26 Novembre 2020
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Se i cristiani pregano insieme: gli appuntamenti in Toscana

17-01-2018 19:36 - Ecumenismo
Dal 18 al 25 gennaio un tempo di iniziative comuni: nella cattedrale di Lucca la predicazione del pastore valdese, a Pisa la testimonianza sui «corridoi umanitari». A Grosseto i seminaristi dall´Armenia e dall´Ucraina raccontano le loro storie. Ecco i principali appuntamenti.

I cristiani non hanno paura e non si lasciano intimorire dai fenomeni di violenza e terrorismo di cui spesso, purtroppo, sono le prime vittime in molte parti del mondo. Li affrontano «indossando l´armatura del Vangelo della pace e della giustizia per rispondere al male con il bene, all´odio e all´inimicizia con l´amore». È questo il senso profondo del tema scelto quest´anno per la Settimana di preghiera per l´unità dei cristiani: «Potente è la tua mano, Signore» (Esodo 15,6).

A indicarlo sono i leader delle Chiese cristiane in Italia, in un messaggio comune rivolto per l´occasione a tutte le comunità presenti nel nostro Paese. A sottoscriverlo per la Chiesa cattolica, monsignor Ambrogio Spreafico, vescovo di Frosinone-Veroli-Ferentino e presidente della Commissione episcopale per l´ecumenismo e il dialogo interreligioso, per la Federazione delle Chiese evangeliche in Italia, il pastore Luca Maria Negro, e per la Sacra Arcidiocesi ortodossa d´Italia e Malta, il metropolita Gennadios (Patriarcato ecumenico).

Il versetto dell´Esodo scelto quest´anno come tema della Settimana è il grande canto di lode a Dio innalzato da Mosè dopo il passaggio del mare e l´uscita dall´Egitto. Il canto celebra la vittoria di Dio sul potere del male e della schiavitù. I leader cristiani scrivono: «Il potere del male, per quanto forte possa essere, non può resistere all´intervento del Dio della vita».

Essere cristiani oggi significa credere alla «forza di un Dio che non si rassegna al male e all´ingiustizia, ma opera per liberare e salvare». L´amore cristiano pertanto non «è un amalgama di sorrisi e di buone azioni». Ma una forza di bene che agisce nel presente. «Siamo in un mondo difficile - scrivono i responsabili delle Chiese -, dove la violenza delle guerre, del terrorismo, della criminalità, la violenza e l´ingiustizia nei confronti dei poveri segnano la vita di tanti».

«Non si può rimanere indifferenti, come se l´abisso del male non toccasse le nostre comunità». Da qui un invito e un appello: «Soprattutto nelle nostre Chiese dell´Europa occorre risvegliare la coscienza della forza del male e mettersi in ascolto del grido dei poveri e anche del grido di dolore della nostra madre terra, violentata e inquinata dagli interessi di pochi».

La Settimana vedrà, come sempre, momenti di incontro e di preghiera in tutta Italia. Anche in Toscana sono molte le iniziative in programma.

A Firenze ci sarà ogni giorno un incontro in una diversa chiesa: si inizia giovedì 18 gennaio nella chiesa ortodossa greca di Borgo San Jacopo e si termina giovedì 25 gennaio nella chiesa cattolica della Sacra Famiglia, passando attraverso la chiesa episcopale americana, quella inglese, quela battista, quella luterana.

A Prato la parrocchia Regina Pacis di Santa Lucia venerdì 19 gennaio alle 21 ospiterà la veglia ecumenica per l´unità e il dialogo tra cristiani. Alla serata di preghiera parteciperanno il vescovo di Prato Franco Agostinelli e Mihai Anton, sacerdote ortodosso rumeno.

A Grosseto, momenti di preghiera ecumenica si svolgeranno nella parrocchia del Santissimo Crocifisso e nella chiesa battista; sabato 20 gennaio la diocesi accoglie i seminaristi del Pontificio collegio armeno di Roma, sabato 27 i seminaristi del Pontificio collegio ucraino di Roma, per ascoltare le storie di due chiese che soffrono.

