23 Agosto 2019

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Spini: «La cultura, una componente essenziale della nostra identità»

07-11-2016 17:35 - News
Dal 10 al 12 novembre, a Lucca, la Terza Assemblea dell´Associazione delle istituzioni culturali italiane (Aici)

«È necessario non solo difendere, ma sviluppare l´azione delle Fondazioni e degli Istituti che fanno cultura nel nostro paese accanto a quelli appartenenti al settore pubblico e che costituiscono una rete preziosa d´iniziativa, di progettazione, di riflessione e di dibattito»: così per Valdo Spini, presidente dell´Associazione delle istituzioni culturali italiane (Aici), che ha presentato, venerdì scorso in Conferenza stampa, la Terza Conferenza nazionale dell´Aici dal titolo: «L´Italia è cultura», che si terrà da giovedì 10 a sabato 12 novembre a Lucca.

In occasione della Conferenza, incentrata su «Gli istituti culturali nella società della conoscenza e dell´informazione», al Real Collegio di Lucca interverranno, tra gli altri, autorevoli esponenti del mondo della cultura e della politica, direttori di Istituti culturali e professori universitari: i ministri dei Beni Culturali e dell´Istruzione Franceschini e Giannini, il sindaco Alessandro Tambellini e il presidente della Regione Toscana Enrico Rossi; e ancora, le presidenti delle Commissioni Cultura del Parlamento Europeo e della Camera dei Deputati, Silvia Costa e Flavia Nardelli, e poi i direttori di Istituti quali Giuseppe Vacca e Simonetta Buttò che, insieme a Valdo Spini, presidente anche del Coordinamento delle riviste italiane di cultura (Cric), affronteranno temi importanti attraverso tavole rotonde e workshop.

«All´interno delle Fondazioni culturali, così come nelle riviste di cultura, vivono vaste e preziose aree di volontariato culturale – prosegue Spini –, infatti chiamiamo le nostre conferenze nazionali "L´Italia è cultura", piuttosto che "L´Italia e la cultura", proprio a significare che la cultura è una componente essenziale della nostra identità. Il fatto che quest´anno la Conferenza sia organizzata insieme al ministero dei Beni Culturali (Mibact) e in particolare con la Direzione delle biblioteche e degli istituti di cultura, ribadisce questa importanza. La cultura, se è collegamento con il nostro passato, è anche la matrice dell´innovazione e del progresso. La coscienza civile del nostro paese – continua Spini – ha profondamente bisogno che il dibattito culturale assicuri quella coesione sui valori e sui principi della Repubblica e che affermi questi valori, nell´etica pubblica, nella politica, nell´economia, nella società in senso lato. A tal fine attiviamo questi regolari confronti non solo interni all´Associazione, ma esterni e aperti al pubblico e alla società. I temi che poniamo con decisione alla base della crescita del nostro tessuto associativo sono l´internazionalizzazione, l´europeizzazione, l´uso e la presenza sulla rete. Quest´anno è stata scelta la sede di Lucca – conclude Spini – proprio per le sue caratteristiche, tra le quali quella di essere città di cultura dallo splendido passato e dal presente vivace e attivo in tutti i suoi campi. La città ha corrisposto a questa scelta con entusiasmo, sia attraverso il sostegno della Fondazione della Banca del Monte di Lucca sia con l´attiva collaborazione del Comune e del Real Collegio, che hanno messo a disposizione la struttura del convegno, nonché della Biblioteca statale. La regione Toscana, dal canto suo, ha contribuito offrendo borse di partecipazione per giovani manager culturali, indicati dai singoli istituti».

Il programma:


Fonte: Riforma.it

UN GIORNO UNA PAROLA

A G O S T O
Versetto del mese:
Andando, predicate e dite: «Il regno dei cieli è vicino» (Matteo 10,7)


Salmo della settimana: 70

Giovedì 22 Agosto

Egli era strappato dalla terra dei viventi e colpito a causa dei peccati del mio popolo? (Isaia 53, 8)
Considerate perciò colui che ha sopportato una simile ostilità contro la sua persona da parte dei peccatori, affinché non vi stanchiate perdendovi d’animo (Ebrei 12,3)

Dobbiamo svuotare Dio della sua divinità per amarlo. Egli si è svuotato della sua divinità diventando uomo, poi della sua umanità diventando cadavere (pane e vin), materia. E’ necessario amare Dio attraverso le proprie gioie, attraverso la propria sventure, attraverso i propri peccati (passati). E’ necessario amarlo attraverso le gioie, le sventure, i peccati degli altri uomini e senza condizione.
Simone Weil

I Corinzi 9, 16-23; Matteo 11, 1-19


Preghiera

Signore nostro, la tua Parola
ci cerca, la tua voce desidera il
nostro cuore per prendere dimora
in noi e da lì poter risuonare
nel mondo. Accogli la nostra
disponibilità, anche se fragile,
anche se piena di contraddizioni,
e vieni ad abitare in noi. Dona
la forza del tuo Spirito, respiro
di vita, che ci sostenga quando
la tua Parola brucia, che ci dia
il coraggio di andare avanti
quando nulla è chiaro, quando senza
te il nostro passo sarebbe troppo
incerto.
Ascoltaci, Signore nostro, nel
nome del tuo figlio Gesù, e donaci
il respiro del tuo spirito Santo.
Amen
da Riforma
del 29 marzo 2019



Eventi

COMMENTO AL VERSETTO

Il frutto dello Spirito è amore, gioia, pace, pazienza, benevolenza, bontà, fedeltà, mansuetudine, autocontrollo
Galati 5, 22

Diceva Martin Lutero: «Dove Dio ha costruito una chiesa, il diavolo costruisce anche lui una cappella». È vero. Il diavolo si fa sentire. E come. Siamo soliti ascoltare le cose negative intorno a noi, anche se le cose positive sono presenti. Per una ragione o altra quelle negative lasciano un segno profondo. Già per questo la vecchia abitudine di imparare a memoria questa frase dell’apostolo Paolo è un consiglio più che buono. Riporta in primo piano il frutto dello Spirito.

Il frutto dello Spirito, al singolare. Le nove parole insieme formano il frutto dello Spirito. Non se ne possono scegliere alcune, e lasciarne da parte altre. Sono come gli spicchi di un mandarino, insieme formano il mandarino. Insieme questi spicchi formano il frutto dello Spirito.

Il frutto dello Spirito. Un frutto ha bisogno del tempo per crescere. Inoltre non cresce da solo. Grazie a Dio il frutto cresce. Ma questo non toglie la nostra responsabilità. Dal seme al frutto. Su molte cose non possiamo incidere più di tanto, penso al sole o alle tempeste ma possiamo comunque annaffiare, fertilizzare, potare.

Si può parlare del fattore Dio e del fattore umano con il frutto dello Spirito. Il fattore Dio implica che il frutto è in definitiva un dono di Dio, che è lo Spirito che permette al frutto di crescere nella tua vita. Ma il fattore umano è che ti concentri consapevolmente su quel frutto, che rimuovi gli ostacoli, che togli le erbacce, che dai l’acqua quando serve, etc.

Quando il frutto dello Spirito fiorisce nelle nostre vite, questo è in primo luogo un dono di Dio, ma anche i nostri sforzi hanno un loro ruolo. Dio ci vuole partecipi nel suo Regno.


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