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Una chiesa fragile ma con una testimonianza viva

29-08-2018 07:56 - Sinodo
L´esito della ricerca sociologica sullo stato di salute delle Chiese valdesi e metodiste

"La ricerca RI.SO.R.S.E., che è stata presentata ieri al Sinodo delle chiese metodiste e valdesi, rappresenta principalmente una grande avventura, un viaggio nel quale il gruppo di esperti che ha raccolto le rilevazioni ha avuto la possibilità di visitare le nostre chiese e conoscere il loro lavoro su tutto il territorio italiano". Così si è espresso il politologo Paolo Naso durante la conferenza stampa odierna al Sinodo delle chiese metodiste e valdesi.

La ricerca RI.SO.R.S.E. (Rilevazione Sociologica sulle Risorse e Statistiche Ecclesiastiche), curata da un gruppo di lavoro tecnico costituitosi attorno al Centro Studi Confronti, ha presentato dati interessanti, tra luci ed ombre, per comprendere più a fondo lo stato di salute delle chiese metodiste e valdesi. Un approccio quantitativo e qualitativo, con l´utilizzo di focus group e comunità campione che, come lo stesso Naso ha riferito, ha restituito l´immagine di una chiesa in trasformazione. I dati in questione mostrano una chiesa in "stabile decrescita", con evidenti fragilità interne, ma anche con una riconosciuta visibilità esterna, capace di esprimersi su questioni pubbliche.

Tra i dati essenziali della ricerca c´è quello della partecipazione ai culto domenicali che riguarda mediamente il 27% di valdesi e metodisti: circa 5000 partecipanti in una domenica ideale, dei quali il 25% è rappresentato da persone che non sono membri di chiesa; tra questi ultimi il 5% entra in una chiesa valdese o metodista per la prima volta. Altro fenomeno degno di nota registrato negli ultimi 5 anni è quello relativo alla percentuale di nuovi membri ammessi, che è pari al 7%; di questi solo il 2% non proviene da meccanismi interni.

La pastora della chiesa valdese di Milano, Daniela Di Carlo, ha raccontato l´esperienza della sua chiesa e i nuovi ingressi di "adulti che decidono di vivere la propria spiritualità non in solitudine, ma accanto a persone che vogliono lavorare con un orizzonte di trasformazione e di costruzione di un mondo più giusto. Questi nuovi ingressi provocano dei cambiamenti interessanti, e l´assunzione di maggiori responsabilità e maggiore attivismo delle nostre chiese".

"La formula della ´stabile decrescita´ - dal 1985 al 2016 le chiese metodiste e valdesi hanno perso poco più di 5000 membri, pari al 24% della popolazione evangelica del 1985 - suggerisce tre tipi di reazione da parte delle nostre chiese - ha detto Paolo Naso -: una forma di realismo che accetta il ridimensionamento; una resistenza, determinata dalla passione e della volontà conservativa; il movimentismo, che riconosce le difficoltà ma cerca di mettere in campo dinamiche e strategie nuove che trasformano la chiesa e che potrebbero anche rafforzarci".

L´aumento dei ´simpatizzanti´, che si evidenzia soprattutto nelle firme 8 per mille, dove a fronte di circa 22.000 metodisti e valdesi, si raggiungono mediamente 600.000 firme, è "un punto di forza e riconoscibilità del brand valdese - ha sottolineato Naso - ma anche se la minoranza valdese viene percepita come una comunità molto viva sui temi sociali, spesso non corrisponde un uguale interesse per la sua dimensione spirituale e religiosa"

Sullo stesso tema la pastora Di Carlo ha evidenziato che nella sua esperienza "malgrado l´approccio alla chiesa non sia sempre spirituale ma spesso dettato da un bisogno di lavoro sociale, è altresì vero che per alcuni c´è stata una trasformazione che ha portato a coniugare la parola attiva sul lavoro sociale alla parola dell´evangelo".

Concludendo l´incontro i due ospiti hanno ragionato sul fenomeno della secolarizzazione che "è vero ma parziale, e rischia di essere usato come un placebo" ha detto Naso. "Oggi si parla molto di religione e spiritualità e siamo di fronte ad un consumo di pratiche che coniugano religione e ricerca di senso. Il mercato religioso è quindi molto ricco. Dobbiamo quindi essere capaci di riflettere su questo fenomeno".


