18 Marzo 2019

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#Sinodovaldese – Il saluto di papa Francesco

27-08-2018 18:25 - Sinodo
Con un messaggio firmato di suo proprio pugno, papa Francesco ha inviato il suo saluto al Sinodo delle chiese metodiste e valdesi che si apre oggi 26 agosto a Torre Pellice, esprimendo "la vicinanza fraterna della Chiesa cattolica".

Eugenio Bernardini moderatore della Tavola valdese ha letto ai sinodali, nella seduta di apertura dei lavori questo pomeriggio, la missiva nella quale papa Francesco ha ricordato "con gratitudine la memoria dei nostri incontri in Argentina e più recentemente, a Torino e a Roma" e ha formulato "i migliori auguri per questi giorni di preghiera, condivisione e lavoro".

Rivolgendo l´attenzione ai lavori del Sinodo, il pontefice ha espresso il suo ringraziamento per il dono della fede e "per la comprensione reciproca che sta crescendo tra noi".

Qui di seguito il testo integrale del saluto di papa Francesco:

"Cari fratelli e sorelle,

desidero rivolgervi un saluto cordiale in occasione dell´apertura del vostro Sinodo annuale.

Vorrei esprimervi la vicinanza fraterna della Chiesa cattolica e mia personale. Vi assicuro il ricordo nella preghiera, rendendo innanzitutto grazie al Signore per il dono della fede in lui e per la comprensione reciproca che sta crescendo tra noi. Pregando per voi, immagino di pregare anche con voi e di chiedere insieme a Dio nostro Padre che tutti i Cristiani possano camminare con sincerità di cuore verso la piena comunione. Solo così, rispondendo concretamente all´appello del Signore a "essere una sola cosa" (Gv 17,21), potremo annunciare al meglio il Vangelo.

Siamo chiamati a spenderci nell´annuncio di Gesù, che sarà credibile se sarà testimoniato nella vita e vissuto nella carità, in particolare verso i tanti Lazzaro che oggi bussano alla nostra porta. Infatti, servendo l´uomo di oggi, difendendo la dignità dei più deboli e promuovendo la giustizia e la pace, diventiamo insieme operatori di quella pace che il Signore ha annunciato a Pasqua (cfr Gv 20,19) e ci ha lasciato in eredità.

Sono dunque lieto di dirvi anch´io, cari fratelli e sorelle: pace a voi! Mentre conservo con gratitudine la memoria dei nostri incontri in Argentina e, più recentemente, a Torino e a Roma, formulo alla vostra Assemblea sinodale e a ciascuno di voi i migliori auguri per questi giorni di preghiera, condivisione e lavoro. E mentre su di voi invoco la benedizione del Signore, vi chiedo, per favore, di non dimenticarvi di pregare per me e per noi, vostri fratelli e sorelle.

Dal Vaticano, 21 agosto 2018

Francesco


Fonte: NEV - notizie evangeliche

UN GIORNO UNA PAROLA

Salmo della settimana: 10

Lunedì 18 Marzo

Guai a quelli che mettono per iscritto sentenze ingiuste, per negare giustizia ai deboli, per spogliare del lo diritto i poveri (Isaia 10, 1-2)
Non conformatevi a questo mondo, ma siate trasformati mediante il rinnovamento della vostra mente, affinché conosciate per esperienza quale sia la volontà di Dio, la buona, gradita e perfetta volontà (Romani 12, 2)

Signore amorevole, liberaci da quell’atteggiamento difensivo che troppo rapidamente ci spinge a rifiutare e respingere, da quell’arroganza che troppo rapidamente ci porta a giudicare, da quella meschinità d’animo che ci impedisce di scoprire il bene presente nell’altro. Liberaci, Signore, affinché possiamo amare ed imparare
Dal Consiglio Ecumenico delle Chiese

Genesi 37, 3-36; I Samuele 14, 1-15




PREGHIERA

E’ buio, Signore, dentro di me, ma presso di te c’è la luce.
Sono solo, ma tu non mi abbandoni.
Sono impaurito, ma presso di te c’è l’ aiuto.
Sono inquieto, ma presso di te c’è la pace.
In me c’è amarezza, ma presso di te c’è pazienza.
Io non comprendo le tue vie, ma tu conosci la mia via.

Ravasi


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COMMENTO AL VERSETTO

Il frutto dello Spirito è amore, gioia, pace, pazienza, benevolenza, bontà, fedeltà, mansuetudine, autocontrollo
Galati 5, 22

Diceva Martin Lutero: «Dove Dio ha costruito una chiesa, il diavolo costruisce anche lui una cappella». È vero. Il diavolo si fa sentire. E come. Siamo soliti ascoltare le cose negative intorno a noi, anche se le cose positive sono presenti. Per una ragione o altra quelle negative lasciano un segno profondo. Già per questo la vecchia abitudine di imparare a memoria questa frase dell’apostolo Paolo è un consiglio più che buono. Riporta in primo piano il frutto dello Spirito.

Il frutto dello Spirito, al singolare. Le nove parole insieme formano il frutto dello Spirito. Non se ne possono scegliere alcune, e lasciarne da parte altre. Sono come gli spicchi di un mandarino, insieme formano il mandarino. Insieme questi spicchi formano il frutto dello Spirito.

Il frutto dello Spirito. Un frutto ha bisogno del tempo per crescere. Inoltre non cresce da solo. Grazie a Dio il frutto cresce. Ma questo non toglie la nostra responsabilità. Dal seme al frutto. Su molte cose non possiamo incidere più di tanto, penso al sole o alle tempeste ma possiamo comunque annaffiare, fertilizzare, potare.

Si può parlare del fattore Dio e del fattore umano con il frutto dello Spirito. Il fattore Dio implica che il frutto è in definitiva un dono di Dio, che è lo Spirito che permette al frutto di crescere nella tua vita. Ma il fattore umano è che ti concentri consapevolmente su quel frutto, che rimuovi gli ostacoli, che togli le erbacce, che dai l’acqua quando serve, etc.

Quando il frutto dello Spirito fiorisce nelle nostre vite, questo è in primo luogo un dono di Dio, ma anche i nostri sforzi hanno un loro ruolo. Dio ci vuole partecipi nel suo Regno.


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