03 Luglio 2020
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Sinodo valdese e metodista 2016: viviamolo insieme!

19-08-2016 16:02 - News
Torna alla fine di agosto (quest´anno dal 21 al 26) l´appuntamento con il sinodo delle Chiese metodiste e valdesi, un evento che riunisce i deputati delle varie comunità e pastori di tutta Italia per dare vita a un´assemblea che esprime l´unità di tutte le chiese e delibera sulle questioni più importanti di fede, etica, organizzazione e altro ancora.
Come è ovvio, la gran parte di questo evento è riservata ai membri dell´assemblea sinodale, con la possibilità però per i membri di chiesa di assistere ai lavori.
Tuttavia, intorno al sinodo fioriscono ogni anno iniziative pubbliche di vario genere che rappresentano una bella occasione di stare insieme e di conoscere meglio la realtà di questa chiesa cristiana evangelica riformata e anche i luoghi splendidi della Val Pellice (in provincia di Torino) ai piedi delle Alpi Cozie.
Scopriamo insieme questo programma

Il sinodo
Il sinodo comincerà domenica 21 agosto alle 15.30 con il culto nel tempio valdese di Torre Pellice, dopo il tradizionale corteo dei membri sinodali, che parte dalla adiacente Casa valdese. A predicare sarà il pastore Gianni Genre. Si tratta di un appuntamento di fede e di preghiera aperto a tutti. A partire dalla mattina di lunedì 22 fino a venerdì 26 i lavori sinodali andranno avanti nell´aula all´interno della Casa valdese. All´interno dell´aula sono ammessi i soli membri sinodali (compresi i numerosi ospiti italiani e stranieri), mentre i membri delle varie Sinodo delle chiese metodiste e valdesicomunità locali valdesi e metodiste possono assistere attraverso i maxischermi posizionati in una struttura all´esterno.
Tutti, però, possono visitare i numerosi stand che si trovano intorno all´aula sinodale: banchi di libri e di manufatti artigianali di vario tipo, spazi gastronomici e altri dove varie associazioni - molte delle quali sostenute dall´otto per mille valdese e metodista - si fanno conoscere.
Prima (il 19 agosto) e durante (il 24) il sinodo si tengono le sedute del Corpo pastorale (riservato ai pastori e alle pastore), mentre il 18 agosto si tiene l´assemblea degli iscritti in ruolo (pastori, pastore, diaconi e diacone). Questi appuntamenti sono aperti (salvo alcuni momenti) a tutti i membri delle chiese metodiste e valdesi.

La serata pubblica
Come da tradizione, la sera del lunedì del sinodo, il 22 agosto, si tiene nel tempio valdese di Torre Pellice la "serata pubblica", ovviamente aperta a tutti. Un´occasione di confronto e di approfondimento che quest´anno sarà dedicato al tema "Corridoi di speranza", in riferimento al progetto dei corridoi umanitari promossi dalla Tavola valdese, dalla Federazione delle Chiese evangeliche in Italia (FCEI) e dalla Comunità di S. Egidio, e finanziariamente sostenuto - quasi per intero - dall´otto per mille valdese e metodista.

I pre-sinodi
Il sinodo è preceduto da due "pre-sinodi" entrambi sabato 20 agosto: quello dei giovani della FGEI, Federazione giovanile evangelica in Italia (dalle 13 nella Casa unionista di Torre Pellice con grigliata, discussioni, serata di festa) sul tema "(Non) aprite quella porta...?"; e quello delle donne della FDEI, Federazione donne evangeliche in Italia, e della FFEVM, Federazione femminile evangelica valdese e metodista, (dalle 15.30 nella sala Scroppo della biblioteca comunale di Torre Pellice) sul tema "Innovatrici, complementari o scomode. Donne delle chiese evangeliche".

Incontri, proiezioni, musica
Tanti gli eventi pubblici, come detto, che si svolgono attorno al sinodo a Torre Pellice. Tra questi citiamo la tradizionale "Giornata Miegge" (19 agosto alle 11, Casa valdese) sul tema "Fede e storia, fede e Sinodo delle chiese metodiste e valdesidiritto, impegno della società" sulle figure di Giorgio Spini e Giorgio Peyrot; l´incontro su "L´attualità della Riforma protestante" (sabato 20 agosto alle 21, Galleria Scroppo) con Fulvio Ferrario e Sergio Rostagno intervistati da Sabina Baral e Alberto Corsani; la proiezione del documentario "Valdenses" (21 agosto alle 21, Teatro del Forte) del regista argentino Marcel Gonnet; il concerto per 4 solisti, cori e organo (23 agosto alle 21 nel tempio valdese) con l´Ensemble Euridice, il Coro valdese di Torino, i ragazzi del Corelli e gli amici di Torre Pellice; un ricordo della scrittrice Marina Jarre (Galleria Scroppo, 24 agosto alle 20.45) con letture di Gisella Bein e interventi di Massimo Salvadori e Giorgio Bouchard; la presentazione del libro "La guerra nelle Valli valdesi" di Federico Jahier (Galleria Scroppo, 25 agosto alle 21).
Senza dimenticare l´interessantissimo Museo valdese - con tutta la storia dei valdesi, dagli albori come cosiddetta eresia medievale, all´adesione alla Riforma protestante del XVI secolo, ai giorni nostri - aperto tutti i giorni dalle 16 alle 19. Insomma, che dire di più? Vi aspettiamo, viviamo il sinodo insieme!

