26 Agosto 2019

News

Un tempo di preghiera per il mondo e per l´ambiente

31-08-2017 13:50 - Bibbia e attualità
Le chiese cristiane europee in campo per l´annuale periodo dedicato al Creato

Le chiese cristiane insieme per celebrare il Tempo per il Creato. La Conferenza delle chiese europee (Kek), il Consiglio delle conferenze episcopali d´Europa (Ccee) e la Rete europea cristiana per l´ambiente, in occasione dell´annuale periodo dedicato dalle chiese alle liturgie, alle azioni, alle preghiere per la salvaguardia del nostro pianeta (quest´anno dal 1 settembre al 4 ottobre), hanno prodotto una dichiarazione congiunta che riportiamo qui di seguito:

«I cristiani di tutte le tradizioni riconoscono la creazione come dono di Dio. Ecco perché siamo chiamati a prendercene cura e gestirla responsabilmente. Vi invitiamo a celebrare il Tempo per il Creato dal 1 settembre al 4 ottobre 2017 e il 1 settembre come Giornata della Creazione.

I recenti sviluppi ci ricordano l´urgenza del continuo cambiamento climatico, della perdita della biodiversità, del crescente accumulo di rifiuti e molte altre sfide. Anche se sappiamo che ci sono diverse cause, non possiamo dimenticare che parte del problema è legata al nostro egoismo, alla mancanza di attenzione e ad una diffusa errata visione del mondo come fonte di profitto.

La fede cristiana e le rispettive tradizioni intendono la cura della creazione come parte della visione cristiana del mondo, come parte della nostra fede. Questo è stato messo in evidenza in tutte e tre le assemblee ecumeniche europee di Basilea, Graz e Sibiu. La Rete Ambientale Cristiana Europea (Ecen) prosegue il suo lavoro nello spirito di queste raccomandazioni.

Nel 1989 il Patriarca ecumenico Demetrio ci ha invitato a celebrare il Tempo per il Creato. Questa iniziativa è basata sulla saggezza e sull´esperienza cristiana accumulate in tutta la storia del cristianesimo. Nell´anno in cui celebriamo il 500° anniversario della Riforma, ricordiamo Martin Lutero e il suo approccio alla creazione, come espresso da lui stesso: "Dio è presente in tutte le creature, anche nei fiori più piccoli" e anche "gli animali sono impronte di Dio."

Questa visione è stata coltivata sin dalle prime fasi della Chiesa cristiana. Molti Padri della Chiesa hanno sottolineato in particolare il legame intrinseco tra creazione e umanità. Massimo il Confessore, per citarne solo uno, così evidenziava questo aspetto: "La persona umana unisce la natura creata con il non creato attraverso l´amore".

Vorremmo ancora oggi sottolineare che l´ecologia ambientale non è separata dall´ecologia umana. La cura cristiana della creazione è sempre legata alla cura di ognuno di noi come esseri umani, creati a immagine e somiglianza di Dio.

Questo è stato recentemente messo in luce da Papa Francesco, che nella lettera enciclica Laudato si´ ha scritto: "Quando parliamo di ambiente facciamo riferimento anche a una particolare relazione: quella tra la natura e la società che la abita. Questo ci impedisce di considerare la natura come qualcosa di separato da noi o come una mera cornice della nostra vita" .

In questo spirito, come abbiamo fatto negli anni precedenti, invitiamo calorosamente tutti i cristiani europei, le Chiese membro della Kek e le conferenze episcopali del Ccee, le parrocchie, le comunità ecclesiali e ogni persona di buona volontà ad unirsi a noi nel Tempo per il Creato.

Celebreremo insieme il Tempo per il Creato, nel contesto delle vostre tradizioni liturgiche e per sostenere la fede cristiana comune nel Dio Creatore. Vi esortiamo, nei vostri rispettivi ambienti, ad offrire preghiere per il dono della Creazione».

La Conferenza delle chiese europee (Kek) è una comunione di 114 chiese ortodosse, protestanti, anglicane e vetero-cattoliche di tutti i paesi europei, e di 40 consigli nazionali delle chiese e organizzazioni associate. Fondata nel 1959 ha uffici a Bruxelles e Strasburgo.

