09 Maggio 2021
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Storia della chiesa Valdese di Lucca

25-11-2013 21:01 - Documenti
Premettiamo, alla storia della attuale comunità Valdese, un cenno alla presenza a Lucca nel 500 di molti riformati. I primi libri di Lutero furono scoperti a Lucca nel 1528 e le idee della riforma si diffusero tra la popolazione. Negli anni 40-42 con prudenza, erano centri della Riforma, la chiesa di San Frediano, il cui priore era Pietro Martire Vermigli e la chiesa di San Agostino. Nacque così in segreto a Lucca una comunità evangelica che rimase anche quando nel 1542 il Vermigli lasciò l´Italia e la Chiesa Cattolica. Per tutto il Cinquecento si ebbero a Lucca conversioni al protestantesimo che si concludevano con una fuga all´estero in città protestanti anglicane come Londra oppure Strasburgo, Amsterdam, Zurigo e soprattutto Ginevra, dove nacque un "rifugio italiano" che durò fini a metà Ottocento. Si contano più di 70 famiglie Lucchesi nella Chiesa Italiana di Ginevra e tra queste citeremo le più famose, Diodati e Turrettini. Alla prima apparteneva il traduttore della Bibbia Giovanni Diodati, alla seconda il pastore Francesco Turrettini, che alla fine del Seicento preparò l´accoglienza agli Ugonotti francesi ed ai Valdesi dopo la revoca dell´Editto di Nantes. L´attuale Chiesa Valdese nacque nel 1863, centocinquanta ani fa, per opera di alcuni studenti della facoltà teologica Valdese di Firenze, guidati dal pastore G.P. Revel, presidente del Comitato di Evangelizzazione. Costituiva il gruppo un certo numero di evangelici dei Grigioni, impegnati nel settore pasticceria e drogheria ed alcuni lucchesi spesso in contati con Matilde Calandrini, pedagogista svizzero discendente da evangelici lucchesi fuggiti in Svizzera nel 500. Durante il periodo granducale (1846-1860) era stato arrestato G. P. Luquet, che dopo l´Unità d´Italia ritroveremo a Carrara come maestro e predicatore delle Chiese Libere. Inoltre a Bagni di Lucca esisteva una chiesa anglicana e spesso questi inglesi distribuivano in lucchesia opuscoli evangelici. Nel 1864 si aprì una cappella, ricavata da una stalla, che è ancora il nostro locale di culto. Il primo pastore fu Matteo Prochet 1864-65 e poi ne seguirono altri. Spesso però non ci fu a Lucca un pastore residente, ma venivano da Pisa o da Livorno. Fu aperta una scuola elementare in cui fu educato il futuro traduttore della Bibbia, Giovanni Luzzi. Esiste ancora un banco della scuola del Ottocento. Fece parte della comunità Vincenzo Allorella D´Afflitto, primo fondatore della Chiesa Libera di Napoli e giudice della Corte d´Appello di Lucca. La moglie Carolina Ten Albarella, d´origine svizzera regalò alla chiesa l´armonium. Nel 1904 la comunità di Lucca aveva 56 membri, mentre 9 ne contava la neonata chiesa di Barga formata da ex emigrati in G. Bretagna, che stavano evangelizzando le loro famiglie. Nonostante abitassero in località distante tra loro, i credenti di Barga avevano una grande vitalità, ma non ebbero mai un pastore residente. A Lucca, in quegli anni, la città era molto ostile agli evangelici, tanto che una guida della città, a proposito della nostra chiesa scriveva " al numero 50 di Via Galli Tassi, c´è il male che non si nomina. I pastori di Lucca erano molto attratti dalla chiesa di Barga, che non ebbe mai un locale stabile, né un pastore proprio. Era membro della Chiesa di Lucca il professore Muston che negli anni di guerra era presidente del Comitato di Liberazione Nazionale, mentre le sorelle Ciafrei erano giovanissime staffette partigiane. Nel dopo guerra i pastori venivano da Pisa, li ricordiamo: Abert Ribet, Bertin, Colucci e Naso. Intanto anche per effetto del II Concilio del Vaticano, i rapporti tra la chiesa cattolica locale e gli evangelici erano migliorati molto, tanto che