06 Maggio 2021
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State comodi, siete in chiesa!

16-12-2017 13:01 - News
Nell´ottica di un ripensamento del momento del culto e del luogo-chiesa, diverse comunità stanno sperimentando nuove soluzioni: due esempi dalla Svizzera e dal Regno Unito

Chi può definire confortevoli e rilassanti i propri luoghi di culto? Pensando alle panche di legno della maggior parte delle chiese, «comodità» non è il primo termine che viene in mente... Ma se la sostanza passa anche attraverso la forma, forse il confort avvolgente di un divano potrebbe rendere più accattivante il momento del culto... Questo deve essere stato il pensiero delle comunità che, in diversi paesi europei, stanno sperimentando nuove modalità di vivere il momento del culto e il luogo-chiesa. Anche all´estero infatti è in atto la riflessione su come riavvicinare le persone alle chiese (e viceversa!), come rendere i linguaggi, i momenti della vita ecclesiastica più familiari (soprattutto alle nuove generazioni), come sta accadendo nelle chiese protestanti italiane, dove il desiderio di sentirsi accolti, a proprio agio, è stato espresso da molti membri (giovani e meno giovani, praticanti e non) per esempio nei recenti incontri tenutisi nelle chiese valdesi del primo distretto (ne avevamo parlato qui http://www.riforma.it/it/articolo/2017/12/05/chiese-che-vogliono-ancora-confrontarsi).

In Svizzera, nella comunità riformata di La Sallaz-Les Croisettes (Losanna e Epalinges), un ambizioso progetto ha portato alla trasformazione radicale degli spazi di uno dei tre luoghi di culto, quello di Vennes. Lo scopo? Trovare nuovo slancio, essere un luogo dove l´Evangelo può essere vissuto in modi nuovi, riaffermare la propria presenza sul territorio...

All´inizio di settembre è cominciato il «nuovo corso»: non più dure panche di legno, ma divani, poltrone, tappeti, donati dai parrocchiani. Dal locale austero e un po´ freddo si è passati a un locale accogliente, con un simpatico assemblaggio di stili e colori. Dove ciascuno può sentirsi a proprio agio.

Il culto della domenica mattina comincia alle 10,30 ma prima c´è una tazza di caffè da condividere, mentre i bambini trovano uno spazio per giocare. La chiesa diventa un luogo accogliente per le famiglie con bambini, in cui gli adulti possono seguire il culto, alzarsi e muoversi liberamente buttando un occhio a ciò che fanno i più piccoli... Un buon modo di rivisitare insieme alla comunità, senza stravolgere la liturgia tradizionale, alcune pratiche all´interno di uno spazio nuovo.

Questo progetto non è però frutto di un entusiasmo momentaneo: è cominciato una decina di anni fa, quando è stata prospettata una completa ridefinizione dell´utilizzo dei locali di culto: ne hanno discusso i pastori, il consiglio di chiesa... le parole chiave erano: «osare il cambiamento» e «riappropriarsi degli spazi». Una libertà d´azione, bisogna dirlo, possibile anche perché questo edificio degli anni Trenta del Novecento non è sottoposto a vincoli storico-architettonici...

Sembra un paradosso, ma lo è solo in apparenza: secondo questa comunità è proprio trasformando questo luogo che si tiene fede e si valorizza il proprio patrimonio. Generazioni di parrocchiani hanno fatto vivere questi luoghi, vi si sono riuniti per condividere e ascoltare la Parola, cantare, pregare, riflettere, secondo le modalità corrispondenti al tempo. Così deve essere anche oggi, in un´epoca in cui però le relazioni, le modalità di espressione, le abitudini sono cambiate e volenti o nolenti, la «fluidità» ci pervade.

A proposito di fluidità, è proprio sull´immagine dell´acqua, del bagno serale rilassante che la chiesa metodista inglese di Rhyddings, Oswaldtwistle (circa 12.000 abitanti a nord di Manchester) ha avviato una serie di momenti aperti a tutti, che si tengono mensilmente tra le 18 e l 19. Il Sunday Soak, così viene chiamato, è un momento di incontro alla presenza di Dio «in chiave contemporanea», che non ha nulla delle tradizionali forme liturgiche. Sedie comode, luci soffuse, creano un´atmosfera tranquilla e riflessiva. Si comincia e si finisce con la preghiera, ma il momento centrale è aperto alla musica contemporanea, alla creatività. I passi delle Scritture possono essere letti, meditati, discussi liberamente. La caratteristica di offrire una pausa, nelle occupazioni frenetiche di ogni giorno, in cui «non è necessario fare qualcosa, ma semplicemente essere», come commenta la pastora Louise Makin presentando l´iniziativa, «al di fuori degli schemi tradizionali, in un modo liberatorio, ma anche sfidante». Al successo di questa iniziativa ha contribuito molto Internet, in particolare Facebook e un servizio di studio biblico quotidiano online.

