07 Maggio 2021
News
percorso: Home > News > News

Storico affascinante, cittadino esemplare, testimone dell’Evangelo

11-03-2016 21:26 - News
Un ricordo di Domenico Maselli, scomparso il 4 marzo

Il 4 marzo Domenico Maselli è tornato alla casa del Padre: è morto, com’era vissuto, nella pienezza della fede evangelica e nella coerente accettazione del discepolato cristiano: questo orientamento, lo aveva ricevuto da ragazzo, in una di quelle «Chiese dei Fratelli» che abbondavano nel Piemonte orientale (e in quasi tutta Italia): membro dell’Assemblea dei Fratelli era anche suo padre, valoroso partigiano nelle brigate autonome.

Nell’assemblea locale, presto tutti si resero conto che questo ragazzino, pio commentatore delle Sacre Scritture, disponeva di una intelligenza superiore: perciò lo sostennero fraternamente, ma gli consigliarono di iscriversi presto all’Università (nel caso, di Pavia): Domenico accettò, vinse un concorso per una borsa di studio al Collegio universitario «Ghislieri», e cominciò a prendere una lunga sfilza di «30» agli esami. Ma il successo non sbiadì la sua fede, anzi la stimolò: non solo studiava la Storia: trovava anche il tempo (e l’energia) per predicare l’Evangelo ai suoi compagni; così, tutta l’Università di Pavia cominciò a chiamarlo «il protestante».

Questa definizione non lo danneggiò, anche perché egli non ricorreva mai a delle polemiche ingiustificate. Dopo aver passato brillantemente l’esame di laurea, Maselli decise però di allargare e approfondire le sue qualità di storico: vinse un’altra borsa di studio, ma questa volta a Napoli, nell’«Istituto per gli studi storici» che era stato fondato da Benedetto Croce; il soggiorno a Napoli fece dunque di Maselli uno storico di altissima qualità: per rendersene conto bastava ascoltare una delle sue conferenze o leggere uno dei suoi libri.

Ma Napoli non è stata decisiva per lui solo sul piano della ricerca storica: lo fu anche sul piano spirituale e (last but not least) sul piano dell’amore. Sul piano spirituale Domenico scoprì il profondo significato e valore della spiritualità evangelica meridionale (battista, pentecostale, avventista, ecc.). Alcune comunità indipendenti (il «rione Berlingieri», Avellino, Volla, Torre del Greco) autodefinitesi «chiese cristiane libere» chiesero a Domenico di far loro da pastore: egli accettò, anche perché era convinto che l’evangelizzazione fosse il compito più importante che il Signore aveva affidato alle chiese protestanti d’Italia (valdesi compresi...), e che questo incarico non poteva essere trascurato. Nel frattempo però Domenico si era innamorato di una simpatica napoletana, sorella di un pastore: la sposò e per anni visse con lei proprio a Napoli, la fascinosa «Partenope».

Intanto, egli aveva ricevuto una chiamata dall’Università di Firenze: molti amici (compreso Giorgio Spini) lo esortavano ad accettare questa proposta, che rendeva possibile non solo un serio lavoro storiografico, ma anche una presenza attiva nelle pieghe di quell’evangelismo italiano che egli voleva spingere all’evangelizzazione.

Maselli accettò e i suoi corsi universitari furono uno straordinario successo: aule piene, molte tesi di laurea, ecc. Naturalmente, viaggiava molto: sempre di notte, mai con il vagone-letto, ma sempre con grande freschezza. Egli venne infatti cooptato in numerosi gruppi di lavoro evangelico: primo fra tutti, il Consiglio della federazione delle chiese evangeliche in Italia (Fcei), dove Maselli si comportò da par suo, cioè da genio e (soprattutto) da profeta.

Ho avuto il privilegio di presiedere alcuni di questi comitati, e c’è un dettaglio che ricorderò anche in punto di morte: con pochi minuti di ritardo, Maselli arrivava (da Napoli o da Lucca) scortato da qualche studente; passava mezz’ora a valutare criticamente (ma efficacemente) le tesi di laurea, ascoltava ben bene anche i nostri discorsi e poi interveniva nel dibattito: io avevo la sensazione di essere travolto (anzi: conquistato) da una ondata di spiritualità e di intelligenza. Le parole erano sempre le stesse: dialogo, evangelizzazione, ma i riferimenti erano alla storia, e alle contraddizioni della società italiana: quella società in cui Domenico, eletto deputato proprio al momento della sconfitta delle sinistre italiane (1994) conduceva (con Valdo Spini) una singolare battaglia a favore della laicità dello Stato e di una futura legge sulla libertà religiosa, che venne abilmente boicottata dai conservatori. Ciò non impedì a Domenico di impegnarsi nelle chiese come «pastore locale» a Lucca come a Napoli.

