25 Gennaio 2022
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UNA PAROLA CHE LIBERA E GUARISCE (MARCO 7,31-37)

14-08-2016 11:52 - TEMPO DELLO SPIRITO
Gesù partì di nuovo dalla regione di Tiro e, passando per Sidone, tornò verso il mar di Galilea attraversando il territorio della Decapoli.
Condussero da lui un sordo che parlava a stento; e lo pregarono che gli imponesse le mani. Egli lo condusse fuori dalla folla, in disparte, gli mise le dita negli orecchi e con la saliva gli toccò la lingua; poi, alzando gli occhi al cielo, sospirò e gli disse: «Effatà!» che vuol dire: «Apriti!» E gli si aprirono gli orecchi; e subito gli si sciolse la lingua e parlava bene. Gesù ordinò loro di non parlarne a nessuno; ma più lo vietava loro e più lo divulgavano; ed erano pieni di stupore e dicevano: «Egli ha fatto ogni cosa bene; i sordi li fa udire, e i muti li fa parlare». (Marco 7, 31-37)


La maniera in cui interviene Gesù ci sembra molto particolare - sarebbe così semplice guarire qualcuno? Liberarlo dal suo isolamento?
Chi si è avvicinato a Gesù per chiedere un intervento a favore del compagno sordomuto ha avuto fiducia in Lui. Cosa avrà mai fatto Gesù? È incredibile - ma aldilà di tutte le supposizioni rimane un fatto: Gesù interviene e dà la possibilità di comunicare con gli altri e di essere come loro. Ora il giovane è una persona responsabile e partecipe.
Chi ha tramandato questo racconto ha fatto un´esperienza analoga. L´incontro con Gesù lo aveva cambiato. Gli ha cambiato mente e cuore. Così ha testimoniato dell´intervento liberatore e salvifico di Gesù Cristo.
Qualche volta vorremmo avere noi questo dono di operare dei miracoli.
Gesù ha fatto in modo che nessuno fosse tagliato fuori dalla società per malattia, per posizione sociale o per provenienza. E se ascoltiamo oggi questo racconto, non è un invito preciso rivolto a noi? Non esistono delle persone intorno a noi che sono limitate nelle loro azioni e nelle loro possibilità di comunicare con gli altri? Non è allora un invito a noi di aiutarle e prestare la nostra assistenza?
La comunità primitiva cercava di vivere questa realtà al servizio del più debole e del più bisognoso. Una società dove non esistevano più degli esclusi, proprio come nel Regno di Dio annunciato da Gesù.
Anche oggi uomini e donne sono al servizio del prossimo: in ospedali, in istituti ed anche in casa propria rendendo dei servizi di aiuto ai loro vicini come impegno per la fede.
Il miracolo di Gesù continua a fare effetto.
Gesù interviene nel nostro racconto semplicemente con le mani e la saliva, ma con l´aiuto dall´Alto, pregando "effathà"! apriti!
È la preghiera più breve.
Gesù con la sua Parola apre delle vie impraticabili e partecipa cose mai sentite.
Da questo racconto riceviamo il meraviglioso messaggio: che Gesù Cristo salva dall´isolamento e dà la vita; libera e guarisce per poter vivere.
Quante orecchie si dovranno ancora aprire! Quante lingue si dovranno ancora sciogliere!
Spero che si compia anche il miracolo che l´umanità potrà vivere in pace - discutendo, scambiandosi le esperienze, aiutandosi a vicenda. Una speranza nel miracolo messa sempre nuovamente a dura prova.
Questo è il grande miracolo che attendiamo quando preghiamo: venga il tuo Regno!

Fonte: Voce Evangelica
UN GIORNO UNA PAROLA
2021

D I C E M B R E

Versetto del mese:

«Manda gridi di gioia, rallègrati, figlia di Sion!
Perché ecco, io sto per venire e abiterò in mezzo a te»,
dice il Signore

(Zaccaria 2, 10)


Salmo della settimana: 71
Venerdì 31 Dicembre
I miei giorni sono nelle tue mani (Salmo 31,15)

Il popolo venne da Mosè e disse: «Abbiamo peccato perché abbiamo parlato contro il Signore e contro di te; prega il Signore che allontani da noi questi serpenti». E Mosè pregò per il popolo (Numeri 21, 7)
Abbiate pietà di quelli che sono nel dubbio (Giuda 22)


Ci è stato donato un medico che è egli stesso la vita; Cristo, morto per noi, ha per noi ottenuto la salvezza. Invochiamo la tua bontà: continua a custodire anche in futuro i grandi e i piccoli, perché tu hai per noi pensieri di pace e non di male.

Ludwig Helmbold


Romani 8, 31b-39; Ecclesiaste 3, 1-15 ; Salmo 46; Matteo 13, 24-30


Preghiera



Rivelaci, o Dio,
l itinerario che ci hai preparato,
il cammino sul quale vuoi
che siamo in marcia.
Non lasciarci immobili,
ma scuotici e spingici avanti.
Rivelaci, o Dio,
la tua volontà di pace
affinché possiamo osare la pace.
Liberaci dalle false paure e dai
sospetti, rendici la semplicità
dell amore affinché sappiamo
forgiare gli strumenti della
giustizia, della dignità,
del cibo per tutti e
dell amore fraterno -
Rivelaci, o Dio,
la tua volontà di raddrizzarci e di
fortificarci affinché
gli zoppi camminino senza pena,
affinché i reietti siano accolti,
affinché gli esclusi siano reintegrati
nella famiglia umana,
ed affinché tu sia tutto in tutti
Amen

(Maurice Hammely)
dal quaderno della Cevaa
Riforma
COMMENTO AL VERSETTO
Il frutto dello Spirito è amore, gioia, pace, pazienza, benevolenza, bontà, fedeltà, mansuetudine, autocontrollo
Galati 5, 22
Diceva Martin Lutero: «Dove Dio ha costruito una chiesa, il diavolo costruisce anche lui una cappella». È vero. Il diavolo si fa sentire. E come. Siamo soliti ascoltare le cose negative intorno a noi, anche se le cose positive sono presenti. Per una ragione o altra quelle negative lasciano un segno profondo. Già per questo la vecchia abitudine di imparare a memoria questa frase dell’apostolo Paolo è un consiglio più che buono. Riporta in primo piano il frutto dello Spirito.

Il frutto dello Spirito, al singolare. Le nove parole insieme formano il frutto dello Spirito. Non se ne possono scegliere alcune, e lasciarne da parte altre. Sono come gli spicchi di un mandarino, insieme formano il mandarino. Insieme questi spicchi formano il frutto dello Spirito.

Il frutto dello Spirito. Un frutto ha bisogno del tempo per crescere. Inoltre non cresce da solo. Grazie a Dio il frutto cresce. Ma questo non toglie la nostra responsabilità. Dal seme al frutto. Su molte cose non possiamo incidere più di tanto, penso al sole o alle tempeste ma possiamo comunque annaffiare, fertilizzare, potare.

Si può parlare del fattore Dio e del fattore umano con il frutto dello Spirito. Il fattore Dio implica che il frutto è in definitiva un dono di Dio, che è lo Spirito che permette al frutto di crescere nella tua vita. Ma il fattore umano è che ti concentri consapevolmente su quel frutto, che rimuovi gli ostacoli, che togli le erbacce, che dai l’acqua quando serve, etc.

Quando il frutto dello Spirito fiorisce nelle nostre vite, questo è in primo luogo un dono di Dio, ma anche i nostri sforzi hanno un loro ruolo. Dio ci vuole partecipi nel suo Regno.


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