Milena Ciafrei dirigeva il coro della vicina chiesa di San Paolino e vi erano interessanti incontri ecumenici durante il pastorato di Colucci. Negli ultimi anni 70 spesso la riunione era svolta tra le sorelle Ciafrei e Enrica Bernardini, che non avrebbero mai accettato che la chiesa si chiudesse. Nel 1980 arrivò il pastore Domenico Maselli e fino al 1994 vi furono riunioni settimanali molto frequentati di studio biblico, con la presenza di suore del vicino convento di Santa Zita, e di allievi del pastore Maselli dell´Università di Firenze e di un pubblico molto vario, tra cui molte insegnanti. Vi erano anche conferenze di esponenti evangelici. Si tentarono gruppi femminili, ma non riuscirono. Dopo il 1994, con il pastore deputato alla Camera, i culti domenicali furono sempre presieduti dal pastore, ma gli studi biblici furono meno frequentati, nonostante il contributo di Franco Bono, Missionario di Agape Italia e di un dotto Ebreo, di nome Sciloni. Si ebbe invece la nascita di una piccola scuola biblica in comune tra la nostra chiesa e quella pentecostale di Altopascio. La scuola domenicale negli ultimi trent´anni è stata tenuta da Rosella Tuccini, Flora Curto, Liliana Mariti. Nel 2011 su iniziativa della sorella Jole Affuso si è aperto un ufficio per il testamento biologico. La storia della chiesa di Lucca e Barga viene adesso raccontata attraverso la testimonianza di alcune nostre sorelle. La prima testimonianza è di Ciafrei Milena, che fino a pochi anni fa ha portato avanti l´impegno di organista della chiesa valdese di Lucca con continuità e ardore. Milena, nata e cresciuta in una famiglia valdese, è sempre stata membro della chiesa di Lucca. Il padre cattolico, cambia fede in seguito alla conoscenza di una valdese che poi sposa, da questo matrimonio nascono 2 bambine, Irina e nel 1923 Milena Ciafrei, battezzata entrambe all´età di un anno. Milena ricorda la sua confermazione all´età di 16 anni, insieme alla sorella. Prima del pastore Maselli, la celebrazione del culto variava a seconda delle possibilità dei vari pastori presenti sul territorio locale. Di solito però, la prima e la terza domenica del mese c´era il culto presieduto dal pastore, mentre la seconda e la quarta domenica veniva un predicatore laico. Questa situazione di difficoltà era dovuta principalmente al fatto che la chiesa di Pisa, di Viareggio e di Lucca (compresa Barga) avevano un unico pastore. Il primo pastore che Milena ricorda è Furhman. Vi furono poi anni nei quali i rapporti con la chiesa di Pisa si raffreddarono, perdendo così quella comunione che le sorelle Ciafrei avevano instaurato con Pisa, infatti partecipavano ai recital di natale e al coro nei più importanti eventi dell´anno. Nel periodo prima della guerra i parenti provenienti dalla Svizzera della famiglia Ciafrei partecipavano attivamente alla vita della chiesa di Lucca, ma con l´arrivo della guerra essi dovettero riscappare dall´Italia. Gli anni della guerra se da una parte sono ricordati con rammarico, dall´altro sono ricordati con orgoglio, per essere riusciti a nascondere nella propria casa il figlio del professor Muston; il padre infatti, insegnante dell´istituto magistrale, ha ricevuto la medaglia per la resistenza. Di questo personaggio la chiesa conserva, nella propria loggia, il certificato del conferimento della medaglia. Con il Concilio Vaticano II, la chiesa a fine degli anni 60 instaura buoni e vivaci rapporti con i cattolici, in particolare con la vicina chiesa di San Paolino. Di tale chiesa infatti, Milena dirigeva il coro. Inoltre il loro parroco, Don Silrio Valeriani, uomo di grande apertura, partecipava ai nostri culti e agli studi biblici. L´unione delle chiese metodiste e valdesi nel 1975, segna invece un importante passo di crescita e compartecipazione delle chiese evangeliche. Lucca con