19 Maggio 2021
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Testamento biologico, finalmente si discute

10-02-2016 11:44 - News
Approdate alla Commissione Affari Sociali della Camera otto proposte di legge

Lento pede, ma anche in Italia procede il dibattito sul “testamento biologico”. Una discussione per tanto tempo rimandata e inibita in anni recenti dallo scontro ideologico delle parti politiche.

Già nell’ottobre 2008 il Parlamento italiano aveva avviato l’esame di un testo unificato recante disposizioni sul consenso informato e sulle dichiarazioni anticipate di trattamento. Ma la bagarre dei partiti un aula aveva di fatto inibito un sereno dibattito nazionale in materia di fine vita. Così, il 12 luglio 2011, concluso frettolosamente l´esame del testo, la Camera aveva trasmesso al Senato, il quale aveva preferito lasciar cadere. Nel frattempo, nel febbraio 2009, il “caso Englaro” era esploso di fronte ad un’opinione pubblica totalmente impreparata.

Alla luce dei precedenti, l’approdo di otto proposte di legge depositate da altrettanti parlamentari presso la Commissione Affari Sociali della Camera ha dunque il sapore di un’occasione nuova. Dallo scorso 4 febbraio, al vaglio della Commissione vi sono i due temi centrali, giuridici ed etici, che giornalisticamente vanno sotto il titolo di “testamento biologico”: ovvero il consenso informato e la cosiddetta Dat (dichiarazione di volontà anticipate nei trattamenti sanitari). Stando ai testi depositati, il consenso informato è la premessa costituzionale su cui si fonda l’”alleanza terapeutica” tra medico e paziente, il quale è protetto dal diritto di essere informato in modo completo e comprensibile e dal conseguente principio della volontarietà del trattamento. Senza venir meno a questi diritti cardine, la quasi totalità delle proposte di legge presentate in Commissione prevedono che a cittadini maggiorenni capaci di intendere e di volere sia data la possibilità di redigere una dichiarazione anticipata che specifichi la propria volontà in merito ai trattamenti sanitari e di cura, inclusa la nutrizione artificiale: una misura a cui è previsto si possa rinunciare. La Dat, si capisce, entrerebbe in vigore solo e soltanto nel momento in cui venisse attestato a livello medico il venir meno della capacità decisionale del paziente.

Altri punti in comune delle proposte attualmente al vaglio sono l’esplicita normazione contro l´accanimento terapeutico e il ribadito divieto dell´eutanasia, dell´assistenza o dell´aiuto al suicidio. Sullo spinoso tema dell’eutanasia è d’altronde atteso un altro tavolo di discussione, quello che si aprirà il 2 marzo in Commissione giustizia.

In attesa di conoscere gli sviluppi dei lavori parlamentari, la relatrice Donata Lenzi (Pd) ha dichiarato che l’approdo in aula di un provvedimento unico è previsto per il prossimo marzo.

Fonte: Riforma.it
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2021

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Apri la bocca in favore del muto, per sostenere la causa di tutti gli infelici
(Proverbi 31, 8)

Salmo della settimana: 27



Martedì 18 Maggio


Ha lasciato il ricordo dei suoi prodigi; il Signore è pietoso e misericordioso (Salmo 111, 4)
Quando fu a tavola con loro prese il pane, lo benedisse, lo spezzò e diede loro. Allora i loro occhi furono aperti e lo riconobbero (Luca 24, 30-31)


Signore Gesù Cristo, è una gioia mangiare e bere in silenzio alla tua mensa, dopo aver udito, capito e amato il senso di questa comunione. E’ una gioia non dover più parlare, spiegare, commentare, ma solo prendere e ricevere.
Andrè Dumas


