19 Maggio 2021
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Un bilancio aperto

27-10-2017 09:34 - Ecumenismo
Il direttore dell´Ufficio Cei, Cristiano Bettega, per l´ecumenismo riflette sul nuovo modo di intendere i rapporti ecumenici

Il 2017 ha visto molti appuntamenti di diverso taglio, che hanno contribuito ad approfondire un avvenimento storico, trasformandolo però in una occasione di confronto tra le chiese. Così l´attenzione è passata dalla oggettività del fatto alla soggettiva presa di coscienza di quella riforma costante, alla quale tutti siamo chiamati. Tutte le chiese, non solo quelle più direttamente legate alla Riforma del XVI secolo, hanno capito che riflettere ancora oggi sulla vicenda di Lutero risponde a quella esigenza di coerenza evangelica che riguarda ogni cristiano. Anche grazie a questo anniversario, quindi, ha preso corpo una convinzione trasversale a tutti i discepoli del Risorto: l´unità dei cristiani non è qualcosa a cui «tornare»; essa piuttosto sta «davanti» a noi come un fatto mai sperimentato prima. E così siamo tutti un po´ più consapevoli che lavorare insieme, come cristiani di diverse chiese, non è un optional, bensì un must.

Desidero condividere quindi alcune considerazioni di bilancio di quest´anno di grazia e allo stesso tempo di sguardo al domani: per evitare che vada tutto a finire tristemente in archivio.

Molte volte durante il 2017 abbiamo lavorato e pregato insieme, consapevoli del fatto che Lutero è partito dalla necessità di un ritorno alla Scrittura. L´attualità di tale appello credo non possa mai tramontare nella coscienza della Chiesa. Ciò significa che in quanto cristiani anche di diverse tradizioni abbiamo sempre qualcosa da imparare reciprocamente su come ascoltare la Scrittura, senza mai dare per scontato che una certa interpretazione sia l´unica possibile: un confronto a più voci sui testi biblici produce sempre una grande ricchezza e apre orizzonti mai scontati. Mi chiedo quindi se non si possa pensare a una pubblicazione «ufficialmente ecumenica» di commenti alla Scrittura. Non sarebbe un modo concreto per dar valore al pensiero dell´altro? La tradizione di pensiero protestante come la equivalente cattolica sono di tutto rispetto e già vengono abbondantemente utilizzate da ciascuno di noi; forse si potrebbe pensare a una forma comune e ufficiale di reciproco riconoscimento. E se a questo progetto aderissero anche le chiese ortodosse e apostoliche e la chiesa anglicana, ciò si tradurrebbe in un grande segnale di ecumenismo concreto.

Una tale proposta potrebbe essere consolidata dalla costituzione di un tavolo permanente di incontro tra le chiese cristiane presenti in Italia. Cosa chiaramente imparentata con la Riforma: gli storici affermano infatti che i Riformatori, almeno inizialmente, non volevano una spaccatura della Chiesa, ma piuttosto un confronto che portasse ad un autentico rinnovamento. Lavorare insieme per far sì che si verifichi sempre più questo rinnovamento alla luce del Vangelo credo sia un punto di non-ritorno: far marcia indietro non equivarrebbe a tradire il Vangelo?

Come cristiani poi condividiamo una responsabilità verso il mondo in cui viviamo. Se è necessario essere «in-culturati» nella società e stare al passo con essa, dall´altra parte però mi pare necessario anche essere «contro-culturali»: saper mettere in dubbio certe convinzioni dell´uomo di oggi, aiutandolo a rileggere le proprie scelte alla luce del Vangelo. La capacità di porre anche domande difficili e di esercitare la critica costruttiva, credo sia parte della vocazione cristiana. Più lo faremo insieme e più lo faremo anche tra noi, reciprocamente, anche su quelle questioni che ancora ci dividono, più tutto questo sarà credibile.

E così saremo aiutati a riscoprire «la» Chiesa come comune chiamata a essere universali e ad accogliere una molteplicità di volti. Non più semplicemente ospiti l´uno dell´altro, reciprocamente vicini o uno accanto all´altro, ma chiamati a vivere l´uno con l´altro e ad andare l´uno incontro all´altro.


