27 Settembre 2020
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TVEIT CONDANNA LA STRAGE DI ORLANDO

15-06-2016 20:40 - News
Il segretario del Consiglio ecumenico delle Chiese, Olav Fykse Tveit, si dice indignato per la strage di Orlando e chiede più controlli sulle armi automatiche.

Il segretario generale del Consiglio ecumenico delle Chiese esprime "shock, indignazione e tristezza" per i tragici eventi accaduti domenica a Orlando, in Florida. La strage è già stata definita come la peggiore uccisione di massa nella storia degli Stati Uniti: 50 persone sono morte e altre 53 ferite nell´attacco sferrato da un uomo.

Preghiera per guarigione e conforto
Reagendo alle notizie relative alla strage di Orlando, il pastore Olav Fykse Tveit, segretario generale del WCC, ha affermato: "I miei pensieri e le mie preghiere vanno in modo particolare alle famiglie, agli amici e ai cari delle vittime, ai feriti e a tutta la comunità colpita da questo spaventoso attacco - così come vanno a tutti coloro che nel mondo sono colpiti dalla violenza e dalla brutalità negli ultimi giorni, mesi e anni. Prego che la guarigione e il conforto di Dio giungano a tutti coloro le cui vite sono state sconvolte per sempre da tale odio distruttivo e corrosivo.

Le religioni condannino la violenza
Osservando che l´attacco ha avuto luogo in un nightclub frequentato da lesbiche, gay, bisessuali e transessuali e che il crimine potrebbe essere stato causato almeno in parte dal modo in cui l´assassino percepisce i suoi stessi principi religiosi, Tveit chiede "a tutte le persone di fede e buona volontà di unirsi in un chiaro e categorico rifiuto della violenza perpetrata contro le persone a causa del loro orientamento sessuale, indipendentemente dalle differenti prospettive religiose circa l´omosessualità".
Che sia l´atto di un individuo singolo o dipendente da un gruppo, questa atrocità richiede la solidarietà della comunità globale contro la violenza e la discriminazione", ha aggiunto Tveit "e mi appello ai politici, ai leader religiosi e leader di comunità affinché agiscano uniti per contrastare questi gesti violenti". Dobbiamo rifiutare ogni tentativo di stigmatizzare tutti i musulmani a causa del gesto di un singolo squilibrato - ha aggiunto Tveit -. Tale attitudine garantisce solo ulteriori polarizzazioni che risulterebbero dannose per tutti".

Limitare l´uso delle armi
L´attacco di Orlando richiama il tema del controllo delle armi automatiche e semi-automatiche negli USA. Parlando di questo tema, Tveit ha affermato che "questo deve essere un punto di svolta per affrontare finalmente la necessità di ridimensionare le possibilità di accesso a queste armi negli Stati Uniti, in particolare a proposito della possibilità di portare armi semi-automatiche. Spero e prego che molti cuori e molte menti saranno cambiate da questa tragedia e che faranno crescere i necessari controlli per proteggere le persone e le comunità da tali attacchi in futuro". (trad. it. Luisa Nitti/voceevangelica.ch)

Fonte: Voce Evangelica.ch
UN GIORNO UNA PAROLA
2020

S E T T E M B R E
Versetto del mese:
“Dio era in Cristo nel riconciliare con sé il mondo”
(II Corinzi 5,19)




Salmo della settimana : 125


Domenica 27 Settembre
Cristo Gesù, ha distrutto la morte e ha messo in luce la vita e l’immortalità mediante il vangelo (II Timoteo 1, 10)

Il Signore ha fatto conoscere la sua salvezza, ha manifestato la sua giustizia davanti alle nazioni (Salmo 98, 2)
Giunti in Antiochia e riunita la chiesa Barnaba e Paolo riferirono tutte le cose che Dio aveva compiute per mezzo di loro, e come aveva aperto la porta della fede agli stranieri (Atti degli apostoli 14, 27)

Dio ha voluto che cerchiamo e troviamo la sua parola viva nella testimonianza del fratello, in bocca a uomini. Per questo il cristiano ha bisogno degli altri cristiani che dicano a lui la Parola di Dio, ne ha bisogno ogni volta che si trova incerto e scoraggiato; da solo infatti non può cavarsela, senza ingannare se stesso sulla verità
.
Dietrich Bonhoeffer

Lamentazioni 3, 22-26. 31-32; Giovanni 11, 1-3;17- 45



La Parola di Dio ci ha già raggiunto
commento a Colossesi 3, 16
La parola di Cristo abiti in voi abbondantemente, ammaestrandovi ed esortandovi gli uni gli altri con ogni sapienza

