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Seguire Gesù «nell´insanabil nostra debolezza»

28-01-2018 18:23 - Ecumenismo
Un nuovo documento sull´ecumenismo per valdesi, metodisti e battisti

La Tavola Valdese ha inviato alle comunità locali, per un esame approfondito, un documento riguardante il confronto ecumenico, in particolare con il cattolicesimo. Il documento, redatto dalla Commissione consultiva per le relazioni ecumeniche delle chiese valdesi, metodiste e battiste in Italia, fa seguito a quello approvato dal Sinodo del 1998 "L´ecumenismo e il dialogo interreligioso". Trattandosi di un documento congiunto valdese, metodista e battista gli esecutivi delle rispettive chiese decideranno, sulla scorta dei pareri raccolti, le modalità di approvazione del testo da parte delle loro assemblee decisionali.

Del documento, recentemente tradotto anche in inglese, abbiamo parlato con il prof. Fulvio Ferrario, coordinatore della Commissione consultiva per le relazioni ecumeniche.

Che senso ha parlare di ecumenismo in un tempo di disaffezione alla fede, in cui le chiese non sembrano più essere capaci di intercettare il bisogno di senso delle persone?
I protestanti italiani sono una minoranza, che testimonia l´evangelo, nella comprensione della Riforma, in un paese largamente determinato da altre tradizioni cristiane, altre culture, altre tradizioni. Basterebbe questo per collocare la nostra predicazione e la nostra vita ecclesiale in un contesto che definirei "spontaneamente ecumenico".

Papa Francesco sembra privilegiare il linguaggio dei gesti più che lo scambio dottrinale. Il dialogo non rischia di risentirne e su quali punti il confronto è più urgente?
L´ora viene, e forse è già venuta, nella quale i gesti rischiano di incidere meno del dovuto se non sono accompagnati da alcune parole: se definirle «dottrinali» spaventa, e posso capirlo, diciamo «ecclesiali». I temi urgenti sono stati ricordati dal moderatore della Tavola Valdese nel corso della visita di Francesco a Torino (giugno 2015): riconoscimento ecclesiale delle chiese evangeliche, forme di condivisione dell´eucaristia - Cena del Signore; aggiungerei il dialogo sui dissensi «antropologici ed etici», come giustamente li ha chiamati il pontefice.

Oggi il vero terreno divisivo sembra essere l´etica. Qui il rischio di un ripiegamento identitario e di contrapposizione è molto forte. Come si può evitare questa trappola?
Credo che dobbiamo essere molto esigenti nei confronti di noi stessi anzitutto, e poi delle sorelle e fratelli cattolico-romani.

Per quanto ci riguarda, dovremmo superare la tentazione di comportarci come se fossimo gli unici a riflettere sui grandi temi etici, dalla sessualità al fine vita. Ci piace ripetere che «non abbiamo soluzioni prefabbricate» (magari sottintendendo che altri pretenderebbero di averle), ma in effetti incontriamo difficoltà a prestare la dovuta attenzione a voci diverse dalla nostra: quelle cattoliche certamente, ma in qualche caso anche quelle di altre chiese protestanti in Europa. Abbiamo bisogno di ascoltare di più.

Alla chiesa cattolica chiediamo di prendere sul serio il fatto che le nostre scelte (comprese quelle ritenute scandalose; compreso il sostegno alla legge 194, che qualcuno continua ad associare al vocabolario dell´«omicidio»; comprese le benedizioni delle coppie omoaffettive) nascono in una ricerca di fedeltà a Gesù. Ci rendiamo conto che proprio questo appello alla fede suona disorientante per chi è abituato a modelli di pensiero radicalmente diversi. Osiamo pensare, tuttavia, che anche i nostri fratelli e le nostre sorelle potrebbero scoprire, in questo difficile confronto, prospettive inattese. Occorre pazienza e fiducia reciproca. «Nell´insanabil nostra debolezza» vogliamo seguire Gesù. Se, reciprocamente, ci riconosciamo almeno questa volontà, allora il dialogo può partire anche sui temi più spinosi.

L´ecumenismo è qualcosa che riguarda anche i rapporti tra le chiese appartenenti all´evangelismo italiano. A che punto siamo su questo fronte?
Per quanto riguarda i rapporti tra le chiese storiche, il documento indica anzitutto piste di lavoro per il futuro. E´ possibile compiere passi ulteriori nel dialogo tra Battisti, Metodisti e Valdesi, dopo il documento del 1990? Dopo ventisette anni, non sarebbe troppo presto... Anche con la Chiesa luterana si potrebbe fare di più. E´ vero che i rapporti sono ottimi, ma a volte sembrano, se è lecito dirlo, di ottimo vicinato, più che di quotidiana comunione.