Fonte: chiesavaldese.org
UN GIORNO UNA PAROLA
2021

D I C E M B R E

Versetto del mese:

«Manda gridi di gioia, rallègrati, figlia di Sion!
Perché ecco, io sto per venire e abiterò in mezzo a te»,
dice il Signore

(Zaccaria 2, 10)


Salmo della settimana: 71
Venerdì 31 Dicembre
I miei giorni sono nelle tue mani (Salmo 31,15)

Il popolo venne da Mosè e disse: «Abbiamo peccato perché abbiamo parlato contro il Signore e contro di te; prega il Signore che allontani da noi questi serpenti». E Mosè pregò per il popolo (Numeri 21, 7)
Abbiate pietà di quelli che sono nel dubbio (Giuda 22)


Ci è stato donato un medico che è egli stesso la vita; Cristo, morto per noi, ha per noi ottenuto la salvezza. Invochiamo la tua bontà: continua a custodire anche in futuro i grandi e i piccoli, perché tu hai per noi pensieri di pace e non di male.

Ludwig Helmbold


Romani 8, 31b-39; Ecclesiaste 3, 1-15 ; Salmo 46; Matteo 13, 24-30


Preghiera



Rivelaci, o Dio,
l itinerario che ci hai preparato,
il cammino sul quale vuoi
che siamo in marcia.
Non lasciarci immobili,
ma scuotici e spingici avanti.
Rivelaci, o Dio,
la tua volontà di pace
affinché possiamo osare la pace.
Liberaci dalle false paure e dai
sospetti, rendici la semplicità
dell amore affinché sappiamo
forgiare gli strumenti della
giustizia, della dignità,
del cibo per tutti e
dell amore fraterno -
Rivelaci, o Dio,
la tua volontà di raddrizzarci e di
fortificarci affinché
gli zoppi camminino senza pena,
affinché i reietti siano accolti,
affinché gli esclusi siano reintegrati
nella famiglia umana,
ed affinché tu sia tutto in tutti
Amen

(Maurice Hammely)
dal quaderno della Cevaa
Riforma
COMMENTO AL VERSETTO
Il frutto dello Spirito è amore, gioia, pace, pazienza, benevolenza, bontà, fedeltà, mansuetudine, autocontrollo
Galati 5, 22
Diceva Martin Lutero: «Dove Dio ha costruito una chiesa, il diavolo costruisce anche lui una cappella». È vero. Il diavolo si fa sentire. E come. Siamo soliti ascoltare le cose negative intorno a noi, anche se le cose positive sono presenti. Per una ragione o altra quelle negative lasciano un segno profondo. Già per questo la vecchia abitudine di imparare a memoria questa frase dell’apostolo Paolo è un consiglio più che buono. Riporta in primo piano il frutto dello Spirito.

Il frutto dello Spirito, al singolare. Le nove parole insieme formano il frutto dello Spirito. Non se ne possono scegliere alcune, e lasciarne da parte altre. Sono come gli spicchi di un mandarino, insieme formano il mandarino. Insieme questi spicchi formano il frutto dello Spirito.

Il frutto dello Spirito. Un frutto ha bisogno del tempo per crescere. Inoltre non cresce da solo. Grazie a Dio il frutto cresce. Ma questo non toglie la nostra responsabilità. Dal seme al frutto. Su molte cose non possiamo incidere più di tanto, penso al sole o alle tempeste ma possiamo comunque annaffiare, fertilizzare, potare.

Si può parlare del fattore Dio e del fattore umano con il frutto dello Spirito. Il fattore Dio implica che il frutto è in definitiva un dono di Dio, che è lo Spirito che permette al frutto di crescere nella tua vita. Ma il fattore umano è che ti concentri consapevolmente su quel frutto, che rimuovi gli ostacoli, che togli le erbacce, che dai l’acqua quando serve, etc.

Quando il frutto dello Spirito fiorisce nelle nostre vite, questo è in primo luogo un dono di Dio, ma anche i nostri sforzi hanno un loro ruolo. Dio ci vuole partecipi nel suo Regno.


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