodo
L´esito della ricerca sociologica sullo stato di salute delle Chiese valdesi e metodiste

"La ricerca RI.SO.R.S.E., che è stata presentata ieri al Sinodo delle chiese metodiste e valdesi, rappresenta principalmente una grande avventura, un viaggio nel quale il gruppo di esperti che ha raccolto le rilevazioni ha avuto la possibilità di visitare le nostre chiese e conoscere il loro lavoro su tutto il territorio italiano". Così si è espresso il politologo Paolo Naso durante la conferenza stampa odierna al Sinodo delle chiese metodiste e valdesi.

La ricerca RI.SO.R.S.E. (Rilevazione Sociologica sulle Risorse e Statistiche Ecclesiastiche), curata da un gruppo di lavoro tecnico costituitosi attorno al Centro Studi Confronti, ha presentato dati interessanti, tra luci ed ombre, per comprendere più a fondo lo stato di salute delle chiese metodiste e valdesi. Un approccio quantitativo e qualitativo, con l´utilizzo di focus group e comunità campione che, come lo stesso Naso ha riferito, ha restituito l´immagine di una chiesa in trasformazione. I dati in questione mostrano una chiesa in "stabile decrescita", con evidenti fragilità interne, ma anche con una riconosciuta visibilità esterna, capace di esprimersi su questioni pubbliche.

Tra i dati essenziali della ricerca c´è quello della partecipazione ai culto domenicali che riguarda mediamente il 27% di valdesi e metodisti: circa 5000 partecipanti in una domenica ideale, dei quali il 25% è rappresentato da persone che non sono membri di chiesa; tra questi ultimi il 5% entra in una chiesa valdese o metodista per la prima volta. Altro fenomeno degno di nota registrato negli ultimi 5 anni è quello relativo alla percentuale di nuovi membri ammessi, che è pari al 7%; di questi solo il 2% non proviene da meccanismi interni.

La pastora della chiesa valdese di Milano, Daniela Di Carlo, ha raccontato l´esperienza della sua chiesa e i nuovi ingressi di "adulti che decidono di vivere la propria spiritualità non in solitudine, ma accanto a persone che vogliono lavorare con un orizzonte di trasformazione e di costruzione di un mondo più giusto. Questi nuovi ingressi provocano dei cambiamenti interessanti, e l´assunzione di maggiori responsabilità e maggiore attivismo delle nostre chiese".

"La formula della ´stabile decrescita´ - dal 1985 al 2016 le chiese metodiste e valdesi hanno perso poco più di 5000 membri, pari al 24% della popolazione evangelica del 1985 - suggerisce tre tipi di reazione da parte delle nostre chiese - ha detto Paolo Naso -: una forma di realismo che accetta il ridimensionamento; una resistenza, determinata dalla passione e della volontà conservativa; il movimentismo, che riconosce le difficoltà ma cerca di mettere in campo dinamiche e strategie nuove che trasformano la chiesa e che potrebbero anche rafforzarci".

L´aumento dei ´simpatizzanti´, che si evidenzia soprattutto nelle firme 8 per mille, dove a fronte di circa 22.000 metodisti e valdesi, si raggiungono mediamente 600.000 firme, è "un punto di forza e riconoscibilità del brand valdese - ha sottolineato Naso - ma anche se la minoranza valdese viene percepita come una comunità molto viva sui temi sociali, spesso non corrisponde un uguale interesse per la sua dimensione spirituale e religiosa"

Sullo stesso tema la pastora Di Carlo ha evidenziato che nella sua esperienza "malgrado l´approccio alla chiesa non sia sempre spirituale ma spesso dettato da un bisogno di lavoro sociale, è altresì vero che per alcuni c´è stata una trasformazione che ha portato a coniugare la parola attiva sul lavoro sociale alla parola dell´evangelo".

Concludendo l´incontro i due ospiti hanno ragionato sul fenomeno della secolarizzazione che "è vero ma parziale, e rischia di essere usato come un placebo" ha detto Naso. "Oggi si parla molto di religione e spiritualità e siamo di fronte ad un consumo di pratiche che coniugano religione e ricerca di senso. Il mercato religioso è quindi molto ricco. Dobbiamo quindi essere capaci di riflettere su questo fenomeno".


Fonte: chiesavaldese.org

UN GIORNO UNA PAROLA


G E N N A I O
Versetto del mese:
““Fedele è Dio”
(I Corinzi 1, 9)


Salmo della Settimana: 133


Sabato 25 Gennaio

Non lo sai tu? Non l’hai mai udito? Il Signore è Dio eterno, il creatore degli estremi confini della terra; egli non si affatica e non si stanca; la sua intelligenza è imperscrutabile (Isaia 40, 28)
Or il Dio della speranza vi riempia di ogni gioia e di ogni pace nella fede, affinché abbondiate nella speranza, per la potenza dello Spirito Santo (Romani 15, 30)

Non potremo mai comprendere a fondo il giorno, la vita, la morte, la notte, possiamo solo annunciare colui che su tutto vigila, possiamo solamente onorarlo raccontando le meraviglie compiute dal Signore del mondo e affidarci a colui che sorregge terra e cielo
Arno Pötzsch

Deuteronomio 33, 1-16; I Corinzi 2, 10-16


Il buon combattimento della fede
Commento a I Timoteo 6, 12
Combatti il buon combattimento della fede, afferra la vita eterna alla quale sei stato chiamato e in vista della quale hai fatto quella bella confessione di fede in presenza di molti testimoni

