09 Maggio 2021
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Se i cristiani pregano insieme: gli appuntamenti in Toscana

17-01-2018 19:36 - Ecumenismo
Dal 18 al 25 gennaio un tempo di iniziative comuni: nella cattedrale di Lucca la predicazione del pastore valdese, a Pisa la testimonianza sui «corridoi umanitari». A Grosseto i seminaristi dall´Armenia e dall´Ucraina raccontano le loro storie. Ecco i principali appuntamenti.

I cristiani non hanno paura e non si lasciano intimorire dai fenomeni di violenza e terrorismo di cui spesso, purtroppo, sono le prime vittime in molte parti del mondo. Li affrontano «indossando l´armatura del Vangelo della pace e della giustizia per rispondere al male con il bene, all´odio e all´inimicizia con l´amore». È questo il senso profondo del tema scelto quest´anno per la Settimana di preghiera per l´unità dei cristiani: «Potente è la tua mano, Signore» (Esodo 15,6).

A indicarlo sono i leader delle Chiese cristiane in Italia, in un messaggio comune rivolto per l´occasione a tutte le comunità presenti nel nostro Paese. A sottoscriverlo per la Chiesa cattolica, monsignor Ambrogio Spreafico, vescovo di Frosinone-Veroli-Ferentino e presidente della Commissione episcopale per l´ecumenismo e il dialogo interreligioso, per la Federazione delle Chiese evangeliche in Italia, il pastore Luca Maria Negro, e per la Sacra Arcidiocesi ortodossa d´Italia e Malta, il metropolita Gennadios (Patriarcato ecumenico).

Il versetto dell´Esodo scelto quest´anno come tema della Settimana è il grande canto di lode a Dio innalzato da Mosè dopo il passaggio del mare e l´uscita dall´Egitto. Il canto celebra la vittoria di Dio sul potere del male e della schiavitù. I leader cristiani scrivono: «Il potere del male, per quanto forte possa essere, non può resistere all´intervento del Dio della vita».

Essere cristiani oggi significa credere alla «forza di un Dio che non si rassegna al male e all´ingiustizia, ma opera per liberare e salvare». L´amore cristiano pertanto non «è un amalgama di sorrisi e di buone azioni». Ma una forza di bene che agisce nel presente. «Siamo in un mondo difficile - scrivono i responsabili delle Chiese -, dove la violenza delle guerre, del terrorismo, della criminalità, la violenza e l´ingiustizia nei confronti dei poveri segnano la vita di tanti».

«Non si può rimanere indifferenti, come se l´abisso del male non toccasse le nostre comunità». Da qui un invito e un appello: «Soprattutto nelle nostre Chiese dell´Europa occorre risvegliare la coscienza della forza del male e mettersi in ascolto del grido dei poveri e anche del grido di dolore della nostra madre terra, violentata e inquinata dagli interessi di pochi».

La Settimana vedrà, come sempre, momenti di incontro e di preghiera in tutta Italia. Anche in Toscana sono molte le iniziative in programma.

A Firenze ci sarà ogni giorno un incontro in una diversa chiesa: si inizia giovedì 18 gennaio nella chiesa ortodossa greca di Borgo San Jacopo e si termina giovedì 25 gennaio nella chiesa cattolica della Sacra Famiglia, passando attraverso la chiesa episcopale americana, quella inglese, quela battista, quella luterana.

A Prato la parrocchia Regina Pacis di Santa Lucia venerdì 19 gennaio alle 21 ospiterà la veglia ecumenica per l´unità e il dialogo tra cristiani. Alla serata di preghiera parteciperanno il vescovo di Prato Franco Agostinelli e Mihai Anton, sacerdote ortodosso rumeno.

A Grosseto, momenti di preghiera ecumenica si svolgeranno nella parrocchia del Santissimo Crocifisso e nella chiesa battista; sabato 20 gennaio la diocesi accoglie i seminaristi del Pontificio collegio armeno di Roma, sabato 27 i seminaristi del Pontificio collegio ucraino di Roma, per ascoltare le storie di due chiese che soffrono.

A Lucca, incontri ecumenici nella chiesa ortodossa romena (dove giovedì 25 gennaio ci sarà il canto dell´inno Akatistos), nel tempio valdese e nella cattedrale dove domenica 21 gennaio la Messa delle 10,30 presieduta dall´arcivescovo Castellani vedrà la predicazione del pastore valdese Giannatempo.

A Pisa, giovedì 18 gennaio all´istituto Santa Caterina ci sarà alle 19,30 un incontro su «Identità e paura»; alle 21 una testimonianza sui «corridoi umanitari», progetto ecumenico di accoglienza che vede insieme cattolici e valdesi. Sabato 20 gennaio ci sarà anche un incontro di preghiera in musica, domenica 21 nella chiesa di Santa Maria Madre della Chiesa incontro con l´arcivescovo, il pastore valdese e il parroco ortodosso rumeno.

