07 Maggio 2021
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Un Papa imprevedibile che fa paura

05-01-2015 18:51 - Documenti
Tre esponenti del mondo evangelico commentano il recente attacco a papa Francesco e l´appello dei cattolici di base in sua difesa

Un attacco «mirato e frontale», una «vera dichiarazione di guerra, felpata in stile clericale ma minacciosa nella sostanza di un avvertimento di stampo mafioso»: così i firmatari di un appello natalizio «a sostegno di papa Francesco» definiscono l´articolo di Vittorio Messori pubblicato sul Corriere della Sera del 24 dicembre, intitolato «I dubbi sulla svolta di Papa Francesco». L´intervento di Messori seguiva immediatamente il discorso di Bergoglio sui «quindici mali» della Curia romana, pronunciato il 22 dicembre in occasione degli auguri natalizi. Per Messori il papa è «imprevedibile», di una imprevedibilità che turba «la tranquillità del cattolico medio»; e cita una serie di aspetti «contraddittori» dell´azione di Bergoglio, tra i quali - tanto per citare un tema che come protestanti ci interessa da vicino - la visita al pastore pentecostale Giovanni Traettino, ovvero «il Papa che prende l´aereo per abbracciare e augurare buoni successi a un amico carissimo, pastore proprio in una delle comunità che stanno svuotando quella cattolica e proprio con il proselitismo da lui condannato duramente nei suoi».

I firmatari dell´appello - cattolici «di base» come Vittorio Bellavite, coordinatore del movimento «Noi siamo Chiesa», le Comunità cristiane di base, il prete genovese don Paolo Farinella, don Luigi Ciotti, presidente di «Libera», padre Alex Zanotelli e altri ancora - esprimono solidarietà al papa con una presa di posizione che, spiega Bellavite, «va ben oltre la polemica con Messori; essa riguarda la situazione generale nella Chiesa e le diffuse, e quasi sempre silenziose, ostilità nei confronti di papa Francesco». Agli attacchi contro papa Francesco e all´appello in sua difesa il quotidiano La Repubblica ha dedicato ben due pagine sul numero del 3 gennaio, con un articolo di don Ciotti che spiega le ragioni della sua adesione; ma anche il giornale dei vescovi, L´Avvenire, è sceso in campo difendendo Bergoglio da quello che il direttore Marco Tarquinio ha definito una «ruvida uscita prenatalizia contro il nostro Papa».

Riforma ha chiesto un commento sulla vicenda ad alcuni esponenti del mondo evangelico italiano. Per il moderatore della Tavola valdese, pastore Eugenio Bernardini,«non stupisce che papa Francesco sia sotto attacco per il suo tentativo di mettere ordine nella Curia romana e di creare trasparenza nel funzionamento della Chiesa cattolica, come abbiamo visto nel recente Sinodo dei vescovi sulla famiglia, in cui per la prima volta è stata data informazione sulle varie posizioni e sull´esito delle votazioni. Senza entrare nel merito del dibattito interno alla Chiesa cattolica, ribadiamo che come valdesi e metodisti seguiamo con interesse i tentativi di rinnovamento avviati da papa Francesco, così come apprezziamo i suoi segnali di apertura ecumenica anche nei nostri confronti, dal messaggio augurale al Sinodo valdese dell´agosto scorso alle ripetute affermazioni di stima nei confronti dei valdesi».

Il presidente dell´Unione battista (Ucebi), pastore Raffaele Volpe, si spinge fino ad affermare la necessità di «difendere il papa»: «Per la proprietà transitiva, se noi evangelici italiani siamo amici dei cattolici di base e i cattolici di base difendono il papa, anche a noi evangelici tocca difendere il papa». «Quando ero pastore a Firenze - ricorda Volpe - mi capitò diverse volte di schierarmi in difesa di Alessandro Santoro, parroco scomodo della parrocchia scomoda del quartiere scomodo Le Piagge di Firenze. Un parroco sempre sotto attacco della gerarchia cattolica. E ora non posso nascondere la sorpresa nel vedere anche la firma di Santoro sotto l´appello in difesa del papa. "Non ci saremmo mai aspettati di pubblicare un appello in difesa del papa, eppure nell´era di Francesco, venuto dalla ´Fine del Mondo´, succede anche questo", così si legge sul sito della comunità delle Piagge».

«In realtà - continua il presidente battista - è alquanto paradossale difendere il papa dai poteri gerarchici, perché sembrerebbe una contraddizione in termini, visto che il papa è la massima espressione di questo potere gerarchico. Ma noi evangelici italiani siamo amici dei cattolici di base e se loro difendono il papa dobbiamo fidarci di questa loro mossa e provare a difenderlo anche noi». E conclude con queste parole: «Anche noi siamo dalla tua parte, Francesco, quando sei il pastore del tuo gregge, quando denunci le ricchezze e i privilegi della chiesa, quando ti schieri con gli ultimi e non hai paura. Conta pure su di noi, sulle nostre preghiere e la nostra amicizia».

