09 Luglio 2020
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Se il papa festeggia Lutero

21-11-2014 17:58 - Ecumenismo
Le conseguenze ecumeniche dell´invito a partecipare al giubileo del 2017

È come se il governo russo invitasse i vertici militari tedeschi a celebrare la commemorazione della battaglia di Stalingrado. Pochi ne hanno sottolineato la felice paradossalità ecumenica, eppure l´invito a partecipare al cinquecentesimo anniversario della Riforma luterana nel 2017, rivolto dal mondo protestante a papa Francesco, è davvero una splendida bomba che potrebbe far esplodere l´angusta gabbia in cui è costretto da tempo il dialogo ecumenico.

Sappiamo bene tutti quanti che, prima dell´elezione di Jorge Mario Bergoglio, i rapporti tra Roma e il mondo riformato erano arrivati forse al punto più basso dai tempi del pre-Concilio Vaticano II. La Santa Sede aveva preferito privilegiare le relazione con gli ortodossi, in chiave di opposizione alla modernità. E si era arrivati al punto di "degradare" le chiese protestanti, un tempo "sorelle", al ruolo di mere "comunità ecclesiali".

L´irruzione sulla scena del papa gesuita, però, sta rivoluzionando tutto. Intanto, Francesco viene dall´Argentina e a Buenos Aires aveva conosciuto bene e aveva buoni rapporti con la comunità valdese locale. Non è un caso che, nell´intervista a Repubblica, li abbia definiti «religiosi di prim´ordine». Da buon pastore latinoamericano, inoltre, ha esperienza della vivacità e del calore spirituale delle chiese pentecostali e con alcuni dei loro pastori, nel tempo, ha tessuto rapporti di vera amicizia (è il caso dell´italiano Traettino, per esempio). Infine, Bergoglio è un figlio spirituale di Ignazio di Loyola, fondatore della Compagnia di Gesù, cioè l´ordine religioso che - pochi lo mettono in rilievo - pur avendo giocato un ruolo di primo piano nella Controriforma, fu spesso sospettato, all´interno della Chiesa cattolica, di cedimento al protestantesimo. Accuse che sono riecheggiate, pari pari, nei giorni scorsi, quando alcuni vescovi a cardinali conservatori hanno accusato il papa di aver gestito il recente Sinodo sulla famiglia in maniera troppo "protestante".

Francesco accetterà l´invito a partecipare al giubileo della Riforma, in occasione dell´anniversario dell´affissione delle 95 tesi sul portone della chiesa del castello di Wittenberg? Non lo so, e penso che ancora non lo sappia nessuno. Ma se dovesse accadere, vorrà dire che saremo entrati ufficialmente in una nuova era: quella della piena riconciliazione tra le diverse chiese dell´Ecumene cristiana.

Fonte: Riforma

UN GIORNO UNA PAROLA

2020

L U G L I O
Versetto del mese:
L’angelo del Signore tornò una seconda volta,
toccò Elia, e disse:
«Alzati e mangia, perché il cammino è troppo lungo per te»
(I Re 19, 7)



Salmo della settimana : 106, 24-48

Mercoledì 8 Luglio

In mezzo a questo popolo, io continuerò a fare delle meraviglie, meraviglie su meraviglie; la saggezza dei suoi saggi perirà (Isaia 29,14)
Molti udendolo, si stupivano e dicevano: «Da dove gli vengono queste cose? Che sapienza è questa che gli è data? E che cosa sono queste opere potenti fatte per mano sua?» (Marco 6, 2)

Signore, quanto spesso noi illudiamo noi stessi con le nostre idee e i nostri piani. Alcune speranze si distruggono, ma anche alcuni timori si mostrano infondati. Noi sperimentiamo te come il Dio che è diverso da come noi lo pensiamo. Tu ci sovrasti e ci sorprendi sempre di nuovo, forse anche oggi. Noi confidiamo in te.

Marco 11, 20-26; I Re 17, 7-16



Preghiera


Signore,
nella nostra stanchezza poni su di
noi la tua mano che ridona vigore;
Fa’ soffiare il tuo Spirito che dona
vita nuova.
Non lasciare che la nostra
Esistenza si spezzi in mille
Frammenti e disperda il suo senso
In mille incombenze quotidiane.
Donaci di udire ogni giorno
di nuovo la tua chiamata a
seguire i tuoi passi sul cammino
della nostra esistenza e donaci
di saperci rispondere con fede,
speranza e amore.
Con te, Signore, c’è sempre una
parola nuova da imparare,
nuova speranza in cui
porre fiducia. La nostra vita
sia un grazie a te, un canto di
riconoscenza per la tua grazia, il
tuo perdono la tua salvezza. Nel
nome di Gesù. Amen




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COMMENTO AL VERSETTO

Il frutto dello Spirito è amore, gioia, pace, pazienza, benevolenza, bontà, fedeltà, mansuetudine, autocontrollo
Galati 5, 22

Diceva Martin Lutero: «Dove Dio ha costruito una chiesa, il diavolo costruisce anche lui una cappella». È vero. Il diavolo si fa sentire. E come. Siamo soliti ascoltare le cose negative intorno a noi, anche se le cose positive sono presenti. Per una ragione o altra quelle negative lasciano un segno profondo. Già per questo la vecchia abitudine di imparare a memoria questa frase dell’apostolo Paolo è un consiglio più che buono. Riporta in primo piano il frutto dello Spirito.

Il frutto dello Spirito, al singolare. Le nove parole insieme formano il frutto dello Spirito. Non se ne possono scegliere alcune, e lasciarne da parte altre. Sono come gli spicchi di un mandarino, insieme formano il mandarino. Insieme questi spicchi formano il frutto dello Spirito.

Il frutto dello Spirito. Un frutto ha bisogno del tempo per crescere. Inoltre non cresce da solo. Grazie a Dio il frutto cresce. Ma questo non toglie la nostra responsabilità. Dal seme al frutto. Su molte cose non possiamo incidere più di tanto, penso al sole o alle tempeste ma possiamo comunque annaffiare, fertilizzare, potare.

Si può parlare del fattore Dio e del fattore umano con il frutto dello Spirito. Il fattore Dio implica che il frutto è in definitiva un dono di Dio, che è lo Spirito che permette al frutto di crescere nella tua vita. Ma il fattore umano è che ti concentri consapevolmente su quel frutto, che rimuovi gli ostacoli, che togli le erbacce, che dai l’acqua quando serve, etc.

Quando il frutto dello Spirito fiorisce nelle nostre vite, questo è in primo luogo un dono di Dio, ma anche i nostri sforzi hanno un loro ruolo. Dio ci vuole partecipi nel suo Regno.


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