23 Agosto 2019

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Tre segnali da Wittenberg

22-07-2017 09:00 - News
Dal 29 giugno al 7 luglio si è svolta in Germania, a Lipsia e a Wittenberg, l´Assemblea generale della Comunione mondiale di chiese riformate, l´organismo che raccoglie oltre 225 chiese appartenenti all´ala calvinista-zwingliana della Riforma; chiese che nei vari paesi assumono denominazioni diverse: riformati, presbiteriani, congregazionalisti; in Italia ne fanno parte i valdesi.

Circa mille persone provenienti da più di 100 paesi hanno partecipato a questo incontro settennale, che cadeva proprio in occasione del 500° anniversario della Riforma protestante. Da esso sono emersi molti segnali forti per il cammino di unità dei cristiani: ne vorrei segnalare tre.

Anzitutto, l´adozione di una «Dichiarazione di fede sull´ordinazione delle donne», che recita così: «Dio, attraverso lo Spirito Santo, chiama sia le donne che gli uomini a partecipare pienamente a tutti i ministeri della chiesa». Circa un quinto delle chiese della Comunione non consacrano ancora le donne al pastorato; intanto l´Assemblea ha eletto come presidente dei riformati del mondo una donna pastore: la libanese Najla Kassab, che, predicando dal pulpito della chiesa luterana di Wittenberg ha detto: «Oggi, sul pulpito di Lutero, c´è una donna. Se Lutero lo avesse immaginato avrebbe aggiunto alle sue 95 tesi una 96esima domanda alla chiesa. E la domanda non sarebbe stata: "Perché c´è una donna sul pulpito?" bensì: "Perché ci è voluto tanto tempo?"».

Secondo segnale: la sottoscrizione, avvenuta il 5 luglio, della «Testimonianza di Wittenberg», una dichiarazione comune della Comunione mondiale di chiese riformate e della Federazione luterana mondiale, che ribadisce la ritrovata unità tra le due principali anime della Riforma protestante, quella luterana e quella riformata, appunto, riconosce la chiamata di Dio a una riforma continua, invoca una «rinnovata immaginazione» e passi concreti per approfondire l´unità, un´unità che deve diventare più visibile anche sul piano locale.

Terzo segnale: sempre nella città di Lutero, i riformati hanno aderito alla «Dichiarazione congiunta sulla dottrina della giustificazione» sottoscritta nel 1999 da cattolici e luterani, un documento che afferma che, nell´attuale situazione, la dottrina della giustificazione per grazia mediante la fede, che fu alla base della Riforma, non divide più i cattolici dai protestanti. Il Consiglio mondiale metodista l´aveva sottoscritta nel 2006; i riformati hanno voluto aderire sottolineando in particolare la relazione inscindibile tra la dottrina della giustificazione e l´impegno dei cristiani per la giustizia nel mondo.


Fonte: Riforma.it

UN GIORNO UNA PAROLA

A G O S T O
Versetto del mese:
Andando, predicate e dite: «Il regno dei cieli è vicino» (Matteo 10,7)


Salmo della settimana: 70

Venerdì 23 Agosto

A te, Signore, la grandezza, la potenza e la gloria, lo splendore, la maestà, poiché tutto quello che sta in cielo e sulla terra è tuo. (I Cronache 29,11)
Tu sei degno, o Signore e Dio nostro, di ricevere la gloria l’onore e la potenza: perché tu hai creato tutte le cose, e per tua volontà furono create ed esistono (Apocalisse 4,11)

Tu sei più d’ogni cosa / Come è possibile cantarti? / Potrà mai la parola celebrarti, se nessuna voce può esprimerti?/ Ogni cosa parla diTe / Ciò che ha voce e ciò che non ha voce / Ogni cosa onora Te / Ciò che ha intelletto e ciò che non ha intelletto / A Te si innalzano i desideri di tutti / A Te le sofferenze di tutti / Tutto il creato supplica Te / quanto comprende il Tuo universo / a Te eleva un inno silenzioso
Gregorio di Nazianzio

Geremia 1, 11-19; Matteo 11, 20-24


Preghiera

Signore nostro, la tua Parola
ci cerca, la tua voce desidera il
nostro cuore per prendere dimora
in noi e da lì poter risuonare
nel mondo. Accogli la nostra
disponibilità, anche se fragile,
anche se piena di contraddizioni,
e vieni ad abitare in noi. Dona
la forza del tuo Spirito, respiro
di vita, che ci sostenga quando
la tua Parola brucia, che ci dia
il coraggio di andare avanti
quando nulla è chiaro, quando senza
te il nostro passo sarebbe troppo
incerto.
Ascoltaci, Signore nostro, nel
nome del tuo figlio Gesù, e donaci
il respiro del tuo spirito Santo.
Amen
da Riforma
del 29 marzo 2019



Eventi

COMMENTO AL VERSETTO

Il frutto dello Spirito è amore, gioia, pace, pazienza, benevolenza, bontà, fedeltà, mansuetudine, autocontrollo
Galati 5, 22

Diceva Martin Lutero: «Dove Dio ha costruito una chiesa, il diavolo costruisce anche lui una cappella». È vero. Il diavolo si fa sentire. E come. Siamo soliti ascoltare le cose negative intorno a noi, anche se le cose positive sono presenti. Per una ragione o altra quelle negative lasciano un segno profondo. Già per questo la vecchia abitudine di imparare a memoria questa frase dell’apostolo Paolo è un consiglio più che buono. Riporta in primo piano il frutto dello Spirito.

Il frutto dello Spirito, al singolare. Le nove parole insieme formano il frutto dello Spirito. Non se ne possono scegliere alcune, e lasciarne da parte altre. Sono come gli spicchi di un mandarino, insieme formano il mandarino. Insieme questi spicchi formano il frutto dello Spirito.

Il frutto dello Spirito. Un frutto ha bisogno del tempo per crescere. Inoltre non cresce da solo. Grazie a Dio il frutto cresce. Ma questo non toglie la nostra responsabilità. Dal seme al frutto. Su molte cose non possiamo incidere più di tanto, penso al sole o alle tempeste ma possiamo comunque annaffiare, fertilizzare, potare.

Si può parlare del fattore Dio e del fattore umano con il frutto dello Spirito. Il fattore Dio implica che il frutto è in definitiva un dono di Dio, che è lo Spirito che permette al frutto di crescere nella tua vita. Ma il fattore umano è che ti concentri consapevolmente su quel frutto, che rimuovi gli ostacoli, che togli le erbacce, che dai l’acqua quando serve, etc.

Quando il frutto dello Spirito fiorisce nelle nostre vite, questo è in primo luogo un dono di Dio, ma anche i nostri sforzi hanno un loro ruolo. Dio ci vuole partecipi nel suo Regno.


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