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Re-immaginare la Riforma: a Birmingham un incontro promosso dai riformati britannici

20-12-2017 07:44 - News
"Una immaginazione che Riforma". É questo il titolo dell´incontro che si è tenuto dal 14 al 16 dicembre scorsi a Birmingham (Gran Bretagna). Venti partecipanti di diverse chiese protestanti e di diversa nazionalità, si sono ritrovati alla Queens Foundation for Ecumenical Theological Education su invito del Dipartimento dei ministeri globali e interculturali (GIM) della britannica Chiesa riformata unita (URC).

"Come ogni anno – ha spiegato il pastore Michael Jagessar, responsabile del GIM – il nostro Dipartimento ha organizzato un incontro per raccogliere voci molto diverse tra loro per riflettere in modo non convenzionale su un tema specifico, quest´anno l´eredità della Riforma protestante".

Quali sono le tesi che oggi un novello Lutero dovrebbe affiggere alle porte delle chiese e dei luoghi significativi della nostra società? I quattro "Sola" della Riforma – Sola Gratia, Sola Fide, Sola Sciptura, Solus Christus – sono ancora affermazioni liberanti? Della tradizione protestante cosa va de-costruito, ricostruito o rigettato? Cosa rimane delle voci dissenzienti e delle minoranze della Riforma?

"Abbiamo chiesto ai nostri oratori e oratrici di affrontare queste domande nel modo più aperto, coraggioso e radicale possibile, per superare quell´´analfabetismo dell´immaginazione´ che contraddistingue la vita di molte chiese cristiane", ha aggiunto Jagessar.

I punti di vista offerti alla discussione sono stati molti: da quello della black-theology americana alle teologie Dalit della liberazione provenienti dall´India; dalle espressioni sia liberatrici sia oppressive presenti negli inni ancor oggi cantati nelle chiese, alle nuove espressioni artistiche nel culto; dai nuovi modi di intendere la missione cristiana alla controcultura economica e ambientale che emana dalla fede cristiana; dall´esperienza di fede delle persone transgender alla testimonianza di chi appartiene a gruppi religiosi minoritari.

"Pur nella diversità degli interventi – afferma il pastore Luca Baratto della Federazione delle chiese evangeliche in Italia (FCEI), tra i partecipanti all´incontro – sono emersi alcuni snodi principali. Per esempio, il binomio ´ospitalità/appartenenza´ che ha sottolineato la necessità di una più ampia e radicale capacità inclusiva delle chiese, oggi (così è emerso da più interventi) più preoccupate di preservare le loro traballanti strutture piuttosto che del loro mandato ad essere voci profetiche nella società".

"Il mio intervento – ha aggiunto Baratto – ha avuto un taglio storico: ho seguito il percorso europeo di Pier Martire Vermigli (1499-1562), riformatore italiano attivo a Strasburgo, Oxford e Zurigo. Questo mi ha permesso di affermare l´importanza di una teologia dallo sguardo europeo, sia che questo sguardo si levi dal lato dell´Unione o dal lato della Brexit".

"Un altro elemento originale del pensiero di Vermigli è la sua teorizzazione del diritto alla fuga in tempi di persecuzione, un tema che egli tematizza teologicamente ma che rimane significativo in un mondo che vede milioni di persone in fuga. Oggi infatti riflettiamo molto sul dovere dell´accoglienza, per affermarla o negarla, ma molto poco sul diritto a fuggire dal proprio paese".


Fonte: NEV-Notizie Evangeliche.it
UN GIORNO UNA PAROLA
2021
O T T O B R E
Versetto del mese:
Facciamo attenzione gli uni agli altri
per incitarci all’amore e alle buone opere

(Ebrei 10, 24)



Salmo della settimana: 62

Domenica 17 Ottobre
O uomo, egli ti ha fatto conoscere ciò che è bene; che altro richiede da te il Signore, se non che tu pratichi la giustixzia, che tu ami la misericordia e cammini umilmente con il tuo Dio? (Michea 6,8)


Maltrattato, si lasciò umiliare e non aprì la bocca. Come l agnello condotto al mattatoio, egli non aprì la bocca (Isaia 53,7)
Oltraggiato, Gesù non rendeva gli oltraggi; soffrendo, non minacciava, ma si rimetteva a colui che giudica giustamente (I Pietro 2,23)


Tu sai cosa è la sofferenza, tu sai cosa è il dolore, perché sei mio fratello, figlio dell uomo e di Dio
Otmar Schulz


Marco 10, 2-16; II Corinzi 3, 3-9; Genesi 8, 18-22; 9,12-17























































Preghiera



Rivelaci, o Dio,
l itinerario che ci hai preparato,
il cammino sul quale vuoi
che siamo in marcia.
Non lasciarci immobili,
ma scuotici e spingici avanti.
Rivelaci, o Dio,
la tua volontà di pace
affinché possiamo osare la pace.
Liberaci dalle false paure e dai
sospetti, rendici la semplicità
dell amore affinché sappiamo
forgiare gli strumenti della
giustizia, della dignità,
del cibo per tutti e
dell amore fraterno -
Rivelaci, o Dio,
la tua volontà di raddrizzarci e di
fortificarci affinché
gli zoppi camminino senza pena,
affinché i reietti siano accolti,
affinché gli esclusi siano reintegrati
nella famiglia umana,
ed affinché tu sia tutto in tutti
Amen

(Maurice Hammely)
dal quaderno della Cevaa
Riforma 20 agosto 2021
COMMENTO AL VERSETTO
Il frutto dello Spirito è amore, gioia, pace, pazienza, benevolenza, bontà, fedeltà, mansuetudine, autocontrollo
Galati 5, 22
Diceva Martin Lutero: «Dove Dio ha costruito una chiesa, il diavolo costruisce anche lui una cappella». È vero. Il diavolo si fa sentire. E come. Siamo soliti ascoltare le cose negative intorno a noi, anche se le cose positive sono presenti. Per una ragione o altra quelle negative lasciano un segno profondo. Già per questo la vecchia abitudine di imparare a memoria questa frase dell’apostolo Paolo è un consiglio più che buono. Riporta in primo piano il frutto dello Spirito.

Il frutto dello Spirito, al singolare. Le nove parole insieme formano il frutto dello Spirito. Non se ne possono scegliere alcune, e lasciarne da parte altre. Sono come gli spicchi di un mandarino, insieme formano il mandarino. Insieme questi spicchi formano il frutto dello Spirito.

Il frutto dello Spirito. Un frutto ha bisogno del tempo per crescere. Inoltre non cresce da solo. Grazie a Dio il frutto cresce. Ma questo non toglie la nostra responsabilità. Dal seme al frutto. Su molte cose non possiamo incidere più di tanto, penso al sole o alle tempeste ma possiamo comunque annaffiare, fertilizzare, potare.

Si può parlare del fattore Dio e del fattore umano con il frutto dello Spirito. Il fattore Dio implica che il frutto è in definitiva un dono di Dio, che è lo Spirito che permette al frutto di crescere nella tua vita. Ma il fattore umano è che ti concentri consapevolmente su quel frutto, che rimuovi gli ostacoli, che togli le erbacce, che dai l’acqua quando serve, etc.

Quando il frutto dello Spirito fiorisce nelle nostre vite, questo è in primo luogo un dono di Dio, ma anche i nostri sforzi hanno un loro ruolo. Dio ci vuole partecipi nel suo Regno.


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