19 Maggio 2021
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"Siamo fratelli", l´appello all´accoglienza dei cristiani di Venezia

02-12-2015 10:53 - Bibbia e attualità

Il testo del documento letto pubblicamente sul Ponte della Paglia
Roma (NEV), 25 novembre 2015 - Si sono ritrovati lunedì pomeriggio sul Ponte della Paglia. C´erano il patriarca di Venezia mons. Francesco Moraglia, l´archimadrita Evangelos Yfantidis della Sacra arcidiocesi ortodossa d´Italia e di Malta, la pastora valdese Caterina Griffante, i pastori luterano e avventista Bernd Prigge e Davide Mozzato, e i rappresentanti di altre quattro chiese - ortodossa russa, anglicana, ortodossa romena, copta apostolica - per leggere a turno, sullo sfondo del Ponte dei sospiri, nelle proprie lingue d´origine, l´appello congiunto intitolato "Siamo fratelli". Fratelli non solo gli uni degli altri, in quanto cristiani di confessioni diverse che si ritrovano insieme, ma fratelli soprattutto di coloro che sono costretti a lasciare le loro terre per guerre e povertà. E´ un appello all´accoglienza quello dei cristiani di Venezia che ritengono di "non potere rimanere in silenzio davanti all´evento epocale delle migrazioni di popoli nel mondo, migrazioni che arrivano fino alle nostre terre". Pensato prima dei fatti di Parigi, l´appello diventa ancora più pressante per le ripercussione negative che gli attentati nella capitale francese possono avere sul destino dei profughi che cercano di raggiungere l´Europa.

Il documento - che domenica 29 novembre verrà letto nei luoghi di culto delle chiese firmatarie - ribadisce la dignità di ogni persona umana indipendentemente dalle appartenenze etniche, culturali e religiose e ricorda come l´intero insegnamento biblico, tanto nell´Antico quanto nel Nuovo Testamento, sia orientato all´accoglienza dello straniero. Gesù stesso ha affermato "Ero straniero e mi accoglieste". Per questo "come cristiani, noi crediamo che nello straniero che arriva nella nostra terra, il nostro Signore Gesù Cristo ci fa il grande onore di venirci a visitare. Esortiamo perciò le nostre comunità cristiane ad accogliere gli immigrati come una visita speciale di Gesù Signore". Lo straniero che viene in mezzo a noi non deve dunque essere fonte di paura e di chiusura, bensì "annuncio di speranza, di fecondità, di futuro".

Dalla stesura e presentazione dell´appello è nata la proposta di istituire nella città un tavolo di dialogo interreligioso. Il documento si può scaricare a questa pagina web: http://www.ortodossia.it/w/media/com_form2content/documents/c17/a1734/f255/23.11italiano.pdf.

Fonte: NEV - notizie evangeliche
UN GIORNO UNA PAROLA
2021

M A G G I O
Versetto del mese
Apri la bocca in favore del muto, per sostenere la causa di tutti gli infelici
(Proverbi 31, 8)

Salmo della settimana: 27



Martedì 18 Maggio


Ha lasciato il ricordo dei suoi prodigi; il Signore è pietoso e misericordioso (Salmo 111, 4)
Quando fu a tavola con loro prese il pane, lo benedisse, lo spezzò e diede loro. Allora i loro occhi furono aperti e lo riconobbero (Luca 24, 30-31)


Signore Gesù Cristo, è una gioia mangiare e bere in silenzio alla tua mensa, dopo aver udito, capito e amato il senso di questa comunione. E’ una gioia non dover più parlare, spiegare, commentare, ma solo prendere e ricevere.
Andrè Dumas


