23 Agosto 2019

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Riforma protestante, emesso
il francobollo «dedica» del Vaticano

02-11-2017 14:39 - News
Nel giorno in cui Lutero affisse le sue 95 tesi sul portale della chiesa di Wittenberg, le Poste Vaticane ricordano l´avvenimento con un bollo destinato a diventare storico Vi si raffigura un Cristo crocifisso sullo sfondo atemporale della città sassone

Può sembrare un dettaglio, nient´altro che una curiosità, in fondo le emissioni filateliche delle Poste Vaticane sono un appuntamento ricorrente. Ma il francobollo diffuso oggi, 31 ottobre, è destinato a suo modo a restare nella storia: il monaco agostiniano Martin Lutero, mentre nel 1517 affiggeva le sue 95 tesi sul portale della chiesa del castello di Wittenberg, non avrebbe forse immaginato che cinquecento anni più tardi il Vaticano gli avrebbe dedicato un´attenzione simile.

Presentazione ufficiale

«V CENTENARIO DELLA RIFORMA PROTESTANTE», si legge in cima al francobollo, sopra la raffigurazione così descritta nella presentazione ufficiale: «Ritrae in primo piano Gesù crocifisso sullo sfondo dorato e atemporale della città di Wittenberg. In atteggiamento di penitenza, inginocchiati rispettivamente a sinistra e destra della Croce, Martin Lutero sostiene la Bibbia, fonte e meta della sua dottrina, mentre Filippo Melantone, teologo e amico di Martin Lutero,uno dei maggiori protagonisti della riforma tiene in mano la Confessione di Augusta, Confessio Augustuana, la prima esposizione ufficiale dei principi del protestantesimo da lui redatta». Il Vaticano ricorda le parole della dichiarazione comune di un anno fa, quando Francesco andò in Svezia per «commemorare» la Riforma assieme ai vertici della federazione luterana mondiale: «Luterani e cattolici hanno ferito l´unità visibile della Chiesa. Differenze teologiche sono state accompagnate da pregiudizi e conflitti e la religione è stata strumentalizzata per fini politici».

L´Unità tra cristiani
I secoli delle guerre di religione che hanno insanguinato l´Europa appartengono al passato. «L´unità tra i cristiani è una priorità, perché riconosciamo che tra di noi è molto più quello che ci unisce di quello che ci separa», aveva detto il Papa. Del resto lo scisma di Lutero non avviene a Wittenberg ma alla Dieta di Worms il 18 aprile 1521, con le parole drammatiche del monaco davanti all´imperatore Carlo V: «Qui sto. Non posso fare altrimenti. Che Dio mi aiuti. Amen». Lutero fu scomunicato ma nel frattempo il problema non esiste più, aveva chiarito Giovanni Paolo II nell´89: ogni scomunica ha fine con la morte della scomunicato. A Wittemberg era diverso. «All´inizio quello di Lutero era un gesto di riforma in un momento difficile per la Chiesa». E così, a Lund, il Papa aveva detto due cose fondamentali: «Anche noi dobbiamo guardare con amore e onestà al nostro passato e riconoscere l´errore e chiedere perdono: Dio solo è il giudice. Si deve riconoscere con la stessa onestà e amore che la nostra divisione è stata storicamente perpetrata da uomini di potere di questo mondo più che per volontà del popolo fedele».

Comunicato congiunto
In un comunicato congiunto, la federazione luterana mondiale e il pontificio consiglio per l´unità dei cristiani hanno ricordato oggi le parole di Papa Francesco e del vescovo luterano Munib A. Younan sulla possibilità che un giorno cattolici e protestanti possano celebrare insieme la messa: «Molti membri delle nostre comunità aspirano a ricevere l´Eucaristia ad un´unica mensa, come concreta espressione della piena unità. Facciamo esperienza del dolore di quanti condividono tutta la loro vita, ma non possono condividere la presenza redentrice di Dio alla mensa eucaristica. Riconosciamo la nostra comune responsabilità pastorale di rispondere alla sete e alla fame spirituali del nostro popolo di essere uno in Cristo. Desideriamo ardentemente che questa ferita nel Corpo di Cristo sia sanata. Questo è l´obiettivo dei nostri sforzi ecumenici, che vogliamo far progredire, anche rinnovando il nostro impegno per il dialogo teologico».