Fonte: Riforma.it
UN GIORNO UNA PAROLA
2021

M A G G I O
Versetto del mese
Apri la bocca in favore del muto, per sostenere la causa di tutti gli infelici
(Proverbi 31, 8)

Salmo della settimana: 27



Martedì 18 Maggio


Ha lasciato il ricordo dei suoi prodigi; il Signore è pietoso e misericordioso (Salmo 111, 4)
Quando fu a tavola con loro prese il pane, lo benedisse, lo spezzò e diede loro. Allora i loro occhi furono aperti e lo riconobbero (Luca 24, 30-31)


Signore Gesù Cristo, è una gioia mangiare e bere in silenzio alla tua mensa, dopo aver udito, capito e amato il senso di questa comunione. E’ una gioia non dover più parlare, spiegare, commentare, ma solo prendere e ricevere.
Andrè Dumas


I Giovanni 4, 1-6; Atti degli apostoli 1, 15-26


Preghiera

Signore Dio nostro, è col cuore colmo di riconoscenza che oggi veniamo a Te per esprimerti il nostro grazie per ciò che hai fatto per noi offrendoci , immeritatamente, la tua misericordia, il tuo amore, la tua salvezza.
Non ci hai mai abbandonati; ci hai accompagnati fin qui, ci hai aiutati a rialzarci nei momenti di difficoltà e di sconforto; ci permetti di chiamarti Padre, che per ciascuno di noi significa insegnamento, protezione e prospettiva futura.
Perdonaci per le tante volte in cui ci siamo fatti sopraffare dallo scoraggiamento e dal dubbio dimenticando i numerosi interventi nella nostra vita; come i primi discepoli, con troppa istintiva leggerezza ti abbiamo rinnegato, tradito, vivendo così tutto il peso della nostra miseria umana che tu avevi già portato sulla croce per noi.
Abbiamo però sperimentato anche lo strattone che tu ci hai dato e che ci ha ricordato che nessuno ci strapperà dalla tua mano.
Per tutto questo, Padre, ti ringraziamo!
In questo momento in cui il Creato sta soffrendo per colpa degli uomini e questi sono sconvolti da tanti focolai di guerra, da ingiustizie sociali e da tante morti per il Covid 19, noi ti chiediamo, o Padre, che questo induca tutti a riflettere e i potenti della terra ad interrogarsi…..; fa che ciascuno possa alzare gli occhi verso di te, riconoscerti come Dio e che il tuo Nome possa essere santificato.
Ti chiediamo che lo Spirito santo rinnovi la nostra fede la fortifichi e ci renda davvero capaci di essere latori della tua luce nel mondo ritrovando quell’unità con Te e tra noi attraverso la quale il mondo possa capire che siamo tuoi figli e perciò testimoni della tua Parola.
Ti preghiamo per quanti sperano in Te, e per quanti non ti conoscono; per coloro che faticano a sopravvivere per le guerre, per la fame, per l ingiustizia umana, per tutti i diseredati.
Grazie per il sacrificio di Gesù per noi e per la sua vittoria sulla morte.
Ascoltaci Padre, ti preghiamo per Cristo nostro Signore. Amen



COMMENTO AL VERSETTO
Il frutto dello Spirito è amore, gioia, pace, pazienza, benevolenza, bontà, fedeltà, mansuetudine, autocontrollo
Galati 5, 22
Diceva Martin Lutero: «Dove Dio ha costruito una chiesa, il diavolo costruisce anche lui una cappella». È vero. Il diavolo si fa sentire. E come. Siamo soliti ascoltare le cose negative intorno a noi, anche se le cose positive sono presenti. Per una ragione o altra quelle negative lasciano un segno profondo. Già per questo la vecchia abitudine di imparare a memoria questa frase dell’apostolo Paolo è un consiglio più che buono. Riporta in primo piano il frutto dello Spirito.

Il frutto dello Spirito, al singolare. Le nove parole insieme formano il frutto dello Spirito. Non se ne possono scegliere alcune, e lasciarne da parte altre. Sono come gli spicchi di un mandarino, insieme formano il mandarino. Insieme questi spicchi formano il frutto dello Spirito.

Il frutto dello Spirito. Un frutto ha bisogno del tempo per crescere. Inoltre non cresce da solo. Grazie a Dio il frutto cresce. Ma questo non toglie la nostra responsabilità. Dal seme al frutto. Su molte cose non possiamo incidere più di tanto, penso al sole o alle tempeste ma possiamo comunque annaffiare, fertilizzare, potare.

Si può parlare del fattore Dio e del fattore umano con il frutto dello Spirito. Il fattore Dio implica che il frutto è in definitiva un dono di Dio, che è lo Spirito che permette al frutto di crescere nella tua vita. Ma il fattore umano è che ti concentri consapevolmente su quel frutto, che rimuovi gli ostacoli, che togli le erbacce, che dai l’acqua quando serve, etc.

Quando il frutto dello Spirito fiorisce nelle nostre vite, questo è in primo luogo un dono di Dio, ma anche i nostri sforzi hanno un loro ruolo. Dio ci vuole partecipi nel suo Regno.


Eventi
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