Per la diocesi di Fiesole, venerdì 19 gennaio alle 21 a Loppiano incontro di preghiera ecumenica.

A Carrara, una celebrazione ecumenica si svolgerà giovedì 25 gennaio alle 21 nella chiesa evangelica metodista. Venerdì 19 gennaio invece la Messa presieduta dal vescovo Giovanni Santucci nel santuario dei Quercioli a Massa.

Sabato 27 gennaio alle 16 un momento di preghiera nella cattedrale di S. Cerbone a Massa Marittima: insieme al vescovo Carlo Ciattini saranno presenti la pastora Milena Martinat della Chiesa valdese di Siena; padre Cyprian Calfa della Chiesa ortodossa romena di Livorno; padre William Lister della Chiesa anglicana in Firenze; padre Symeon Katsynas archimandrita della Chiesa greco ortodossa in Roma.

Per la diocesi di San Miniato, sabato 27 gennaio alle 15,30 a Santa Croce nella sala del Centro Parrocchiale Giovanni XXIII in piazza Matteotti, si svolgerà un convegno diocesano presieduto dal Vescovo Andrea Migliavacca, con l´intervento del direttore dell´Ufficio nazionale Cei per l´ecumenismo e il dialogo don Cristiano Bettega.

Per la diocesi di Pescia, gli appuntamenti iniziano giovedì 18 gennaio alle 14.30 preghiera con gli Ortodossi rumeni a Pescia, alle 18,30 vespri ortodossi a Montecatini. Domenica 21 gennaio alle 18.30 a Montecatini preghiera ecumenica con il vescovo Roberto Filippini e padre Matei Tulan, parroco della chiesa Ortodossa Rumena. Mercoledì 24 gennaio alle 18 presso la parrocchia di Santa Lucia, la conferenza ecumenica sui corridoi umanitari.


Fonte: ToscanaOggi
UN GIORNO UNA PAROLA
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Versetto del mese
Apri la bocca in favore del muto, per sostenere la causa di tutti gli infelici
(Proverbi 31, 8)

Salmo della settimana: 1

Domenica 9 Maggio
Benedetto sia Dio, che non ha respinto la mia preghiera e non mi ha negato la sua grazia (Salmo 66,20)


Il Dio eterno è il tuo rifugio (Deuteronomio 33,27)
La sua misericordia si estende di generazione in generazione su quelli che lo temono (Luca 1,50)


Ancora prima del sorgere del giorno e della fine della notte, ancora prima che si formassero i monti, per dividere il mare dalla terraferma, sei tu, Signore, il nostro Dio, il rifugio per generazioni. Noi per te viviamo, per te moriamo. Da te veniamo e a te ritorniamo
Eugen Eckert



Luca 11, 1-13; I Timoteo 2, 1-6a; Esodo 32, 7-14

Sperare in Dio fino alla fine

Un commento a:
"Tu sei il Dio della mia salvezza; io spero in Te ogni giorno" (Salmo 25, 5)

Man mano che si va avanti nella vita e i giorni si accumulano uno sull altro diventando mesi, anni, decenni, aumentano i momenti in cui vengono in mente, come in un filmato, le immagini della propria vita, le occasioni felici e le difficoltà affrontate, e soprattutto le persone conosciute, specialmente quelle amate, il cui numero si assottiglia sempre più, lasciando un senso di grande nostalgia.
E nel contempo cresce la coscienza che il tempo che resta per giungere allo scorrere dei titoli di coda del nostro film si riduce rapidamente.
Spesso si paragona la vita ad una maratona. E quando ci si rende conto che la corsa – come scrive l apostolo Paolo a Timoteo – sta per finire, è bello potersi rendere conto che, anche nei momenti più faticosi del percorso, la forza per continuare ti è venuta dalla fede. Anche nell ultimo miglio, dunque, che precede l entrata nello stadio, “corriamo con perseveranza la gara fissando lo sguardo su Gesù” il nostro trainer. Quando giungeremo nello stadio una gran schiera di testimoni ci accoglierà dagli spalti, incitandoci a tagliare il traguardo per ricevere la corona di giustizia.
“Tu sei il Dio della mia salvezza”, afferma il salmista ripassando la sua vita e riconoscendo che ogni giorno la sua corsa è stata sorretta della speranza nel Signore.
In questi lunghi mesi di pandemia abbiamo imparato quante persone siano state tenute in vita dall ossigeno. L ossigeno di Dio è il suo amore. L’amore che ha creato e regge la vita dell’universo e di ogni creatura e che mai avrà termine, perché né morte né vita, nulla potrà separarci dall’amore di Dio che è in Cristo Gesù, nostro Signore (Romani 8, 38-39).
Questo intreccio di fede, speranza e amore è ciò che avvolge la nostra vita qui ed oltre.
Corriamo dunque la nostra maratona senza perderci d’animo, incitando tutti coloro che corrono con noi a riconoscere che è Dio che ci ha posto un giorno su questa strada, è Dio che ci aiuta nella nostra corsa ed è sempre Lui che ci accoglie sul traguardo.
Emmanuele Paschetto





