06 Maggio 2021
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Sì, anche con Facebook possiamo testimoniare l´Evangelo

06-02-2018 09:21 - News
Dal convegno del Primo Distretto valdese utili indicazioni per il lavoro dei «media» Alberto Corsani

Per una volta, benché protestanti convinti, derogheremo al principio dell´aut aut e diremo et, et. Parliamo di strumenti comunicativi e dunque di media. L´avvento, in successione sempre più rapida, di nuovi strumenti legati a Internet (e addirittura le innovazioni all´interno stesso della categoria dei social network) e la loro altrettanto rapida popolarità non devono portarci a rinunciare agli strumenti preesistenti.
Così l´informazione via web non porta necessariamente alla fine del giornale di carta; la possibilità di ascoltare trasmissioni in podcast non soppianta il palinsesto radiofonico strutturato in fasce orarie. Certo, però, in nessuno di questi ruoli ci si può improvvisare, ma vanno acquisite e fatte proprie nuove competenze.

Benvenuto è stato, dunque, il convegno organizzato dalla Commissione esecutiva del I Distretto delle chiese valdesi, sabato 3 febbraio a Torre Pellice («Se Gesù fosse su Facebook – comunicare attraverso i "social": una sfida possibile per le chiese, tra teologia e tecnologie»): un´occasione per fare il punto, anche attraverso il racconto di esperienze pratiche, già in corso a più livelli nelle singole comunità locali e tramite gli strumenti canonici e consolidati (Riforma L´Eco delle valli valdesi, Radio Beckwith evangelica – RBE, ma anche il sito www. chiesavaldese.org).

I lavori sono stati aperti dalla relazione di Daniel Cassou, pastore dell´Eglise protestante unie de France di cui è responsabile per la comunicazione: lungi dall´avere una natura esclusivamente tecnica, il suo intervento ha fornito i presupposti teologici ed ecclesiologici che hanno spinto la sua chiesa (ma il discorso vale per tutte) verso un deciso salto di qualità nella dotazione di strumenti per la comunicazione. Il web e i social network – ha detto – sono dei nuovi «luoghi» della chiesa, ed è lì, in questi luoghi che sono riferimento per l´80% dei giovani, che bisogna andare loro incontro per testimoniare l´Evangelo. Naturalmente bisognerà avere ben chiaro, prima, quale immagine di Dio pensiamo di dover dare attraverso queste nuove forme, in un´epoca che se ne sente solamente sfiorata. Se c´è una forte assonanza anche etimologica tra comunione e comunicazione, bisogna ricordarsi che lo scopo finale è quello della relazione fra le persone. Come protestanti, per natura, siamo disponibili a «stare in rete» e, non secondario, siamo sempre stati disponibili a metterci in discussione.

La mattinata è proseguita con gli interventi di Matteo Scali (RBE), che ha fra l´altro illustrato le diverse maniere in cui le chiese locali organizzano il loro sito, avendo monitorato nell´arco di due mesi l´evolversi delle loro pagine web. Al termine dell´intervento sono state messe in evidenza quattro condizioni per operare produttivamente: un mandato preciso; persone formate allo scopo; l´individuazione di uno spazio/tempo adeguato, in un´epoca in cui tutto avviene sempre contemporaneamente; la disponibilità a fare rete. Alberto Bragaglia, metodista, giornalista in Rai, ha posto in rilievo il carattere provvisorio di ogni acquisizione che si fa in questo settore: ciò che sembra all´avanguardia può essere velocemente modificato ed evolversi aprendo nuove strade. Ma, tra vecchi e nuovi media, ciò che sopravvive come esigenza primaria, anche per una chiesa, è la capacità di fornire un messaggio breve e icastico, che lasci il segno nel lettore o ascoltatore, magari partendo dal racconto di un´esperienza concreta.

