25 Giugno 2021
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Riforma e Libertà. A Lucca conferenza inaugurale del ciclo di conferenze

23-11-2017 10:13 - Ecumenismo
Inizia il 25 novembre la serie di incontri di approfondimento sul tema della teoria e della prassi della libertà religiosa promossi dal Centro Culturale "Pietro Martire Vermigli"

"Riforma e libertà" è il titolo del primo appuntamento del ciclo di conferenze sul tema della teoria e prassi della libertà religiosa promossi dal Centro Culturale "Pietro Martire Vermigli" in collaborazione con l´Ufficio ecumenismo e dialogo interreligioso dell´Arcidiocesi di Lucca e la chiesa valdese di Lucca. L´incontro si terrà il 25 novembre alle 18 in via S. Andrea 33.

"Si tratta di un percorso formativo finalizzato all´approfondimento dei temi legati ai diritti fondamentali della persona umana e al rapporto tra Stato e Chiese, con particolare riferimento all´Italia e alle varie confessioni religiose presenti nel nostro Paese: protestantesimo, cattolicesimo, ortodossia, ebraismo, islamismo" si legge nella presentazione del ciclo, che è rivolto a insegnanti di religione, giornalisti, giuristi, docenti di materie umanistiche, specialisti di scienze politiche, funzionari, ministri di culto, religiosi, seminaristi, sacerdoti, studiosi nel campo degli studi religiosi, del rapporto con le comunità di fede e del pluralismo. "Questo ciclo di conferenze è il primo del suo genere che si propone in Italia. Sono previsti due semestri, dedicati rispettivamente alla teoria e alla prassi della libertà religiosa" concludono gli organizzatori.

La conferenza inaugurale vedrà la partecipazione di Stefano Gagliano (Scuola Normale Pisa) su "Lutero e la libertà del cristiano"; Eugenio Biagini (University of Cambridge) "Dalla tolleranza alla libertà di coscienza"; Mario Biagioni (Liceo A. di Savoia Pistoia) "Riforma e libertà religiosa nell´Italia del Cinquecento". L´incontro sarà introdotto da Samuele Del Carlo (presidente del Centro "Vermigli") e moderato da Stefano Giannatempo (pastore della chiesa valdese di Lucca).


Fonte: NEV - notizie evangeliche
UN GIORNO UNA PAROLA
2021
G I U G N O


Versetto del mese
Bisogna ubbidire a Dio anziché agli uomini

(Atti degli apostoli 5,29)




Salmo della settimana: 12

Venerdì 25 Giugno

La sua fedeltà ti sarà scudo e corazza (Salmo91,4)
Gesù dice: «Se perseverate nella mia parola, siete veramente miei discepoli; conoscerete la verità e la verità vi farà liberi» (Giovanni 8,31-32)

Il cristiano è mandato allo scoperto, dove «deve restare saldo» con l unico «scudo della fede» e «l elmo della salvezza» e «la spada dello Spirito, che è la parola di Dio, con ogni sorta di preghiere e di supplica» come armi di difesa e di offesa.
Hans Urs Von Balthasar


Matteo 10, 26-33; Atti degli apostoli 13, 13-25


















Preghiera

Signore siamo deboli, timorosi, piccoli.
Ma forse tu vuoi servirti ugualmente di noi.
Facci entrare nel tuo lavoro, non permetterci di aver vissuto per niente.
Conosci quello che siamo, sai che abbiamo, tutti, sete di te,
della vita, della salvezza che ci offri.
Concedici di essere forti in te. Amen


COMMENTO AL VERSETTO
Il frutto dello Spirito è amore, gioia, pace, pazienza, benevolenza, bontà, fedeltà, mansuetudine, autocontrollo
Galati 5, 22
Diceva Martin Lutero: «Dove Dio ha costruito una chiesa, il diavolo costruisce anche lui una cappella». È vero. Il diavolo si fa sentire. E come. Siamo soliti ascoltare le cose negative intorno a noi, anche se le cose positive sono presenti. Per una ragione o altra quelle negative lasciano un segno profondo. Già per questo la vecchia abitudine di imparare a memoria questa frase dell’apostolo Paolo è un consiglio più che buono. Riporta in primo piano il frutto dello Spirito.

Il frutto dello Spirito, al singolare. Le nove parole insieme formano il frutto dello Spirito. Non se ne possono scegliere alcune, e lasciarne da parte altre. Sono come gli spicchi di un mandarino, insieme formano il mandarino. Insieme questi spicchi formano il frutto dello Spirito.

Il frutto dello Spirito. Un frutto ha bisogno del tempo per crescere. Inoltre non cresce da solo. Grazie a Dio il frutto cresce. Ma questo non toglie la nostra responsabilità. Dal seme al frutto. Su molte cose non possiamo incidere più di tanto, penso al sole o alle tempeste ma possiamo comunque annaffiare, fertilizzare, potare.

Si può parlare del fattore Dio e del fattore umano con il frutto dello Spirito. Il fattore Dio implica che il frutto è in definitiva un dono di Dio, che è lo Spirito che permette al frutto di crescere nella tua vita. Ma il fattore umano è che ti concentri consapevolmente su quel frutto, che rimuovi gli ostacoli, che togli le erbacce, che dai l’acqua quando serve, etc.

Quando il frutto dello Spirito fiorisce nelle nostre vite, questo è in primo luogo un dono di Dio, ma anche i nostri sforzi hanno un loro ruolo. Dio ci vuole partecipi nel suo Regno.


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