10 Aprile 2020
News
percorso: Home > News > News

Tra Francesco d´Assisi e Martin Lutero: al via il Sinodo della Chiesa luterana in Italia

29-04-2018 08:35 - News
Si è aperto ieri a Roma il Sinodo della Chiesa evangelica luterana in Italia con l´ordinazione al pastorato di Georg Reider, ex francescano e sacerdote cattolico. "Nella mia biografia spirituale ho incontrato due costruttori di chiesa: Francesco d´Assisi e Martin Lutero", le parole del neo pastore

Si è aperta ieri pomeriggio a Roma la III seduta del XXII Sinodo della Chiesa evangelica luterana in Italia (CELI). Una cinquantina tra pastori e rappresentanti delle chiese locali, oltre a numerosi ospiti italiani e stranieri, hanno partecipato, presso la cappella di Villa Aurelia (via Leone XIII 459), al culto inaugurale, durante il quale è stato ordinato un nuovo pastore, Georg Reider.

62 anni, appartenente alla Comunità luterana di Bolzano, fondatore del Zentrum Tau per l´accompagnamento e la formazione psicologica e spirituale, Reider è stato consacrato al "ministero della predicazione pubblica dell´evangelo in parola e sacramenti" della CELI dopo un lungo percorso personale: per ben 33 anni ha vestito il saio francescano e per 27 è stato sacerdote cattolico, prima di aderire alla chiesa luterana nel 2011.

"Nella mia biografia spirituale ho incontrato due costruttori di chiesa: Francesco d´Assisi e Martin Lutero. Entrambi hanno servito il Vangelo a modo loro e possono arricchire la Chiesa di oggi", ha spiegato Reider ai sinodali durante il culto di ordinazione, presentando la sua scelta non come una frattura ma come un cammino.

La dimensione fraterna ed ecumenica del culto, presieduto dal decano della CELI, pastore Heiner Bludau, è stata evidenziata dalla presenza di don Mario Gretter, incaricato per l´ecumenismo della Diocesi di Bolzano-Bressanone, che ha portato il suo saluto e augurio al neo pastore.

Inoltre, è stata utilizzata una liturgia pensata dalle chiese luterane tedesche per l´ordinazione di ex sacerdote cattolico. In base ad essa, al futuro pastore, facendo riferimento alla sua ordinazione precedente, vengono ricordati gli elementi comuni al ministero sacerdotale cattolico e a quello pastorale evangelico, per poi raccogliere il suo impegno a vivere la sua vocazione nella comprensione luterana della fede cristiana.

Dopo il culto i lavori del Sinodo, presieduti da Georg Schedereit, sono proseguiti con la relazione del decano Bludau. Oggi proseguiranno con i rapporti delle diverse Commissioni della chiesa, nel pomeriggio, in gruppi di lavoro.


Fonte: Nev.it - notizie evangeliche

UN GIORNO UNA PAROLA

A P R I L E
Versetto del mese:
“Il corpo è seminato corruttibile e risuscita incorruttibile”
I Corinzi 15, 42



Salmo della Settimana: 88

Giovedì 9 Aprile - Giovedì Santo
“Ha lasciato il ricordo dei suoi prodigi; il Signore è pietoso e misericordioso” (Salmo 111, 4)

Andiamo, andiamo a implorare il favore del Signore e a cercare il Signore degli eserciti! Anch’io voglio andare! (Zaccaria 8, 21)
Dopo che ebbero cantato l’inno, uscirono per andare al monte degli Ulivi (Marco 14,26)

Ognuno di noi può venire, per avere la sua parte con te. Noi tutti qui riuniti, siamo stati tutti accolti, lieti e tristi, forti e deboli, tiepidi o vivi nella fede.
Detlev Block

Giovanni 13, 1-15; 34-35; I Corinzi 11, 17-34a; Marco15, 16-23


Il servizio vissuto nell’amore
commento a: Marco 14, 26
“Dopo che ebbero cantato l’inno, uscirono per andare al monte degli Ulivi”