Non pensiamo però a un momento di sorrisi stampati: l´incontro di dicembre, previsto per domenica 17, s´intitola Blue Christmas e fa riferimento al blue feeling, il sentirsi giù di corda senza un motivo preciso. Il Natale non è sempre un periodo facile, e la pretesa (quasi l´obblico) che sia sempre felice e perfetto è irrealistica: Blue Christmas sarà, spiega il programma sul sito della chiesa, «un momento per riflettere sul vero nucleo del messaggio del Natale: la speranza racchiusa nel nome di Gesù, Emmanuele, Dio è con noi. Questa è la Buona Notizia che brilla nelle nostre tenebre...».


Fonte: Riforma.it
UN GIORNO UNA PAROLA
2021

M A G G I O
Versetto del mese
Apri la bocca in favore del muto, per sostenere la causa di tutti gli infelici
(Proverbi 31, 8)

Salmo della settimana: 45

Giovedì 6 Maggio


Gli occhi di tutti sono rivolti a te, e tu dai loro cibo a suo tempo. Tu apri la tua mano, e dai cibo a volontà a tutti i viventi (Salmo 145, 15-16)
Non siate in ansia per la vita vostra, di quel che mangerete, né per il corpo, di che vi vestirete; poiché la vita è più del nutrimento e il corpo più del vestito. Osservate i corvi: non seminano, non mietono; non hanno dispensa né granaio, eppure Dio li nutre. E voi, quanto più degli uccelli valete!


O Creatore della vita, ti rendiamo grazie per tutto ciò che riceviamo, per ciò ciò che mangiamo e per ciò che beviamo. Noi abbiamo cibo non solo nel momento giusto, ma in ogni tempo; abbiamo nutrimento non solo per saziarci, ma oltre il necessario. Preservaci dunque dall essere insaziabili

I Corinzi 14, 6-19; Daniele 12, 1-13

Riprendere il messaggio della salvezza per ogni essere umano
commento a:
Non c è distinzione tra Giudeo e Greco, essendo esso lo stesso Signore di tutti, ricco verso tutti quelli che lo invocano (Romani 10,12)


La distinzione tra Giudeo e Greco riflette la mentalità ebraica che, nell’ambito dell Impero romano, vedeva negli Ebrei il popolo eletto e in tutti gli altri, definiti anche Gentili, coloro che non erano oggetto delle benedizioni di Dio.
L apostolo Paolo, dopo aver combattuto quei Giudei che avevano accettato Gesù come Messia di Israele, con la conversione sulla via di Damasco non solo lo riconosce come tale, ma comprende che la sua opera è in favore di tutta l’umanità.
“Gli stranieri sono eredi con noi, membra come noi di un medesimo corpo e con noi partecipi della promessa fatta in Cristo Gesù mediante il Vangelo” è scritto in Efesini 3, 6.
Questa, nella chiesa della prima generazione, è la grande svolta che Paolo difende a spada tratta, allargando nella lettera ai Galati (3, 28), l abolizione delle categorie divisive che caratterizzano l umanità: “...non c è né schiavo né libero, non c è né maschio né femmina; perché voi tutti siete uno in Cristo”.
La storia del Cristianesimo ci mostra che purtroppo la Chiesa ha quasi sempre disatteso questo messaggio.
Nell odierno mondo globalizzato è ancora più importante vivere e annunciare questo messaggio universalistico. “Il Signore è ricco verso tutti quelli che lo invocano”, dice Paolo. Ma giustamente aggiunge che, per invocare il Signore, occorre conoscerlo, e per conoscerlo bisogna che qualcuno lo presenti, lo annunci, spieghi chi è.
Tocca a noi dunque – se non vogliamo venir meno al mandato che il Signore Risorto ci ha lasciato – riprendere il messaggio dell accoglienza e della salvezza per ogni essere umano, per ogni popolo. E la chiesa non può limitarsi alla predicazione, ma – come dice Giacomo nella sua lettera (1, 22) - deve vivere coerentemente “mettendo in pratica la Parola e non ascoltandola soltanto.”
Emmanuele Paschetto




