21 Gennaio 2020

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Sinodovaldese. Il moderatore Bernardini: "Verso un nuovo orizzonte di responsabilità e testimonianza"

26-08-2017 13:27 - Sinodo
Si è concluso a Torre Pellice (TO) il Sinodo delle chiese metodiste e valdesi. Il pastore Eugenio Bernardini, riconfermato moderatore della Tavola valdese: "Abbiamo davanti a noi un nuovo orizzonte di responsabilità e di testimonianza"

"Nord e Sud convivono nelle città, nelle assemblee ecclesiastiche e negli organismi ecumenici; insieme vogliamo costruire l´agenda delle priorità, nel quotidiano civile e religioso. È un cambiamento epocale che rende molto più complesso e urgente un riequilibrio interculturale", ha dichiarato il pastore Eugenio Bernardini, riconfermato moderatore della Tavola valdese, per il sesto anno consecutivo, dal Sinodo riunito a Torre Pellice dal 20 al 25 agosto.

Nel discorso che ha chiuso i lavori dell´assemblea sinodale il moderatore ha ribadito: "ormai non ci possiamo più concepire al di fuori di un contesto ecumenico che sia anche internazionale e interculturale: sono i protestanti che hanno ´inventato´ l´ecumenismo già alla fine dell´ottocento; oggi siamo consapevoli che non possiamo vivere e testimoniare la fede cristiana senza tener conto che non siamo unici depositari. Ciò ci consente di valorizzare quei doni di Dio che sono presenti anche nelle altre chiese, promuovendo nuove collaborazioni, la fraternità e anche la correzione reciproca costruttiva". In particolare, Bernardini ha voluto citare papa Francesco, "che ha assunto la ´sfida´ delle celebrazioni del Cinquecentenario della Riforma protestante, deponendo la tesi dello scisma e della divisione per confrontarsi sulle prospettive del cammino comune anche con le chiese figlie della Riforma".

Per Bernardini tutto ciò "disegna un ´nuovo orizzonte´ della nostra responsabilità di testimonianza", e nel corso della conferenza stampa ha parlato di "terapia ecumenica": "La conflittualità delle chiese è stata una malattia del cristianesimo. Oggi le condizioni di fiducia reciproca possono vincere questa malattia. Dobbiamo riprendere ad ascoltarci con stima, rispetto e soprattutto cuore. Ecco, possiamo dire che siamo in una fase di cura".

Al termine dei lavori, il Sinodo delle chiese metodiste e valdesi ha eletto, come ogni anno, i propri organi esecutivi e amministrativi. Oltre al moderatore, sono stati eletti come membri della Tavola valdese (organo esecutivo dell´Unione delle chiese metodiste e valdesi) Luca Anziani (vicemoderatore), Jens Hansen, Italo Pons, Laura Turchi, Greetje van der Veer, Manuela Vinay.

Il Sinodo ha riconfermato la pastora Mirella Manocchio quale Presidente dell´Opera delle chiese evangeliche metodiste d´Italia (OPCEMI) e il professor Fulvio Ferrario quale Decano della Facoltà valdese di teologia.

Il Sinodo si è chiuso con il consueto culto liturgico di Santa Cena presso il tempio di Torre Pellice.


Fonte: Riforma.it

UN GIORNO UNA PAROLA


G E N N A I O
Versetto del mese:
““Fedele è Dio”
(I Corinzi 1, 9)


Salmo della Settimana: 133

Martedì 21 Gennaio

Io sono il Signore vostro Dio; vi ho fatto uscire dal paese di Egitto per liberarvi dalla schiavitù; ho spezzato il vostro giogo e vi ho fatto camminare a testa alta (Levitico 26, 13)
Cristo ci ha liberati perché fossimo liberi; state dunque saldi e non vi lasciate porre di nuovo sotto il giogo della schiavitù (Galati 5, 1)

Così come Gesù Cristo è la promessa di Dio per il perdono di tutti i nostri peccati, allo stesso modo e con stessa serietà è anche la potente pretesa di Dio su tutta la nostra vita; attraverso di lui siamo resi partecipi di una gioiosa liberazioni dagli empi vincoli di questo mondo per un libero, riconoscente servizio alle sue creature.
Dichiarazione di Barmen

Romani 9, 31 – 10, 8; I Corinzi 1, 10-17



Liberi dal peccato
commento a Galati 5, 1
Cristo ci ha liberati perché fossimo liberi; state dunque saldi e non vi lasciate porre di nuovo sotto il giogo della schiavitù

