07 Marzo 2021
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Riforma e Libertà. A Lucca conferenza inaugurale del ciclo di conferenze

23-11-2017 10:13 - Ecumenismo
Inizia il 25 novembre la serie di incontri di approfondimento sul tema della teoria e della prassi della libertà religiosa promossi dal Centro Culturale "Pietro Martire Vermigli"

"Riforma e libertà" è il titolo del primo appuntamento del ciclo di conferenze sul tema della teoria e prassi della libertà religiosa promossi dal Centro Culturale "Pietro Martire Vermigli" in collaborazione con l´Ufficio ecumenismo e dialogo interreligioso dell´Arcidiocesi di Lucca e la chiesa valdese di Lucca. L´incontro si terrà il 25 novembre alle 18 in via S. Andrea 33.

"Si tratta di un percorso formativo finalizzato all´approfondimento dei temi legati ai diritti fondamentali della persona umana e al rapporto tra Stato e Chiese, con particolare riferimento all´Italia e alle varie confessioni religiose presenti nel nostro Paese: protestantesimo, cattolicesimo, ortodossia, ebraismo, islamismo" si legge nella presentazione del ciclo, che è rivolto a insegnanti di religione, giornalisti, giuristi, docenti di materie umanistiche, specialisti di scienze politiche, funzionari, ministri di culto, religiosi, seminaristi, sacerdoti, studiosi nel campo degli studi religiosi, del rapporto con le comunità di fede e del pluralismo. "Questo ciclo di conferenze è il primo del suo genere che si propone in Italia. Sono previsti due semestri, dedicati rispettivamente alla teoria e alla prassi della libertà religiosa" concludono gli organizzatori.

La conferenza inaugurale vedrà la partecipazione di Stefano Gagliano (Scuola Normale Pisa) su "Lutero e la libertà del cristiano"; Eugenio Biagini (University of Cambridge) "Dalla tolleranza alla libertà di coscienza"; Mario Biagioni (Liceo A. di Savoia Pistoia) "Riforma e libertà religiosa nell´Italia del Cinquecento". L´incontro sarà introdotto da Samuele Del Carlo (presidente del Centro "Vermigli") e moderato da Stefano Giannatempo (pastore della chiesa valdese di Lucca).


Fonte: NEV - notizie evangeliche
UN GIORNO UNA PAROLA
2021

M A R Z O
Versetto del mese:
Gesù rispose: «Vi dico che se costoro tacciono, le pietre grideranno
(Luca 19: 40)

Salmo della settimana: 34


Domenica 7 Marzo I miei occhi sono sempre rivolti al Signore (Salmo 25,15)
Nessuno che abbia messo la mano all aratro e poi volga lo sguardo indietro, è adatto per il regno di Dio (Luca 9,62)


Alzati e dì loro tutto quello che io ti comanderò (Geremia 1, 17)
Noi non predichiamo noi stessi, ma Cristo Gesù quale Signore (II Corinzi 4,5)


E l uomo vuole lodarti, una particella del tuo creato, che si porta attorno il suo destino mortale, che si porta attorno la prova del suo peccato e la prova che tu resisti ai superbi. Eppure l’uomo, una particella del suo creato, vuole lodarti. Sei tu che lo stimoli a dilettarsi delle tue lodi, perché ci hai fatti per te, e il nostro cuore non ha pace finché non riposa in te.
Agostino di Ippona



Luca 9, 57-62; I Re 19, 1-13a




Preghiera

Quando il passato ci opprime,
quando il presente ci angustia,
quando il futuro ci spaventa,
alziamo gli occhi verso di te.

Donaci, Signore, i segni della tua presenza
in mezzo alla confusione del mondo e delle nostre vite!
Ti chiediamo di imprimere nei nostri cuori
le tue promesse per rafforzarci e guidarci ogni giorno
Helmut Gollwitzer



COMMENTO AL VERSETTO
Il frutto dello Spirito è amore, gioia, pace, pazienza, benevolenza, bontà, fedeltà, mansuetudine, autocontrollo
Galati 5, 22
Diceva Martin Lutero: «Dove Dio ha costruito una chiesa, il diavolo costruisce anche lui una cappella». È vero. Il diavolo si fa sentire. E come. Siamo soliti ascoltare le cose negative intorno a noi, anche se le cose positive sono presenti. Per una ragione o altra quelle negative lasciano un segno profondo. Già per questo la vecchia abitudine di imparare a memoria questa frase dell’apostolo Paolo è un consiglio più che buono. Riporta in primo piano il frutto dello Spirito.

Il frutto dello Spirito, al singolare. Le nove parole insieme formano il frutto dello Spirito. Non se ne possono scegliere alcune, e lasciarne da parte altre. Sono come gli spicchi di un mandarino, insieme formano il mandarino. Insieme questi spicchi formano il frutto dello Spirito.

Il frutto dello Spirito. Un frutto ha bisogno del tempo per crescere. Inoltre non cresce da solo. Grazie a Dio il frutto cresce. Ma questo non toglie la nostra responsabilità. Dal seme al frutto. Su molte cose non possiamo incidere più di tanto, penso al sole o alle tempeste ma possiamo comunque annaffiare, fertilizzare, potare.

Si può parlare del fattore Dio e del fattore umano con il frutto dello Spirito. Il fattore Dio implica che il frutto è in definitiva un dono di Dio, che è lo Spirito che permette al frutto di crescere nella tua vita. Ma il fattore umano è che ti concentri consapevolmente su quel frutto, che rimuovi gli ostacoli, che togli le erbacce, che dai l’acqua quando serve, etc.

Quando il frutto dello Spirito fiorisce nelle nostre vite, questo è in primo luogo un dono di Dio, ma anche i nostri sforzi hanno un loro ruolo. Dio ci vuole partecipi nel suo Regno.


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