I Giovanni 4, 1-6; Atti degli apostoli 1, 15-26


Preghiera

Signore Dio nostro, è col cuore colmo di riconoscenza che oggi veniamo a Te per esprimerti il nostro grazie per ciò che hai fatto per noi offrendoci , immeritatamente, la tua misericordia, il tuo amore, la tua salvezza.
Non ci hai mai abbandonati; ci hai accompagnati fin qui, ci hai aiutati a rialzarci nei momenti di difficoltà e di sconforto; ci permetti di chiamarti Padre, che per ciascuno di noi significa insegnamento, protezione e prospettiva futura.
Perdonaci per le tante volte in cui ci siamo fatti sopraffare dallo scoraggiamento e dal dubbio dimenticando i numerosi interventi nella nostra vita; come i primi discepoli, con troppa istintiva leggerezza ti abbiamo rinnegato, tradito, vivendo così tutto il peso della nostra miseria umana che tu avevi già portato sulla croce per noi.
Abbiamo però sperimentato anche lo strattone che tu ci hai dato e che ci ha ricordato che nessuno ci strapperà dalla tua mano.
Per tutto questo, Padre, ti ringraziamo!
In questo momento in cui il Creato sta soffrendo per colpa degli uomini e questi sono sconvolti da tanti focolai di guerra, da ingiustizie sociali e da tante morti per il Covid 19, noi ti chiediamo, o Padre, che questo induca tutti a riflettere e i potenti della terra ad interrogarsi…..; fa che ciascuno possa alzare gli occhi verso di te, riconoscerti come Dio e che il tuo Nome possa essere santificato.
Ti chiediamo che lo Spirito santo rinnovi la nostra fede la fortifichi e ci renda davvero capaci di essere latori della tua luce nel mondo ritrovando quell’unità con Te e tra noi attraverso la quale il mondo possa capire che siamo tuoi figli e perciò testimoni della tua Parola.
Ti preghiamo per quanti sperano in Te, e per quanti non ti conoscono; per coloro che faticano a sopravvivere per le guerre, per la fame, per l ingiustizia umana, per tutti i diseredati.
Grazie per il sacrificio di Gesù per noi e per la sua vittoria sulla morte.
Ascoltaci Padre, ti preghiamo per Cristo nostro Signore. Amen



COMMENTO AL VERSETTO
Il frutto dello Spirito è amore, gioia, pace, pazienza, benevolenza, bontà, fedeltà, mansuetudine, autocontrollo
Galati 5, 22
Diceva Martin Lutero: «Dove Dio ha costruito una chiesa, il diavolo costruisce anche lui una cappella». È vero. Il diavolo si fa sentire. E come. Siamo soliti ascoltare le cose negative intorno a noi, anche se le cose positive sono presenti. Per una ragione o altra quelle negative lasciano un segno profondo. Già per questo la vecchia abitudine di imparare a memoria questa frase dell’apostolo Paolo è un consiglio più che buono. Riporta in primo piano il frutto dello Spirito.

Il frutto dello Spirito, al singolare. Le nove parole insieme formano il frutto dello Spirito. Non se ne possono scegliere alcune, e lasciarne da parte altre. Sono come gli spicchi di un mandarino, insieme formano il mandarino. Insieme questi spicchi formano il frutto dello Spirito.

Il frutto dello Spirito. Un frutto ha bisogno del tempo per crescere. Inoltre non cresce da solo. Grazie a Dio il frutto cresce. Ma questo non toglie la nostra responsabilità. Dal seme al frutto. Su molte cose non possiamo incidere più di tanto, penso al sole o alle tempeste ma possiamo comunque annaffiare, fertilizzare, potare.

Si può parlare del fattore Dio e del fattore umano con il frutto dello Spirito. Il fattore Dio implica che il frutto è in definitiva un dono di Dio, che è lo Spirito che permette al frutto di crescere nella tua vita. Ma il fattore umano è che ti concentri consapevolmente su quel frutto, che rimuovi gli ostacoli, che togli le erbacce, che dai l’acqua quando serve, etc.

Quando il frutto dello Spirito fiorisce nelle nostre vite, questo è in primo luogo un dono di Dio, ma anche i nostri sforzi hanno un loro ruolo. Dio ci vuole partecipi nel suo Regno.


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