Il Consiglio delle conferenze episcopali include le attuali 33 conferenze episcopali europee.


Fonte: Riforma.it

UN GIORNO UNA PAROLA

A G O S T O
Versetto del mese:
Andando, predicate e dite: «Il regno dei cieli è vicino» (Matteo 10,7)


Salmo della settimana: 101

Domenica 25 Agosto
Beata la nazione il cui Dio è il Signore; beato il popolo ch’egli ha scelto per sua eredità ( Salmo 33,12)

Il rimanente della casa di Giuda che sarà scampato, metterà ancora radici in basso e porterà frutto in alto (II Re 19,30)
Se la radice è santa, anche i rami sono santi (Romani 11,16)

Amici, se la radice del mandorlo torna a fiorire e germogliare, non è questo un segno che c’è ancora amore?
Schalom Ben-Chorin

Marco 12, 28-34; Romani 11, 25-32


Preghiera

Signore nostro, la tua Parola
ci cerca, la tua voce desidera il
nostro cuore per prendere dimora
in noi e da lì poter risuonare
nel mondo. Accogli la nostra
disponibilità, anche se fragile,
anche se piena di contraddizioni,
e vieni ad abitare in noi. Dona
la forza del tuo Spirito, respiro
di vita, che ci sostenga quando
la tua Parola brucia, che ci dia
il coraggio di andare avanti
quando nulla è chiaro, quando senza
te il nostro passo sarebbe troppo
incerto.
Ascoltaci, Signore nostro, nel
nome del tuo figlio Gesù, e donaci
il respiro del tuo spirito Santo.
Amen
da Riforma
del 29 marzo 2019



Eventi

COMMENTO AL VERSETTO

Il frutto dello Spirito è amore, gioia, pace, pazienza, benevolenza, bontà, fedeltà, mansuetudine, autocontrollo
Galati 5, 22

Diceva Martin Lutero: «Dove Dio ha costruito una chiesa, il diavolo costruisce anche lui una cappella». È vero. Il diavolo si fa sentire. E come. Siamo soliti ascoltare le cose negative intorno a noi, anche se le cose positive sono presenti. Per una ragione o altra quelle negative lasciano un segno profondo. Già per questo la vecchia abitudine di imparare a memoria questa frase dell’apostolo Paolo è un consiglio più che buono. Riporta in primo piano il frutto dello Spirito.

Il frutto dello Spirito, al singolare. Le nove parole insieme formano il frutto dello Spirito. Non se ne possono scegliere alcune, e lasciarne da parte altre. Sono come gli spicchi di un mandarino, insieme formano il mandarino. Insieme questi spicchi formano il frutto dello Spirito.

Il frutto dello Spirito. Un frutto ha bisogno del tempo per crescere. Inoltre non cresce da solo. Grazie a Dio il frutto cresce. Ma questo non toglie la nostra responsabilità. Dal seme al frutto. Su molte cose non possiamo incidere più di tanto, penso al sole o alle tempeste ma possiamo comunque annaffiare, fertilizzare, potare.

Si può parlare del fattore Dio e del fattore umano con il frutto dello Spirito. Il fattore Dio implica che il frutto è in definitiva un dono di Dio, che è lo Spirito che permette al frutto di crescere nella tua vita. Ma il fattore umano è che ti concentri consapevolmente su quel frutto, che rimuovi gli ostacoli, che togli le erbacce, che dai l’acqua quando serve, etc.

Quando il frutto dello Spirito fiorisce nelle nostre vite, questo è in primo luogo un dono di Dio, ma anche i nostri sforzi hanno un loro ruolo. Dio ci vuole partecipi nel suo Regno.


Foto gallery


Chiesa Evangelica Valdese di Lucca
Via Galli Tassi, 50 - Lucca (Lucca)
C.F 92042770468

MONTE dei PASCHI di SIENA
IBAN IT20 U01030 13707 000001369792

info@luccavaldese.it