Preghiera

Signore Dio nostro, è col cuore colmo di riconoscenza che oggi veniamo a Te per esprimerti il nostro grazie per ciò che hai fatto per noi offrendoci , immeritatamente, la tua misericordia, il tuo amore, la tua salvezza.
Non ci hai mai abbandonati; ci hai accompagnati fin qui, ci hai aiutati a rialzarci nei momenti di difficoltà e di sconforto; ci permetti di chiamarti Padre, che per ciascuno di noi significa insegnamento, protezione e prospettiva futura.
Perdonaci per le tante volte in cui ci siamo fatti sopraffare dallo scoraggiamento e dal dubbio dimenticando i numerosi interventi nella nostra vita; come i primi discepoli, con troppa istintiva leggerezza ti abbiamo rinnegato, tradito, vivendo così tutto il peso della nostra miseria umana che tu avevi già portato sulla croce per noi.
Abbiamo però sperimentato anche lo strattone che tu ci hai dato e che ci ha ricordato che nessuno ci strapperà dalla tua mano.
Per tutto questo, Padre, ti ringraziamo!
In questo momento in cui il Creato sta soffrendo per colpa degli uomini e questi sono sconvolti da tanti focolai di guerra, da ingiustizie sociali e da tante morti per il Covid 19, noi ti chiediamo, o Padre, che questo induca tutti a riflettere e i potenti della terra ad interrogarsi…..; fa che ciascuno possa alzare gli occhi verso di te, riconoscerti come Dio e che il tuo Nome possa essere santificato.
Ti chiediamo che lo Spirito santo rinnovi la nostra fede la fortifichi e ci renda davvero capaci di essere latori della tua luce nel mondo ritrovando quell’unità con Te e tra noi attraverso la quale il mondo possa capire che siamo tuoi figli e perciò testimoni della tua Parola.
Ti preghiamo per quanti sperano in Te, e per quanti non ti conoscono; per coloro che faticano a sopravvivere per le guerre, per la fame, per l ingiustizia umana, per tutti i diseredati.
Grazie per il sacrificio di Gesù per noi e per la sua vittoria sulla morte.
Ascoltaci Padre, ti preghiamo per Cristo nostro Signore. Amen



COMMENTO AL VERSETTO
Il frutto dello Spirito è amore, gioia, pace, pazienza, benevolenza, bontà, fedeltà, mansuetudine, autocontrollo
Galati 5, 22
Diceva Martin Lutero: «Dove Dio ha costruito una chiesa, il diavolo costruisce anche lui una cappella». È vero. Il diavolo si fa sentire. E come. Siamo soliti ascoltare le cose negative intorno a noi, anche se le cose positive sono presenti. Per una ragione o altra quelle negative lasciano un segno profondo. Già per questo la vecchia abitudine di imparare a memoria questa frase dell’apostolo Paolo è un consiglio più che buono. Riporta in primo piano il frutto dello Spirito.

Il frutto dello Spirito, al singolare. Le nove parole insieme formano il frutto dello Spirito. Non se ne possono scegliere alcune, e lasciarne da parte altre. Sono come gli spicchi di un mandarino, insieme formano il mandarino. Insieme questi spicchi formano il frutto dello Spirito.

Il frutto dello Spirito. Un frutto ha bisogno del tempo per crescere. Inoltre non cresce da solo. Grazie a Dio il frutto cresce. Ma questo non toglie la nostra responsabilità. Dal seme al frutto. Su molte cose non possiamo incidere più di tanto, penso al sole o alle tempeste ma possiamo comunque annaffiare, fertilizzare, potare.

Si può parlare del fattore Dio e del fattore umano con il frutto dello Spirito. Il fattore Dio implica che il frutto è in definitiva un dono di Dio, che è lo Spirito che permette al frutto di crescere nella tua vita. Ma il fattore umano è che ti concentri consapevolmente su quel frutto, che rimuovi gli ostacoli, che togli le erbacce, che dai l’acqua quando serve, etc.

Quando il frutto dello Spirito fiorisce nelle nostre vite, questo è in primo luogo un dono di Dio, ma anche i nostri sforzi hanno un loro ruolo. Dio ci vuole partecipi nel suo Regno.


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