09 Maggio 2021
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Sinodo valdese e metodista 2016: viviamolo insieme!

19-08-2016 16:02 - News
Torna alla fine di agosto (quest´anno dal 21 al 26) l´appuntamento con il sinodo delle Chiese metodiste e valdesi, un evento che riunisce i deputati delle varie comunità e pastori di tutta Italia per dare vita a un´assemblea che esprime l´unità di tutte le chiese e delibera sulle questioni più importanti di fede, etica, organizzazione e altro ancora.
Come è ovvio, la gran parte di questo evento è riservata ai membri dell´assemblea sinodale, con la possibilità però per i membri di chiesa di assistere ai lavori.
Tuttavia, intorno al sinodo fioriscono ogni anno iniziative pubbliche di vario genere che rappresentano una bella occasione di stare insieme e di conoscere meglio la realtà di questa chiesa cristiana evangelica riformata e anche i luoghi splendidi della Val Pellice (in provincia di Torino) ai piedi delle Alpi Cozie.
Scopriamo insieme questo programma

Il sinodo
Il sinodo comincerà domenica 21 agosto alle 15.30 con il culto nel tempio valdese di Torre Pellice, dopo il tradizionale corteo dei membri sinodali, che parte dalla adiacente Casa valdese. A predicare sarà il pastore Gianni Genre. Si tratta di un appuntamento di fede e di preghiera aperto a tutti. A partire dalla mattina di lunedì 22 fino a venerdì 26 i lavori sinodali andranno avanti nell´aula all´interno della Casa valdese. All´interno dell´aula sono ammessi i soli membri sinodali (compresi i numerosi ospiti italiani e stranieri), mentre i membri delle varie Sinodo delle chiese metodiste e valdesicomunità locali valdesi e metodiste possono assistere attraverso i maxischermi posizionati in una struttura all´esterno.
Tutti, però, possono visitare i numerosi stand che si trovano intorno all´aula sinodale: banchi di libri e di manufatti artigianali di vario tipo, spazi gastronomici e altri dove varie associazioni - molte delle quali sostenute dall´otto per mille valdese e metodista - si fanno conoscere.
Prima (il 19 agosto) e durante (il 24) il sinodo si tengono le sedute del Corpo pastorale (riservato ai pastori e alle pastore), mentre il 18 agosto si tiene l´assemblea degli iscritti in ruolo (pastori, pastore, diaconi e diacone). Questi appuntamenti sono aperti (salvo alcuni momenti) a tutti i membri delle chiese metodiste e valdesi.

La serata pubblica
Come da tradizione, la sera del lunedì del sinodo, il 22 agosto, si tiene nel tempio valdese di Torre Pellice la "serata pubblica", ovviamente aperta a tutti. Un´occasione di confronto e di approfondimento che quest´anno sarà dedicato al tema "Corridoi di speranza", in riferimento al progetto dei corridoi umanitari promossi dalla Tavola valdese, dalla Federazione delle Chiese evangeliche in Italia (FCEI) e dalla Comunità di S. Egidio, e finanziariamente sostenuto - quasi per intero - dall´otto per mille valdese e metodista.

I pre-sinodi
Il sinodo è preceduto da due "pre-sinodi" entrambi sabato 20 agosto: quello dei giovani della FGEI, Federazione giovanile evangelica in Italia (dalle 13 nella Casa unionista di Torre Pellice con grigliata, discussioni, serata di festa) sul tema "(Non) aprite quella porta...?"; e quello delle donne della FDEI, Federazione donne evangeliche in Italia, e della FFEVM, Federazione femminile evangelica valdese e metodista, (dalle 15.30 nella sala Scroppo della biblioteca comunale di Torre Pellice) sul tema "Innovatrici, complementari o scomode. Donne delle chiese evangeliche".

