25 Giugno 2021
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Robinson Crusoe mito protestante

10-08-2018 18:48 - Bibbia e attualità
Il racconto di un uomo naufragato su un´isola deserta, è diventato un mito della nascente società industriale

Nel romanzo I noci dell´Altenburg, André Malraux sostiene che per chi ha visto le prigioni e i campi di concentramento soltanto tre libri conservano la loro verità: Robinson Crusoe, Don Chisciotte e L´idiota. Il primo lotta per il lavoro, il secondo per il sogno e il terzo per la santità.
Robinson Crusoe di Daniel Defoe narra le avventure di un uomo solo che sulla base dei principi dell´individualismo riesce a ricostruirsi un´identità. Il racconto descrive la fondazione di un mondo di prosperità e di libertà con la benedizione della provvidenza. A far emergere il protestantesimo puritano dell´opera sono in particolare tre temi.

La conversione
Abbandonato sulla sua isola deserta, Robinson si domanda perché Dio lo abbia trattato in quel modo. Mentre cerca un po´ di tabacco in un baule scampato al naufragio, scopre una Bibbia. L´apre a caso e l´occhio gli cade sul versetto del Salmo 50 che dice: "Invocami nel giorno della sventura; io ti salverò, e tu mi glorificherai". Colpito da quella promessa, implora Gesù e viene visitato dalla grazia. Due modelli biblici illustrano la sua conversione: Giona, che viene vomitato sulla spiaggia, e il figlio prodigo, il quale fugge dalla casa paterna alla quale però finisce per fare ritorno.

La provvidenza
Accanto alla Bibbia, Robinson trova carta e matita. Ciò gli permette di intraprendere un processo di rilettura per comprendere dov´è Dio nella sua prova. Traccia due colonne, una per il male e una per il bene. A sinistra scrive: "Sono gettato su un´isola orribile e deserta, senza alcuna speranza di liberazione". A destra, continua: "Ma sono vivo; non sono annegato come tutti i miei compagni di viaggio". Presto riempie la pagina e ogni volta che scrive qualcosa di doloroso, nell´altra colonna scrive un elemento positivo. Questo costante esercizio trasforma il suo modo di vedere la situazione e lo porta a confidare nella provvidenza di un Dio che è al suo fianco nella prova.

L´etica del lavoro
Robinson non si lascia abbattere né vincere dall´indolenza o dalla pigrizia, e non smette di lavorare per migliorare la sua condizione. Tramite il suo lavoro, raggiunge una relativa prosperità. Novello Adamo, Robinson adempie la missione che Dio affidò al primo uomo di custodire e coltivare il giardino. Per condurre a buon fine la sua impresa, il naufrago non ha bisogno di intermediari: a fungergli da guida è la relazione personale con il suo Creatore.

(da Réforme; trad. it G. M. Schmitt; adat. P. Tognina)



Fonte: voceevangelica.ch
UN GIORNO UNA PAROLA
2021
G I U G N O


Versetto del mese
Bisogna ubbidire a Dio anziché agli uomini

(Atti degli apostoli 5,29)




Salmo della settimana: 12

Venerdì 25 Giugno

La sua fedeltà ti sarà scudo e corazza (Salmo91,4)
Gesù dice: «Se perseverate nella mia parola, siete veramente miei discepoli; conoscerete la verità e la verità vi farà liberi» (Giovanni 8,31-32)

Il cristiano è mandato allo scoperto, dove «deve restare saldo» con l unico «scudo della fede» e «l elmo della salvezza» e «la spada dello Spirito, che è la parola di Dio, con ogni sorta di preghiere e di supplica» come armi di difesa e di offesa.
Hans Urs Von Balthasar


Matteo 10, 26-33; Atti degli apostoli 13, 13-25


















Preghiera

Signore siamo deboli, timorosi, piccoli.
Ma forse tu vuoi servirti ugualmente di noi.
Facci entrare nel tuo lavoro, non permetterci di aver vissuto per niente.
Conosci quello che siamo, sai che abbiamo, tutti, sete di te,
della vita, della salvezza che ci offri.
Concedici di essere forti in te. Amen


COMMENTO AL VERSETTO
Il frutto dello Spirito è amore, gioia, pace, pazienza, benevolenza, bontà, fedeltà, mansuetudine, autocontrollo
Galati 5, 22
Diceva Martin Lutero: «Dove Dio ha costruito una chiesa, il diavolo costruisce anche lui una cappella». È vero. Il diavolo si fa sentire. E come. Siamo soliti ascoltare le cose negative intorno a noi, anche se le cose positive sono presenti. Per una ragione o altra quelle negative lasciano un segno profondo. Già per questo la vecchia abitudine di imparare a memoria questa frase dell’apostolo Paolo è un consiglio più che buono. Riporta in primo piano il frutto dello Spirito.

Il frutto dello Spirito, al singolare. Le nove parole insieme formano il frutto dello Spirito. Non se ne possono scegliere alcune, e lasciarne da parte altre. Sono come gli spicchi di un mandarino, insieme formano il mandarino. Insieme questi spicchi formano il frutto dello Spirito.

Il frutto dello Spirito. Un frutto ha bisogno del tempo per crescere. Inoltre non cresce da solo. Grazie a Dio il frutto cresce. Ma questo non toglie la nostra responsabilità. Dal seme al frutto. Su molte cose non possiamo incidere più di tanto, penso al sole o alle tempeste ma possiamo comunque annaffiare, fertilizzare, potare.

Si può parlare del fattore Dio e del fattore umano con il frutto dello Spirito. Il fattore Dio implica che il frutto è in definitiva un dono di Dio, che è lo Spirito che permette al frutto di crescere nella tua vita. Ma il fattore umano è che ti concentri consapevolmente su quel frutto, che rimuovi gli ostacoli, che togli le erbacce, che dai l’acqua quando serve, etc.

Quando il frutto dello Spirito fiorisce nelle nostre vite, questo è in primo luogo un dono di Dio, ma anche i nostri sforzi hanno un loro ruolo. Dio ci vuole partecipi nel suo Regno.


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