26 Agosto 2019

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Resistere nella minoranza

29-06-2017 08:29 - News
di Roberto Davide Papini

"Le nostre chiese sono chiamate a resistere nella minoranza".

Il pastore Claudio Pasquet sintetizza la sfida che è di fronte alla Comunione mondiale delle chiese riformate che dal 29 giugno al 7 luglio riunisce il suo Consiglio generale a Lipsia, in Germania, con una significativa tappa a Wittenberg. Pasquet, insieme ad Annapaola Carbonatto (che ha preso parte al pre-consiglio dei giovani riformati), partecipa a questo appuntamento in rappresentanza della Chiesa valdese che fa parte delle oltre 200 chiese riformate della Comunione.

Pastore Pasquet, cosa si aspetta da questo appuntamento?

«Mi aspetto che vengano ripresi e sviluppati i temi delle assemblee precedenti, Accra (in Ghana) nel 2010 e Grand Rapids Usa) nel 2010. In particolare credo che sarà importante riprendere il tema della giustizia economica, sociale ed ecologica: rispetto ad Accra la situazione mondiale è decisamente peggiorata, anche se ci sono incoraggianti esempi di resistenza».

Tra gli aspetti della giustizia sociale c´è il tema dei migranti

«Sì, infatti a me e ad Annapaola è stato chiesto di fare un intervento per raccontare come le nostre chiese affrontano l´emergenza. Parleremo di Mediterranean Hope e dei corridoi umanitari».

In questa celebrazione dei 500 anni della Riforma è emerso con forza l´aspetto ecumenico. Un´impronta presente anche nel lavoro della Comunione mondiale delle chiese riformate?

«Sì, credo che questa sia una novità importante rispetto agli anni passati. Va ricordato, comunque, che a Lipsia si incontrano chiese che, tranne rari casi, sono di minoranza, anche se la Comunione mondiale delle chiese riformate è la più rappresentata al mondo (dopo la Chiesa cattolica) in termini di presenza nelle varie zone del mondo».

Lei parla della necessità di resistere. A che cosa?

«Proprio al fatto di agire in contesti di minoranza. Non deve essere una resistenza per tirare a campare, ma per portare avanti la testimonianza del Vangelo"

Nel corso dell´assemblea verranno votati documenti importanti come l´adesione alla "Dichiarazione congiunta sulla dottrina della giustificazione" e la "Testimonianza di Wittenberg" sul dialogo ecumenico. Saranno i due momenti centrali?

«Saranno momenti importanti, ma voglio sottolineare che si tratta di un incontro molto basato su momenti di preghiera, con due culti al giorno, in apertura e in chiusura di ogni giornata. Insomma, non è l´Onu dei riformati».


Fonte: chiesavaldese.org

UN GIORNO UNA PAROLA

A G O S T O
Versetto del mese:
Andando, predicate e dite: «Il regno dei cieli è vicino» (Matteo 10,7)


Salmo della settimana: 101

Domenica 25 Agosto
Beata la nazione il cui Dio è il Signore; beato il popolo ch’egli ha scelto per sua eredità ( Salmo 33,12)

Il rimanente della casa di Giuda che sarà scampato, metterà ancora radici in basso e porterà frutto in alto (II Re 19,30)
Se la radice è santa, anche i rami sono santi (Romani 11,16)

Amici, se la radice del mandorlo torna a fiorire e germogliare, non è questo un segno che c’è ancora amore?
Schalom Ben-Chorin

Marco 12, 28-34; Romani 11, 25-32


Preghiera

Signore nostro, la tua Parola
ci cerca, la tua voce desidera il
nostro cuore per prendere dimora
in noi e da lì poter risuonare
nel mondo. Accogli la nostra
disponibilità, anche se fragile,
anche se piena di contraddizioni,
e vieni ad abitare in noi. Dona
la forza del tuo Spirito, respiro
di vita, che ci sostenga quando
la tua Parola brucia, che ci dia
il coraggio di andare avanti
quando nulla è chiaro, quando senza
te il nostro passo sarebbe troppo
incerto.
Ascoltaci, Signore nostro, nel
nome del tuo figlio Gesù, e donaci
il respiro del tuo spirito Santo.
Amen
da Riforma
del 29 marzo 2019



Eventi

COMMENTO AL VERSETTO

Il frutto dello Spirito è amore, gioia, pace, pazienza, benevolenza, bontà, fedeltà, mansuetudine, autocontrollo
Galati 5, 22

Diceva Martin Lutero: «Dove Dio ha costruito una chiesa, il diavolo costruisce anche lui una cappella». È vero. Il diavolo si fa sentire. E come. Siamo soliti ascoltare le cose negative intorno a noi, anche se le cose positive sono presenti. Per una ragione o altra quelle negative lasciano un segno profondo. Già per questo la vecchia abitudine di imparare a memoria questa frase dell’apostolo Paolo è un consiglio più che buono. Riporta in primo piano il frutto dello Spirito.

Il frutto dello Spirito, al singolare. Le nove parole insieme formano il frutto dello Spirito. Non se ne possono scegliere alcune, e lasciarne da parte altre. Sono come gli spicchi di un mandarino, insieme formano il mandarino. Insieme questi spicchi formano il frutto dello Spirito.

Il frutto dello Spirito. Un frutto ha bisogno del tempo per crescere. Inoltre non cresce da solo. Grazie a Dio il frutto cresce. Ma questo non toglie la nostra responsabilità. Dal seme al frutto. Su molte cose non possiamo incidere più di tanto, penso al sole o alle tempeste ma possiamo comunque annaffiare, fertilizzare, potare.

Si può parlare del fattore Dio e del fattore umano con il frutto dello Spirito. Il fattore Dio implica che il frutto è in definitiva un dono di Dio, che è lo Spirito che permette al frutto di crescere nella tua vita. Ma il fattore umano è che ti concentri consapevolmente su quel frutto, che rimuovi gli ostacoli, che togli le erbacce, che dai l’acqua quando serve, etc.

Quando il frutto dello Spirito fiorisce nelle nostre vite, questo è in primo luogo un dono di Dio, ma anche i nostri sforzi hanno un loro ruolo. Dio ci vuole partecipi nel suo Regno.


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