Fonte: Corriere della Sera

UN GIORNO UNA PAROLA

A G O S T O
Versetto del mese:
Andando, predicate e dite: «Il regno dei cieli è vicino» (Matteo 10,7)


Salmo della settimana: 70

Venerdì 23 Agosto

A te, Signore, la grandezza, la potenza e la gloria, lo splendore, la maestà, poiché tutto quello che sta in cielo e sulla terra è tuo. (I Cronache 29,11)
Tu sei degno, o Signore e Dio nostro, di ricevere la gloria l’onore e la potenza: perché tu hai creato tutte le cose, e per tua volontà furono create ed esistono (Apocalisse 4,11)

Tu sei più d’ogni cosa / Come è possibile cantarti? / Potrà mai la parola celebrarti, se nessuna voce può esprimerti?/ Ogni cosa parla diTe / Ciò che ha voce e ciò che non ha voce / Ogni cosa onora Te / Ciò che ha intelletto e ciò che non ha intelletto / A Te si innalzano i desideri di tutti / A Te le sofferenze di tutti / Tutto il creato supplica Te / quanto comprende il Tuo universo / a Te eleva un inno silenzioso
Gregorio di Nazianzio

Geremia 1, 11-19; Matteo 11, 20-24


Preghiera

Signore nostro, la tua Parola
ci cerca, la tua voce desidera il
nostro cuore per prendere dimora
in noi e da lì poter risuonare
nel mondo. Accogli la nostra
disponibilità, anche se fragile,
anche se piena di contraddizioni,
e vieni ad abitare in noi. Dona
la forza del tuo Spirito, respiro
di vita, che ci sostenga quando
la tua Parola brucia, che ci dia
il coraggio di andare avanti
quando nulla è chiaro, quando senza
te il nostro passo sarebbe troppo
incerto.
Ascoltaci, Signore nostro, nel
nome del tuo figlio Gesù, e donaci
il respiro del tuo spirito Santo.
Amen
da Riforma
del 29 marzo 2019



Eventi

COMMENTO AL VERSETTO

Il frutto dello Spirito è amore, gioia, pace, pazienza, benevolenza, bontà, fedeltà, mansuetudine, autocontrollo
Galati 5, 22

Diceva Martin Lutero: «Dove Dio ha costruito una chiesa, il diavolo costruisce anche lui una cappella». È vero. Il diavolo si fa sentire. E come. Siamo soliti ascoltare le cose negative intorno a noi, anche se le cose positive sono presenti. Per una ragione o altra quelle negative lasciano un segno profondo. Già per questo la vecchia abitudine di imparare a memoria questa frase dell’apostolo Paolo è un consiglio più che buono. Riporta in primo piano il frutto dello Spirito.

Il frutto dello Spirito, al singolare. Le nove parole insieme formano il frutto dello Spirito. Non se ne possono scegliere alcune, e lasciarne da parte altre. Sono come gli spicchi di un mandarino, insieme formano il mandarino. Insieme questi spicchi formano il frutto dello Spirito.

Il frutto dello Spirito. Un frutto ha bisogno del tempo per crescere. Inoltre non cresce da solo. Grazie a Dio il frutto cresce. Ma questo non toglie la nostra responsabilità. Dal seme al frutto. Su molte cose non possiamo incidere più di tanto, penso al sole o alle tempeste ma possiamo comunque annaffiare, fertilizzare, potare.

Si può parlare del fattore Dio e del fattore umano con il frutto dello Spirito. Il fattore Dio implica che il frutto è in definitiva un dono di Dio, che è lo Spirito che permette al frutto di crescere nella tua vita. Ma il fattore umano è che ti concentri consapevolmente su quel frutto, che rimuovi gli ostacoli, che togli le erbacce, che dai l’acqua quando serve, etc.

Quando il frutto dello Spirito fiorisce nelle nostre vite, questo è in primo luogo un dono di Dio, ma anche i nostri sforzi hanno un loro ruolo. Dio ci vuole partecipi nel suo Regno.


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