Incontri, proiezioni, musica
Tanti gli eventi pubblici, come detto, che si svolgono attorno al sinodo a Torre Pellice. Tra questi citiamo la tradizionale "Giornata Miegge" (19 agosto alle 11, Casa valdese) sul tema "Fede e storia, fede e Sinodo delle chiese metodiste e valdesidiritto, impegno della società" sulle figure di Giorgio Spini e Giorgio Peyrot; l´incontro su "L´attualità della Riforma protestante" (sabato 20 agosto alle 21, Galleria Scroppo) con Fulvio Ferrario e Sergio Rostagno intervistati da Sabina Baral e Alberto Corsani; la proiezione del documentario "Valdenses" (21 agosto alle 21, Teatro del Forte) del regista argentino Marcel Gonnet; il concerto per 4 solisti, cori e organo (23 agosto alle 21 nel tempio valdese) con l´Ensemble Euridice, il Coro valdese di Torino, i ragazzi del Corelli e gli amici di Torre Pellice; un ricordo della scrittrice Marina Jarre (Galleria Scroppo, 24 agosto alle 20.45) con letture di Gisella Bein e interventi di Massimo Salvadori e Giorgio Bouchard; la presentazione del libro "La guerra nelle Valli valdesi" di Federico Jahier (Galleria Scroppo, 25 agosto alle 21).
Senza dimenticare l´interessantissimo Museo valdese - con tutta la storia dei valdesi, dagli albori come cosiddetta eresia medievale, all´adesione alla Riforma protestante del XVI secolo, ai giorni nostri - aperto tutti i giorni dalle 16 alle 19. Insomma, che dire di più? Vi aspettiamo, viviamo il sinodo insieme!

Fonte: Chiesa Valdese
UN GIORNO UNA PAROLA
2021

M A G G I O
Versetto del mese
Apri la bocca in favore del muto, per sostenere la causa di tutti gli infelici
(Proverbi 31, 8)

Salmo della settimana: 1

Domenica 9 Maggio
Benedetto sia Dio, che non ha respinto la mia preghiera e non mi ha negato la sua grazia (Salmo 66,20)


Il Dio eterno è il tuo rifugio (Deuteronomio 33,27)
La sua misericordia si estende di generazione in generazione su quelli che lo temono (Luca 1,50)


Ancora prima del sorgere del giorno e della fine della notte, ancora prima che si formassero i monti, per dividere il mare dalla terraferma, sei tu, Signore, il nostro Dio, il rifugio per generazioni. Noi per te viviamo, per te moriamo. Da te veniamo e a te ritorniamo
Eugen Eckert



Luca 11, 1-13; I Timoteo 2, 1-6a; Esodo 32, 7-14

Sperare in Dio fino alla fine

Un commento a:
"Tu sei il Dio della mia salvezza; io spero in Te ogni giorno" (Salmo 25, 5)

Man mano che si va avanti nella vita e i giorni si accumulano uno sull altro diventando mesi, anni, decenni, aumentano i momenti in cui vengono in mente, come in un filmato, le immagini della propria vita, le occasioni felici e le difficoltà affrontate, e soprattutto le persone conosciute, specialmente quelle amate, il cui numero si assottiglia sempre più, lasciando un senso di grande nostalgia.
E nel contempo cresce la coscienza che il tempo che resta per giungere allo scorrere dei titoli di coda del nostro film si riduce rapidamente.
Spesso si paragona la vita ad una maratona. E quando ci si rende conto che la corsa – come scrive l apostolo Paolo a Timoteo – sta per finire, è bello potersi rendere conto che, anche nei momenti più faticosi del percorso, la forza per continuare ti è venuta dalla fede. Anche nell ultimo miglio, dunque, che precede l entrata nello stadio, “corriamo con perseveranza la gara fissando lo sguardo su Gesù” il nostro trainer. Quando giungeremo nello stadio una gran schiera di testimoni ci accoglierà dagli spalti, incitandoci a tagliare il traguardo per ricevere la corona di giustizia.
“Tu sei il Dio della mia salvezza”, afferma il salmista ripassando la sua vita e riconoscendo che ogni giorno la sua corsa è stata sorretta della speranza nel Signore.
In questi lunghi mesi di pandemia abbiamo imparato quante persone siano state tenute in vita dall ossigeno. L ossigeno di Dio è il suo amore. L’amore che ha creato e regge la vita dell’universo e di ogni creatura e che mai avrà termine, perché né morte né vita, nulla potrà separarci dall’amore di Dio che è in Cristo Gesù, nostro Signore (Romani 8, 38-39).
Questo intreccio di fede, speranza e amore è ciò che avvolge la nostra vita qui ed oltre.
Corriamo dunque la nostra maratona senza perderci d’animo, incitando tutti coloro che corrono con noi a riconoscere che è Dio che ci ha posto un giorno su questa strada, è Dio che ci aiuta nella nostra corsa ed è sempre Lui che ci accoglie sul traguardo.
Emmanuele Paschetto





