28 Settembre 2020
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Tra Francesco d´Assisi e Martin Lutero: al via il Sinodo della Chiesa luterana in Italia

29-04-2018 08:35 - News
Si è aperto ieri a Roma il Sinodo della Chiesa evangelica luterana in Italia con l´ordinazione al pastorato di Georg Reider, ex francescano e sacerdote cattolico. "Nella mia biografia spirituale ho incontrato due costruttori di chiesa: Francesco d´Assisi e Martin Lutero", le parole del neo pastore

Si è aperta ieri pomeriggio a Roma la III seduta del XXII Sinodo della Chiesa evangelica luterana in Italia (CELI). Una cinquantina tra pastori e rappresentanti delle chiese locali, oltre a numerosi ospiti italiani e stranieri, hanno partecipato, presso la cappella di Villa Aurelia (via Leone XIII 459), al culto inaugurale, durante il quale è stato ordinato un nuovo pastore, Georg Reider.

62 anni, appartenente alla Comunità luterana di Bolzano, fondatore del Zentrum Tau per l´accompagnamento e la formazione psicologica e spirituale, Reider è stato consacrato al "ministero della predicazione pubblica dell´evangelo in parola e sacramenti" della CELI dopo un lungo percorso personale: per ben 33 anni ha vestito il saio francescano e per 27 è stato sacerdote cattolico, prima di aderire alla chiesa luterana nel 2011.

"Nella mia biografia spirituale ho incontrato due costruttori di chiesa: Francesco d´Assisi e Martin Lutero. Entrambi hanno servito il Vangelo a modo loro e possono arricchire la Chiesa di oggi", ha spiegato Reider ai sinodali durante il culto di ordinazione, presentando la sua scelta non come una frattura ma come un cammino.

La dimensione fraterna ed ecumenica del culto, presieduto dal decano della CELI, pastore Heiner Bludau, è stata evidenziata dalla presenza di don Mario Gretter, incaricato per l´ecumenismo della Diocesi di Bolzano-Bressanone, che ha portato il suo saluto e augurio al neo pastore.

Inoltre, è stata utilizzata una liturgia pensata dalle chiese luterane tedesche per l´ordinazione di ex sacerdote cattolico. In base ad essa, al futuro pastore, facendo riferimento alla sua ordinazione precedente, vengono ricordati gli elementi comuni al ministero sacerdotale cattolico e a quello pastorale evangelico, per poi raccogliere il suo impegno a vivere la sua vocazione nella comprensione luterana della fede cristiana.

Dopo il culto i lavori del Sinodo, presieduti da Georg Schedereit, sono proseguiti con la relazione del decano Bludau. Oggi proseguiranno con i rapporti delle diverse Commissioni della chiesa, nel pomeriggio, in gruppi di lavoro.


Fonte: Nev.it - notizie evangeliche
UN GIORNO UNA PAROLA
2020

S E T T E M B R E
Versetto del mese:
“Dio era in Cristo nel riconciliare con sé il mondo”
(II Corinzi 5,19)




Salmo della settimana : 125


Domenica 27 Settembre
Cristo Gesù, ha distrutto la morte e ha messo in luce la vita e l’immortalità mediante il vangelo (II Timoteo 1, 10)

Il Signore ha fatto conoscere la sua salvezza, ha manifestato la sua giustizia davanti alle nazioni (Salmo 98, 2)
Giunti in Antiochia e riunita la chiesa Barnaba e Paolo riferirono tutte le cose che Dio aveva compiute per mezzo di loro, e come aveva aperto la porta della fede agli stranieri (Atti degli apostoli 14, 27)

Dio ha voluto che cerchiamo e troviamo la sua parola viva nella testimonianza del fratello, in bocca a uomini. Per questo il cristiano ha bisogno degli altri cristiani che dicano a lui la Parola di Dio, ne ha bisogno ogni volta che si trova incerto e scoraggiato; da solo infatti non può cavarsela, senza ingannare se stesso sulla verità
.
Dietrich Bonhoeffer

Lamentazioni 3, 22-26. 31-32; Giovanni 11, 1-3;17- 45



La Parola di Dio ci ha già raggiunto
commento a Colossesi 3, 16
La parola di Cristo abiti in voi abbondantemente, ammaestrandovi ed esortandovi gli uni gli altri con ogni sapienza

