05 Agosto 2021
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SIRIA - Comunicato Stampa

06-09-2013 18:31 - Documenti
Massimo Aquilante, presidente della Federazione delle chiese evangeliche
"Accogliamo con profonda consapevolezza cristiana l´invito di papa Francesco per una giornata di preghiera per la pace"


"La pace è una questione che riguarda tutti i cristiani, indipendentemente dalla confessione a cui appartengono. Per questo accogliamo con profonda consapevolezza cristiana l´invito di papa Francesco per una giornata di preghiera per la pace".

Così si è espresso il pastore Massimo Aquilante, presidente della Federazione delle chiese evangeliche in Italia (FCEI), riguardo alle parole del pontefice che, durante l´Angelus di domenica scorsa, invitava alla preghiera per la pace in Siria anche "i fratelli cristiani non cattolici, nel modo che riterranno più opportuno".

"La nostra riflessione e azione sulla pace - ha proseguito Aquilante - è nel solco di quella tracciata dagli organismi ecumenici internazionali, quali il Consiglio ecumenico delle chiese (CEC), che da tempo premono per una soluzione negoziale del conflitto siriano".
Entrando nel merito della questione, la pastora Maria Bonafede, responsabile delle relazioni ecumeniche della FCEI, ha richiamato un recentissimo atto del Sinodo delle chiese metodiste e valdesi approvato venerdì 30 agosto - due giorni prima dell´annuncio di Francesco -, che "condanna fermamente ogni intervento armato da parte di altre nazioni" come metodo per risolvere i conflitti in corso. "Un testo che - precisa Bonafede -, vuole esprimere solidarietà alle chiese cristiane e ai popoli mediorientali vittime di conflitti armati e che richiama i leader religiosi all´impegno per la pace, la fratellanza e la libertà religiosa".

Roma, 3 settembre 2013 (NEV-CS58) -
UN GIORNO UNA PAROLA
2021
A G O S T O
Versetto del mese
Signore, porgi l orecchio,e ascolta!
Signore, apri gli occhi e guarda!
(II Re 10,16)



Salmo della settimana: 14


Mercoledì 4 Agosto


Gioisco della tua parola, come chi trova un grande bottino (Salmo 119, 162)
Signore, da chi andremmo noi? Tu hai parole di vita eterna (Giovanni 6, 68)


Signore, conserva per me la tua parola, il dono nobile, questo tesoro, perché io metto al di sopra di ogni bene e della più grande ricchezza. Se la tua parola non dovesse più essere applicata, su che cosa dovrebbe basarsi la fede? Io non mi occupo di mille cose, ma solo di mettere in pratica la tua parola.
Nikolaus Ludwig von Zinzendorf





I Corinzi 10, 23-31; Atti egli apostoli 28,17-31






Preghiera




Poiché le tue parole, mio Dio,
non sono fatte per rimanere inerti nei nostri libri,
ma per possederci e per correre il mondo in noi,
permetti che, da quel fuoco di gioia da te acceso,
un tempo, su una montagna,
e da quella lezione di felicita,
qualche scintilla ci raggiunga e ci possegga,
ci investa e ci pervada.
Fa che come fiammelle nelle stoppie
corriamo per le vie della città,
e fiancheggiamo le onde della folla,
contagiosi di beatitudine, contagiosi della gioia

Madeleine Delbrel

COMMENTO AL VERSETTO
Il frutto dello Spirito è amore, gioia, pace, pazienza, benevolenza, bontà, fedeltà, mansuetudine, autocontrollo
Galati 5, 22
Diceva Martin Lutero: «Dove Dio ha costruito una chiesa, il diavolo costruisce anche lui una cappella». È vero. Il diavolo si fa sentire. E come. Siamo soliti ascoltare le cose negative intorno a noi, anche se le cose positive sono presenti. Per una ragione o altra quelle negative lasciano un segno profondo. Già per questo la vecchia abitudine di imparare a memoria questa frase dell’apostolo Paolo è un consiglio più che buono. Riporta in primo piano il frutto dello Spirito.

Il frutto dello Spirito, al singolare. Le nove parole insieme formano il frutto dello Spirito. Non se ne possono scegliere alcune, e lasciarne da parte altre. Sono come gli spicchi di un mandarino, insieme formano il mandarino. Insieme questi spicchi formano il frutto dello Spirito.

Il frutto dello Spirito. Un frutto ha bisogno del tempo per crescere. Inoltre non cresce da solo. Grazie a Dio il frutto cresce. Ma questo non toglie la nostra responsabilità. Dal seme al frutto. Su molte cose non possiamo incidere più di tanto, penso al sole o alle tempeste ma possiamo comunque annaffiare, fertilizzare, potare.

Si può parlare del fattore Dio e del fattore umano con il frutto dello Spirito. Il fattore Dio implica che il frutto è in definitiva un dono di Dio, che è lo Spirito che permette al frutto di crescere nella tua vita. Ma il fattore umano è che ti concentri consapevolmente su quel frutto, che rimuovi gli ostacoli, che togli le erbacce, che dai l’acqua quando serve, etc.

Quando il frutto dello Spirito fiorisce nelle nostre vite, questo è in primo luogo un dono di Dio, ma anche i nostri sforzi hanno un loro ruolo. Dio ci vuole partecipi nel suo Regno.


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