Il pomeriggio ha visto l´esposizione di una serie di pratiche: un canale youtube (il gruppo giovani di Pinerolo); una pagina Facebook (chiesa di San Secondo di Pinerolo); l´esperienza di registrazione dei culti, nell´ora del loro effettivo svolgimento (RBE); la registrazione di un culto tenutosi ad hoc per Protestantesimo; l´esperienza dell´Eco delle valli in distribuzione gratuita, supplemento mensile di Riforma. La discussione finale ha consentito a Daniel Cassou di trarre delle conclusioni prendendo spunto dall´ormai imminente 17 febbraio: nel 1848 – ha detto – avete utilizzato dei fuochi per comunicare da una località all´altra l´evento delle Lettere Patenti di Carlo Alberto. Gesti forti attendono oggi di essere comunicati, con qualsivoglia strumento. Naturalmente tutto questo impegno presuppone anche un´altra condizione, emersa nella discussione in gruppi: avere chiara una teologia da cui partire; dopodiché entrano in gioco i diversi strumenti con cui portare, dentro e fuori le chiese, la testimonianza all´Evangelo che tutti e tutte ci muove. Ora, dunque, tocca alle chiese.


Fonte: Riforma.it
UN GIORNO UNA PAROLA
2021

M A G G I O
Versetto del mese
Apri la bocca in favore del muto, per sostenere la causa di tutti gli infelici
(Proverbi 31, 8)

Salmo della settimana: 45

Giovedì 6 Maggio


Gli occhi di tutti sono rivolti a te, e tu dai loro cibo a suo tempo. Tu apri la tua mano, e dai cibo a volontà a tutti i viventi (Salmo 145, 15-16)
Non siate in ansia per la vita vostra, di quel che mangerete, né per il corpo, di che vi vestirete; poiché la vita è più del nutrimento e il corpo più del vestito. Osservate i corvi: non seminano, non mietono; non hanno dispensa né granaio, eppure Dio li nutre. E voi, quanto più degli uccelli valete!


O Creatore della vita, ti rendiamo grazie per tutto ciò che riceviamo, per ciò ciò che mangiamo e per ciò che beviamo. Noi abbiamo cibo non solo nel momento giusto, ma in ogni tempo; abbiamo nutrimento non solo per saziarci, ma oltre il necessario. Preservaci dunque dall essere insaziabili

I Corinzi 14, 6-19; Daniele 12, 1-13

Riprendere il messaggio della salvezza per ogni essere umano
commento a:
Non c è distinzione tra Giudeo e Greco, essendo esso lo stesso Signore di tutti, ricco verso tutti quelli che lo invocano (Romani 10,12)


La distinzione tra Giudeo e Greco riflette la mentalità ebraica che, nell’ambito dell Impero romano, vedeva negli Ebrei il popolo eletto e in tutti gli altri, definiti anche Gentili, coloro che non erano oggetto delle benedizioni di Dio.
L apostolo Paolo, dopo aver combattuto quei Giudei che avevano accettato Gesù come Messia di Israele, con la conversione sulla via di Damasco non solo lo riconosce come tale, ma comprende che la sua opera è in favore di tutta l’umanità.
“Gli stranieri sono eredi con noi, membra come noi di un medesimo corpo e con noi partecipi della promessa fatta in Cristo Gesù mediante il Vangelo” è scritto in Efesini 3, 6.
Questa, nella chiesa della prima generazione, è la grande svolta che Paolo difende a spada tratta, allargando nella lettera ai Galati (3, 28), l abolizione delle categorie divisive che caratterizzano l umanità: “...non c è né schiavo né libero, non c è né maschio né femmina; perché voi tutti siete uno in Cristo”.
La storia del Cristianesimo ci mostra che purtroppo la Chiesa ha quasi sempre disatteso questo messaggio.
Nell odierno mondo globalizzato è ancora più importante vivere e annunciare questo messaggio universalistico. “Il Signore è ricco verso tutti quelli che lo invocano”, dice Paolo. Ma giustamente aggiunge che, per invocare il Signore, occorre conoscerlo, e per conoscerlo bisogna che qualcuno lo presenti, lo annunci, spieghi chi è.
Tocca a noi dunque – se non vogliamo venir meno al mandato che il Signore Risorto ci ha lasciato – riprendere il messaggio dell accoglienza e della salvezza per ogni essere umano, per ogni popolo. E la chiesa non può limitarsi alla predicazione, ma – come dice Giacomo nella sua lettera (1, 22) - deve vivere coerentemente “mettendo in pratica la Parola e non ascoltandola soltanto.”
Emmanuele Paschetto