Preghiera

Signore Dio nostro, è col cuore colmo di riconoscenza che oggi veniamo a Te per esprimerti il nostro grazie per ciò che hai fatto per noi offrendoci , immeritatamente, la tua misericordia, il tuo amore, la tua salvezza.
Non ci hai mai abbandonati; ci hai accompagnati fin qui, ci hai aiutati a rialzarci nei momenti di difficoltà e di sconforto; ci permetti di chiamarti Padre, che per ciascuno di noi significa insegnamento, protezione e prospettiva futura.
Perdonaci per le tante volte in cui ci siamo fatti sopraffare dallo scoraggiamento e dal dubbio dimenticando i numerosi interventi nella nostra vita; come i primi discepoli, con troppa istintiva leggerezza ti abbiamo rinnegato, tradito, vivendo così tutto il peso della nostra miseria umana che tu avevi già portato sulla croce per noi.
Abbiamo però sperimentato anche lo strattone che tu ci hai dato e che ci ha ricordato che nessuno ci strapperà dalla tua mano.
Per tutto questo, Padre, ti ringraziamo!
In questo momento in cui il Creato sta soffrendo per colpa degli uomini e questi sono sconvolti da tanti focolai di guerra, da ingiustizie sociali e da tante morti per il Covid 19, noi ti chiediamo, o Padre, che questo induca tutti a riflettere e i potenti della terra ad interrogarsi…..; fa che ciascuno possa alzare gli occhi verso di te, riconoscerti come Dio e che il tuo Nome possa essere santificato.
Ti chiediamo che lo Spirito santo rinnovi la nostra fede la fortifichi e ci renda davvero capaci di essere latori della tua luce nel mondo ritrovando quell’unità con Te e tra noi attraverso la quale il mondo possa capire che siamo tuoi figli e perciò testimoni della tua Parola.
Ti preghiamo per quanti sperano in Te, e per quanti non ti conoscono; per coloro che faticano a sopravvivere per le guerre, per la fame, per l ingiustizia umana, per tutti i diseredati.
Grazie per il sacrificio di Gesù per noi e per la sua vittoria sulla morte.
Ascoltaci Padre, ti preghiamo per Cristo nostro Signore. Amen



COMMENTO AL VERSETTO
Il frutto dello Spirito è amore, gioia, pace, pazienza, benevolenza, bontà, fedeltà, mansuetudine, autocontrollo
Galati 5, 22
Diceva Martin Lutero: «Dove Dio ha costruito una chiesa, il diavolo costruisce anche lui una cappella». È vero. Il diavolo si fa sentire. E come. Siamo soliti ascoltare le cose negative intorno a noi, anche se le cose positive sono presenti. Per una ragione o altra quelle negative lasciano un segno profondo. Già per questo la vecchia abitudine di imparare a memoria questa frase dell’apostolo Paolo è un consiglio più che buono. Riporta in primo piano il frutto dello Spirito.

Il frutto dello Spirito, al singolare. Le nove parole insieme formano il frutto dello Spirito. Non se ne possono scegliere alcune, e lasciarne da parte altre. Sono come gli spicchi di un mandarino, insieme formano il mandarino. Insieme questi spicchi formano il frutto dello Spirito.

Il frutto dello Spirito. Un frutto ha bisogno del tempo per crescere. Inoltre non cresce da solo. Grazie a Dio il frutto cresce. Ma questo non toglie la nostra responsabilità. Dal seme al frutto. Su molte cose non possiamo incidere più di tanto, penso al sole o alle tempeste ma possiamo comunque annaffiare, fertilizzare, potare.

Si può parlare del fattore Dio e del fattore umano con il frutto dello Spirito. Il fattore Dio implica che il frutto è in definitiva un dono di Dio, che è lo Spirito che permette al frutto di crescere nella tua vita. Ma il fattore umano è che ti concentri consapevolmente su quel frutto, che rimuovi gli ostacoli, che togli le erbacce, che dai l’acqua quando serve, etc.

Quando il frutto dello Spirito fiorisce nelle nostre vite, questo è in primo luogo un dono di Dio, ma anche i nostri sforzi hanno un loro ruolo. Dio ci vuole partecipi nel suo Regno.


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