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State comodi, siete in chiesa!

16-12-2017 13:01 - News
Nell´ottica di un ripensamento del momento del culto e del luogo-chiesa, diverse comunità stanno sperimentando nuove soluzioni: due esempi dalla Svizzera e dal Regno Unito

Chi può definire confortevoli e rilassanti i propri luoghi di culto? Pensando alle panche di legno della maggior parte delle chiese, «comodità» non è il primo termine che viene in mente... Ma se la sostanza passa anche attraverso la forma, forse il confort avvolgente di un divano potrebbe rendere più accattivante il momento del culto... Questo deve essere stato il pensiero delle comunità che, in diversi paesi europei, stanno sperimentando nuove modalità di vivere il momento del culto e il luogo-chiesa. Anche all´estero infatti è in atto la riflessione su come riavvicinare le persone alle chiese (e viceversa!), come rendere i linguaggi, i momenti della vita ecclesiastica più familiari (soprattutto alle nuove generazioni), come sta accadendo nelle chiese protestanti italiane, dove il desiderio di sentirsi accolti, a proprio agio, è stato espresso da molti membri (giovani e meno giovani, praticanti e non) per esempio nei recenti incontri tenutisi nelle chiese valdesi del primo distretto (ne avevamo parlato qui http://www.riforma.it/it/articolo/2017/12/05/chiese-che-vogliono-ancora-confrontarsi).

In Svizzera, nella comunità riformata di La Sallaz-Les Croisettes (Losanna e Epalinges), un ambizioso progetto ha portato alla trasformazione radicale degli spazi di uno dei tre luoghi di culto, quello di Vennes. Lo scopo? Trovare nuovo slancio, essere un luogo dove l´Evangelo può essere vissuto in modi nuovi, riaffermare la propria presenza sul territorio...

All´inizio di settembre è cominciato il «nuovo corso»: non più dure panche di legno, ma divani, poltrone, tappeti, donati dai parrocchiani. Dal locale austero e un po´ freddo si è passati a un locale accogliente, con un simpatico assemblaggio di stili e colori. Dove ciascuno può sentirsi a proprio agio.

Il culto della domenica mattina comincia alle 10,30 ma prima c´è una tazza di caffè da condividere, mentre i bambini trovano uno spazio per giocare. La chiesa diventa un luogo accogliente per le famiglie con bambini, in cui gli adulti possono seguire il culto, alzarsi e muoversi liberamente buttando un occhio a ciò che fanno i più piccoli... Un buon modo di rivisitare insieme alla comunità, senza stravolgere la liturgia tradizionale, alcune pratiche all´interno di uno spazio nuovo.

Questo progetto non è però frutto di un entusiasmo momentaneo: è cominciato una decina di anni fa, quando è stata prospettata una completa ridefinizione dell´utilizzo dei locali di culto: ne hanno discusso i pastori, il consiglio di chiesa... le parole chiave erano: «osare il cambiamento» e «riappropriarsi degli spazi». Una libertà d´azione, bisogna dirlo, possibile anche perché questo edificio degli anni Trenta del Novecento non è sottoposto a vincoli storico-architettonici...

Sembra un paradosso, ma lo è solo in apparenza: secondo questa comunità è proprio trasformando questo luogo che si tiene fede e si valorizza il proprio patrimonio. Generazioni di parrocchiani hanno fatto vivere questi luoghi, vi si sono riuniti per condividere e ascoltare la Parola, cantare, pregare, riflettere, secondo le modalità corrispondenti al tempo. Così deve essere anche oggi, in un´epoca in cui però le relazioni, le modalità di espressione, le abitudini sono cambiate e volenti o nolenti, la «fluidità» ci pervade.

A proposito di fluidità, è proprio sull´immagine dell´acqua, del bagno serale rilassante che la chiesa metodista inglese di Rhyddings, Oswaldtwistle (circa 12.000 abitanti a nord di Manchester) ha avviato una serie di momenti aperti a tutti, che si tengono mensilmente tra le 18 e l 19. Il Sunday Soak, così viene chiamato, è un momento di incontro alla presenza di Dio «in chiave contemporanea», che non ha nulla delle tradizionali forme liturgiche. Sedie comode, luci soffuse, creano un´atmosfera tranquilla e riflessiva. Si comincia e si finisce con la preghiera, ma il momento centrale è aperto alla musica contemporanea, alla creatività. I passi delle Scritture possono essere letti, meditati, discussi liberamente. La caratteristica di offrire una pausa, nelle occupazioni frenetiche di ogni giorno, in cui «non è necessario fare qualcosa, ma semplicemente essere», come commenta la pastora Louise Makin presentando l´iniziativa, «al di fuori degli schemi tradizionali, in un modo liberatorio, ma anche sfidante». Al successo di questa iniziativa ha contribuito molto Internet, in particolare Facebook e un servizio di studio biblico quotidiano online.

