28 Febbraio 2021
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#Sinodovaldese – Culto di apertura: chi si uniforma alla barbarie del proprio tempo non ha il diritto di pregare

27-08-2018 07:36 - Sinodo
E´ una predicazione contro il peccato culturale di chi si uniforma e si lascia plasmare dallo spirito del tempo, quello pronunciato oggi pomeriggio dal pastore Emanuele Fiume durante il culto che ha aperto a Torre Pellice (To) il Sinodo delle chiese metodiste e valdesi. Partendo dall´intenso brano profetico di Isaia 59, Fiume ha spiegato come questo peccato culturale diventi cultuale e poi sociale.

Il primo riferimento è al teologo luterano tedesco Dietrich Bonhoeffer, morto nel 1945 in un campo di prigionia nazista che diceva: "Chi non alza la voce in favore degli ebrei, non ha diritto di cantare il gregoriano!": cioè chi con il proprio silenzio si uniforma alla barbarie del proprio tempo "non ha il diritto di pregare. Il peccato culturale diventa peccato cultuale", tanto che "il mio canto irrita le orecchie del Signore".

Non c´è però bisogno di spingersi indietro nel tempo per trovare esempi calzanti di questo peccato culturale, perché anche il nostro presente né è pieno. "All´inizio – ha affermato il predicatore – c´è il peccato culturale: egoismo, menzogna e demonizzazione dell´avversario" che echeggiano in affermazioni come "La gente è stufa – condividi se sei indignato – se a te interessa degli altri, perché non te li prendi a casa tua?´. "Poi – ha proseguito Fiume – il peccato cultuale, con vangelini – ben chiusi – esibiti in campagna elettorale con ben altri intenti che la propria edificazione spirituale e, più in generale, con la religione degradata a simbolo identitario orgoglioso ed escludente. E infine il peccato sociale: la minaccia di chiusura dei porti agli immigrati da parte di settori del governo italiano al fine di esercitare una pressione internazionale".


Il testo di Isaia ci conduce a confessare il nostro peccato culturale, da cui nessuno può dirsi immune, ma anche ci rassicura della presenza del Signore anche in questo tempo con il suo patto e la sua promessa che " le mie parole che ho messe nella tua bocca non si allontaneranno mai dalla tua bocca, né dalla bocca della tua discendenza, né dalla bocca della discendenza della tua discendenza". Una Parola libera, critica, che non si conforma allo spirito del tempo, ma è animata dallo Spirito di Dio.

Durante il culto è stata raccolta una colletta a favore degli sfollati del ponte Morandi di Genova.

I lavori del Sinodo sono proseguiti con l´elezione del seggio dell´Assemblea, presidente il pastore Daniele Bouchard e vice presidente Patrizia Bertesi, ed entreranno nel vivo domani con un fitto programma che comprende la presentazione della Ricerca Sociologica su Rispondenza e Statistiche Ecclesiastiche "Ri.So.R.S.E.", il Bilancio sociale 2017 delle Chiese metodiste e valdesi e la consegna del "World Methodist Peace Award" all´Opera per le chiese evangeliche metodiste in Italia (OPCEMI).


Fonte: NEV - notizie evangeliche
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2021

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Versetto del mese:
Rallegratevi perché i vostri nomi
Sono scritti nei cieli
(Luca 10, 20)
Salmo della settimana:63


Sabato 27 Febbraio

Dio circondò il suo popolo, ne prese cura, lo custodì come la pupilla dei suoi occhi. Come una aquila che desta la sua nidiata, volteggia sopra i suoi piccini, spiega le sue ali, li prende e li porta sulle penne (Deuteronomio 32, 10-11)
E la pace di Dio, che supera ogni intelligenza, custodirà i vostri cuori e i vostri pensieri in Cristo Gesù (Filippesi 4,7)

Il fiume / non trova la sua pace / finché non è al mare / finché non è più lui / ma acqua nell’acqua sterminata. / Così è per la vita umana. / Il nostro breve corso / non trova riposo / che nell oceano infinito di Dio.
Carlo Lupo


Romani 6, 12-18; Luca 11, 14-28





Preghiera

Quando il passato ci opprime,
quando il presente ci angustia,
quando il futuro ci spaventa,
alziamo gli occhi verso di te.

Donaci, Signore, i segni della tua presenza
in mezzo alla confusione del mondo e delle nostre vite!
Ti chiediamo di imprimere nei nostri cuori
le tue promesse per rafforzarci e guidarci ogni giorno
Helmut Gollwitzer



COMMENTO AL VERSETTO
Il frutto dello Spirito è amore, gioia, pace, pazienza, benevolenza, bontà, fedeltà, mansuetudine, autocontrollo
Galati 5, 22
Diceva Martin Lutero: «Dove Dio ha costruito una chiesa, il diavolo costruisce anche lui una cappella». È vero. Il diavolo si fa sentire. E come. Siamo soliti ascoltare le cose negative intorno a noi, anche se le cose positive sono presenti. Per una ragione o altra quelle negative lasciano un segno profondo. Già per questo la vecchia abitudine di imparare a memoria questa frase dell’apostolo Paolo è un consiglio più che buono. Riporta in primo piano il frutto dello Spirito.

Il frutto dello Spirito, al singolare. Le nove parole insieme formano il frutto dello Spirito. Non se ne possono scegliere alcune, e lasciarne da parte altre. Sono come gli spicchi di un mandarino, insieme formano il mandarino. Insieme questi spicchi formano il frutto dello Spirito.

Il frutto dello Spirito. Un frutto ha bisogno del tempo per crescere. Inoltre non cresce da solo. Grazie a Dio il frutto cresce. Ma questo non toglie la nostra responsabilità. Dal seme al frutto. Su molte cose non possiamo incidere più di tanto, penso al sole o alle tempeste ma possiamo comunque annaffiare, fertilizzare, potare.

Si può parlare del fattore Dio e del fattore umano con il frutto dello Spirito. Il fattore Dio implica che il frutto è in definitiva un dono di Dio, che è lo Spirito che permette al frutto di crescere nella tua vita. Ma il fattore umano è che ti concentri consapevolmente su quel frutto, che rimuovi gli ostacoli, che togli le erbacce, che dai l’acqua quando serve, etc.

Quando il frutto dello Spirito fiorisce nelle nostre vite, questo è in primo luogo un dono di Dio, ma anche i nostri sforzi hanno un loro ruolo. Dio ci vuole partecipi nel suo Regno.


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