11 Dicembre 2019

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Settimana di preghiera per l´unità dei cristiani: in Italia fervono i preparativi

11-01-2018 09:12 - Ecumenismo
Come tutti gli anni tra poco più di una settimana, dal 18 al 25 gennaio, ricorre in tutto il mondo la Settimana di preghiera per l´unità dei cristiani (SPUC) promossa congiuntamente dal Consiglio ecumenico delle chiese (CEC) e dal Pontificio Consiglio per la promozione dell´unità dei cristiani (PCPUC). Prendendo spunto da Esodo (15:6) "Potente è la tua mano, Signore" tema per il 2018 è il trionfo sull´oppressione, scelto dalle chiese cristiane dei Caraibi, una regione del mondo che in passato ha subito il colonialismo e la schiavitù. (Per approfondimenti vedi qui).

In Italia, da nord a sud della penisola, fervono i preparativi in vista di numerosi incontri, dibattiti, momenti di preghiera e scambi di pulpito: un elenco di appuntamenti che l´Agenzia stampa NEV sta via via aggiornando nella sua apposita pagina "Agenda evangelica ed ecumenica", sotto il titolo "Settimana di preghiera per l´unità dei cristiani".

Il materiale in italiano per l´ottavario, con un´introduzione teologica-pastorale al tema e con suggerimenti per l´organizzazione della stessa SPUC, è stato approntato dalla Società biblica in Italia (SBI) (il PDF può essere scaricato qui). Come ogni anno la presentazione della SPUC contenuta nel fascicolo della SBI è a cura del comitato interconfessionale italiano e firmato da: presidente della Federazione delle chiese evangeliche in Italia (FCEI), pastore Luca Maria Negro; presidente della Commissione episcopale per l´ecumenismo e il dialogo interreligioso della CEI, Ambrogio Spreafico, vescovo di Frosinone-Veroli-Ferentino; presidente della Sacra Arcidiocesi Ortodossa d´Italia e di Malta ed Esarcato per l´Europa Meridionale, metropolita Gennadios.


Fonte: NEV-Notizie Evangeliche.it

UN GIORNO UNA PAROLA

D I C E M B R E
Versetto del mese:
““...chi di voi cammini nelle tenebre, privo di luce,confidi nel nome del Signore
e si appoggi al suo Dio”
(Isaia 50,10b)


Salmo della settimana: 80

Martedì 10 Dicembre


Il Signore disse a Mosè: «Ecco, io farò davanti a tutto il popolo meraviglie, quali non sono state mai fatte su tutta la terra» (Esodo 34, 10)
Gesù andava attorno per tuta la Galilea, insegnando nelle loro sinagoghe e predicando il vangelo del regno, guarendo ogni malattia e ogni infermità tra il popolo (Matteo 4, 23)

Fede è quell’uccello che canta nella notte, quando è ancora buio.
Rabindranath Tagore

Isaia 26, 7; Isaia 45, 1- 8


Preghiera


Signore, insegnaci a confessare il nostro
peccato. Dacci intelligenza, per comprendere
quanto esso sia divenuto parte di
un sistema economico e culturale che
genera miseria.
Dacci compassione per evitare di rimanere
prigionieri del risentimento e della
vendetta dei torti subiti.
Dacci creatività, per trovare i modi possibili
per rimediare ai nostri errori.
Dacci speranza, per scongiurare che il
nostro peccato ci getti nella tristezza e
nella depressione.
Dacci fede, per credere che per quanto
grande sia il nostro peccato,
la tua grazia è sempre e comunque
sovrabbondante, in Cristo Gesù, nostro
Signore.





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COMMENTO AL VERSETTO

Il frutto dello Spirito è amore, gioia, pace, pazienza, benevolenza, bontà, fedeltà, mansuetudine, autocontrollo
Galati 5, 22

Diceva Martin Lutero: «Dove Dio ha costruito una chiesa, il diavolo costruisce anche lui una cappella». È vero. Il diavolo si fa sentire. E come. Siamo soliti ascoltare le cose negative intorno a noi, anche se le cose positive sono presenti. Per una ragione o altra quelle negative lasciano un segno profondo. Già per questo la vecchia abitudine di imparare a memoria questa frase dell’apostolo Paolo è un consiglio più che buono. Riporta in primo piano il frutto dello Spirito.

Il frutto dello Spirito, al singolare. Le nove parole insieme formano il frutto dello Spirito. Non se ne possono scegliere alcune, e lasciarne da parte altre. Sono come gli spicchi di un mandarino, insieme formano il mandarino. Insieme questi spicchi formano il frutto dello Spirito.

Il frutto dello Spirito. Un frutto ha bisogno del tempo per crescere. Inoltre non cresce da solo. Grazie a Dio il frutto cresce. Ma questo non toglie la nostra responsabilità. Dal seme al frutto. Su molte cose non possiamo incidere più di tanto, penso al sole o alle tempeste ma possiamo comunque annaffiare, fertilizzare, potare.

Si può parlare del fattore Dio e del fattore umano con il frutto dello Spirito. Il fattore Dio implica che il frutto è in definitiva un dono di Dio, che è lo Spirito che permette al frutto di crescere nella tua vita. Ma il fattore umano è che ti concentri consapevolmente su quel frutto, che rimuovi gli ostacoli, che togli le erbacce, che dai l’acqua quando serve, etc.

Quando il frutto dello Spirito fiorisce nelle nostre vite, questo è in primo luogo un dono di Dio, ma anche i nostri sforzi hanno un loro ruolo. Dio ci vuole partecipi nel suo Regno.


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