Mai come in questo periodo storico, l’uomo occidentale ha potuto godere di piena libertà: di pensiero, di parola, di stampa. Può vivere (o cercare di vivere) la vita che più lo attrae, senza dover superare troppi ostacoli esterni. Pur nella consapevolezza di tutte le problematiche politiche, sociali, legate alla comunicazione, ma anche interiori e psicologiche che rappresentano dei freni oggettivi per la nostra libertà, dobbiamo constatare che mai come ora, abbiamo, almeno potenzialmente, la possibilità di scegliere liberamente la nostra vita, di pensare con la nostra testa e di fare scelte ponderate.
E dunque Paolo non si rivolge a noi? Ha scritto per altri uomini e donne? E poi perché dice “state saldi”? Chi di noi vorrebbe rinunciare alla propria libertà? Non siamo forse diventati insofferenti a qualsiasi limite ci venga proposto o, peggio, imposto?
Ma quella che Dio ci offre, non è la libertà senza vincoli a cui oggi ambiamo, non è la libertà di diventare ricchi a spese di altri, di mangiare a sazietà dimenticando chi muore di fame a causa del nostro stile di vita, la libertà di distruggere il pianeta pur di avere qualche comfort in più, o di fare quello che desideriamo senza pensare alle conseguenze per gli altri esseri umani o per l’ambiente.
Quella che ci offre Dio è la libertà dal peccato, e dunque proprio la libertà dalla sopraffazione, dall’abuso, dalla corruzione nostra e del nostro ambiente naturale, ma a causa del nostro peccato, sempre riaffiorante, si tratta di una libertà che richiede disciplina, coraggio, senso di responsabilità.
Cristo ci ha liberati perché fossimo liberi. Liberi di seguirlo, liberi di accogliere quel genere di umanità che Gesù stesso rappresenta: la libertà di darsi liberamente agli altri. Di essere servi. La libertà di essere liberi dai compromessi, dalla sudditanza al dio danaro, di amare incondizionatamente, senza se e senza ma. La libertà di essere, senza tentennamenti, figli e figlie di Dio.
E dunque stiamo saldi e non permettiamo che nulla e nessuno ci ponga nuovamente sotto il giogo della schiavitù. Amen!
di Erica Sfredda




Preghiera


Signore, tu che ricostruisci ciò che noi distruggiamo,
Ti preghiamo:
ricostruisci la nostra vita.
Ricostruisci le nostre forze
quando le sciupiamo in cose inutili, quando
siamo logori e perdiamo coraggio.
Ricostruisci la nostra fiducia
Quando esitiamo davanti alle tue promesse,
quando ci facciamo vincere dalla confusione e
dall’amarezza, quando dubitiamo di noi stessi
e della nostra capacità di servirti,quando le
difficoltà diventano più grandi
della nostra poca fede.
Ricostruisci le nostre iniziative comuni,
quando l’egoismo le indebolisce,
quando troviamo più confortevole
evitare la fatica di agire
insieme con gli altri,
quando tentenniamo di fronte
agli obiettivi che insieme avevamo
riconosciuto come tua vocazione,
quando cediamo al rancore
e al risentimento,
quando non riusciamo più
a comprenderci pur essendo
membri della stessa chiesa.
Signore ricostruisci la nostra vita: ridonaci forza,
fiducia e iniziativa con l’energia che proviene
dall’unico fondamento,
che è Cristo Gesù. Amen




Eventi

COMMENTO AL VERSETTO

Il frutto dello Spirito è amore, gioia, pace, pazienza, benevolenza, bontà, fedeltà, mansuetudine, autocontrollo
Galati 5, 22

Diceva Martin Lutero: «Dove Dio ha costruito una chiesa, il diavolo costruisce anche lui una cappella». È vero. Il diavolo si fa sentire. E come. Siamo soliti ascoltare le cose negative intorno a noi, anche se le cose positive sono presenti. Per una ragione o altra quelle negative lasciano un segno profondo. Già per questo la vecchia abitudine di imparare a memoria questa frase dell’apostolo Paolo è un consiglio più che buono. Riporta in primo piano il frutto dello Spirito.

Il frutto dello Spirito, al singolare. Le nove parole insieme formano il frutto dello Spirito. Non se ne possono scegliere alcune, e lasciarne da parte altre. Sono come gli spicchi di un mandarino, insieme formano il mandarino. Insieme questi spicchi formano il frutto dello Spirito.

Il frutto dello Spirito. Un frutto ha bisogno del tempo per crescere. Inoltre non cresce da solo. Grazie a Dio il frutto cresce. Ma questo non toglie la nostra responsabilità. Dal seme al frutto. Su molte cose non possiamo incidere più di tanto, penso al sole o alle tempeste ma possiamo comunque annaffiare, fertilizzare, potare.

Si può parlare del fattore Dio e del fattore umano con il frutto dello Spirito. Il fattore Dio implica che il frutto è in definitiva un dono di Dio, che è lo Spirito che permette al frutto di crescere nella tua vita. Ma il fattore umano è che ti concentri consapevolmente su quel frutto, che rimuovi gli ostacoli, che togli le erbacce, che dai l’acqua quando serve, etc.

Quando il frutto dello Spirito fiorisce nelle nostre vite, questo è in primo luogo un dono di Dio, ma anche i nostri sforzi hanno un loro ruolo. Dio ci vuole partecipi nel suo Regno.


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