A Lucca, incontri ecumenici nella chiesa ortodossa romena (dove giovedì 25 gennaio ci sarà il canto dell´inno Akatistos), nel tempio valdese e nella cattedrale dove domenica 21 gennaio la Messa delle 10,30 presieduta dall´arcivescovo Castellani vedrà la predicazione del pastore valdese Giannatempo.

A Pisa, giovedì 18 gennaio all´istituto Santa Caterina ci sarà alle 19,30 un incontro su «Identità e paura»; alle 21 una testimonianza sui «corridoi umanitari», progetto ecumenico di accoglienza che vede insieme cattolici e valdesi. Sabato 20 gennaio ci sarà anche un incontro di preghiera in musica, domenica 21 nella chiesa di Santa Maria Madre della Chiesa incontro con l´arcivescovo, il pastore valdese e il parroco ortodosso rumeno.

Per la diocesi di Fiesole, venerdì 19 gennaio alle 21 a Loppiano incontro di preghiera ecumenica.

A Carrara, una celebrazione ecumenica si svolgerà giovedì 25 gennaio alle 21 nella chiesa evangelica metodista. Venerdì 19 gennaio invece la Messa presieduta dal vescovo Giovanni Santucci nel santuario dei Quercioli a Massa.

Sabato 27 gennaio alle 16 un momento di preghiera nella cattedrale di S. Cerbone a Massa Marittima: insieme al vescovo Carlo Ciattini saranno presenti la pastora Milena Martinat della Chiesa valdese di Siena; padre Cyprian Calfa della Chiesa ortodossa romena di Livorno; padre William Lister della Chiesa anglicana in Firenze; padre Symeon Katsynas archimandrita della Chiesa greco ortodossa in Roma.

Per la diocesi di San Miniato, sabato 27 gennaio alle 15,30 a Santa Croce nella sala del Centro Parrocchiale Giovanni XXIII in piazza Matteotti, si svolgerà un convegno diocesano presieduto dal Vescovo Andrea Migliavacca, con l´intervento del direttore dell´Ufficio nazionale Cei per l´ecumenismo e il dialogo don Cristiano Bettega.

Per la diocesi di Pescia, gli appuntamenti iniziano giovedì 18 gennaio alle 14.30 preghiera con gli Ortodossi rumeni a Pescia, alle 18,30 vespri ortodossi a Montecatini. Domenica 21 gennaio alle 18.30 a Montecatini preghiera ecumenica con il vescovo Roberto Filippini e padre Matei Tulan, parroco della chiesa Ortodossa Rumena. Mercoledì 24 gennaio alle 18 presso la parrocchia di Santa Lucia, la conferenza ecumenica sui corridoi umanitari.


Fonte: ToscanaOggi
UN GIORNO UNA PAROLA
2020

N O V E M B R E
Versetto del mese:
“Vengono piangenti e imploranti; li guido,
li conduco ai torrenti, per una via diritta
dove non inciamperanno”
(Geremia 31,9)




Salmo della settimana : 126



Giovedì 26 Novembre

Dio nostro, noi ti ringraziamo, e celebriamo il tuo nome glorioso (I Cronache 29,13)
Ringraziate continuamente per ogni cosa Dio Padre, nel nome del Signore Nostro Gesù Cristo (Efesini 5,20)

Per ringraziare Dio dei suoi benefici bisogna investire almeno altrettanto tempo di quanto si è impiegato a chiederglieli.
Vincenzo de’ Paoli

I Tessalonicesi 5, 9-15; II Pietro 3, 10-18




Seguire Gesù,
ascoltando la sua voce

commento a Marco 6, 34
"Come Gesù fu sbarcato, vide una gran folla e ne ebbe compassione, perché erano come pecore che non hanno pastore; e si mise a insegnare loro molte cose"