la partecipazione di Milena al consiglio di circuito e ai diversi sinodi è presente in ogni occasione alla vita e alle esperienze di agape della nascente unione. Uno dei momento, tra i più significativi, che Milena ricorda per la vita della chiesa è stato quando, con il pastore Colucci, la chiesa decise di fare la santa cena non solo per le solennità, ma in tutte le domeniche, lasciando a ognuno la libertà di partecipare o meno. La seconda testimonianza della chiesa valdese di Lucca è di Enrica Bernardini. Enrica, è nata nel 1920, figlia unica di una famiglia cattolica, rimase orfana all´età di 12 anni del padre e all´età di 19 della madre, poco dopo si trasferisce per lavoro presso la famiglia Vitozzi, nel centro storico di Lucca. Grazie a questa famiglia, parzialmente valdese, viene in contatto con la chiesa di Lucca, in quanto la domenica mattina portava le bambine alla scuola domenicale. Nel giorno di Natale del 1948 viene confermata dal pastore Ribet e da allora la partecipazione di Enrica alla vita della chiesa è sempre stata costante e intensa. Infatti lei e le due sorelle Ciafrei sono state i tre capisaldi della chiesa, grazie ai quali la chiesa non è mai stata chiusa, pur essendo loro le sole partecipanti alla vita della chiesa. Enrica in particolare, con la fine del suo lavoro presso la famiglia Vitozzi e il suo trasferimento dalla famiglia Pera, che abitano nel palazzo adiacente a quello della chiesa, è diventata il guardiano della nostra chiesa. Di fatto ella ricorda di aver aperto sempre la chiesa, anche quando le sorelle Ciafrei nel periodo estivo, ogni tanto, avrebbero preferito chiuderla. Il merito della chiesa come attualmente la vediamo, ci dice la nostra sorella, va a Bertin: sarà lui a cambiare il pavimento e a fare diversi lavori per migliore le condizioni di umidità della chiesa, come ad esempio mettere il perlinato alle pareti. La chiesa prima dell´arrivo del attuale pastore, Domenico Maselli, oltre al culto, non è mai riuscita a mantenere in modo costante altre iniziative di incontri e di studio biblico, in quanto i pastori di prima non hanno mai scelto Lucca come città di residenza, cosa che invece ha fatto il pastore Maselli. E secondo il ricordo di Enrica, sembra che egli abbia detto: "Scelgo la chiesa di Lucca, perché a Lucca anche le pietre parlano." E infatti da allora Lucca è attiva sia spiritualmente che concretamente nel panorama evangelico italiano. La testimonianza di Bruna Marchi riguarda invece la chiesa di Barga. Nel 1880 lo zio e il padre di Bruna vanno in Francia come venditori ambulanti per vendere alcune figurine e lì qualcuno offrì loro la bibbia e così diventarono evangelici, tornando a casa portano a Barga la Bibbia e tutta la famiglia diventerà evangelica. Bruna è stata battezzata all´età di un anno nel 1930 e confermata con Ribet nel 1948. La presenza dei valdesi era costituita principalmente da alcune famiglie nelle piccole località sopra Barga, un esempio ne è Renaio a mille metri di altezza. Il culto veniva fatto una volta al mese, perché non era facile raggiungere queste località, in quanto una volta arrivato a Barga con il pullman, il pastore doveva continuare per alcune ore a piedi. La maggior parte degli incontri avvenivano nella casa di qualche fedele e non sono mai riusciti ad avere un proprio locale stabile. Bruna si ricorda quasi perfettamente tutti i pastori che la chiesa di Barga e quindi di Lucca hanno avuto: tra i primi che lei ha conosciuto e ricorda, nomina Furhman, pastore nel 1934-37, poi Monet, Groneil, Arian, Ribet, Calcò, Comba, Cipriano Tourn, Colucci e ultimo Briante. Un ricordo di Enrica Bernardini, che qui incontrano quelli di Bruna, riguarda i tempi di Colucci, quando le domeniche che non c´era il culto a Barga, Bruna raggiungeva con sua sorella alle 7 di mattina la chiesa