09 Luglio 2020
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Ricordati e rallegrati del tuo Creatore

14-04-2017 11:09 - Il Vangelo ci parla
Ricordati del tuo Creatore nei giorni della tua giovinezza, prima che vengano i cattivi giorni e giungano gli dei quali dirai: «io non ci ho più nessun piacere»
Ecclesiaste 12, 3

Uno dei malfattori crocifissi con lui disse: «Gesù, ricordati di me quando entrerai nel tuo regno!»
Luca 23, 42

Ricordati: di che cosa? Il libro di Qohelet ci ricorda la nostra vanità, la nostra caducità, la nostra morte. E così ci fa riscoprire la preziosità, ci fa apprezzare il valore di ogni attimo della vita. Non ci dice soltanto di ricordare, ma anche di rallegrarci (cf. Ec 12, 1): rallegrati e ricordati dunque.

Questo è il linguaggio degli innamorati, queste sono le due parole dell´amore, alle quali si aggiunge una terza parola, anch´essa dettata da un cuore che ama: prima.

Prima che sia troppo tardi. Rallegrarsi e ricordarsi non possono aspettare. Non c´è tempo da perdere. Rallegrati prima, e: prima rallegrati. Ricordati prima, e: prima ricordati.

Rallegrarsi e ricordarsi hanno il primato. Il primato sulla nostra vita. Rallegrarsi e ricordarsi sono il primo comandamento della nostra vita. Rallegrati e ricordati del tuo Creatore.

Qohelet ce lo canta con una delle poesie più belle della Bibbia (Ec 12, 1-10), malgrado sia il canto della nostra vanità e della nostra morte. Alla luce, nella dolcezza del ricordo del Creatore, la dura realtà che comunque un giorno quel che abbiamo fatto sarà disfatto, che mi ammalerò e morirò - tutto questo appare letteralmente in un´altra luce.

Pensate soltanto all´ultima immagine della poesia, quella della fonte, del pozzo: la sorgente della vita che si confonde con la mia tomba. Come la terra, simbolo della vita, infine, sarà il luogo della morte.

Oggi siamo a Golgota sotto la croce di Cristo: ricordati e rallegrati del tuo Creatore. Proprio oggi.


Fonte: Riforma.it

UN GIORNO UNA PAROLA

2020

L U G L I O
Versetto del mese:
L’angelo del Signore tornò una seconda volta,
toccò Elia, e disse:
«Alzati e mangia, perché il cammino è troppo lungo per te»
(I Re 19, 7)



Salmo della settimana : 106, 24-48

Mercoledì 8 Luglio

In mezzo a questo popolo, io continuerò a fare delle meraviglie, meraviglie su meraviglie; la saggezza dei suoi saggi perirà (Isaia 29,14)
Molti udendolo, si stupivano e dicevano: «Da dove gli vengono queste cose? Che sapienza è questa che gli è data? E che cosa sono queste opere potenti fatte per mano sua?» (Marco 6, 2)

Signore, quanto spesso noi illudiamo noi stessi con le nostre idee e i nostri piani. Alcune speranze si distruggono, ma anche alcuni timori si mostrano infondati. Noi sperimentiamo te come il Dio che è diverso da come noi lo pensiamo. Tu ci sovrasti e ci sorprendi sempre di nuovo, forse anche oggi. Noi confidiamo in te.

Marco 11, 20-26; I Re 17, 7-16



Preghiera


Signore,
nella nostra stanchezza poni su di
noi la tua mano che ridona vigore;
Fa’ soffiare il tuo Spirito che dona
vita nuova.
Non lasciare che la nostra
Esistenza si spezzi in mille
Frammenti e disperda il suo senso
In mille incombenze quotidiane.
Donaci di udire ogni giorno
di nuovo la tua chiamata a
seguire i tuoi passi sul cammino
della nostra esistenza e donaci
di saperci rispondere con fede,
speranza e amore.
Con te, Signore, c’è sempre una
parola nuova da imparare,
nuova speranza in cui
porre fiducia. La nostra vita
sia un grazie a te, un canto di
riconoscenza per la tua grazia, il
tuo perdono la tua salvezza. Nel
nome di Gesù. Amen




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COMMENTO AL VERSETTO

Il frutto dello Spirito è amore, gioia, pace, pazienza, benevolenza, bontà, fedeltà, mansuetudine, autocontrollo
Galati 5, 22

Diceva Martin Lutero: «Dove Dio ha costruito una chiesa, il diavolo costruisce anche lui una cappella». È vero. Il diavolo si fa sentire. E come. Siamo soliti ascoltare le cose negative intorno a noi, anche se le cose positive sono presenti. Per una ragione o altra quelle negative lasciano un segno profondo. Già per questo la vecchia abitudine di imparare a memoria questa frase dell’apostolo Paolo è un consiglio più che buono. Riporta in primo piano il frutto dello Spirito.

Il frutto dello Spirito, al singolare. Le nove parole insieme formano il frutto dello Spirito. Non se ne possono scegliere alcune, e lasciarne da parte altre. Sono come gli spicchi di un mandarino, insieme formano il mandarino. Insieme questi spicchi formano il frutto dello Spirito.

Il frutto dello Spirito. Un frutto ha bisogno del tempo per crescere. Inoltre non cresce da solo. Grazie a Dio il frutto cresce. Ma questo non toglie la nostra responsabilità. Dal seme al frutto. Su molte cose non possiamo incidere più di tanto, penso al sole o alle tempeste ma possiamo comunque annaffiare, fertilizzare, potare.

Si può parlare del fattore Dio e del fattore umano con il frutto dello Spirito. Il fattore Dio implica che il frutto è in definitiva un dono di Dio, che è lo Spirito che permette al frutto di crescere nella tua vita. Ma il fattore umano è che ti concentri consapevolmente su quel frutto, che rimuovi gli ostacoli, che togli le erbacce, che dai l’acqua quando serve, etc.

Quando il frutto dello Spirito fiorisce nelle nostre vite, questo è in primo luogo un dono di Dio, ma anche i nostri sforzi hanno un loro ruolo. Dio ci vuole partecipi nel suo Regno.


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