I Giovanni 4, 1-6; Atti degli apostoli 1, 15-26


Preghiera

Signore Dio nostro, è col cuore colmo di riconoscenza che oggi veniamo a Te per esprimerti il nostro grazie per ciò che hai fatto per noi offrendoci , immeritatamente, la tua misericordia, il tuo amore, la tua salvezza.
Non ci hai mai abbandonati; ci hai accompagnati fin qui, ci hai aiutati a rialzarci nei momenti di difficoltà e di sconforto; ci permetti di chiamarti Padre, che per ciascuno di noi significa insegnamento, protezione e prospettiva futura.
Perdonaci per le tante volte in cui ci siamo fatti sopraffare dallo scoraggiamento e dal dubbio dimenticando i numerosi interventi nella nostra vita; come i primi discepoli, con troppa istintiva leggerezza ti abbiamo rinnegato, tradito, vivendo così tutto il peso della nostra miseria umana che tu avevi già portato sulla croce per noi.
Abbiamo però sperimentato anche lo strattone che tu ci hai dato e che ci ha ricordato che nessuno ci strapperà dalla tua mano.
Per tutto questo, Padre, ti ringraziamo!
In questo momento in cui il Creato sta soffrendo per colpa degli uomini e questi sono sconvolti da tanti focolai di guerra, da ingiustizie sociali e da tante morti per il Covid 19, noi ti chiediamo, o Padre, che questo induca tutti a riflettere e i potenti della terra ad interrogarsi…..; fa che ciascuno possa alzare gli occhi verso di te, riconoscerti come Dio e che il tuo Nome possa essere santificato.
Ti chiediamo che lo Spirito santo rinnovi la nostra fede la fortifichi e ci renda davvero capaci di essere latori della tua luce nel mondo ritrovando quell’unità con Te e tra noi attraverso la quale il mondo possa capire che siamo tuoi figli e perciò testimoni della tua Parola.
Ti preghiamo per quanti sperano in Te, e per quanti non ti conoscono; per coloro che faticano a sopravvivere per le guerre, per la fame, per l ingiustizia umana, per tutti i diseredati.
Grazie per il sacrificio di Gesù per noi e per la sua vittoria sulla morte.
Ascoltaci Padre, ti preghiamo per Cristo nostro Signore. Amen



COMMENTO AL VERSETTO
Il frutto dello Spirito è amore, gioia, pace, pazienza, benevolenza, bontà, fedeltà, mansuetudine, autocontrollo
Galati 5, 22
Diceva Martin Lutero: «Dove Dio ha costruito una chiesa, il diavolo costruisce anche lui una cappella». È vero. Il diavolo si fa sentire. E come. Siamo soliti ascoltare le cose negative intorno a noi, anche se le cose positive sono presenti. Per una ragione o altra quelle negative lasciano un segno profondo. Già per questo la vecchia abitudine di imparare a memoria questa frase dell’apostolo Paolo è un consiglio più che buono. Riporta in primo piano il frutto dello Spirito.

Il frutto dello Spirito, al singolare. Le nove parole insieme formano il frutto dello Spirito. Non se ne possono scegliere alcune, e lasciarne da parte altre. Sono come gli spicchi di un mandarino, insieme formano il mandarino. Insieme questi spicchi formano il frutto dello Spirito.

Il frutto dello Spirito. Un frutto ha bisogno del tempo per crescere. Inoltre non cresce da solo. Grazie a Dio il frutto cresce. Ma questo non toglie la nostra responsabilità. Dal seme al frutto. Su molte cose non possiamo incidere più di tanto, penso al sole o alle tempeste ma possiamo comunque annaffiare, fertilizzare, potare.

Si può parlare del fattore Dio e del fattore umano con il frutto dello Spirito. Il fattore Dio implica che il frutto è in definitiva un dono di Dio, che è lo Spirito che permette al frutto di crescere nella tua vita. Ma il fattore umano è che ti concentri consapevolmente su quel frutto, che rimuovi gli ostacoli, che togli le erbacce, che dai l’acqua quando serve, etc.

Quando il frutto dello Spirito fiorisce nelle nostre vite, questo è in primo luogo un dono di Dio, ma anche i nostri sforzi hanno un loro ruolo. Dio ci vuole partecipi nel suo Regno.


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