01 Ottobre 2020
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Un giorno una parola - commento a Matteo 7, 8

20-04-2015 22:34 - Bibbia e attualità
Signore, ti celebrerò perché mi hai risposto e sei stato la mia salvezza
(Salmo 118, 21)

Chiunque chiede riceve; chi cerca trova, e sarà aperto a chi bussa
(Matteo 7, 8)


Chiedere, cercare e bussare: "Chiedete e vi sarà dato; cercate e troverete; bussate e vi sarà aperto!". Si chiede a qualcuno/a. Si bussa alla porta nella speranza che ci sia qualcuno all´altro lato. La risposta dipende sia dalla disponibilità di colui/colei che sta dall´altra parte sia dalla modalità con cui si chiede.

Gesù ci rassicura anche circa la certezza della risposta: "Chiedete e vi sarà dato; cercate e troverete; bussate e vi sarà aperto; perché chiunque chiede riceve, e chi cerca trova e a chi bussa sarà aperto". Ciò significa che quando ci rivolgiamo a Dio, lui apre la porta del nostro cuore. "Signore, ti celebrerò perché mi hai risposto e sei stato la mia salvezza" (Salmo 118, 21).

È sorprendente, poi, scoprire come sia proprio lui a bussare alla porta del nostro cuore. "Ecco, io sto alla porta e busso: se qualcuno ascolta la mia voce e apre la porta, io entrerò da lui..." (Apocalisse 3, 20).

Egli non apre, non entra, non forza la porta, ma bussa e aspetta. Di fronte a questo atteggiamento di Gesù si evidenzia un rischio: il rischio di non udire la voce di Gesù perché lui non parla più forte degli altri, parla senza imporre silenzio agli altri, quindi le voci squillanti e contrarie potrebbero impedire di distinguere quella del Signore.

Disponiamoci dunque ad ascoltare la voce di Gesù e ad aprire a nostra volta a coloro che chiedono aiuto, ad operare ogni giorno per le necessità materiali e spirituali di tutti coloro che il Signore mette accanto a noi.

Sì, perché in fondo il Signore ci ricorda che "Vi è più gioia nel dare che nel ricevere" (Atti 20, 35).
UN GIORNO UNA PAROLA
2020

O T T O B R E
Versetto del mese:
“Cercate il bene della città dove io vi ho fatti deportare,
e pregate il Signore per essa;
poiché dal bene di questa dipende l vostro bene”
(Geremia 29,7)


Salmo della settimana : 125



Giovedì 1° Ottobre

Poiché il tuo cuore è stato toccato, poiché ti sei umiliato davanti a Dio, anch’io ti ho ascoltato, dice il Signore (II Cronache 34,27)
Paolo scrive:«Io sono il minimo degli apostoli, e non sono degno di essere chiamato apostolo, perché ho perseguitato la chiesa di Dio. Ma per la grazia di Dio io sono quello che sono» (I Corinzi 15,9-10)

Ti prego di venire nel mio cuore, perché ispirandolo a desiderarti tu lo rendi pronto a riceverti.
Agostino di Ippona


Esodo 23, 20-27; II Corinzi 12, 1-10





Preghiera

Donaci coraggio, o Signore.
Il coraggio dell’iniziativa
e il coraggio della disciplina.
Più amore, Signore, più autenticità.
Il coraggio di agire
e di agire senza temerità.
Più coerenza, Signore, più slancio.
Il coraggio della continuità e il
coraggio di un costante adattamento.
Più generosità, Signore,
più comprensione.
Il coraggio
di saper stare spesso soli
e quello di sempre ricominciare.
Più sincerità, Signore, più amicizia.
Il coraggio di non irritarsi
e rimanere sempre padroni di sé.
Più delicatezza, Signore, più carità.
Il coraggio di trovare sempre
un po’ di tempo per meditare e pregare.
Più fede, Signore, più luce:
nel desiderio urgente
di bontà e giustizia.
Ediz. Paoline




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COMMENTO AL VERSETTO
Il frutto dello Spirito è amore, gioia, pace, pazienza, benevolenza, bontà, fedeltà, mansuetudine, autocontrollo
Galati 5, 22
Diceva Martin Lutero: «Dove Dio ha costruito una chiesa, il diavolo costruisce anche lui una cappella». È vero. Il diavolo si fa sentire. E come. Siamo soliti ascoltare le cose negative intorno a noi, anche se le cose positive sono presenti. Per una ragione o altra quelle negative lasciano un segno profondo. Già per questo la vecchia abitudine di imparare a memoria questa frase dell’apostolo Paolo è un consiglio più che buono. Riporta in primo piano il frutto dello Spirito.

Il frutto dello Spirito, al singolare. Le nove parole insieme formano il frutto dello Spirito. Non se ne possono scegliere alcune, e lasciarne da parte altre. Sono come gli spicchi di un mandarino, insieme formano il mandarino. Insieme questi spicchi formano il frutto dello Spirito.

Il frutto dello Spirito. Un frutto ha bisogno del tempo per crescere. Inoltre non cresce da solo. Grazie a Dio il frutto cresce. Ma questo non toglie la nostra responsabilità. Dal seme al frutto. Su molte cose non possiamo incidere più di tanto, penso al sole o alle tempeste ma possiamo comunque annaffiare, fertilizzare, potare.

Si può parlare del fattore Dio e del fattore umano con il frutto dello Spirito. Il fattore Dio implica che il frutto è in definitiva un dono di Dio, che è lo Spirito che permette al frutto di crescere nella tua vita. Ma il fattore umano è che ti concentri consapevolmente su quel frutto, che rimuovi gli ostacoli, che togli le erbacce, che dai l’acqua quando serve, etc.

Quando il frutto dello Spirito fiorisce nelle nostre vite, questo è in primo luogo un dono di Dio, ma anche i nostri sforzi hanno un loro ruolo. Dio ci vuole partecipi nel suo Regno.


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