21 Aprile 2021
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Sì allo Ius Soli

20-06-2017 07:36 - News
La Conferenza del terzo distretto delle Chiese metodiste e valdesi (che raggruppa le chiese dell´Italia centrale), riunita a Firenze il 17 e 18 giugno, ha votato un atto riguardante la riforma della legge sulla cittadinanza italiana auspicandone l´approvazione in Parlamento. Riportiamo qui di seguito l´atto nella sua versione integrale:

La CD III, consapevole e felice del fatto che tra i/le giovani delle chiese ci sia una significativa presenza di italiani/e figli/e di immigrati, che attendono il riconoscimento della cittadinanza italiana, facendo seguito alla campagna sostenuta dalle nostre chiese "l´Italia sono anche io"; auspica che la nuova legge sulla cittadinanza sia approvata dal parlamento e che le chiese continuino nel loro impegno contro ogni forma di discriminazione e di xenofobia. La CD sottolinea che questo impegno affonda le sue radici nella Riforma protestante di cui celebriamo i cinquecento anni, una riforma che "ha scoperto in modo nuovo l´essere umano giustificato unicamente da Cristo, come persona in diretto contatto con Dio. La Riforma ha ravvisato il fondamento dell´identità e del valore della persona umana esclusivamente nel riconoscimento da parte di Dio, indipendentemente da questioni di genere, posizione sociale (ceto), patrimonio individuale (successo) e prestazione religiosa (merito). Ha dunque riconosciuto la libertà come qualifica essenziale della persona" (da "aspettative per il 2017" documento della chiesa evangelica tedesca). Invita le chiese a continuare a lavorare nella costruzione di comunità plurali e ricche di differenze, a vivere sperimentando la comunione e la giustizia che sono dono di Dio è segno del Regno annunciato da Gesù.


Fonte: Chiesavaldese.org
UN GIORNO UNA PAROLA
2021

A P R I L E
Versetto del mese
Cristo è l’immagine del Dio invisibile, il primogenito di ogni creatura
(Colossesi 1,15)


Salmo della settimana: 23

Martedì 20 Aprile
Dio disse a Noè: «Ecco, io stabilisco il mio patto con voi, con i vostri discendenti dopo di voi e con tutti gli esseri viventi che sono con voi; non ci sarà più diluvio per distruggere la terra» (Genesi 9,9-10.11)
Perseverate nella fede, fondati e saldi e senza lasciarvi smuovere dalla speranza del vangelo che avete ascoltato, il quale è stato predicato a ogni creatura sotto il cielo (Colossesi 1, 23)

Quando l Evangelo è predicato e ascoltato si rivela una potenza che afferra e impegna l uomo sino alle radici del suo essere e imposta in modo radicalmente diverso tutta la sua vita e tutto il so pensiero, rinnova tutta la sua mentalità, ponendola nella situazione nuova di u9mo che guarda tutte le cose nella prospettiva di Cristo e della potenza della sua salvezza, di uomo sottoposto all’esigenza di Dio, che lo reclama interamente per sé .
Vittorio Subilia

Matteo 9,35; Colossesi 4, 2-6









Preghiera

Quando il passato ci opprime,
quando il presente ci angustia,
quando il futuro ci spaventa,
alziamo gli occhi verso di te.

Donaci, Signore, i segni della tua presenza
in mezzo alla confusione del mondo e delle nostre vite!
Ti chiediamo di imprimere nei nostri cuori
le tue promesse per rafforzarci e guidarci ogni giorno
Helmut Gollwitzer



COMMENTO AL VERSETTO
Il frutto dello Spirito è amore, gioia, pace, pazienza, benevolenza, bontà, fedeltà, mansuetudine, autocontrollo
Galati 5, 22
Diceva Martin Lutero: «Dove Dio ha costruito una chiesa, il diavolo costruisce anche lui una cappella». È vero. Il diavolo si fa sentire. E come. Siamo soliti ascoltare le cose negative intorno a noi, anche se le cose positive sono presenti. Per una ragione o altra quelle negative lasciano un segno profondo. Già per questo la vecchia abitudine di imparare a memoria questa frase dell’apostolo Paolo è un consiglio più che buono. Riporta in primo piano il frutto dello Spirito.

Il frutto dello Spirito, al singolare. Le nove parole insieme formano il frutto dello Spirito. Non se ne possono scegliere alcune, e lasciarne da parte altre. Sono come gli spicchi di un mandarino, insieme formano il mandarino. Insieme questi spicchi formano il frutto dello Spirito.

Il frutto dello Spirito. Un frutto ha bisogno del tempo per crescere. Inoltre non cresce da solo. Grazie a Dio il frutto cresce. Ma questo non toglie la nostra responsabilità. Dal seme al frutto. Su molte cose non possiamo incidere più di tanto, penso al sole o alle tempeste ma possiamo comunque annaffiare, fertilizzare, potare.

Si può parlare del fattore Dio e del fattore umano con il frutto dello Spirito. Il fattore Dio implica che il frutto è in definitiva un dono di Dio, che è lo Spirito che permette al frutto di crescere nella tua vita. Ma il fattore umano è che ti concentri consapevolmente su quel frutto, che rimuovi gli ostacoli, che togli le erbacce, che dai l’acqua quando serve, etc.

Quando il frutto dello Spirito fiorisce nelle nostre vite, questo è in primo luogo un dono di Dio, ma anche i nostri sforzi hanno un loro ruolo. Dio ci vuole partecipi nel suo Regno.


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