di Lucca e dopo il culto passavano l´intero pomeriggio a Lucca insieme a Enrica Bernardini. Attualmente, degli evangelici che una volta erano a Barga sono rimasti pochissimi e avanti con l´età, ma il loro vivo ricordo e la loro presenza con la nostra sorella Bruna continua a preservarsi. L´ultima testimonianza è di Marin Raluca Persida. Raluca è arrivata nella chiesa di Lucca nel 1999 all´età di 12 anni, insieme alla sua famiglia. Figlia di emigrati rumeni, la famiglia scelse di frequentare la chiesa valdese per l´accoglienza che qui trovò, pur essendo loro di sensibilità religiosa pentecostale. Raluca insieme alla sorella Melania e il fratello Sergiu hanno partecipato tutte le domeniche alla scuola domenicale, che allora veniva svolta principalmente dalla sorella Rosella Tuccini. Dopo alcuni anni, in cui la famiglia, veniva raramente in chiesa, Raluca e la sorella Melania, hanno ripreso i contatti stretti che fino ad alloro avevano avuto con la chiesa, iniziando a partecipare alla scuola biblica che il sabato pomeriggio, il pastore, due volte al mese, svolgeva e che tutt´ora svolge. Raluca è stata battezzata all´età di 21 anni dal pastore Maselli, nel 2008. Oggi quello che Raluca ci racconta della chiesa di Lucca, riguarda la sua fisionomia. "La chiesa di Lucca nel suo piccolo racchiude in sé una realtà evangelica vasta e articolata. La chiesa attualmente ha molti membri, si aggirano intorno ai 70, ma gli effettivi partecipanti sono poco più della metà, ciò è dovuto al fatto che molte famiglie abitano lontane da Lucca, come ad esempio vicino alla Garfagnana, oppure a Pisa, a Firenze, o ad Altopascio. Ciò è anche testimonianza di come la chiesa di Lucca rappresenta un centro di riferimento per tutto il territorio locale. In più la chiesa è arricchita dalla testimonianza di molte persone rumene, principalmente sono 3 le famiglie rumene che vi partecipano e che sono membri attivi della chiesa e grazie al loro contributo la chiesa oggi è un organismo sempre in crescita. Infatti la scuola domenicale con la sua presenza di molti bambini rumeni e italiani ce lo conferma, tutti insiemi i bambini partecipanti sono una decina. Inoltre i giovani, con l´arrivo del pastore Maselli, è sempre stata una componente essenziale e nevralgica della chiesa: Salvoni Andrea, oggi organista della chiesa, ha continuato con umiltà e dedizione quel servizio che la sorella Milena Ciafrei, a causa dell´età non ha più potuto sostenere; Del Carlo Samuele, grazie ai suoi studi in lettere antiche e alla preparazione fatta dal pastore Maselli, è diventato un valido predicatore locale; Marin Raluca, cresciuta nella chiesa di Lucca, rende un umile servizio di assistenza ed aiuto ad una delle tre colonne portanti della chiesa di Lucca, Enrica Bernardini; Perna Luisa, cresciuta in un´esperienza cattolica, è da qualche anno arrivata nella chiesa e oggi si sente pienamente parte della chiesa valdese di Lucca. Questi sono alcuni nomi di un gruppo di giovani che è parte attiva della vita della chiesa e che purtroppo non sono mai riusciti ad organizzarsi per formare un gruppo giovanile proprio, e ciò è dovuto principalmente ad una fase di precariato che oggi i giovani nella società italiana si trovano ad affrontare. Infine i rapporti che la chiesa ha instaurato con l´esterno, in questi ultimi anni del pastorato Maselli, sono positivi e aperti verso nuove vie di ecumenismo e testimonianze: tutti gli anni ricorre l´incontro ecumenico che il pastore Domenico Maselli, organizza con l´arcivescovo di Lucca, Benvenuto Italo Castellani e con il parroco della diocesi Ortodossa rumena di Lucca, Liviu Marina; l´anno scorso invece una diversa via di testimonianza valdese sul territorio è stata sperimentata con l´apertura dello sportello per il testamento biologico e che tutt´ora è in funzione."

