26 Agosto 2019

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Testamento biologico, finalmente si discute

10-02-2016 11:44 - News
Approdate alla Commissione Affari Sociali della Camera otto proposte di legge

Lento pede, ma anche in Italia procede il dibattito sul “testamento biologico”. Una discussione per tanto tempo rimandata e inibita in anni recenti dallo scontro ideologico delle parti politiche.

Già nell’ottobre 2008 il Parlamento italiano aveva avviato l’esame di un testo unificato recante disposizioni sul consenso informato e sulle dichiarazioni anticipate di trattamento. Ma la bagarre dei partiti un aula aveva di fatto inibito un sereno dibattito nazionale in materia di fine vita. Così, il 12 luglio 2011, concluso frettolosamente l´esame del testo, la Camera aveva trasmesso al Senato, il quale aveva preferito lasciar cadere. Nel frattempo, nel febbraio 2009, il “caso Englaro” era esploso di fronte ad un’opinione pubblica totalmente impreparata.

Alla luce dei precedenti, l’approdo di otto proposte di legge depositate da altrettanti parlamentari presso la Commissione Affari Sociali della Camera ha dunque il sapore di un’occasione nuova. Dallo scorso 4 febbraio, al vaglio della Commissione vi sono i due temi centrali, giuridici ed etici, che giornalisticamente vanno sotto il titolo di “testamento biologico”: ovvero il consenso informato e la cosiddetta Dat (dichiarazione di volontà anticipate nei trattamenti sanitari). Stando ai testi depositati, il consenso informato è la premessa costituzionale su cui si fonda l’”alleanza terapeutica” tra medico e paziente, il quale è protetto dal diritto di essere informato in modo completo e comprensibile e dal conseguente principio della volontarietà del trattamento. Senza venir meno a questi diritti cardine, la quasi totalità delle proposte di legge presentate in Commissione prevedono che a cittadini maggiorenni capaci di intendere e di volere sia data la possibilità di redigere una dichiarazione anticipata che specifichi la propria volontà in merito ai trattamenti sanitari e di cura, inclusa la nutrizione artificiale: una misura a cui è previsto si possa rinunciare. La Dat, si capisce, entrerebbe in vigore solo e soltanto nel momento in cui venisse attestato a livello medico il venir meno della capacità decisionale del paziente.

Altri punti in comune delle proposte attualmente al vaglio sono l’esplicita normazione contro l´accanimento terapeutico e il ribadito divieto dell´eutanasia, dell´assistenza o dell´aiuto al suicidio. Sullo spinoso tema dell’eutanasia è d’altronde atteso un altro tavolo di discussione, quello che si aprirà il 2 marzo in Commissione giustizia.

In attesa di conoscere gli sviluppi dei lavori parlamentari, la relatrice Donata Lenzi (Pd) ha dichiarato che l’approdo in aula di un provvedimento unico è previsto per il prossimo marzo.

Fonte: Riforma.it

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Andando, predicate e dite: «Il regno dei cieli è vicino» (Matteo 10,7)


Salmo della settimana: 101

Domenica 25 Agosto
Beata la nazione il cui Dio è il Signore; beato il popolo ch’egli ha scelto per sua eredità ( Salmo 33,12)

Il rimanente della casa di Giuda che sarà scampato, metterà ancora radici in basso e porterà frutto in alto (II Re 19,30)
Se la radice è santa, anche i rami sono santi (Romani 11,16)

Amici, se la radice del mandorlo torna a fiorire e germogliare, non è questo un segno che c’è ancora amore?
Schalom Ben-Chorin

Marco 12, 28-34; Romani 11, 25-32


Preghiera

Signore nostro, la tua Parola
ci cerca, la tua voce desidera il
nostro cuore per prendere dimora
in noi e da lì poter risuonare
nel mondo. Accogli la nostra
disponibilità, anche se fragile,
anche se piena di contraddizioni,
e vieni ad abitare in noi. Dona
la forza del tuo Spirito, respiro
di vita, che ci sostenga quando
la tua Parola brucia, che ci dia
il coraggio di andare avanti
quando nulla è chiaro, quando senza
te il nostro passo sarebbe troppo
incerto.
Ascoltaci, Signore nostro, nel
nome del tuo figlio Gesù, e donaci
il respiro del tuo spirito Santo.
Amen
da Riforma
del 29 marzo 2019



Eventi

COMMENTO AL VERSETTO

Il frutto dello Spirito è amore, gioia, pace, pazienza, benevolenza, bontà, fedeltà, mansuetudine, autocontrollo
Galati 5, 22

Diceva Martin Lutero: «Dove Dio ha costruito una chiesa, il diavolo costruisce anche lui una cappella». È vero. Il diavolo si fa sentire. E come. Siamo soliti ascoltare le cose negative intorno a noi, anche se le cose positive sono presenti. Per una ragione o altra quelle negative lasciano un segno profondo. Già per questo la vecchia abitudine di imparare a memoria questa frase dell’apostolo Paolo è un consiglio più che buono. Riporta in primo piano il frutto dello Spirito.

Il frutto dello Spirito, al singolare. Le nove parole insieme formano il frutto dello Spirito. Non se ne possono scegliere alcune, e lasciarne da parte altre. Sono come gli spicchi di un mandarino, insieme formano il mandarino. Insieme questi spicchi formano il frutto dello Spirito.

Il frutto dello Spirito. Un frutto ha bisogno del tempo per crescere. Inoltre non cresce da solo. Grazie a Dio il frutto cresce. Ma questo non toglie la nostra responsabilità. Dal seme al frutto. Su molte cose non possiamo incidere più di tanto, penso al sole o alle tempeste ma possiamo comunque annaffiare, fertilizzare, potare.

Si può parlare del fattore Dio e del fattore umano con il frutto dello Spirito. Il fattore Dio implica che il frutto è in definitiva un dono di Dio, che è lo Spirito che permette al frutto di crescere nella tua vita. Ma il fattore umano è che ti concentri consapevolmente su quel frutto, che rimuovi gli ostacoli, che togli le erbacce, che dai l’acqua quando serve, etc.

Quando il frutto dello Spirito fiorisce nelle nostre vite, questo è in primo luogo un dono di Dio, ma anche i nostri sforzi hanno un loro ruolo. Dio ci vuole partecipi nel suo Regno.


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