04 Luglio 2020
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Tertio Millennio Film Fest. Vince il film indiano Walking with the wind

19-12-2017 12:07 - News
Il premio della XXI edizione della rassegna interreligiosa va alla pellicola del regista Praveen Morchhale

Va al film indiano "Walking with the wind" di Praveen Morchhale il premio "Tertio Millennio 2017 – Un film per il dialogo interreligioso" attribuito nell´ambito della XXI edizione del Tertio Millennio Film Fest, festival internazionale cinematografico dal titolo "È tempo di migrare. Memoria, identità, relazioni", appena concluso a Roma.

"Il film ci porta in un altro posto, né musulmano, né ebreo, né protestante, né cattolico; è un altro mondo, un mondo rarefatto dove non è arrivato whatsapp, non è arrivato internet. Eppure lì c´è un filo etico, una richiesta di relazione. Cosa vuol dire essere felici? Non offendere gli altri. Consentire anche agli altri di essere felici. E se fai loro un torto, ripararlo. Dalle pendici dell´Himalaya ci arriva un film, ´Walking with the wind´, ´Camminare con il vento´, il cui vento ci porta una cultura che resiste, una cultura solidale, una cultura che si fa carico dell´altro, cosa che noi un pochino di questi tempi abbiamo dimenticato" ha dichiarato Gianna Urizio, Presidente dell´Associazione protestante cinema "Roberto Sbaffi", in un´intervista a CinematografoTV

"Il film tratta in modo semplice l´importanza di avere una motivazione per vivere. Non importa la grandezza di un´azione, bensì quanto si è disposti a fare per realizzarla. Una ventata d´aria fresca con la sua semplicità" scrive sul catalogo del Festival Tiago Branchini, membro della giuria interreligiosa e della "Roberto Sbaffi", facente parte del circuito INTERFILM. La cerimonia di consegna si è tenuta sabato 16 dicembre in Filmoteca Vaticana.


Fonte: NEV-Notizie Evangeliche.it

UN GIORNO UNA PAROLA

2020

L U G L I O
Versetto del mese:
L’angelo del Signore tornò una seconda volta,
toccò Elia, e disse:
«Alzati e mangia, perché il cammino è troppo lungo per te»
(I Re 19, 7)



Salmo della settimana : 106, 1-23

Sabato 4 Luglio

Il Signore dice: «Io mi volgerò verso di voi, vi renderò fecondi e vi moltiplicherò e manterrò il mio patto con voi» (Levitico 26, 9)
Tutte le promesse di Dio hanno il loro «sì» in lui; perciò pure per mezzo di lui noi pronunciamo l’Amen alla gloria di Dio (II Corinzi 1, 20)

Noi diciamo Amen. E ciò rimane vero per sempre, poiché in tutto e per tutto noi siamo consacrati/e al Nome che ci vince con l’amore; e perciò noi siamo uniti/e gli uni alle altre.
Ermuth Dorothea von Zinzendorf

Giona 3, 1-10; I Re 13,11-34




Preghiera


Signore,
nella nostra stanchezza poni su di
noi la tua mano che ridona vigore;
Fa’ soffiare il tuo Spirito che dona
vita nuova.
Non lasciare che la nostra
Esistenza si spezzi in mille
Frammenti e disperda il suo senso
In mille incombenze quotidiane.
Donaci di udire ogni giorno
di nuovo la tua chiamata a
seguire i tuoi passi sul cammino
della nostra esistenza e donaci
di saperci rispondere con fede,
speranza e amore.
Con te, Signore, c’è sempre una
parola nuova da imparare,
nuova speranza in cui
porre fiducia. La nostra vita
sia un grazie a te, un canto di
riconoscenza per la tua grazia, il
tuo perdono la tua salvezza. Nel
nome di Gesù. Amen




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COMMENTO AL VERSETTO

Il frutto dello Spirito è amore, gioia, pace, pazienza, benevolenza, bontà, fedeltà, mansuetudine, autocontrollo
Galati 5, 22

Diceva Martin Lutero: «Dove Dio ha costruito una chiesa, il diavolo costruisce anche lui una cappella». È vero. Il diavolo si fa sentire. E come. Siamo soliti ascoltare le cose negative intorno a noi, anche se le cose positive sono presenti. Per una ragione o altra quelle negative lasciano un segno profondo. Già per questo la vecchia abitudine di imparare a memoria questa frase dell’apostolo Paolo è un consiglio più che buono. Riporta in primo piano il frutto dello Spirito.

Il frutto dello Spirito, al singolare. Le nove parole insieme formano il frutto dello Spirito. Non se ne possono scegliere alcune, e lasciarne da parte altre. Sono come gli spicchi di un mandarino, insieme formano il mandarino. Insieme questi spicchi formano il frutto dello Spirito.

Il frutto dello Spirito. Un frutto ha bisogno del tempo per crescere. Inoltre non cresce da solo. Grazie a Dio il frutto cresce. Ma questo non toglie la nostra responsabilità. Dal seme al frutto. Su molte cose non possiamo incidere più di tanto, penso al sole o alle tempeste ma possiamo comunque annaffiare, fertilizzare, potare.

Si può parlare del fattore Dio e del fattore umano con il frutto dello Spirito. Il fattore Dio implica che il frutto è in definitiva un dono di Dio, che è lo Spirito che permette al frutto di crescere nella tua vita. Ma il fattore umano è che ti concentri consapevolmente su quel frutto, che rimuovi gli ostacoli, che togli le erbacce, che dai l’acqua quando serve, etc.

Quando il frutto dello Spirito fiorisce nelle nostre vite, questo è in primo luogo un dono di Dio, ma anche i nostri sforzi hanno un loro ruolo. Dio ci vuole partecipi nel suo Regno.


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