03 Luglio 2020
News
percorso: Home > News > News

Tra Francesco d´Assisi e Martin Lutero: al via il Sinodo della Chiesa luterana in Italia

29-04-2018 08:35 - News
Si è aperto ieri a Roma il Sinodo della Chiesa evangelica luterana in Italia con l´ordinazione al pastorato di Georg Reider, ex francescano e sacerdote cattolico. "Nella mia biografia spirituale ho incontrato due costruttori di chiesa: Francesco d´Assisi e Martin Lutero", le parole del neo pastore

Si è aperta ieri pomeriggio a Roma la III seduta del XXII Sinodo della Chiesa evangelica luterana in Italia (CELI). Una cinquantina tra pastori e rappresentanti delle chiese locali, oltre a numerosi ospiti italiani e stranieri, hanno partecipato, presso la cappella di Villa Aurelia (via Leone XIII 459), al culto inaugurale, durante il quale è stato ordinato un nuovo pastore, Georg Reider.

62 anni, appartenente alla Comunità luterana di Bolzano, fondatore del Zentrum Tau per l´accompagnamento e la formazione psicologica e spirituale, Reider è stato consacrato al "ministero della predicazione pubblica dell´evangelo in parola e sacramenti" della CELI dopo un lungo percorso personale: per ben 33 anni ha vestito il saio francescano e per 27 è stato sacerdote cattolico, prima di aderire alla chiesa luterana nel 2011.

"Nella mia biografia spirituale ho incontrato due costruttori di chiesa: Francesco d´Assisi e Martin Lutero. Entrambi hanno servito il Vangelo a modo loro e possono arricchire la Chiesa di oggi", ha spiegato Reider ai sinodali durante il culto di ordinazione, presentando la sua scelta non come una frattura ma come un cammino.

La dimensione fraterna ed ecumenica del culto, presieduto dal decano della CELI, pastore Heiner Bludau, è stata evidenziata dalla presenza di don Mario Gretter, incaricato per l´ecumenismo della Diocesi di Bolzano-Bressanone, che ha portato il suo saluto e augurio al neo pastore.

Inoltre, è stata utilizzata una liturgia pensata dalle chiese luterane tedesche per l´ordinazione di ex sacerdote cattolico. In base ad essa, al futuro pastore, facendo riferimento alla sua ordinazione precedente, vengono ricordati gli elementi comuni al ministero sacerdotale cattolico e a quello pastorale evangelico, per poi raccogliere il suo impegno a vivere la sua vocazione nella comprensione luterana della fede cristiana.

Dopo il culto i lavori del Sinodo, presieduti da Georg Schedereit, sono proseguiti con la relazione del decano Bludau. Oggi proseguiranno con i rapporti delle diverse Commissioni della chiesa, nel pomeriggio, in gruppi di lavoro.


Fonte: Nev.it - notizie evangeliche

UN GIORNO UNA PAROLA

2020

L U G L I O
Versetto del mese:
L’angelo del Signore tornò una seconda volta,
toccò Elia, e disse:
«Alzati e mangia, perché il cammino è troppo lungo per te»
(I Re 19, 7)



Salmo della settimana : 106, 1-23

Venerdì 3 Luglio

Le tue mani mi hanno fatto e formato; dammi intelligenza e imparerò i tuoi comandamenti (Salmo 119, 73)
Questo è il suo comandamento: che crediamo nel nome del Figlio suo, Gesù Cristo e ci amiamo gli uni gli altri (I Giovanni 3,23)