Preghiera

Signore Dio nostro, è col cuore colmo di riconoscenza che oggi veniamo a Te per esprimerti il nostro grazie per ciò che hai fatto per noi offrendoci , immeritatamente, la tua misericordia, il tuo amore, la tua salvezza.
Non ci hai mai abbandonati; ci hai accompagnati fin qui, ci hai aiutati a rialzarci nei momenti di difficoltà e di sconforto; ci permetti di chiamarti Padre, che per ciascuno di noi significa insegnamento, protezione e prospettiva futura.
Perdonaci per le tante volte in cui ci siamo fatti sopraffare dallo scoraggiamento e dal dubbio dimenticando i numerosi interventi nella nostra vita; come i primi discepoli, con troppa istintiva leggerezza ti abbiamo rinnegato, tradito, vivendo così tutto il peso della nostra miseria umana che tu avevi già portato sulla croce per noi.
Abbiamo però sperimentato anche lo strattone che tu ci hai dato e che ci ha ricordato che nessuno ci strapperà dalla tua mano.
Per tutto questo, Padre, ti ringraziamo!
In questo momento in cui il Creato sta soffrendo per colpa degli uomini e questi sono sconvolti da tanti focolai di guerra, da ingiustizie sociali e da tante morti per il Covid 19, noi ti chiediamo, o Padre, che questo induca tutti a riflettere e i potenti della terra ad interrogarsi…..; fa che ciascuno possa alzare gli occhi verso di te, riconoscerti come Dio e che il tuo Nome possa essere santificato.
Ti chiediamo che lo Spirito santo rinnovi la nostra fede la fortifichi e ci renda davvero capaci di essere latori della tua luce nel mondo ritrovando quell’unità con Te e tra noi attraverso la quale il mondo possa capire che siamo tuoi figli e perciò testimoni della tua Parola.
Ti preghiamo per quanti sperano in Te, e per quanti non ti conoscono; per coloro che faticano a sopravvivere per le guerre, per la fame, per l ingiustizia umana, per tutti i diseredati.
Grazie per il sacrificio di Gesù per noi e per la sua vittoria sulla morte.
Ascoltaci Padre, ti preghiamo per Cristo nostro Signore. Amen



COMMENTO AL VERSETTO
Il frutto dello Spirito è amore, gioia, pace, pazienza, benevolenza, bontà, fedeltà, mansuetudine, autocontrollo
Galati 5, 22
Diceva Martin Lutero: «Dove Dio ha costruito una chiesa, il diavolo costruisce anche lui una cappella». È vero. Il diavolo si fa sentire. E come. Siamo soliti ascoltare le cose negative intorno a noi, anche se le cose positive sono presenti. Per una ragione o altra quelle negative lasciano un segno profondo. Già per questo la vecchia abitudine di imparare a memoria questa frase dell’apostolo Paolo è un consiglio più che buono. Riporta in primo piano il frutto dello Spirito.

Il frutto dello Spirito, al singolare. Le nove parole insieme formano il frutto dello Spirito. Non se ne possono scegliere alcune, e lasciarne da parte altre. Sono come gli spicchi di un mandarino, insieme formano il mandarino. Insieme questi spicchi formano il frutto dello Spirito.

Il frutto dello Spirito. Un frutto ha bisogno del tempo per crescere. Inoltre non cresce da solo. Grazie a Dio il frutto cresce. Ma questo non toglie la nostra responsabilità. Dal seme al frutto. Su molte cose non possiamo incidere più di tanto, penso al sole o alle tempeste ma possiamo comunque annaffiare, fertilizzare, potare.

Si può parlare del fattore Dio e del fattore umano con il frutto dello Spirito. Il fattore Dio implica che il frutto è in definitiva un dono di Dio, che è lo Spirito che permette al frutto di crescere nella tua vita. Ma il fattore umano è che ti concentri consapevolmente su quel frutto, che rimuovi gli ostacoli, che togli le erbacce, che dai l’acqua quando serve, etc.

Quando il frutto dello Spirito fiorisce nelle nostre vite, questo è in primo luogo un dono di Dio, ma anche i nostri sforzi hanno un loro ruolo. Dio ci vuole partecipi nel suo Regno.


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