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Sinodo 2017: i temi e gli appuntamenti culturali

10-08-2017 08:06 - News
Un ricco calendario di eventi nei giorni che ruotano attorno all´annuale appuntamento nelle valli valdesi

Molti, come ogni anno, gli eventi culturali che precedono e contornano il Sinodo.

A far da prologo è Bobbio Pellice, venerdì 11 agosto alle 21, nella Sala polivalente, Jean Louis e Maura Sappé presentano Giosué Gianavello, un Invincibile, frammenti della vita del "Capitano delle Valli", nel quarto centenario della nascita del contadino di Rorà, leader della Resistenza valdese nel Seicento. Il recital sarà replicato la sera seguente, 12 agosto, alla stessa ora nel tempio valdese di Rorà.

Venerdì 18, con inizio alle 11 e prosecuzione nel pomeriggio, si tiene la «Giornata Miegge» organizzata dal Centro culturale valdese (Ccv) e dalla segreteria del Corpo pastorale. A seguito di un atto del Sinodo 2016 il tema è «Il carcere e la pena in prospettiva cristiana». Dopo l´introduzione di Davide Rosso, direttore Ccv, intervengono Elisabetta Zamperutti (Nessuno tocchi Caino) su «Essere speranza e diritto alla speranza»; sen. Luigi Manconi («Pena e speranza. Carceri, riabilitazione, esecuzione della pena, riforme possibili»). Il pomeriggio è dedicato al volontariato carcerario con introduzione del past. Francesco Sciotto, testimonianze, relazione della past. Letizia Tomassone su «La colpa e la cura d´anime». Dopo il dibattito proiezione del film Spes contra spem – liberi dentro.

La sera del sabato, alla Galleria F. Scroppo di Torre Pellice, l´editrice Claudiana organizza alle 21 la presentazione del calendario Valli valdesi 2018 dedicato alle fotografie del «pastore fotografo» Roberto Jahier: interventi e proiezioni da parte del nipote Federico e di Sara E. Tourn (Riforma), moderati da Manuel Kromer. Nella Galleria sarà allestita una mostra dei calendari valdesi degli ultimi anni.

Domenica 20, alle 21 al Teatro del Forte, recital del Gruppo teatro Angrogna su Martin Lutero, per organizzazione della Società di studi valdesi. Lunedì 21., serata pubblica del Sinodo, alle 20,45 nel tempio di Torre Pellice, sul tema «Il futuro della Riforma», con Alberto Melloni, don Cristiano Bettega, Marinella Peroni, Fulvio Ferrario. Conduce Paolo Naso, conclusioni del moderatore E. Bernardini.

Martedì sera, alle 21 al tempio valdese, concerto per il V centenario della Riforma a cura del Coro valdese di Torino, degli Amici di voce di Torre Pellice e degli allievi dell´istituto musicale «Corelli» di Pinerolo diretti da Walter Gatti.

Intanto proseguono, alla Fondazione Ccv, le mostre «Piero Guicciardini e la sua raccolta libraria. Presentazione virtuale del "Fondo" conservato a Firenze» e «Lutero e la Riforma attraverso le edizioni del 500 della Biblioteca valdese» (per quest´ultima ingresso 3 euro). Alla Galleria Scroppo, sempre a cura del Ccv, mostra «"Hier stehe ich". Grafica di Umberto Stagnaro».


Fonte: Riforma.it
UN GIORNO UNA PAROLA
2021
A G O S T O
Versetto del mese
Signore, porgi l orecchio,e ascolta!
Signore, apri gli occhi e guarda!
(II Re 10,16)



Salmo della settimana: 14


Domenica 1° Agosto
A chi molto è stato dato, molto sarà richiesto; e a chi molto è stato affidato, tanto più si richiederà (Luca 12,48)

Tu amerai dunque il Signore, il tuo Dio, con tutto il tuo cuore, con tutta l’anima tua e con tutte le tue forze (Deuteronomio 6,5)
Noi amiamo perché Egli ci ha amati per primo (I Giovanni 4,19)


E’ possibile amare Dio con mezzo cuore? E’ possibile provare un sentimento con solo un pezzo di cuore? Si può immaginare che il cuore sia composito. Effettivamente la tradizione rabbinica dà un suggerimento per certi versi sconcertante: si deve amare Dio sia con l isinto del bene, sia con l istinto del male. Infatti nell’uomo vi è una natura doppia, nel profondo, che lo costringere perennemente a scegliere. Ora, se è chiaro che cosa vuol dire amare Dio con la componente positiva, bisogna capire che cosa significhi amare Dio con quella negativa. Suggerisco che io pratico una forma di amore verso Dio nel momento in cui domino l’istinto del male, indirizzando verso Dio la capacità di dominare la tendenza malvagia.
Benedetto Carucci Viterbi


Matteo 13, 44-46; Filippesi 3, 4b-14; Geremia 1, 4-10









Preghiera




Poiché le tue parole, mio Dio,
non sono fatte per rimanere inerti nei nostri libri,
ma per possederci e per correre il mondo in noi,
permetti che, da quel fuoco di gioia da te acceso,
un tempo, su una montagna,
e da quella lezione di felicita,
qualche scintilla ci raggiunga e ci possegga,
ci investa e ci pervada.
Fa che come fiammelle nelle stoppie
corriamo per le vie della città,
e fiancheggiamo le onde della folla,
contagiosi di beatitudine, contagiosi della gioia

Madeleine Delbrel

COMMENTO AL VERSETTO
Il frutto dello Spirito è amore, gioia, pace, pazienza, benevolenza, bontà, fedeltà, mansuetudine, autocontrollo
Galati 5, 22
Diceva Martin Lutero: «Dove Dio ha costruito una chiesa, il diavolo costruisce anche lui una cappella». È vero. Il diavolo si fa sentire. E come. Siamo soliti ascoltare le cose negative intorno a noi, anche se le cose positive sono presenti. Per una ragione o altra quelle negative lasciano un segno profondo. Già per questo la vecchia abitudine di imparare a memoria questa frase dell’apostolo Paolo è un consiglio più che buono. Riporta in primo piano il frutto dello Spirito.

Il frutto dello Spirito, al singolare. Le nove parole insieme formano il frutto dello Spirito. Non se ne possono scegliere alcune, e lasciarne da parte altre. Sono come gli spicchi di un mandarino, insieme formano il mandarino. Insieme questi spicchi formano il frutto dello Spirito.

Il frutto dello Spirito. Un frutto ha bisogno del tempo per crescere. Inoltre non cresce da solo. Grazie a Dio il frutto cresce. Ma questo non toglie la nostra responsabilità. Dal seme al frutto. Su molte cose non possiamo incidere più di tanto, penso al sole o alle tempeste ma possiamo comunque annaffiare, fertilizzare, potare.

Si può parlare del fattore Dio e del fattore umano con il frutto dello Spirito. Il fattore Dio implica che il frutto è in definitiva un dono di Dio, che è lo Spirito che permette al frutto di crescere nella tua vita. Ma il fattore umano è che ti concentri consapevolmente su quel frutto, che rimuovi gli ostacoli, che togli le erbacce, che dai l’acqua quando serve, etc.

Quando il frutto dello Spirito fiorisce nelle nostre vite, questo è in primo luogo un dono di Dio, ma anche i nostri sforzi hanno un loro ruolo. Dio ci vuole partecipi nel suo Regno.


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