Questo versetto della prima epistola a Timoteo sembra essere scritto per noi: da giovani abbiamo fatto la confermazione, per la quale abbiamo scritto al Consiglio di Chiesa una bella confessione di fede, piena di forza e di entusiasmo. Oppure siamo entrati da adulti in una chiesa nuova, e ci hanno chiesto di motivare il nostro ingresso: e noi lo abbiamo fatto pieni di orgoglio per la scelta fatta, ma anche pieni di gioia e di fiducia. O ancora, abbiamo scoperto il Signore che da molto tempo non incontravamo più e abbiamo ripreso ad andare in chiesa e a pregare. Tutti momenti intensi, ricchi anche di emozioni e di convincimento. Spesso anche ricchi di fede, profonda, vera, genuina.
Ma poi? Poi la vita quotidiana riprende, ci sono le preoccupazioni sul lavoro, la famiglia e la casa da gestire, i momenti di svago da organizzare e da vivere. Le nostre vite sono mediamente pienissime di impegni, di “cose da fare”, di persone da incontrare e cosa resta della nostra fede? Cosa rimane della nostra bella confessione di fede? Probabilmente non abbiamo abbandonato la chiesa e se ce lo chiedono continuiamo ad affermare di essere uomini e donne di fede. Anzi spesso non ci viene neppure chiesto, perché tutti vedono che, sia pur con i limiti imposti dalla “vita moderna” siamo comunque presenti, a differenza di altri, che sono spariti. O addirittura abbiamo degli incarichi nella nostra chiesa. Incarichi a cui ci dedichiamo con impegno.
Ma se ci fermiamo per un momento a riflettere con serietà, stiamo combattendo sul serio il “buon combattimento”? Il faro della nostra esistenza, di ogni suo attimo, di ogni sua decisione, è davvero la fede in Dio? Conduciamo una vita trasformata e illuminata da questo? Abbiamo sul serio afferrato la vita eterna alla quale siamo stati chiamati e abbiamo costruito tutta la nostra esistenza intorno a questa speranza con fiducia sempre rinnovata e nutrita continuamente con la lettura della Parola, con il canto, con la preghiera?
Non è una riflessione facile, al Signore, ovviamente, la risposta, ma ognuno di noi potrebbe da oggi cominciare a interrogarsi sulla qualità del proprio combattimento e pregare il Signore di ricevere la forza e il coraggio per essere davvero fedeli servitori. Amen!
di Erica Sfredda


Preghiera


Signore, tu che ricostruisci ciò che noi distruggiamo,
Ti preghiamo:
ricostruisci la nostra vita.
Ricostruisci le nostre forze
quando le sciupiamo in cose inutili, quando
siamo logori e perdiamo coraggio.
Ricostruisci la nostra fiducia
Quando esitiamo davanti alle tue promesse,
quando ci facciamo vincere dalla confusione e
dall’amarezza, quando dubitiamo di noi stessi
e della nostra capacità di servirti,quando le
difficoltà diventano più grandi
della nostra poca fede.
Ricostruisci le nostre iniziative comuni,
quando l’egoismo le indebolisce,
quando troviamo più confortevole
evitare la fatica di agire
insieme con gli altri,
quando tentenniamo di fronte
agli obiettivi che insieme avevamo
riconosciuto come tua vocazione,
quando cediamo al rancore
e al risentimento,
quando non riusciamo più
a comprenderci pur essendo
membri della stessa chiesa.
Signore ricostruisci la nostra vita: ridonaci forza,
fiducia e iniziativa con l’energia che proviene
dall’unico fondamento,
che è Cristo Gesù. Amen




Eventi

COMMENTO AL VERSETTO

Il frutto dello Spirito è amore, gioia, pace, pazienza, benevolenza, bontà, fedeltà, mansuetudine, autocontrollo
Galati 5, 22

Diceva Martin Lutero: «Dove Dio ha costruito una chiesa, il diavolo costruisce anche lui una cappella». È vero. Il diavolo si fa sentire. E come. Siamo soliti ascoltare le cose negative intorno a noi, anche se le cose positive sono presenti. Per una ragione o altra quelle negative lasciano un segno profondo. Già per questo la vecchia abitudine di imparare a memoria questa frase dell’apostolo Paolo è un consiglio più che buono. Riporta in primo piano il frutto dello Spirito.

Il frutto dello Spirito, al singolare. Le nove parole insieme formano il frutto dello Spirito. Non se ne possono scegliere alcune, e lasciarne da parte altre. Sono come gli spicchi di un mandarino, insieme formano il mandarino. Insieme questi spicchi formano il frutto dello Spirito.

Il frutto dello Spirito. Un frutto ha bisogno del tempo per crescere. Inoltre non cresce da solo. Grazie a Dio il frutto cresce. Ma questo non toglie la nostra responsabilità. Dal seme al frutto. Su molte cose non possiamo incidere più di tanto, penso al sole o alle tempeste ma possiamo comunque annaffiare, fertilizzare, potare.

Si può parlare del fattore Dio e del fattore umano con il frutto dello Spirito. Il fattore Dio implica che il frutto è in definitiva un dono di Dio, che è lo Spirito che permette al frutto di crescere nella tua vita. Ma il fattore umano è che ti concentri consapevolmente su quel frutto, che rimuovi gli ostacoli, che togli le erbacce, che dai l’acqua quando serve, etc.

Quando il frutto dello Spirito fiorisce nelle nostre vite, questo è in primo luogo un dono di Dio, ma anche i nostri sforzi hanno un loro ruolo. Dio ci vuole partecipi nel suo Regno.


Foto gallery


Chiesa Evangelica Valdese di Lucca
Via Galli Tassi, 50 - Lucca (Lucca)
C.F 92042770468

MONTE dei PASCHI di SIENA
IBAN IT20 U01030 13707 000001369792

info@luccavaldese.it