Dopo che ebbero cantato l’inno, uscirono. Così termina, in Matteo ed in Marco, il racconto della cena pasquale che Gesù consuma con i suoi amici nel giorno che noi chiamiamo il giovedì santo. L’ultima Cena, quando Gesù accennò alla sua morte offrendo il pane e il vino come simboli del suo corpo e del suo sangue.
“La notte in cui fu tradito” esordisce l’apostolo Paolo nel racconto di quella cena.
Che inno cantarono a conclusione della prima parte di quella notte che si svolse nel chiuso di una casa di Gerusalemme?
È il salmo di lode, il 136, il cosiddetto grande Hallel (Hallelu-Ja = Lode a Dio) che chiudeva il banchetto pasquale. Nel salmo ogni versetto consta di una prima parte che celebra un grande intervento di Dio e di una seconda parte che dice: “perché la sua bontà dura in eterno”.
Avete notato che quella drammatica notte inizia e finisce in modo simbolicamente forte con una semplice e comune bacinella piena d’acqua?
All’inizio – racconta Giovanni – Gesù, prima della cena, prese una bacinella e lavò i piedi ai suoi discepoli. Invitandoli al servizio, alla responsabilità esercitata nell’amore. Il mattino seguente, alla fine di quella notte, Matteo racconta che Pilato si fece portare una bacinella per lavarsi pubblicamente le mani, dichiarando di non sentirsi responsabile nell’abbandonare un uomo innocente alla violenza e alla morte.
Due gesti di grande significato. Il Messia, il Signore, si spoglia di se stesso, prendendo forma di servo – come scriverà Paolo ai Filippesi – indicando che questa è la salvezza dell’umanità: la responsabilità del servizio vissuta nell’amore. Pilato, il rappresentante di Cesare, della massima autorità terrena, bada solo alla salvezza di sé e del proprio potere: per questo è disposto a calpestare la verità con la violenza.
Nel corso della storia la Chiesa e i cristiani hanno spesso scelto Pilato e non Gesù. Oggi diciamo che è un momento cruciale per il nostro pianeta e per la vita su di esso. Gesù e non Pilato ci insegnano come affrontarlo.

Emmanuele Paschetto


Preghiera


Padre, fonte amoroso della vita e della speranza,
ti preghiamo per ogni fratello che geme e piange,
per quanti non riusciamo a confortare;
dona a tutta la gente che soffre, al tuo popolo di miseri e di poveri,
forza nella tribolazione e fiducia nei giorni dell’angoscia.
Concedi a loro e a tutti noi, rinvigoriti dalla tua parola di speranza,
di giungere all’alba della gioia e della resurrezione.

Ravasi



Eventi

[<<] [Aprile 2020] [>>]
LMMGVSD
  12345
6789101112
13141516171819
20212223242526
27282930   

COMMENTO AL VERSETTO

Il frutto dello Spirito è amore, gioia, pace, pazienza, benevolenza, bontà, fedeltà, mansuetudine, autocontrollo
Galati 5, 22

Diceva Martin Lutero: «Dove Dio ha costruito una chiesa, il diavolo costruisce anche lui una cappella». È vero. Il diavolo si fa sentire. E come. Siamo soliti ascoltare le cose negative intorno a noi, anche se le cose positive sono presenti. Per una ragione o altra quelle negative lasciano un segno profondo. Già per questo la vecchia abitudine di imparare a memoria questa frase dell’apostolo Paolo è un consiglio più che buono. Riporta in primo piano il frutto dello Spirito.

Il frutto dello Spirito, al singolare. Le nove parole insieme formano il frutto dello Spirito. Non se ne possono scegliere alcune, e lasciarne da parte altre. Sono come gli spicchi di un mandarino, insieme formano il mandarino. Insieme questi spicchi formano il frutto dello Spirito.

Il frutto dello Spirito. Un frutto ha bisogno del tempo per crescere. Inoltre non cresce da solo. Grazie a Dio il frutto cresce. Ma questo non toglie la nostra responsabilità. Dal seme al frutto. Su molte cose non possiamo incidere più di tanto, penso al sole o alle tempeste ma possiamo comunque annaffiare, fertilizzare, potare.

Si può parlare del fattore Dio e del fattore umano con il frutto dello Spirito. Il fattore Dio implica che il frutto è in definitiva un dono di Dio, che è lo Spirito che permette al frutto di crescere nella tua vita. Ma il fattore umano è che ti concentri consapevolmente su quel frutto, che rimuovi gli ostacoli, che togli le erbacce, che dai l’acqua quando serve, etc.

Quando il frutto dello Spirito fiorisce nelle nostre vite, questo è in primo luogo un dono di Dio, ma anche i nostri sforzi hanno un loro ruolo. Dio ci vuole partecipi nel suo Regno.


Foto gallery


Chiesa Evangelica Valdese di Lucca
Via Galli Tassi, 50 - Lucca (Lucca)
C.F 92042770468

MONTE dei PASCHI di SIENA
IBAN IT20 U01030 13707 000001369792

info@luccavaldese.it