Il versetto ci introduce al racconto della moltiplicazione dei pani. È evidente che Marco vuole sottolineare due cose. Da una parte le molte persone, gregge disgregato (mi si scusi il bisticcio!), pecore disorientate, senza meta né scopo. Non c è un pastore, non ci sono punti di riferimento. Dall altra Gesù, solo, che ne ha compassione. Il verbo che esprime questo stato d’animo significa alla lettera “sentirsi muovere le viscere”. Diremmo “sentire stringere il cuore”.
Quante volte la Bibbia – che risale a tempi in cui l’agricoltura e la pastorizia erano al centro della vita – paragona Dio ad un pastore premuroso e attento e Israele ad un gregge più o meno obbediente ai suoi richiami. Ci vengono in mente il Salmo 23 e le immagini del Vangelo di Giovanni dove Gesù dice: Io sono il buon pastore.
Gesù ci invita a seguirlo ascoltando la sua voce. E nel racconto che segue, non solo “insegna molte cose”, ma sa nutrire materialmente. Questo nutrimento passa attraverso i suoi discepoli, che pur esitanti, riescono a trovare del cibo, a portarlo a Gesù che, con le sue parole, le sue richieste, i suoi inviti, coinvolge la folla e fa sì che tutti siano saziati.
Molti si son posti e si pongono tuttora come capi, guide, arringatori di folle, risolutori dei problemi dell’umanità. Si sentono pastori, ma – dice Gesù – sono estranei, mercenari, ladri, briganti. Non sono interessati alle persone, non gli si stringe il cuore, amano solo il potere.
Quanti milioni di pecore senza pastore, oggi! I clandestini che si accalcano sulle nostre spiagge per sfuggire alla fame, i profughi che per non morire sotto le bombe finiscono intruppati in campi senza speranza, le migliaia di disoccupati che cercano di sopravvivere con le loro famiglie, gli afroamericani che reclamano i loro diritti.
Sta a noi, la chiesa del Signore, testimoniare la misericordia di Gesù ed essere coloro che “danno da mangiare”, materialmente e spiritualmente ai milioni di persone che sono greggi senza pastore.

Emmanuele Paschetto






Preghiera


Ai tuoi piedi, Signore,
esponiamo il carico pesante
delle nostre perplessità, dei nostri affanni.
Attendiamo da Te sostegno, conforto e guida.
Soccorri coloro che sono nel bisogno,
consola quanti sono
variamente afflitti ed affretta
l avvento del Tuo Regno
di amore e di pace
su tutta la terra.
Amen
pst. M.Affuso


COMMENTO AL VERSETTO
Il frutto dello Spirito è amore, gioia, pace, pazienza, benevolenza, bontà, fedeltà, mansuetudine, autocontrollo
Galati 5, 22
Diceva Martin Lutero: «Dove Dio ha costruito una chiesa, il diavolo costruisce anche lui una cappella». È vero. Il diavolo si fa sentire. E come. Siamo soliti ascoltare le cose negative intorno a noi, anche se le cose positive sono presenti. Per una ragione o altra quelle negative lasciano un segno profondo. Già per questo la vecchia abitudine di imparare a memoria questa frase dell’apostolo Paolo è un consiglio più che buono. Riporta in primo piano il frutto dello Spirito.

Il frutto dello Spirito, al singolare. Le nove parole insieme formano il frutto dello Spirito. Non se ne possono scegliere alcune, e lasciarne da parte altre. Sono come gli spicchi di un mandarino, insieme formano il mandarino. Insieme questi spicchi formano il frutto dello Spirito.

Il frutto dello Spirito. Un frutto ha bisogno del tempo per crescere. Inoltre non cresce da solo. Grazie a Dio il frutto cresce. Ma questo non toglie la nostra responsabilità. Dal seme al frutto. Su molte cose non possiamo incidere più di tanto, penso al sole o alle tempeste ma possiamo comunque annaffiare, fertilizzare, potare.

Si può parlare del fattore Dio e del fattore umano con il frutto dello Spirito. Il fattore Dio implica che il frutto è in definitiva un dono di Dio, che è lo Spirito che permette al frutto di crescere nella tua vita. Ma il fattore umano è che ti concentri consapevolmente su quel frutto, che rimuovi gli ostacoli, che togli le erbacce, che dai l’acqua quando serve, etc.

Quando il frutto dello Spirito fiorisce nelle nostre vite, questo è in primo luogo un dono di Dio, ma anche i nostri sforzi hanno un loro ruolo. Dio ci vuole partecipi nel suo Regno.


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