La conclusione di questa settimana di preghiera e riflessione, che le Losungen ci hanno indotto a fare, è nell’esortazione e nella lode: «La parola di Cristo abiti in voi abbondantemente, ammaestrandovi ed esortandovi gli uni gli altri con ogni sapienza, cantando di cuore a Dio, sotto l’impulso della grazia, salmi, inni e cantici spirituali». Chi dunque ha saputo scegliere, chi ha saputo trovare in se stesso la Parola di Cristo, chi al di là del dolore e della fatica, che pur contraddistinguono la nostra stanca umanità, ha saputo accogliere l’amore di Dio, può vivere nella pace e nella gioia. La promessa del Signore è proprio questa: se sapremo amarci l’un l’altro come Gesù ha amato noi, se sapremo far crescere dentro di noi la fede e la speranza, nulla potrà farci cadere: né il dolore, né la fatica, non la stanchezza, non la depressione e il grigiore che hanno avvolto il mondo occidentale, non il Male, né la paura. Il Signore è già dentro di noi, la Sua Parola ci ha già raggiunto, altrimenti non saremmo qui, non cercheremmo un senso per la nostra vita e non proveremmo, giorno dopo giorno, a convertirci nuovamente al Signore. E dunque ascoltiamoci l’uno l’altro, accogliamoci, nonostante le molte differenze di cultura, di opinione, di convinzioni politiche e spirituali. Nei momenti bui e di sconforto permettiamo a chi ci è vicino di sollevarci, di riportarci alla luce e cerchiamo di vivere una vita davvero rinnovata, davvero trasformata, cercando di incarnare realmente quella umanità che Dio ha creato e di cui Gesù è stato esempio e modello. Amen!
Erica Sfredda



Preghiera

Donaci coraggio, o Signore.
Il coraggio dell’iniziativa
e il coraggio della disciplina.
Più amore, Signore, più autenticità.
Il coraggio di agire
e di agire senza temerità.
Più coerenza, Signore, più slancio.
Il coraggio della continuità e il
coraggio di un costante adattamento.
Più generosità, Signore,
più comprensione.
Il coraggio
di saper stare spesso soli
e quello di sempre ricominciare.
Più sincerità, Signore, più amicizia.
Il coraggio di non irritarsi
e rimanere sempre padroni di sé.
Più delicatezza, Signore, più carità.
Il coraggio di trovare sempre
un po’ di tempo per meditare e pregare.
Più fede, Signore, più luce:
nel desiderio urgente
di bontà e giustizia.
Ediz. Paoline




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COMMENTO AL VERSETTO
Il frutto dello Spirito è amore, gioia, pace, pazienza, benevolenza, bontà, fedeltà, mansuetudine, autocontrollo
Galati 5, 22
Diceva Martin Lutero: «Dove Dio ha costruito una chiesa, il diavolo costruisce anche lui una cappella». È vero. Il diavolo si fa sentire. E come. Siamo soliti ascoltare le cose negative intorno a noi, anche se le cose positive sono presenti. Per una ragione o altra quelle negative lasciano un segno profondo. Già per questo la vecchia abitudine di imparare a memoria questa frase dell’apostolo Paolo è un consiglio più che buono. Riporta in primo piano il frutto dello Spirito.

Il frutto dello Spirito, al singolare. Le nove parole insieme formano il frutto dello Spirito. Non se ne possono scegliere alcune, e lasciarne da parte altre. Sono come gli spicchi di un mandarino, insieme formano il mandarino. Insieme questi spicchi formano il frutto dello Spirito.

Il frutto dello Spirito. Un frutto ha bisogno del tempo per crescere. Inoltre non cresce da solo. Grazie a Dio il frutto cresce. Ma questo non toglie la nostra responsabilità. Dal seme al frutto. Su molte cose non possiamo incidere più di tanto, penso al sole o alle tempeste ma possiamo comunque annaffiare, fertilizzare, potare.

Si può parlare del fattore Dio e del fattore umano con il frutto dello Spirito. Il fattore Dio implica che il frutto è in definitiva un dono di Dio, che è lo Spirito che permette al frutto di crescere nella tua vita. Ma il fattore umano è che ti concentri consapevolmente su quel frutto, che rimuovi gli ostacoli, che togli le erbacce, che dai l’acqua quando serve, etc.

Quando il frutto dello Spirito fiorisce nelle nostre vite, questo è in primo luogo un dono di Dio, ma anche i nostri sforzi hanno un loro ruolo. Dio ci vuole partecipi nel suo Regno.


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Chiesa Evangelica Valdese di Lucca
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