Non pensiamo però a un momento di sorrisi stampati: l´incontro di dicembre, previsto per domenica 17, s´intitola Blue Christmas e fa riferimento al blue feeling, il sentirsi giù di corda senza un motivo preciso. Il Natale non è sempre un periodo facile, e la pretesa (quasi l´obblico) che sia sempre felice e perfetto è irrealistica: Blue Christmas sarà, spiega il programma sul sito della chiesa, «un momento per riflettere sul vero nucleo del messaggio del Natale: la speranza racchiusa nel nome di Gesù, Emmanuele, Dio è con noi. Questa è la Buona Notizia che brilla nelle nostre tenebre...».


Fonte: Riforma.it
UN GIORNO UNA PAROLA
2021

D I C E M B R E

Versetto del mese:

«Manda gridi di gioia, rallègrati, figlia di Sion!
Perché ecco, io sto per venire e abiterò in mezzo a te»,
dice il Signore

(Zaccaria 2, 10)


Salmo della settimana: 71
Venerdì 31 Dicembre
I miei giorni sono nelle tue mani (Salmo 31,15)

Il popolo venne da Mosè e disse: «Abbiamo peccato perché abbiamo parlato contro il Signore e contro di te; prega il Signore che allontani da noi questi serpenti». E Mosè pregò per il popolo (Numeri 21, 7)
Abbiate pietà di quelli che sono nel dubbio (Giuda 22)


Ci è stato donato un medico che è egli stesso la vita; Cristo, morto per noi, ha per noi ottenuto la salvezza. Invochiamo la tua bontà: continua a custodire anche in futuro i grandi e i piccoli, perché tu hai per noi pensieri di pace e non di male.

Ludwig Helmbold


Romani 8, 31b-39; Ecclesiaste 3, 1-15 ; Salmo 46; Matteo 13, 24-30


Preghiera



Rivelaci, o Dio,
l itinerario che ci hai preparato,
il cammino sul quale vuoi
che siamo in marcia.
Non lasciarci immobili,
ma scuotici e spingici avanti.
Rivelaci, o Dio,
la tua volontà di pace
affinché possiamo osare la pace.
Liberaci dalle false paure e dai
sospetti, rendici la semplicità
dell amore affinché sappiamo
forgiare gli strumenti della
giustizia, della dignità,
del cibo per tutti e
dell amore fraterno -
Rivelaci, o Dio,
la tua volontà di raddrizzarci e di
fortificarci affinché
gli zoppi camminino senza pena,
affinché i reietti siano accolti,
affinché gli esclusi siano reintegrati
nella famiglia umana,
ed affinché tu sia tutto in tutti
Amen

(Maurice Hammely)
dal quaderno della Cevaa
Riforma
COMMENTO AL VERSETTO
Il frutto dello Spirito è amore, gioia, pace, pazienza, benevolenza, bontà, fedeltà, mansuetudine, autocontrollo
Galati 5, 22
Diceva Martin Lutero: «Dove Dio ha costruito una chiesa, il diavolo costruisce anche lui una cappella». È vero. Il diavolo si fa sentire. E come. Siamo soliti ascoltare le cose negative intorno a noi, anche se le cose positive sono presenti. Per una ragione o altra quelle negative lasciano un segno profondo. Già per questo la vecchia abitudine di imparare a memoria questa frase dell’apostolo Paolo è un consiglio più che buono. Riporta in primo piano il frutto dello Spirito.

Il frutto dello Spirito, al singolare. Le nove parole insieme formano il frutto dello Spirito. Non se ne possono scegliere alcune, e lasciarne da parte altre. Sono come gli spicchi di un mandarino, insieme formano il mandarino. Insieme questi spicchi formano il frutto dello Spirito.

Il frutto dello Spirito. Un frutto ha bisogno del tempo per crescere. Inoltre non cresce da solo. Grazie a Dio il frutto cresce. Ma questo non toglie la nostra responsabilità. Dal seme al frutto. Su molte cose non possiamo incidere più di tanto, penso al sole o alle tempeste ma possiamo comunque annaffiare, fertilizzare, potare.

Si può parlare del fattore Dio e del fattore umano con il frutto dello Spirito. Il fattore Dio implica che il frutto è in definitiva un dono di Dio, che è lo Spirito che permette al frutto di crescere nella tua vita. Ma il fattore umano è che ti concentri consapevolmente su quel frutto, che rimuovi gli ostacoli, che togli le erbacce, che dai l’acqua quando serve, etc.

Quando il frutto dello Spirito fiorisce nelle nostre vite, questo è in primo luogo un dono di Dio, ma anche i nostri sforzi hanno un loro ruolo. Dio ci vuole partecipi nel suo Regno.


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