Il pastore Heiner Bludau, decano della Chiesa evangelica luterana in Italia, rileva che negli ultimi mesi e settimane è apparso chiaro «come Jorge Mario Bergoglio non solo ricopra l´incarico di Papa con un nuovo stile, ma soprattutto come voglia - con vigore e determinazione - realizzare davvero importanti riforme nella Chiesa cattolico-romana. E un´azione così innovatrice determina grandi speranze anche in relazione a possibili progressi concreti verso l´unità dei cristiani. D´altronde, come luterani, proprio il desiderio di superamento delle divisioni sta alla base del nostro forte auspicio di poter celebrare il 500° anniversario della Riforma nel 2017 non soltanto con le nostre sorelle e i nostri fratelli delle Chiese protestanti, ma anche con le sorelle e i fratelli cattolico-romani.

Da sempre, però, le azioni riformatrici incontrano ostacoli e generano dispute, come l´ultima all´interno della Chiesa cattolico-romana che seguo con grande attenzione. Ma, pur avendo un´opinione chiara al riguardo, mi sembrerebbe irrispettoso e scorretto intervenire con commenti o giudizi su posizioni interne ad altre organizzazioni: siano esse le opinioni di studiosi e teologi o l´appello delle comunità di base. Prego invece nostro Signore, che è e rimane il capo di un´unica Chiesa - sebbene divisa ancora in tante realtà - affinché ci guidi tutti e sostenga chi s´impegna concretamente per formare la comunione dei credenti e corrispondere così alla sua volontà».
UN GIORNO UNA PAROLA
2021

M A G G I O
Versetto del mese
Apri la bocca in favore del muto, per sostenere la causa di tutti gli infelici
(Proverbi 31, 8)

Salmo della settimana: 45

Venerdì 7 Maggio

Tu sei il Dio della mia salvezza; io spero in te ogni giorno (Salmo 25,5)
Sappiamo che egli ci esaudisce (I Giovanni 5, 15)


Non voglio allontanarmi da Dio, perché lui non si allontana da me. In ogni strada Egli mi è di guida, perché io non mi perda. Mi porge la sua mano e, sera e mattina, provvede a me, in qualsiasi luogo io mi trovi.
Ludwig Heimbo
ld

Apocalisse 5, 6,14; Proverbi 25, 11-28


Prendersi cura dei fratelli e delle sorelle nel bisogno
commento a:
Non siate in ansietà per la vita vostra, di quel che mangerete, né per il corpo di che vi vestirete; poiché la vita è più del nutrimento e il corpo più del vestito. Osservate i corvi: non seminano, non mietono; non hanno dispensa né granaio, eppure Dio li nutre. E voi quanto più degli uccelli valete! Luca 12, 22-24
“Black lives matter”: le vite dei neri contano. È il motto del movimento attivista internazionale, originato all interno della comunità afroamericana, impegnato nella lotta contro il razzismo, in particolare contro gli omicidi delle persone nere da parte della polizia, riportato all attenzione dei media di tutto il mondo a seguito dell uccisione a Minneapolis più di un anno fa dell’afroamericano George Floyd, soffocato da un poliziotto che gli tenne un ginocchio premuto sul collo.
Tutte le vite contano. Non solo quelle dei “neri” d America che da oltre 150 anni dovrebbero avere pari diritti e pari opportunità dei “bianchi”. Contano le vite dei diversi popoli, conta la vita di ogni singolo essere umano che nasce sulla terra. Ma il rispetto della vita dovrebbe estendersi ad ogni essere animato, ad ogni creatura di Dio: siamo tutti figli e figlie del Signore dell universo, padre e madre di tutto ciò cui il suo amore ha dato l esistenza.
Anche in questo campo la Chiesa ha tradito rovinosamente la visione di Dio e l azione di accoglienza e di uguaglianza di Gesù, che diceva “Uno solo è il vostro Maestro e voi siete tutti fratelli... uno solo è il Padre vostro, quello che è nei cieli” (Matteo 23, 8-9). Dio che ha creato tutto e tutti “vuole che tutti siano salvati e vengano alla conoscenza della verità”, ribadisce la Prima lettera a Timoteo (2, 4).
Ci sono centinaia di milioni di persone che vivono in ansietà per sé e per i propri cari perché le condizioni di vita – spesso provocate da altre persone – li mettono in gravi difficoltà e pericoli.
Si può a queste persone dire “Andate in pace, scaldatevi e saziatevi”? chiede Giacomo nella sua lettera (cap. 2 vers. 6). No – ci dice Gesù in un grande racconto che Matteo ci riporta (cap. 25) – sta a te, sta a voi, che vi dite miei discepoli, condividere interessamento, impegno, vita con i fratelli e le sorelle che si trovano nel bisogno.
Questo è compito della Chiesa, questo è compito dei credenti in Cristo: far sì che nessuno debba essere in ansietà per la propria vita.
Oggi tocca a me, a te, alla mia e ad ogni chiesa prendere sul serio la sfida che il nostro tempo ci rivolge. Allora si realizzerà la promessa di Gesù: il Padre ci aiuterà e ci concederà quello che gli chiediamo (Matteo 18, 19).
Emmanuele Paschetto






