11 Dicembre 2019

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Trasformare la nostra vita – commento a Romani 12, 2

08-01-2016 12:43 - Fede e spiritualità
Dissodatevi un campo nuovo, poiché è tempo di cercare il SIGNORE, finché egli non venga, e non spanda su di voi la pioggia della giustizia Osea 10, 12

Non conformatevi a questo mondo, ma siate trasformati mediante il rinnovamento della vostra mente, affinché conosciate per esperienza quale sia la volontà di Dio, la buona, gradita e perfetta volontà
Romani 12, 2

Siamo infine giunti al termine di questo nostro breve percorso di inizio anno. Abbiamo chiesto al Signore di esaminarci e di guidarci lungo quella via eterna che non ci è sempre facile discernere, ma che con la fede possiamo provare a intraprendere. Abbiamo domandato all’Unico che può davvero farlo di saziarci con la Sua Parola, una parola che ci permette di vedere con la giusta luce tutta la nostra esistenza. E abbiamo osservato che abbiamo bisogno di questa Luce perché tutto intorno a noi è tenebra e ci sembra che il buio avvolga ogni cosa rendendo impossibile la vita. Ma la Grazia di Dio, che si è manifestata, ci permette non solo di vedere, ma anche di tentare di iniziare una nuova esistenza che sia segnata dalla sequela di Cristo. Infatti, e giungiamo alla conclusione del nostro percorso, la speranza di cui siamo portatori è proprio quella annunciata oggi dall’apostolo Paolo: di essere trasformati mediante il rinnovamento della nostra mente affinché possiamo conoscere per esperienza, cioè realmente, concretamente, quotidianamente, quale sia la volontà di Dio, la buona, gradita e perfetta volontà.
Perché il Regno di Dio si instaurasse è stato necessario che Gesù non solo venisse sulla terra, ma passasse attraverso la morte e ci conducesse dalla morte alla vita: la giustizia di Dio si manifesta proprio in questo, cioè nel dono che Gesù fa di sé per condurci, insieme a Lui, alla vita eterna. Gesù, che ha condotto un’esistenza pienamente umana e partecipa completamente della vita di Dio, ha portato nel mondo, mortale, pieno di peccato e di odio, l’Amore e quindi la Vita. In questo mondo, che è il nostro, ma che è stato totalmente trasformato e rinnovato, siamo chiamati a vivere e a testimoniare la nostra fede, non conformandoci ad esso, ma mostrando quale dovrebbe essere nel progetto del Creatore. Dobbiamo quindi trasformare la nostra vita in Vita e operare non in vista di un piccolo o grande miglioramento della nostra esistenza, ma per sostenere l’avvento del Regno di Dio.
Iniziamo dunque questo 2016 con la certezza che la speranza su cui ci fondiamo non è un’utopia, né un concetto astratto da ascoltare la domenica, ma è una forza che ci permette di far convergere tutti i nostri sensi e le nostre energie su un obiettivo che è possibile, concreto e raggiungibile attraverso la preghiera, la vigilanza e l’azione. Non si tratta “solo” di dar da bere agli assetati e da mangiare agli affamati, di non rubare, né evadere il fisco, ma si tratta di lavorare attivamente alla trasformazione della nostra storia, sapendo che il Regno di Dio è la nostra forza e la nostra speranza. Amen!

UN GIORNO UNA PAROLA

D I C E M B R E
Versetto del mese:
““...chi di voi cammini nelle tenebre, privo di luce,confidi nel nome del Signore
e si appoggi al suo Dio”
(Isaia 50,10b)


Salmo della settimana: 80

Martedì 10 Dicembre


Il Signore disse a Mosè: «Ecco, io farò davanti a tutto il popolo meraviglie, quali non sono state mai fatte su tutta la terra» (Esodo 34, 10)
Gesù andava attorno per tuta la Galilea, insegnando nelle loro sinagoghe e predicando il vangelo del regno, guarendo ogni malattia e ogni infermità tra il popolo (Matteo 4, 23)

Fede è quell’uccello che canta nella notte, quando è ancora buio.
Rabindranath Tagore

Isaia 26, 7; Isaia 45, 1- 8


Preghiera


Signore, insegnaci a confessare il nostro
peccato. Dacci intelligenza, per comprendere
quanto esso sia divenuto parte di
un sistema economico e culturale che
genera miseria.
Dacci compassione per evitare di rimanere
prigionieri del risentimento e della
vendetta dei torti subiti.
Dacci creatività, per trovare i modi possibili
per rimediare ai nostri errori.
Dacci speranza, per scongiurare che il
nostro peccato ci getti nella tristezza e
nella depressione.
Dacci fede, per credere che per quanto
grande sia il nostro peccato,
la tua grazia è sempre e comunque
sovrabbondante, in Cristo Gesù, nostro
Signore.





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COMMENTO AL VERSETTO

Il frutto dello Spirito è amore, gioia, pace, pazienza, benevolenza, bontà, fedeltà, mansuetudine, autocontrollo
Galati 5, 22

Diceva Martin Lutero: «Dove Dio ha costruito una chiesa, il diavolo costruisce anche lui una cappella». È vero. Il diavolo si fa sentire. E come. Siamo soliti ascoltare le cose negative intorno a noi, anche se le cose positive sono presenti. Per una ragione o altra quelle negative lasciano un segno profondo. Già per questo la vecchia abitudine di imparare a memoria questa frase dell’apostolo Paolo è un consiglio più che buono. Riporta in primo piano il frutto dello Spirito.

Il frutto dello Spirito, al singolare. Le nove parole insieme formano il frutto dello Spirito. Non se ne possono scegliere alcune, e lasciarne da parte altre. Sono come gli spicchi di un mandarino, insieme formano il mandarino. Insieme questi spicchi formano il frutto dello Spirito.

Il frutto dello Spirito. Un frutto ha bisogno del tempo per crescere. Inoltre non cresce da solo. Grazie a Dio il frutto cresce. Ma questo non toglie la nostra responsabilità. Dal seme al frutto. Su molte cose non possiamo incidere più di tanto, penso al sole o alle tempeste ma possiamo comunque annaffiare, fertilizzare, potare.

Si può parlare del fattore Dio e del fattore umano con il frutto dello Spirito. Il fattore Dio implica che il frutto è in definitiva un dono di Dio, che è lo Spirito che permette al frutto di crescere nella tua vita. Ma il fattore umano è che ti concentri consapevolmente su quel frutto, che rimuovi gli ostacoli, che togli le erbacce, che dai l’acqua quando serve, etc.

Quando il frutto dello Spirito fiorisce nelle nostre vite, questo è in primo luogo un dono di Dio, ma anche i nostri sforzi hanno un loro ruolo. Dio ci vuole partecipi nel suo Regno.


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