20 Settembre 2021
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Stefano Giannatempo è il nuovo Pastore Valdese di Lucca - Il benvenuto della Comunità cattolica

21-09-2017 09:54 - News
Domenica scorsa 17 settembre, per un primo culto, il pastore valdese Stefano Giannatempo si è incontrato con la sua nuova comunità nella chiesa di Via Galli Tassi a Lucca. Lo scorso agosto infatti, la Tavola Valdese gli ha assegnato il compito di Pastore nella piccola ma vivace comunità valdese di Lucca, cui tutti siamo legati da fraterna amicizia e collaborazione.

In una lettera inviata giorni prima del suo arrivo così si presentava alla comunità: «Arrivo tra voi come giovane pastore: nato e cresciuto a Torino 34 anni fa in una famiglia cattolica, grazie ad un lungo discernimento – nel quale l´ecumenismo ha giocato un ruolo fondamentale – ho sentito di poter meglio vivere la mia fede nella Chiesa Valdese. Dopo gli studi in Lettere, ho quindi studiato Teologia a Roma e per un anno negli Stati Uniti, e ho svolto il periodo di prova nelle chiese di Livorno-Pisa e Aosta-Ginevra».

Il Pastore Giannatempo riceve una «bella eredità», fatta di piccoli e grandi segni che il suo predecessore, l´amato e compianto prof. Domenico Maselli, è riuscito a far sbocciare nella sua comunità e in tutta la città. Diamo dunque il benvenuto a Giannatempo (che ufficialmente si insedierà domenica 1 ottobre in Via Galli Tassi) e, in nome della comune fede in Gesù Risorto, gli auguriamo un proficuo servizio e un buon cammino tra noi.



Fonte: Lucca7 -32
UN GIORNO UNA PAROLA
2021
S E T T E M B R E
Versetto del mese:

Avete seminato molto e avete raccolto poco;
voi mangiate ma senza saziarvi;
bevete ma senza soddisfare la vostra sete
vi vestite, ma non vi è chi si riscaldi;
chi guadagna un salario
mette il suo salario in una borsa bucata

(Aggeo 1, 6 )



Salmo della settimana: 119,153-160

Lunedì 20 Settembre


Io non morirò, anzi vivrò, e racconterò le opere del Signore (Salmo 118,17)
Sono stato crocifisso con cristo non sono più io che vivo, ma Cristo vive in me! (Galati 2,20)

Non ci si dovrebbe domandare con ansia: «Che cosa ancora potrà accaderci?», ma piuttosto dire «Non vedo l’ora di conoscere ciò che Dio ha ancora in serbo per me».

Romani 6, 18-23; Ebrei 4, 1-13
































Preghiera



Rivelaci, o Dio,
l itinerario che ci hai preparato,
il cammino sul quale vuoi
che siamo in marcia.
Non lasciarci immobili,
ma scuotici e spingici avanti.
Rivelaci, o Dio,
la tua volontà di pace
affinché possiamo osare la pace.
Liberaci dalle false paure e dai
sospetti, rendici la semplicità
dell amore affinché sappiamo
forgiare gli strumenti della
giustizia, della dignità,
del cibo per tutti e
dell amore fraterno -
Rivelaci, o Dio,
la tua volontà di raddrizzarci e di
fortificarci affinché
gli zoppi camminino senza pena,
affinché i reietti siano accolti,
affinché gli esclusi siano reintegrati
nella famiglia umana,
ed affinché tu sia tutto in tutti
Amen

(Maurice Hammely)
dal quaderno della Cevaa
Riforma 20 agosto 2021
COMMENTO AL VERSETTO
Il frutto dello Spirito è amore, gioia, pace, pazienza, benevolenza, bontà, fedeltà, mansuetudine, autocontrollo
Galati 5, 22
Diceva Martin Lutero: «Dove Dio ha costruito una chiesa, il diavolo costruisce anche lui una cappella». È vero. Il diavolo si fa sentire. E come. Siamo soliti ascoltare le cose negative intorno a noi, anche se le cose positive sono presenti. Per una ragione o altra quelle negative lasciano un segno profondo. Già per questo la vecchia abitudine di imparare a memoria questa frase dell’apostolo Paolo è un consiglio più che buono. Riporta in primo piano il frutto dello Spirito.

Il frutto dello Spirito, al singolare. Le nove parole insieme formano il frutto dello Spirito. Non se ne possono scegliere alcune, e lasciarne da parte altre. Sono come gli spicchi di un mandarino, insieme formano il mandarino. Insieme questi spicchi formano il frutto dello Spirito.

Il frutto dello Spirito. Un frutto ha bisogno del tempo per crescere. Inoltre non cresce da solo. Grazie a Dio il frutto cresce. Ma questo non toglie la nostra responsabilità. Dal seme al frutto. Su molte cose non possiamo incidere più di tanto, penso al sole o alle tempeste ma possiamo comunque annaffiare, fertilizzare, potare.

Si può parlare del fattore Dio e del fattore umano con il frutto dello Spirito. Il fattore Dio implica che il frutto è in definitiva un dono di Dio, che è lo Spirito che permette al frutto di crescere nella tua vita. Ma il fattore umano è che ti concentri consapevolmente su quel frutto, che rimuovi gli ostacoli, che togli le erbacce, che dai l’acqua quando serve, etc.

Quando il frutto dello Spirito fiorisce nelle nostre vite, questo è in primo luogo un dono di Dio, ma anche i nostri sforzi hanno un loro ruolo. Dio ci vuole partecipi nel suo Regno.


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Chiesa Evangelica Valdese di Lucca
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