Fonte: Chiesa Valdese

UN GIORNO UNA PAROLA

2020

L U G L I O
Versetto del mese:
L’angelo del Signore tornò una seconda volta,
toccò Elia, e disse:
«Alzati e mangia, perché il cammino è troppo lungo per te»
(I Re 19, 7)



Salmo della settimana : 106, 1-23

Venerdì 3 Luglio

Le tue mani mi hanno fatto e formato; dammi intelligenza e imparerò i tuoi comandamenti (Salmo 119, 73)
Questo è il suo comandamento: che crediamo nel nome del Figlio suo, Gesù Cristo e ci amiamo gli uni gli altri (I Giovanni 3,23)

Si può comandare di credere? Si può comandare di amare? A viste umane, la risposta è no a entrambe le domande. Nel primo caso, la fede deve essere una libera adesione a una parola che ci interpella e vogliamo con forza rivendicare la nostra possibilità di scelta, soprattutto quella di sottrarci e di dire no, la risposta che ci fa sentire autonomi e maggiorenni. Nel secondo caso, riteniamo forse ancora più assurdo ordinare di provare un sentimento, l’amore, il più alto dei sentimenti, che secondo noi sfugge addirittura al controllo della nostra razionalità, come il bambino capriccioso, Cupido, con cui lo rappresentavano gli antichi. Eppure la parola di Dio ci smentisce clamorosamente, riproponendoci sia il comandamento della fede in Cristo Gesù, sia il comandamento dell’amore per il prossimo. Quando Cristo Gesù ci afferra totalmente, saremo obbligati a divenire suoi schiavi, come successe fra tanti a Paolo di Tarso, servi suoi, privati del loro libero arbitrio, persone che non potranno non pregare quotidianamente «sia fatta la Tua volontà». E anche se il prossimo, magari ostile, o ributtante, antipatico, spregevole, odioso ci apparirà tutto meno che amabile, al nostro agire si imporrà perentorio l’ordine di amarlo, e non tanto a parole, ma a fatti, sull’esempio di Colui che fu capace di amare chi lo inchiodò sulla croce del Golgota.

Galati 3, 6-14; I Re 13, 1-10




Preghiera


Signore,
nella nostra stanchezza poni su di
noi la tua mano che ridona vigore;
Fa’ soffiare il tuo Spirito che dona
vita nuova.
Non lasciare che la nostra
Esistenza si spezzi in mille
Frammenti e disperda il suo senso
In mille incombenze quotidiane.
Donaci di udire ogni giorno
di nuovo la tua chiamata a
seguire i tuoi passi sul cammino
della nostra esistenza e donaci
di saperci rispondere con fede,
speranza e amore.
Con te, Signore, c’è sempre una
parola nuova da imparare,
nuova speranza in cui
porre fiducia. La nostra vita
sia un grazie a te, un canto di
riconoscenza per la tua grazia, il
tuo perdono la tua salvezza. Nel
nome di Gesù. Amen




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COMMENTO AL VERSETTO

Il frutto dello Spirito è amore, gioia, pace, pazienza, benevolenza, bontà, fedeltà, mansuetudine, autocontrollo
Galati 5, 22

Diceva Martin Lutero: «Dove Dio ha costruito una chiesa, il diavolo costruisce anche lui una cappella». È vero. Il diavolo si fa sentire. E come. Siamo soliti ascoltare le cose negative intorno a noi, anche se le cose positive sono presenti. Per una ragione o altra quelle negative lasciano un segno profondo. Già per questo la vecchia abitudine di imparare a memoria questa frase dell’apostolo Paolo è un consiglio più che buono. Riporta in primo piano il frutto dello Spirito.

Il frutto dello Spirito, al singolare. Le nove parole insieme formano il frutto dello Spirito. Non se ne possono scegliere alcune, e lasciarne da parte altre. Sono come gli spicchi di un mandarino, insieme formano il mandarino. Insieme questi spicchi formano il frutto dello Spirito.

Il frutto dello Spirito. Un frutto ha bisogno del tempo per crescere. Inoltre non cresce da solo. Grazie a Dio il frutto cresce. Ma questo non toglie la nostra responsabilità. Dal seme al frutto. Su molte cose non possiamo incidere più di tanto, penso al sole o alle tempeste ma possiamo comunque annaffiare, fertilizzare, potare.

Si può parlare del fattore Dio e del fattore umano con il frutto dello Spirito. Il fattore Dio implica che il frutto è in definitiva un dono di Dio, che è lo Spirito che permette al frutto di crescere nella tua vita. Ma il fattore umano è che ti concentri consapevolmente su quel frutto, che rimuovi gli ostacoli, che togli le erbacce, che dai l’acqua quando serve, etc.

Quando il frutto dello Spirito fiorisce nelle nostre vite, questo è in primo luogo un dono di Dio, ma anche i nostri sforzi hanno un loro ruolo. Dio ci vuole partecipi nel suo Regno.


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Chiesa Evangelica Valdese di Lucca
Via Galli Tassi, 50 - Lucca (Lucca)
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