In una società sempre più multiculturale come è quella attuale, quali influenze subisce la pratica ecumenica?
Per molti aspetti, questo è il punto cruciale, la grande sfida del XXI secolo. Il dialogo più impegnativo, spesso, non è tra confessioni diverse, ma tra diverse culture e le differenze sono trasversali rispetto alle appartenenze ecclesiali. Il documento tematizza questo punto e azzarda alcune riflessioni. Devo dire, tuttavia, che tutti, in Europa e non solo, siamo, su questo, all´ABC. Il solo fatto di prendere atto di questo mutamento, relativizzando drasticamente il peso dell´ecumenismo «interconfessionale», a favore di quello «interculturale» sarebbe un contributo non piccolo. Non sono sicuro però che le chiese (le nostre e le altre) siano in grado di offrirlo.


Fonte: Chiesavaldese.org
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Versetto del mese
Signore, porgi l orecchio,e ascolta!
Signore, apri gli occhi e guarda!
(II Re 10,16)



Salmo della settimana: 14


Lunedì 2 Agosto

Non abbiate paura, state fermi e vedrete la salvezza che il Signore compirà oggi pere voi (Esodo 14,13)
Manteniamo ferma la confessione della nostra speranza, senza vacillare; perché fedele è colui che ha fatto le promesse (Ebrei 10,23)

Solleva sopra di noi, amato Signore, la luce della tua parola e mantienila alta, cosicchè brilli nei nostri cuori più alta e più forte quando tutte le tentazioni del diavolo, della morte e del peccato cercano di farci cadere nella disperazione, nello scoraggiamento e nella paura e tutto può diventare una sciagura Poichè, se tu non lo farai, allora il diavolo diventerà più forte e ci ottenebrerà e oscurerà la dolce e incipiente luce della tua parola e ci getterà in una tale disperazione che le cose per noi si metteranno peggio che mai. O Dio, rivolgi a noi il tuo volto e mantieni con forza nei nostri cuori la luce della tua valorosa parola contro l omicida, il mentitore, il diavolo, il quale vuole opprimere e soffocare in noi con l omicidio e la dottrina menzognera la medesima parola. Amen
Martin Lutero


I Re 3, 16-28; Atti degli apostoli 27, 13-44









Preghiera




Poiché le tue parole, mio Dio,
non sono fatte per rimanere inerti nei nostri libri,
ma per possederci e per correre il mondo in noi,
permetti che, da quel fuoco di gioia da te acceso,
un tempo, su una montagna,
e da quella lezione di felicita,
qualche scintilla ci raggiunga e ci possegga,
ci investa e ci pervada.
Fa che come fiammelle nelle stoppie
corriamo per le vie della città,
e fiancheggiamo le onde della folla,
contagiosi di beatitudine, contagiosi della gioia

Madeleine Delbrel

COMMENTO AL VERSETTO
Il frutto dello Spirito è amore, gioia, pace, pazienza, benevolenza, bontà, fedeltà, mansuetudine, autocontrollo
Galati 5, 22
Diceva Martin Lutero: «Dove Dio ha costruito una chiesa, il diavolo costruisce anche lui una cappella». È vero. Il diavolo si fa sentire. E come. Siamo soliti ascoltare le cose negative intorno a noi, anche se le cose positive sono presenti. Per una ragione o altra quelle negative lasciano un segno profondo. Già per questo la vecchia abitudine di imparare a memoria questa frase dell’apostolo Paolo è un consiglio più che buono. Riporta in primo piano il frutto dello Spirito.

Il frutto dello Spirito, al singolare. Le nove parole insieme formano il frutto dello Spirito. Non se ne possono scegliere alcune, e lasciarne da parte altre. Sono come gli spicchi di un mandarino, insieme formano il mandarino. Insieme questi spicchi formano il frutto dello Spirito.

Il frutto dello Spirito. Un frutto ha bisogno del tempo per crescere. Inoltre non cresce da solo. Grazie a Dio il frutto cresce. Ma questo non toglie la nostra responsabilità. Dal seme al frutto. Su molte cose non possiamo incidere più di tanto, penso al sole o alle tempeste ma possiamo comunque annaffiare, fertilizzare, potare.

Si può parlare del fattore Dio e del fattore umano con il frutto dello Spirito. Il fattore Dio implica che il frutto è in definitiva un dono di Dio, che è lo Spirito che permette al frutto di crescere nella tua vita. Ma il fattore umano è che ti concentri consapevolmente su quel frutto, che rimuovi gli ostacoli, che togli le erbacce, che dai l’acqua quando serve, etc.

Quando il frutto dello Spirito fiorisce nelle nostre vite, questo è in primo luogo un dono di Dio, ma anche i nostri sforzi hanno un loro ruolo. Dio ci vuole partecipi nel suo Regno.


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