Fonte: Luccavaldese
UN GIORNO UNA PAROLA
2021

M A G G I O
Versetto del mese
Apri la bocca in favore del muto, per sostenere la causa di tutti gli infelici
(Proverbi 31, 8)

Salmo della settimana: 1

Domenica 9 Maggio
Benedetto sia Dio, che non ha respinto la mia preghiera e non mi ha negato la sua grazia (Salmo 66,20)


Il Dio eterno è il tuo rifugio (Deuteronomio 33,27)
La sua misericordia si estende di generazione in generazione su quelli che lo temono (Luca 1,50)


Ancora prima del sorgere del giorno e della fine della notte, ancora prima che si formassero i monti, per dividere il mare dalla terraferma, sei tu, Signore, il nostro Dio, il rifugio per generazioni. Noi per te viviamo, per te moriamo. Da te veniamo e a te ritorniamo
Eugen Eckert



Luca 11, 1-13; I Timoteo 2, 1-6a; Esodo 32, 7-14

Sperare in Dio fino alla fine

Un commento a:
"Tu sei il Dio della mia salvezza; io spero in Te ogni giorno" (Salmo 25, 5)

Man mano che si va avanti nella vita e i giorni si accumulano uno sull altro diventando mesi, anni, decenni, aumentano i momenti in cui vengono in mente, come in un filmato, le immagini della propria vita, le occasioni felici e le difficoltà affrontate, e soprattutto le persone conosciute, specialmente quelle amate, il cui numero si assottiglia sempre più, lasciando un senso di grande nostalgia.
E nel contempo cresce la coscienza che il tempo che resta per giungere allo scorrere dei titoli di coda del nostro film si riduce rapidamente.
Spesso si paragona la vita ad una maratona. E quando ci si rende conto che la corsa – come scrive l apostolo Paolo a Timoteo – sta per finire, è bello potersi rendere conto che, anche nei momenti più faticosi del percorso, la forza per continuare ti è venuta dalla fede. Anche nell ultimo miglio, dunque, che precede l entrata nello stadio, “corriamo con perseveranza la gara fissando lo sguardo su Gesù” il nostro trainer. Quando giungeremo nello stadio una gran schiera di testimoni ci accoglierà dagli spalti, incitandoci a tagliare il traguardo per ricevere la corona di giustizia.
“Tu sei il Dio della mia salvezza”, afferma il salmista ripassando la sua vita e riconoscendo che ogni giorno la sua corsa è stata sorretta della speranza nel Signore.
In questi lunghi mesi di pandemia abbiamo imparato quante persone siano state tenute in vita dall ossigeno. L ossigeno di Dio è il suo amore. L’amore che ha creato e regge la vita dell’universo e di ogni creatura e che mai avrà termine, perché né morte né vita, nulla potrà separarci dall’amore di Dio che è in Cristo Gesù, nostro Signore (Romani 8, 38-39).
Questo intreccio di fede, speranza e amore è ciò che avvolge la nostra vita qui ed oltre.
Corriamo dunque la nostra maratona senza perderci d’animo, incitando tutti coloro che corrono con noi a riconoscere che è Dio che ci ha posto un giorno su questa strada, è Dio che ci aiuta nella nostra corsa ed è sempre Lui che ci accoglie sul traguardo.
Emmanuele Paschetto





