23 Luglio 2021
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Trionfo sull´oppressione il tema della Settimana di preghiera per l´unità 2018

23-12-2017 09:38 - Ecumenismo
"Potente è la tua mano, Signore": questo il versetto biblico, tratto da Esodo (15:6), scelto come filo rosso alla Settimana di preghiera per l´unità dei cristiani (SPUC) 2018 che, come tutti gli anni, ricorre dal 18 al 25 gennaio. Promossa congiuntamente dal Consiglio ecumenico delle chiese (CEC) e dal Pontificio Consiglio per la promozione dell´unità dei cristiani (PCPUC), la Settimana di quest´anno è stata preparata dalle chiese cristiane caraibiche.

La vastità geografica dei Caraibi, che comprende sia territori sulla terraferma che isole, dà vita ad un mosaico ricco di diverse tradizioni etniche, linguistiche e religiose; è una realtà anche politicamente complessa, che presenta una varietà di sistemi governativi e costituzionali che vanno dalla dipendenza coloniale (inglese, olandese, francese e americana) alle repubbliche nazionali. Per lunghi secoli colonialismo e schiavitù oppressero le popolazioni, disumanizzando gli individui. In passato, l´attività missionaria dei cristiani nella regione era strettamente collusa con i colonizzatori. Seppure portata dagli oppressori, la Bibbia, nelle mani degli schiavi, divenne un´ispirazione e una garanzia che Dio era dalla loro parte e che li avrebbe condotti alla libertà.

I cristiani dei Caraibi vedono nella fine della schiavitù la mano di Dio. È un canto di trionfo sull´oppressione. Tuttavia, molti dei problemi che affliggono le popolazioni caraibiche oggi sono eredità del passato coloniale e della tratta degli schiavi. Questa ferita a livello collettivo si manifesta in problemi sociali legati sia a bassa autostima, sia all´esistenza di bande criminali e violenza domestica.

In Esodo la mano di Dio conduce il popolo di Mosè fuori dalla schiavitù, dando continua speranza e coraggio agli Israeliti. Nel 1981, durante un workshop della Conferenza delle chiese dei Caraibi, questo tema è stato trasposto in un inno intitolato The Right Hand of God, ed è divenuto un "inno" del movimento ecumenico nella regione tradotto in diverse lingue. "La mano di Dio semina la terra; essa pianta semi di libertà, speranza e amore", recita l´inno. La mano di Dio che porta la libertà è anche seme di unità.


Fonte: NEV-Notizie Evangeliche.it
UN GIORNO UNA PAROLA
2021
L U G L I O
Versetto del mese
Affinché cerchino Dio, se mai giungano a trovarlo,
come a tastoni, benché egli non sia lontano da ciascuno di noi

(Atti degli apostoli 17, 27)


Salmo della settimana: 9


Venerdì 23 Luglio

Gli occhi miei prevengono le veglie della notte, per meditare la tua parola (Salmo 119, 148)
Maria serbava in sé tutte queste cose, meditandole in cuor suo (Luca 2,19)

La parola giusta viene dal silenzio e il silenzio giusto viene dalla Parola
Dietrich Bonhoeffer


Luca 22, 14-20; Atti degli apostoli 23, 1-11














Preghiera




Poiché le tue parole, mio Dio,
non sono fatte per rimanere inerti nei nostri libri,
ma per possederci e per correre il mondo in noi,
permetti che, da quel fuoco di gioia da te acceso,
un tempo, su una montagna,
e da quella lezione di felicita,
qualche scintilla ci raggiunga e ci possegga,
ci investa e ci pervada.
Fa che come fiammelle nelle stoppie
corriamo per le vie della città,
e fiancheggiamo le onde della folla,
contagiosi di beatitudine, contagiosi della gioia

Madeleine Delbrel

COMMENTO AL VERSETTO
Il frutto dello Spirito è amore, gioia, pace, pazienza, benevolenza, bontà, fedeltà, mansuetudine, autocontrollo
Galati 5, 22
Diceva Martin Lutero: «Dove Dio ha costruito una chiesa, il diavolo costruisce anche lui una cappella». È vero. Il diavolo si fa sentire. E come. Siamo soliti ascoltare le cose negative intorno a noi, anche se le cose positive sono presenti. Per una ragione o altra quelle negative lasciano un segno profondo. Già per questo la vecchia abitudine di imparare a memoria questa frase dell’apostolo Paolo è un consiglio più che buono. Riporta in primo piano il frutto dello Spirito.

Il frutto dello Spirito, al singolare. Le nove parole insieme formano il frutto dello Spirito. Non se ne possono scegliere alcune, e lasciarne da parte altre. Sono come gli spicchi di un mandarino, insieme formano il mandarino. Insieme questi spicchi formano il frutto dello Spirito.

Il frutto dello Spirito. Un frutto ha bisogno del tempo per crescere. Inoltre non cresce da solo. Grazie a Dio il frutto cresce. Ma questo non toglie la nostra responsabilità. Dal seme al frutto. Su molte cose non possiamo incidere più di tanto, penso al sole o alle tempeste ma possiamo comunque annaffiare, fertilizzare, potare.

Si può parlare del fattore Dio e del fattore umano con il frutto dello Spirito. Il fattore Dio implica che il frutto è in definitiva un dono di Dio, che è lo Spirito che permette al frutto di crescere nella tua vita. Ma il fattore umano è che ti concentri consapevolmente su quel frutto, che rimuovi gli ostacoli, che togli le erbacce, che dai l’acqua quando serve, etc.

Quando il frutto dello Spirito fiorisce nelle nostre vite, questo è in primo luogo un dono di Dio, ma anche i nostri sforzi hanno un loro ruolo. Dio ci vuole partecipi nel suo Regno.


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