Preghiera

Signore Dio nostro, è col cuore colmo di riconoscenza che oggi veniamo a Te per esprimerti il nostro grazie per ciò che hai fatto per noi offrendoci , immeritatamente, la tua misericordia, il tuo amore, la tua salvezza.
Non ci hai mai abbandonati; ci hai accompagnati fin qui, ci hai aiutati a rialzarci nei momenti di difficoltà e di sconforto; ci permetti di chiamarti Padre, che per ciascuno di noi significa insegnamento, protezione e prospettiva futura.
Perdonaci per le tante volte in cui ci siamo fatti sopraffare dallo scoraggiamento e dal dubbio dimenticando i numerosi interventi nella nostra vita; come i primi discepoli, con troppa istintiva leggerezza ti abbiamo rinnegato, tradito, vivendo così tutto il peso della nostra miseria umana che tu avevi già portato sulla croce per noi.
Abbiamo però sperimentato anche lo strattone che tu ci hai dato e che ci ha ricordato che nessuno ci strapperà dalla tua mano.
Per tutto questo, Padre, ti ringraziamo!
In questo momento in cui il Creato sta soffrendo per colpa degli uomini e questi sono sconvolti da tanti focolai di guerra, da ingiustizie sociali e da tante morti per il Covid 19, noi ti chiediamo, o Padre, che questo induca tutti a riflettere e i potenti della terra ad interrogarsi…..; fa che ciascuno possa alzare gli occhi verso di te, riconoscerti come Dio e che il tuo Nome possa essere santificato.
Ti chiediamo che lo Spirito santo rinnovi la nostra fede la fortifichi e ci renda davvero capaci di essere latori della tua luce nel mondo ritrovando quell’unità con Te e tra noi attraverso la quale il mondo possa capire che siamo tuoi figli e perciò testimoni della tua Parola.
Ti preghiamo per quanti sperano in Te, e per quanti non ti conoscono; per coloro che faticano a sopravvivere per le guerre, per la fame, per l ingiustizia umana, per tutti i diseredati.
Grazie per il sacrificio di Gesù per noi e per la sua vittoria sulla morte.
Ascoltaci Padre, ti preghiamo per Cristo nostro Signore. Amen



COMMENTO AL VERSETTO
Il frutto dello Spirito è amore, gioia, pace, pazienza, benevolenza, bontà, fedeltà, mansuetudine, autocontrollo
Galati 5, 22
Diceva Martin Lutero: «Dove Dio ha costruito una chiesa, il diavolo costruisce anche lui una cappella». È vero. Il diavolo si fa sentire. E come. Siamo soliti ascoltare le cose negative intorno a noi, anche se le cose positive sono presenti. Per una ragione o altra quelle negative lasciano un segno profondo. Già per questo la vecchia abitudine di imparare a memoria questa frase dell’apostolo Paolo è un consiglio più che buono. Riporta in primo piano il frutto dello Spirito.

Il frutto dello Spirito, al singolare. Le nove parole insieme formano il frutto dello Spirito. Non se ne possono scegliere alcune, e lasciarne da parte altre. Sono come gli spicchi di un mandarino, insieme formano il mandarino. Insieme questi spicchi formano il frutto dello Spirito.

Il frutto dello Spirito. Un frutto ha bisogno del tempo per crescere. Inoltre non cresce da solo. Grazie a Dio il frutto cresce. Ma questo non toglie la nostra responsabilità. Dal seme al frutto. Su molte cose non possiamo incidere più di tanto, penso al sole o alle tempeste ma possiamo comunque annaffiare, fertilizzare, potare.

Si può parlare del fattore Dio e del fattore umano con il frutto dello Spirito. Il fattore Dio implica che il frutto è in definitiva un dono di Dio, che è lo Spirito che permette al frutto di crescere nella tua vita. Ma il fattore umano è che ti concentri consapevolmente su quel frutto, che rimuovi gli ostacoli, che togli le erbacce, che dai l’acqua quando serve, etc.

Quando il frutto dello Spirito fiorisce nelle nostre vite, questo è in primo luogo un dono di Dio, ma anche i nostri sforzi hanno un loro ruolo. Dio ci vuole partecipi nel suo Regno.


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