Riforma ha pubblicato il 4 marzo un articolo in cui Domenico narra appassionatamente la storia delle comunità evangeliche di Firenze; l’11 marzo (pp. 1 e 12) la redazione ha riassunto gli aspetti più importanti della vita e del lavoro di Domenico. Una vita ispirata e benedetta: voglia il Signore donare alle nostre chiese (e all’Italia tanto bisognosa di evangelizzazione) dei servitori come lui.

Fonte: Riforma.it
UN GIORNO UNA PAROLA
2021

M A G G I O
Versetto del mese
Apri la bocca in favore del muto, per sostenere la causa di tutti gli infelici
(Proverbi 31, 8)

Salmo della settimana: 45

Venerdì 7 Maggio

Tu sei il Dio della mia salvezza; io spero in te ogni giorno (Salmo 25,5)
Sappiamo che egli ci esaudisce (I Giovanni 5, 15)


Non voglio allontanarmi da Dio, perché lui non si allontana da me. In ogni strada Egli mi è di guida, perché io non mi perda. Mi porge la sua mano e, sera e mattina, provvede a me, in qualsiasi luogo io mi trovi.
Ludwig Heimbo
ld

Apocalisse 5, 6,14; Proverbi 25, 11-28


Prendersi cura dei fratelli e delle sorelle nel bisogno
commento a:
Non siate in ansietà per la vita vostra, di quel che mangerete, né per il corpo di che vi vestirete; poiché la vita è più del nutrimento e il corpo più del vestito. Osservate i corvi: non seminano, non mietono; non hanno dispensa né granaio, eppure Dio li nutre. E voi quanto più degli uccelli valete! Luca 12, 22-24
“Black lives matter”: le vite dei neri contano. È il motto del movimento attivista internazionale, originato all interno della comunità afroamericana, impegnato nella lotta contro il razzismo, in particolare contro gli omicidi delle persone nere da parte della polizia, riportato all attenzione dei media di tutto il mondo a seguito dell uccisione a Minneapolis più di un anno fa dell’afroamericano George Floyd, soffocato da un poliziotto che gli tenne un ginocchio premuto sul collo.
Tutte le vite contano. Non solo quelle dei “neri” d America che da oltre 150 anni dovrebbero avere pari diritti e pari opportunità dei “bianchi”. Contano le vite dei diversi popoli, conta la vita di ogni singolo essere umano che nasce sulla terra. Ma il rispetto della vita dovrebbe estendersi ad ogni essere animato, ad ogni creatura di Dio: siamo tutti figli e figlie del Signore dell universo, padre e madre di tutto ciò cui il suo amore ha dato l esistenza.
Anche in questo campo la Chiesa ha tradito rovinosamente la visione di Dio e l azione di accoglienza e di uguaglianza di Gesù, che diceva “Uno solo è il vostro Maestro e voi siete tutti fratelli... uno solo è il Padre vostro, quello che è nei cieli” (Matteo 23, 8-9). Dio che ha creato tutto e tutti “vuole che tutti siano salvati e vengano alla conoscenza della verità”, ribadisce la Prima lettera a Timoteo (2, 4).
Ci sono centinaia di milioni di persone che vivono in ansietà per sé e per i propri cari perché le condizioni di vita – spesso provocate da altre persone – li mettono in gravi difficoltà e pericoli.
Si può a queste persone dire “Andate in pace, scaldatevi e saziatevi”? chiede Giacomo nella sua lettera (cap. 2 vers. 6). No – ci dice Gesù in un grande racconto che Matteo ci riporta (cap. 25) – sta a te, sta a voi, che vi dite miei discepoli, condividere interessamento, impegno, vita con i fratelli e le sorelle che si trovano nel bisogno.
Questo è compito della Chiesa, questo è compito dei credenti in Cristo: far sì che nessuno debba essere in ansietà per la propria vita.
Oggi tocca a me, a te, alla mia e ad ogni chiesa prendere sul serio la sfida che il nostro tempo ci rivolge. Allora si realizzerà la promessa di Gesù: il Padre ci aiuterà e ci concederà quello che gli chiediamo (Matteo 18, 19).
Emmanuele Paschetto