Si può comandare di credere? Si può comandare di amare? A viste umane, la risposta è no a entrambe le domande. Nel primo caso, la fede deve essere una libera adesione a una parola che ci interpella e vogliamo con forza rivendicare la nostra possibilità di scelta, soprattutto quella di sottrarci e di dire no, la risposta che ci fa sentire autonomi e maggiorenni. Nel secondo caso, riteniamo forse ancora più assurdo ordinare di provare un sentimento, l’amore, il più alto dei sentimenti, che secondo noi sfugge addirittura al controllo della nostra razionalità, come il bambino capriccioso, Cupido, con cui lo rappresentavano gli antichi. Eppure la parola di Dio ci smentisce clamorosamente, riproponendoci sia il comandamento della fede in Cristo Gesù, sia il comandamento dell’amore per il prossimo. Quando Cristo Gesù ci afferra totalmente, saremo obbligati a divenire suoi schiavi, come successe fra tanti a Paolo di Tarso, servi suoi, privati del loro libero arbitrio, persone che non potranno non pregare quotidianamente «sia fatta la Tua volontà». E anche se il prossimo, magari ostile, o ributtante, antipatico, spregevole, odioso ci apparirà tutto meno che amabile, al nostro agire si imporrà perentorio l’ordine di amarlo, e non tanto a parole, ma a fatti, sull’esempio di Colui che fu capace di amare chi lo inchiodò sulla croce del Golgota.

Galati 3, 6-14; I Re 13, 1-10




Preghiera


Signore,
nella nostra stanchezza poni su di
noi la tua mano che ridona vigore;
Fa’ soffiare il tuo Spirito che dona
vita nuova.
Non lasciare che la nostra
Esistenza si spezzi in mille
Frammenti e disperda il suo senso
In mille incombenze quotidiane.
Donaci di udire ogni giorno
di nuovo la tua chiamata a
seguire i tuoi passi sul cammino
della nostra esistenza e donaci
di saperci rispondere con fede,
speranza e amore.
Con te, Signore, c’è sempre una
parola nuova da imparare,
nuova speranza in cui
porre fiducia. La nostra vita
sia un grazie a te, un canto di
riconoscenza per la tua grazia, il
tuo perdono la tua salvezza. Nel
nome di Gesù. Amen




Eventi

[<<] [Luglio 2020] [>>]
LMMGVSD
  12345
6789101112
13141516171819
20212223242526
2728293031  

COMMENTO AL VERSETTO

Il frutto dello Spirito è amore, gioia, pace, pazienza, benevolenza, bontà, fedeltà, mansuetudine, autocontrollo
Galati 5, 22

Diceva Martin Lutero: «Dove Dio ha costruito una chiesa, il diavolo costruisce anche lui una cappella». È vero. Il diavolo si fa sentire. E come. Siamo soliti ascoltare le cose negative intorno a noi, anche se le cose positive sono presenti. Per una ragione o altra quelle negative lasciano un segno profondo. Già per questo la vecchia abitudine di imparare a memoria questa frase dell’apostolo Paolo è un consiglio più che buono. Riporta in primo piano il frutto dello Spirito.

Il frutto dello Spirito, al singolare. Le nove parole insieme formano il frutto dello Spirito. Non se ne possono scegliere alcune, e lasciarne da parte altre. Sono come gli spicchi di un mandarino, insieme formano il mandarino. Insieme questi spicchi formano il frutto dello Spirito.

Il frutto dello Spirito. Un frutto ha bisogno del tempo per crescere. Inoltre non cresce da solo. Grazie a Dio il frutto cresce. Ma questo non toglie la nostra responsabilità. Dal seme al frutto. Su molte cose non possiamo incidere più di tanto, penso al sole o alle tempeste ma possiamo comunque annaffiare, fertilizzare, potare.

Si può parlare del fattore Dio e del fattore umano con il frutto dello Spirito. Il fattore Dio implica che il frutto è in definitiva un dono di Dio, che è lo Spirito che permette al frutto di crescere nella tua vita. Ma il fattore umano è che ti concentri consapevolmente su quel frutto, che rimuovi gli ostacoli, che togli le erbacce, che dai l’acqua quando serve, etc.

Quando il frutto dello Spirito fiorisce nelle nostre vite, questo è in primo luogo un dono di Dio, ma anche i nostri sforzi hanno un loro ruolo. Dio ci vuole partecipi nel suo Regno.


Foto gallery


Chiesa Evangelica Valdese di Lucca
Via Galli Tassi, 50 - Lucca (Lucca)
C.F 92042770468

MONTE dei PASCHI di SIENA
IBAN IT20 U01030 13707 000001369792

info@luccavaldese.it
close
ACCEDI

NON SONO REGISTRATO

crea account