Preghiera

Signore Dio nostro, è col cuore colmo di riconoscenza che oggi veniamo a Te per esprimerti il nostro grazie per ciò che hai fatto per noi offrendoci , immeritatamente, la tua misericordia, il tuo amore, la tua salvezza.
Non ci hai mai abbandonati; ci hai accompagnati fin qui, ci hai aiutati a rialzarci nei momenti di difficoltà e di sconforto; ci permetti di chiamarti Padre, che per ciascuno di noi significa insegnamento, protezione e prospettiva futura.
Perdonaci per le tante volte in cui ci siamo fatti sopraffare dallo scoraggiamento e dal dubbio dimenticando i numerosi interventi nella nostra vita; come i primi discepoli, con troppa istintiva leggerezza ti abbiamo rinnegato, tradito, vivendo così tutto il peso della nostra miseria umana che tu avevi già portato sulla croce per noi.
Abbiamo però sperimentato anche lo strattone che tu ci hai dato e che ci ha ricordato che nessuno ci strapperà dalla tua mano.
Per tutto questo, Padre, ti ringraziamo!
In questo momento in cui il Creato sta soffrendo per colpa degli uomini e questi sono sconvolti da tanti focolai di guerra, da ingiustizie sociali e da tante morti per il Covid 19, noi ti chiediamo, o Padre, che questo induca tutti a riflettere e i potenti della terra ad interrogarsi…..; fa che ciascuno possa alzare gli occhi verso di te, riconoscerti come Dio e che il tuo Nome possa essere santificato.
Ti chiediamo che lo Spirito santo rinnovi la nostra fede la fortifichi e ci renda davvero capaci di essere latori della tua luce nel mondo ritrovando quell’unità con Te e tra noi attraverso la quale il mondo possa capire che siamo tuoi figli e perciò testimoni della tua Parola.
Ti preghiamo per quanti sperano in Te, e per quanti non ti conoscono; per coloro che faticano a sopravvivere per le guerre, per la fame, per l ingiustizia umana, per tutti i diseredati.
Grazie per il sacrificio di Gesù per noi e per la sua vittoria sulla morte.
Ascoltaci Padre, ti preghiamo per Cristo nostro Signore. Amen



COMMENTO AL VERSETTO
Il frutto dello Spirito è amore, gioia, pace, pazienza, benevolenza, bontà, fedeltà, mansuetudine, autocontrollo
Galati 5, 22
Diceva Martin Lutero: «Dove Dio ha costruito una chiesa, il diavolo costruisce anche lui una cappella». È vero. Il diavolo si fa sentire. E come. Siamo soliti ascoltare le cose negative intorno a noi, anche se le cose positive sono presenti. Per una ragione o altra quelle negative lasciano un segno profondo. Già per questo la vecchia abitudine di imparare a memoria questa frase dell’apostolo Paolo è un consiglio più che buono. Riporta in primo piano il frutto dello Spirito.

Il frutto dello Spirito, al singolare. Le nove parole insieme formano il frutto dello Spirito. Non se ne possono scegliere alcune, e lasciarne da parte altre. Sono come gli spicchi di un mandarino, insieme formano il mandarino. Insieme questi spicchi formano il frutto dello Spirito.

Il frutto dello Spirito. Un frutto ha bisogno del tempo per crescere. Inoltre non cresce da solo. Grazie a Dio il frutto cresce. Ma questo non toglie la nostra responsabilità. Dal seme al frutto. Su molte cose non possiamo incidere più di tanto, penso al sole o alle tempeste ma possiamo comunque annaffiare, fertilizzare, potare.

Si può parlare del fattore Dio e del fattore umano con il frutto dello Spirito. Il fattore Dio implica che il frutto è in definitiva un dono di Dio, che è lo Spirito che permette al frutto di crescere nella tua vita. Ma il fattore umano è che ti concentri consapevolmente su quel frutto, che rimuovi gli ostacoli, che togli le erbacce, che dai l’acqua quando serve, etc.

Quando il frutto dello Spirito fiorisce nelle nostre vite, questo è in primo luogo un dono di Dio, ma anche i nostri sforzi hanno un loro ruolo. Dio ci vuole partecipi nel suo Regno.


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