11 Luglio 2020
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Sinodovaldese. Il moderatore Bernardini: "Verso un nuovo orizzonte di responsabilità e testimonianza"

26-08-2017 13:27 - Sinodo
Si è concluso a Torre Pellice (TO) il Sinodo delle chiese metodiste e valdesi. Il pastore Eugenio Bernardini, riconfermato moderatore della Tavola valdese: "Abbiamo davanti a noi un nuovo orizzonte di responsabilità e di testimonianza"

"Nord e Sud convivono nelle città, nelle assemblee ecclesiastiche e negli organismi ecumenici; insieme vogliamo costruire l´agenda delle priorità, nel quotidiano civile e religioso. È un cambiamento epocale che rende molto più complesso e urgente un riequilibrio interculturale", ha dichiarato il pastore Eugenio Bernardini, riconfermato moderatore della Tavola valdese, per il sesto anno consecutivo, dal Sinodo riunito a Torre Pellice dal 20 al 25 agosto.

Nel discorso che ha chiuso i lavori dell´assemblea sinodale il moderatore ha ribadito: "ormai non ci possiamo più concepire al di fuori di un contesto ecumenico che sia anche internazionale e interculturale: sono i protestanti che hanno ´inventato´ l´ecumenismo già alla fine dell´ottocento; oggi siamo consapevoli che non possiamo vivere e testimoniare la fede cristiana senza tener conto che non siamo unici depositari. Ciò ci consente di valorizzare quei doni di Dio che sono presenti anche nelle altre chiese, promuovendo nuove collaborazioni, la fraternità e anche la correzione reciproca costruttiva". In particolare, Bernardini ha voluto citare papa Francesco, "che ha assunto la ´sfida´ delle celebrazioni del Cinquecentenario della Riforma protestante, deponendo la tesi dello scisma e della divisione per confrontarsi sulle prospettive del cammino comune anche con le chiese figlie della Riforma".

Per Bernardini tutto ciò "disegna un ´nuovo orizzonte´ della nostra responsabilità di testimonianza", e nel corso della conferenza stampa ha parlato di "terapia ecumenica": "La conflittualità delle chiese è stata una malattia del cristianesimo. Oggi le condizioni di fiducia reciproca possono vincere questa malattia. Dobbiamo riprendere ad ascoltarci con stima, rispetto e soprattutto cuore. Ecco, possiamo dire che siamo in una fase di cura".

Al termine dei lavori, il Sinodo delle chiese metodiste e valdesi ha eletto, come ogni anno, i propri organi esecutivi e amministrativi. Oltre al moderatore, sono stati eletti come membri della Tavola valdese (organo esecutivo dell´Unione delle chiese metodiste e valdesi) Luca Anziani (vicemoderatore), Jens Hansen, Italo Pons, Laura Turchi, Greetje van der Veer, Manuela Vinay.

Il Sinodo ha riconfermato la pastora Mirella Manocchio quale Presidente dell´Opera delle chiese evangeliche metodiste d´Italia (OPCEMI) e il professor Fulvio Ferrario quale Decano della Facoltà valdese di teologia.

Il Sinodo si è chiuso con il consueto culto liturgico di Santa Cena presso il tempio di Torre Pellice.


Fonte: Riforma.it

UN GIORNO UNA PAROLA

2020

L U G L I O
Versetto del mese:
L’angelo del Signore tornò una seconda volta,
toccò Elia, e disse:
«Alzati e mangia, perché il cammino è troppo lungo per te»
(I Re 19, 7)



Salmo della settimana : 106, 24-48

Sabato 11 luglio

Il Signore darà forza al suo popolo (Salmo 29,11)
Essi, vista la franchezza di Pietro e di Giovanni, si meravigliavano, avendo capito che erano popolani senza istruzione; riconoscevano che erano stati con Gesù (Atti degli apostoli 4,13)

Il signore Gesù, mentre esteriormente appariva uomo umile, inerme, debole, disprezzato, interiormente era ricco di sapienza tanto grande che il mondo intero difficilmente poteva comprenderla. E quando cominciò a diffondere per tutta la terra la sua virtù divina, subito trasformò miracolosamente nella propria natura ogni genere di uomini: la sua linfa spirituale infusa in tutti i cristiani li trasformò in ciò che è egli stesso. Facendosi uomo nascosto nel mondo come il fermento nella massa di farina, ha fatto sì che ognuno che si unisce al lievito del Cristo divenga egli stesso lievito per il bene proprio e di tutti, acquisti la certezza della propria salvezza e sia scuro di conquistare gli altri.
Massimo di Torino

Giona 4, 1-11; I Re 18,25-46




Preghiera


Signore,
nella nostra stanchezza poni su di
noi la tua mano che ridona vigore;
Fa’ soffiare il tuo Spirito che dona
vita nuova.
Non lasciare che la nostra
Esistenza si spezzi in mille
Frammenti e disperda il suo senso
In mille incombenze quotidiane.
Donaci di udire ogni giorno
di nuovo la tua chiamata a
seguire i tuoi passi sul cammino
della nostra esistenza e donaci
di saperci rispondere con fede,
speranza e amore.
Con te, Signore, c’è sempre una
parola nuova da imparare,
nuova speranza in cui
porre fiducia. La nostra vita
sia un grazie a te, un canto di
riconoscenza per la tua grazia, il
tuo perdono la tua salvezza. Nel
nome di Gesù. Amen




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COMMENTO AL VERSETTO

Il frutto dello Spirito è amore, gioia, pace, pazienza, benevolenza, bontà, fedeltà, mansuetudine, autocontrollo
Galati 5, 22

Diceva Martin Lutero: «Dove Dio ha costruito una chiesa, il diavolo costruisce anche lui una cappella». È vero. Il diavolo si fa sentire. E come. Siamo soliti ascoltare le cose negative intorno a noi, anche se le cose positive sono presenti. Per una ragione o altra quelle negative lasciano un segno profondo. Già per questo la vecchia abitudine di imparare a memoria questa frase dell’apostolo Paolo è un consiglio più che buono. Riporta in primo piano il frutto dello Spirito.

Il frutto dello Spirito, al singolare. Le nove parole insieme formano il frutto dello Spirito. Non se ne possono scegliere alcune, e lasciarne da parte altre. Sono come gli spicchi di un mandarino, insieme formano il mandarino. Insieme questi spicchi formano il frutto dello Spirito.

Il frutto dello Spirito. Un frutto ha bisogno del tempo per crescere. Inoltre non cresce da solo. Grazie a Dio il frutto cresce. Ma questo non toglie la nostra responsabilità. Dal seme al frutto. Su molte cose non possiamo incidere più di tanto, penso al sole o alle tempeste ma possiamo comunque annaffiare, fertilizzare, potare.

Si può parlare del fattore Dio e del fattore umano con il frutto dello Spirito. Il fattore Dio implica che il frutto è in definitiva un dono di Dio, che è lo Spirito che permette al frutto di crescere nella tua vita. Ma il fattore umano è che ti concentri consapevolmente su quel frutto, che rimuovi gli ostacoli, che togli le erbacce, che dai l’acqua quando serve, etc.

Quando il frutto dello Spirito fiorisce nelle nostre vite, questo è in primo luogo un dono di Dio, ma anche i nostri sforzi hanno un loro ruolo. Dio ci vuole partecipi nel suo Regno.


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