La conclusione di questa settimana di preghiera e riflessione, che le Losungen ci hanno indotto a fare, è nell’esortazione e nella lode: «La parola di Cristo abiti in voi abbondantemente, ammaestrandovi ed esortandovi gli uni gli altri con ogni sapienza, cantando di cuore a Dio, sotto l’impulso della grazia, salmi, inni e cantici spirituali». Chi dunque ha saputo scegliere, chi ha saputo trovare in se stesso la Parola di Cristo, chi al di là del dolore e della fatica, che pur contraddistinguono la nostra stanca umanità, ha saputo accogliere l’amore di Dio, può vivere nella pace e nella gioia. La promessa del Signore è proprio questa: se sapremo amarci l’un l’altro come Gesù ha amato noi, se sapremo far crescere dentro di noi la fede e la speranza, nulla potrà farci cadere: né il dolore, né la fatica, non la stanchezza, non la depressione e il grigiore che hanno avvolto il mondo occidentale, non il Male, né la paura. Il Signore è già dentro di noi, la Sua Parola ci ha già raggiunto, altrimenti non saremmo qui, non cercheremmo un senso per la nostra vita e non proveremmo, giorno dopo giorno, a convertirci nuovamente al Signore. E dunque ascoltiamoci l’uno l’altro, accogliamoci, nonostante le molte differenze di cultura, di opinione, di convinzioni politiche e spirituali. Nei momenti bui e di sconforto permettiamo a chi ci è vicino di sollevarci, di riportarci alla luce e cerchiamo di vivere una vita davvero rinnovata, davvero trasformata, cercando di incarnare realmente quella umanità che Dio ha creato e di cui Gesù è stato esempio e modello. Amen!
Erica Sfredda



Preghiera

Donaci coraggio, o Signore.
Il coraggio dell’iniziativa
e il coraggio della disciplina.
Più amore, Signore, più autenticità.
Il coraggio di agire
e di agire senza temerità.
Più coerenza, Signore, più slancio.
Il coraggio della continuità e il
coraggio di un costante adattamento.
Più generosità, Signore,
più comprensione.
Il coraggio
di saper stare spesso soli
e quello di sempre ricominciare.
Più sincerità, Signore, più amicizia.
Il coraggio di non irritarsi
e rimanere sempre padroni di sé.
Più delicatezza, Signore, più carità.
Il coraggio di trovare sempre
un po’ di tempo per meditare e pregare.
Più fede, Signore, più luce:
nel desiderio urgente
di bontà e giustizia.
Ediz. Paoline




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COMMENTO AL VERSETTO
Il frutto dello Spirito è amore, gioia, pace, pazienza, benevolenza, bontà, fedeltà, mansuetudine, autocontrollo
Galati 5, 22
Diceva Martin Lutero: «Dove Dio ha costruito una chiesa, il diavolo costruisce anche lui una cappella». È vero. Il diavolo si fa sentire. E come. Siamo soliti ascoltare le cose negative intorno a noi, anche se le cose positive sono presenti. Per una ragione o altra quelle negative lasciano un segno profondo. Già per questo la vecchia abitudine di imparare a memoria questa frase dell’apostolo Paolo è un consiglio più che buono. Riporta in primo piano il frutto dello Spirito.

Il frutto dello Spirito, al singolare. Le nove parole insieme formano il frutto dello Spirito. Non se ne possono scegliere alcune, e lasciarne da parte altre. Sono come gli spicchi di un mandarino, insieme formano il mandarino. Insieme questi spicchi formano il frutto dello Spirito.

Il frutto dello Spirito. Un frutto ha bisogno del tempo per crescere. Inoltre non cresce da solo. Grazie a Dio il frutto cresce. Ma questo non toglie la nostra responsabilità. Dal seme al frutto. Su molte cose non possiamo incidere più di tanto, penso al sole o alle tempeste ma possiamo comunque annaffiare, fertilizzare, potare.

Si può parlare del fattore Dio e del fattore umano con il frutto dello Spirito. Il fattore Dio implica che il frutto è in definitiva un dono di Dio, che è lo Spirito che permette al frutto di crescere nella tua vita. Ma il fattore umano è che ti concentri consapevolmente su quel frutto, che rimuovi gli ostacoli, che togli le erbacce, che dai l’acqua quando serve, etc.

Quando il frutto dello Spirito fiorisce nelle nostre vite, questo è in primo luogo un dono di Dio, ma anche i nostri sforzi hanno un loro ruolo. Dio ci vuole partecipi nel suo Regno.


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