23 Luglio 2021
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Radicalismo e islamofobia si contrastano anche nel confronto pubblico con le comunità islamiche

21-06-2017 15:26 - News
All´indomani dell´attacco a Londra contro la moschea di Finsbury Park, Paolo Naso, politologo e coordinatore della Commissione Studi-Dialogo-Integrazione della Federazione delle chiese evangeliche in Italia, ricorda che "spinte xenofobe e islamofobiche devono essere contrastate con la forza della legge, dell´informazione e del dialogo interreligioso e istituzionale"

"L´attentato contro una moschea di Londra è un fatto gravissimo che, al di là del doveroso accertamento dei fatti, mostra tutta la sua radice islamofobica". Lo dichiara Paolo Naso che, oltre a coordinare la Commissione Studi-Dialogo-Integrazione (COSDI) della Federazione delle chiese evangeliche in Italia (FCEI), presiede il Consiglio per l´Islam italiano istituito presso il Ministero dell´Interno. "Già colpiti dai terroristi che agiscono nel nome dell´ISIS, i musulmani che vivono e pregano nel rispetto delle leggi e di chi vive attorno a loro, pagano un ulteriore prezzo alla violenza della discriminazione e del razzismo. Quanto all´Italia, anche se non ha registrato attentati paragonabili a quello londinese, è anch´essa esposta a spinte xenofobe e islamofobiche che devono essere contrastate con la forza della legge, dell´informazione e del dialogo interreligioso e istituzionale".

È questa la strada intrapresa dal Consiglio per l´Islam italiano che tra l´altro ha facilitato la sottoscrizione, il 1° febbraio di quest´anno, del Patto nazionale per l´Islam italiano. "È un testo bilaterale – spiega ancora Naso – che impegna le principali associazioni islamiche da una parte e il Ministero dell´interno dall´altra in un percorso comune a sostegno di politiche di integrazione, dialogo e riconoscimento dell´islam nel quadro delle leggi italiane e ovviamente dell´articolo 8 della Costituzione che indica la possibilità di ´intese´ con le confessioni diverse dalla cattolica. Il radicalismo e l´islamofobia si combattono anche con gli strumenti del dialogo e del confronto pubblico con le comunità islamiche. In questo quadro anche le chiese evangeliche – conclude – stanno svolgendo un´azione importante a sostegno del dialogo cristiano-islamico".


Fonte: NEV - notizie evangeliche
UN GIORNO UNA PAROLA
2021
L U G L I O
Versetto del mese
Affinché cerchino Dio, se mai giungano a trovarlo,
come a tastoni, benché egli non sia lontano da ciascuno di noi

(Atti degli apostoli 17, 27)


Salmo della settimana: 9


Venerdì 23 Luglio

Gli occhi miei prevengono le veglie della notte, per meditare la tua parola (Salmo 119, 148)
Maria serbava in sé tutte queste cose, meditandole in cuor suo (Luca 2,19)

La parola giusta viene dal silenzio e il silenzio giusto viene dalla Parola
Dietrich Bonhoeffer


Luca 22, 14-20; Atti degli apostoli 23, 1-11














Preghiera




Poiché le tue parole, mio Dio,
non sono fatte per rimanere inerti nei nostri libri,
ma per possederci e per correre il mondo in noi,
permetti che, da quel fuoco di gioia da te acceso,
un tempo, su una montagna,
e da quella lezione di felicita,
qualche scintilla ci raggiunga e ci possegga,
ci investa e ci pervada.
Fa che come fiammelle nelle stoppie
corriamo per le vie della città,
e fiancheggiamo le onde della folla,
contagiosi di beatitudine, contagiosi della gioia

Madeleine Delbrel

COMMENTO AL VERSETTO
Il frutto dello Spirito è amore, gioia, pace, pazienza, benevolenza, bontà, fedeltà, mansuetudine, autocontrollo
Galati 5, 22
Diceva Martin Lutero: «Dove Dio ha costruito una chiesa, il diavolo costruisce anche lui una cappella». È vero. Il diavolo si fa sentire. E come. Siamo soliti ascoltare le cose negative intorno a noi, anche se le cose positive sono presenti. Per una ragione o altra quelle negative lasciano un segno profondo. Già per questo la vecchia abitudine di imparare a memoria questa frase dell’apostolo Paolo è un consiglio più che buono. Riporta in primo piano il frutto dello Spirito.

Il frutto dello Spirito, al singolare. Le nove parole insieme formano il frutto dello Spirito. Non se ne possono scegliere alcune, e lasciarne da parte altre. Sono come gli spicchi di un mandarino, insieme formano il mandarino. Insieme questi spicchi formano il frutto dello Spirito.

Il frutto dello Spirito. Un frutto ha bisogno del tempo per crescere. Inoltre non cresce da solo. Grazie a Dio il frutto cresce. Ma questo non toglie la nostra responsabilità. Dal seme al frutto. Su molte cose non possiamo incidere più di tanto, penso al sole o alle tempeste ma possiamo comunque annaffiare, fertilizzare, potare.

Si può parlare del fattore Dio e del fattore umano con il frutto dello Spirito. Il fattore Dio implica che il frutto è in definitiva un dono di Dio, che è lo Spirito che permette al frutto di crescere nella tua vita. Ma il fattore umano è che ti concentri consapevolmente su quel frutto, che rimuovi gli ostacoli, che togli le erbacce, che dai l’acqua quando serve, etc.

Quando il frutto dello Spirito fiorisce nelle nostre vite, questo è in primo luogo un dono di Dio, ma anche i nostri sforzi hanno un loro ruolo. Dio ci vuole partecipi nel suo Regno.


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