Preghiera

Signore Dio nostro, è col cuore colmo di riconoscenza che oggi veniamo a Te per esprimerti il nostro grazie per ciò che hai fatto per noi offrendoci , immeritatamente, la tua misericordia, il tuo amore, la tua salvezza.
Non ci hai mai abbandonati; ci hai accompagnati fin qui, ci hai aiutati a rialzarci nei momenti di difficoltà e di sconforto; ci permetti di chiamarti Padre, che per ciascuno di noi significa insegnamento, protezione e prospettiva futura.
Perdonaci per le tante volte in cui ci siamo fatti sopraffare dallo scoraggiamento e dal dubbio dimenticando i numerosi interventi nella nostra vita; come i primi discepoli, con troppa istintiva leggerezza ti abbiamo rinnegato, tradito, vivendo così tutto il peso della nostra miseria umana che tu avevi già portato sulla croce per noi.
Abbiamo però sperimentato anche lo strattone che tu ci hai dato e che ci ha ricordato che nessuno ci strapperà dalla tua mano.
Per tutto questo, Padre, ti ringraziamo!
In questo momento in cui il Creato sta soffrendo per colpa degli uomini e questi sono sconvolti da tanti focolai di guerra, da ingiustizie sociali e da tante morti per il Covid 19, noi ti chiediamo, o Padre, che questo induca tutti a riflettere e i potenti della terra ad interrogarsi…..; fa che ciascuno possa alzare gli occhi verso di te, riconoscerti come Dio e che il tuo Nome possa essere santificato.
Ti chiediamo che lo Spirito santo rinnovi la nostra fede la fortifichi e ci renda davvero capaci di essere latori della tua luce nel mondo ritrovando quell’unità con Te e tra noi attraverso la quale il mondo possa capire che siamo tuoi figli e perciò testimoni della tua Parola.
Ti preghiamo per quanti sperano in Te, e per quanti non ti conoscono; per coloro che faticano a sopravvivere per le guerre, per la fame, per l ingiustizia umana, per tutti i diseredati.
Grazie per il sacrificio di Gesù per noi e per la sua vittoria sulla morte.
Ascoltaci Padre, ti preghiamo per Cristo nostro Signore. Amen



COMMENTO AL VERSETTO
Il frutto dello Spirito è amore, gioia, pace, pazienza, benevolenza, bontà, fedeltà, mansuetudine, autocontrollo
Galati 5, 22
Diceva Martin Lutero: «Dove Dio ha costruito una chiesa, il diavolo costruisce anche lui una cappella». È vero. Il diavolo si fa sentire. E come. Siamo soliti ascoltare le cose negative intorno a noi, anche se le cose positive sono presenti. Per una ragione o altra quelle negative lasciano un segno profondo. Già per questo la vecchia abitudine di imparare a memoria questa frase dell’apostolo Paolo è un consiglio più che buono. Riporta in primo piano il frutto dello Spirito.

Il frutto dello Spirito, al singolare. Le nove parole insieme formano il frutto dello Spirito. Non se ne possono scegliere alcune, e lasciarne da parte altre. Sono come gli spicchi di un mandarino, insieme formano il mandarino. Insieme questi spicchi formano il frutto dello Spirito.

Il frutto dello Spirito. Un frutto ha bisogno del tempo per crescere. Inoltre non cresce da solo. Grazie a Dio il frutto cresce. Ma questo non toglie la nostra responsabilità. Dal seme al frutto. Su molte cose non possiamo incidere più di tanto, penso al sole o alle tempeste ma possiamo comunque annaffiare, fertilizzare, potare.

Si può parlare del fattore Dio e del fattore umano con il frutto dello Spirito. Il fattore Dio implica che il frutto è in definitiva un dono di Dio, che è lo Spirito che permette al frutto di crescere nella tua vita. Ma il fattore umano è che ti concentri consapevolmente su quel frutto, che rimuovi gli ostacoli, che togli le erbacce, che dai l’acqua quando serve, etc.

Quando il frutto dello Spirito fiorisce nelle nostre vite, questo è in primo luogo un dono di Dio, ma anche i nostri sforzi hanno un loro ruolo. Dio ci vuole partecipi nel suo Regno.


Eventi
[<<] [Maggio 2021] [>>]
LMMGVSD
     12
3456789
10111213141516
17181920212223
24252627282930
31      
Foto gallery

Chiesa Evangelica Valdese di Lucca
Via Galli Tassi, 50 - Lucca (Lucca)
C.F 92042770468

MONTE dei PASCHI di SIENA
IBAN IT20 U01030 13707 000001369792

info@luccavaldese.it