Preghiera

Signore Dio nostro, è col cuore colmo di riconoscenza che oggi veniamo a Te per esprimerti il nostro grazie per ciò che hai fatto per noi offrendoci , immeritatamente, la tua misericordia, il tuo amore, la tua salvezza.
Non ci hai mai abbandonati; ci hai accompagnati fin qui, ci hai aiutati a rialzarci nei momenti di difficoltà e di sconforto; ci permetti di chiamarti Padre, che per ciascuno di noi significa insegnamento, protezione e prospettiva futura.
Perdonaci per le tante volte in cui ci siamo fatti sopraffare dallo scoraggiamento e dal dubbio dimenticando i numerosi interventi nella nostra vita; come i primi discepoli, con troppa istintiva leggerezza ti abbiamo rinnegato, tradito, vivendo così tutto il peso della nostra miseria umana che tu avevi già portato sulla croce per noi.
Abbiamo però sperimentato anche lo strattone che tu ci hai dato e che ci ha ricordato che nessuno ci strapperà dalla tua mano.
Per tutto questo, Padre, ti ringraziamo!
In questo momento in cui il Creato sta soffrendo per colpa degli uomini e questi sono sconvolti da tanti focolai di guerra, da ingiustizie sociali e da tante morti per il Covid 19, noi ti chiediamo, o Padre, che questo induca tutti a riflettere e i potenti della terra ad interrogarsi…..; fa che ciascuno possa alzare gli occhi verso di te, riconoscerti come Dio e che il tuo Nome possa essere santificato.
Ti chiediamo che lo Spirito santo rinnovi la nostra fede la fortifichi e ci renda davvero capaci di essere latori della tua luce nel mondo ritrovando quell’unità con Te e tra noi attraverso la quale il mondo possa capire che siamo tuoi figli e perciò testimoni della tua Parola.
Ti preghiamo per quanti sperano in Te, e per quanti non ti conoscono; per coloro che faticano a sopravvivere per le guerre, per la fame, per l ingiustizia umana, per tutti i diseredati.
Grazie per il sacrificio di Gesù per noi e per la sua vittoria sulla morte.
Ascoltaci Padre, ti preghiamo per Cristo nostro Signore. Amen



COMMENTO AL VERSETTO
Il frutto dello Spirito è amore, gioia, pace, pazienza, benevolenza, bontà, fedeltà, mansuetudine, autocontrollo
Galati 5, 22
Diceva Martin Lutero: «Dove Dio ha costruito una chiesa, il diavolo costruisce anche lui una cappella». È vero. Il diavolo si fa sentire. E come. Siamo soliti ascoltare le cose negative intorno a noi, anche se le cose positive sono presenti. Per una ragione o altra quelle negative lasciano un segno profondo. Già per questo la vecchia abitudine di imparare a memoria questa frase dell’apostolo Paolo è un consiglio più che buono. Riporta in primo piano il frutto dello Spirito.

Il frutto dello Spirito, al singolare. Le nove parole insieme formano il frutto dello Spirito. Non se ne possono scegliere alcune, e lasciarne da parte altre. Sono come gli spicchi di un mandarino, insieme formano il mandarino. Insieme questi spicchi formano il frutto dello Spirito.

Il frutto dello Spirito. Un frutto ha bisogno del tempo per crescere. Inoltre non cresce da solo. Grazie a Dio il frutto cresce. Ma questo non toglie la nostra responsabilità. Dal seme al frutto. Su molte cose non possiamo incidere più di tanto, penso al sole o alle tempeste ma possiamo comunque annaffiare, fertilizzare, potare.

Si può parlare del fattore Dio e del fattore umano con il frutto dello Spirito. Il fattore Dio implica che il frutto è in definitiva un dono di Dio, che è lo Spirito che permette al frutto di crescere nella tua vita. Ma il fattore umano è che ti concentri consapevolmente su quel frutto, che rimuovi gli ostacoli, che togli le erbacce, che dai l’acqua quando serve, etc.

Quando il frutto dello Spirito fiorisce nelle nostre vite, questo è in primo luogo un dono di Dio, ma anche i nostri sforzi hanno un loro ruolo. Dio ci vuole partecipi nel suo Regno.


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