14 Dicembre 2019

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TVEIT CONDANNA LA STRAGE DI ORLANDO

15-06-2016 20:40 - News
Il segretario del Consiglio ecumenico delle Chiese, Olav Fykse Tveit, si dice indignato per la strage di Orlando e chiede più controlli sulle armi automatiche.

Il segretario generale del Consiglio ecumenico delle Chiese esprime "shock, indignazione e tristezza" per i tragici eventi accaduti domenica a Orlando, in Florida. La strage è già stata definita come la peggiore uccisione di massa nella storia degli Stati Uniti: 50 persone sono morte e altre 53 ferite nell´attacco sferrato da un uomo.

Preghiera per guarigione e conforto
Reagendo alle notizie relative alla strage di Orlando, il pastore Olav Fykse Tveit, segretario generale del WCC, ha affermato: "I miei pensieri e le mie preghiere vanno in modo particolare alle famiglie, agli amici e ai cari delle vittime, ai feriti e a tutta la comunità colpita da questo spaventoso attacco - così come vanno a tutti coloro che nel mondo sono colpiti dalla violenza e dalla brutalità negli ultimi giorni, mesi e anni. Prego che la guarigione e il conforto di Dio giungano a tutti coloro le cui vite sono state sconvolte per sempre da tale odio distruttivo e corrosivo.

Le religioni condannino la violenza
Osservando che l´attacco ha avuto luogo in un nightclub frequentato da lesbiche, gay, bisessuali e transessuali e che il crimine potrebbe essere stato causato almeno in parte dal modo in cui l´assassino percepisce i suoi stessi principi religiosi, Tveit chiede "a tutte le persone di fede e buona volontà di unirsi in un chiaro e categorico rifiuto della violenza perpetrata contro le persone a causa del loro orientamento sessuale, indipendentemente dalle differenti prospettive religiose circa l´omosessualità".
Che sia l´atto di un individuo singolo o dipendente da un gruppo, questa atrocità richiede la solidarietà della comunità globale contro la violenza e la discriminazione", ha aggiunto Tveit "e mi appello ai politici, ai leader religiosi e leader di comunità affinché agiscano uniti per contrastare questi gesti violenti". Dobbiamo rifiutare ogni tentativo di stigmatizzare tutti i musulmani a causa del gesto di un singolo squilibrato - ha aggiunto Tveit -. Tale attitudine garantisce solo ulteriori polarizzazioni che risulterebbero dannose per tutti".

Limitare l´uso delle armi
L´attacco di Orlando richiama il tema del controllo delle armi automatiche e semi-automatiche negli USA. Parlando di questo tema, Tveit ha affermato che "questo deve essere un punto di svolta per affrontare finalmente la necessità di ridimensionare le possibilità di accesso a queste armi negli Stati Uniti, in particolare a proposito della possibilità di portare armi semi-automatiche. Spero e prego che molti cuori e molte menti saranno cambiate da questa tragedia e che faranno crescere i necessari controlli per proteggere le persone e le comunità da tali attacchi in futuro". (trad. it. Luisa Nitti/voceevangelica.ch)

Fonte: Voce Evangelica.ch

UN GIORNO UNA PAROLA

D I C E M B R E
Versetto del mese:
““...chi di voi cammini nelle tenebre, privo di luce,confidi nel nome del Signore
e si appoggi al suo Dio”
(Isaia 50,10b)


Salmo della settimana: 80

Sabato 14 Dicembre

Signore, tu hai fatto risalir l’anima mia dal soggiorno dei morti, tu m’hai ridato la vita perché io non scendessi nella tomba (Salmo 30, 3)
Il dono di dio è la vita eterna in Cristo Gesù, nostro Signore ( Romani 6, 23)

Frutto del silenzio è la preghiera. Frutto della preghiera è la fede. Frutto della fede è l’amore. Frutto dell’amore è il servire.
Madre Teresa di Calcutta

I Tessalonicesi 4, 13-18; Isaia 48, 12-22


Preghiera


Signore, insegnaci a confessare il nostro
peccato. Dacci intelligenza, per comprendere
quanto esso sia divenuto parte di
un sistema economico e culturale che
genera miseria.
Dacci compassione per evitare di rimanere
prigionieri del risentimento e della
vendetta dei torti subiti.
Dacci creatività, per trovare i modi possibili
per rimediare ai nostri errori.
Dacci speranza, per scongiurare che il
nostro peccato ci getti nella tristezza e
nella depressione.
Dacci fede, per credere che per quanto
grande sia il nostro peccato,
la tua grazia è sempre e comunque
sovrabbondante, in Cristo Gesù, nostro
Signore.





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COMMENTO AL VERSETTO

Il frutto dello Spirito è amore, gioia, pace, pazienza, benevolenza, bontà, fedeltà, mansuetudine, autocontrollo
Galati 5, 22

Diceva Martin Lutero: «Dove Dio ha costruito una chiesa, il diavolo costruisce anche lui una cappella». È vero. Il diavolo si fa sentire. E come. Siamo soliti ascoltare le cose negative intorno a noi, anche se le cose positive sono presenti. Per una ragione o altra quelle negative lasciano un segno profondo. Già per questo la vecchia abitudine di imparare a memoria questa frase dell’apostolo Paolo è un consiglio più che buono. Riporta in primo piano il frutto dello Spirito.

Il frutto dello Spirito, al singolare. Le nove parole insieme formano il frutto dello Spirito. Non se ne possono scegliere alcune, e lasciarne da parte altre. Sono come gli spicchi di un mandarino, insieme formano il mandarino. Insieme questi spicchi formano il frutto dello Spirito.

Il frutto dello Spirito. Un frutto ha bisogno del tempo per crescere. Inoltre non cresce da solo. Grazie a Dio il frutto cresce. Ma questo non toglie la nostra responsabilità. Dal seme al frutto. Su molte cose non possiamo incidere più di tanto, penso al sole o alle tempeste ma possiamo comunque annaffiare, fertilizzare, potare.

Si può parlare del fattore Dio e del fattore umano con il frutto dello Spirito. Il fattore Dio implica che il frutto è in definitiva un dono di Dio, che è lo Spirito che permette al frutto di crescere nella tua vita. Ma il fattore umano è che ti concentri consapevolmente su quel frutto, che rimuovi gli ostacoli, che togli le erbacce, che dai l’acqua quando serve, etc.

Quando il frutto dello Spirito fiorisce nelle nostre vite, questo è in primo luogo un dono di Dio, ma anche i nostri sforzi hanno un loro ruolo. Dio ci vuole partecipi nel suo Regno.


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